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Storia dell'architettura

Architettura romana: città e architetture romane tra repubblica e impero

Roma si sviluppa maggiormente nel centro Italia, consolida il proprio potere e amplia i propri confini, costruendo strutture politiche autonome. Progressiva definizione della res pubblica dal VI-V sec a.C. Roma, dominio repubblicano, e Roma dominio imperiale dal II sec d.C. L'età imperiale si conclude tra il 402/405 a.C. Limitatio, suddivisione del suolo mediante limites (criteri ben precisi). Centurizio (suddivisione in porzioni quadrate con il lato di 700 m, suddiviso ancora in quadrati più piccoli) è il più diffuso tipo di limitatio. Viene realizzata a partire da 2 assi ortogonali tra loro, uno ovest-est detto decumano maximus, l'altro nord-sud detto cardo maximus. Un corpo scelto dell'esercito era incaricato di suddividere il territorio (sistema precisissimo).

Ordinamenti urbani

L'incrocio degli assi costituiva il centro della città, ma non sempre coincidevano. Le città erano murate. All'interno delle mura, il territorio veniva suddiviso mediante centuriazione. Utilizzavano la forma urbis per designare le tasse. L'accampamento militare (costrum) aveva un ordinamento molto simile a quello urbano, ordinato mediante vie parallele e ortogonali fra loro. La via principale è la via quintana e dopo la via pretoria. Sotto la via quintana si sviluppavano i quartieri.

Innovazione dei materiali edilizi

Usavano maggiormente blocchi lapidei posati a secco. E questi materiali venivano usati anche in età arcaica (VII-IV sec a.C.). Mura serviane (nell'età dei sette re di Roma). Opus cementicium: impasto costituito da malta di calce (cioè calce, sabbia e/o pozzolana, acqua) e carmenta (cioè scaglie di pietra di varia pezzatura). Si versava l'impasto in delle casseforme (realizzato con assi linee). Opus quadratum: rivestimento del nucleo murario o.c. con blocchi lapidei ben squadrati. Opus incertum: finitura della muratura in o.c. (massima diffusione II-I secolo a.C.) profilo irregolare. Opus reticolatum: piramidale a base quadrata (in faccia vista) ultimo quarto II sec. a.C. – metà II sec. d.C., venivano ruotate in modo tale da come si voleva fare il rivestimento (tantissimi a Pompei). Opus testaceum: finitura muraria in laterizio (argilla cotta) dal I sec. d.C. molto economico e molto maneggevole. I laterizi romani avevano forma quadrata (produzione standard) 3 dimensioni: 59,2 cm bipedales; 44,4 cm sesquipedales; 20 cm bessales. 59,2 cm = 2 piedi romani. Queste potevano essere tagliate in forme più piccole sia triangolari che quadrate. Oltre ai laterizi venivano prodotte forme speciali (mattoni pentagonali, circolari…). Opus listatum e opus vitatum (opus quadratum con blocchetti molto piccoli).

I nuovi sistemi strutturali: archi, volte, cupole

Con questi nuovi sistemi hanno potuto realizzare un’architettura nuova, patrimonio edilizio innovativo con sfruttamento delle potenzialità dei nuovi materiali, sia negli spazi che negli aspetti strutturali. L'opus cementicium consente di superare e passare a un sistema spingente strutturale con l'ingresso di archi, volte e cupole. Il vecchio sistema non permetteva di sfruttare larghe aperture (grandi luci), mentre quello nuovo permetteva di coprire spazi molto più ampi (archi nella maggior parte a tutto sesto). Il sistema trilitico vede la sua unità di base in due piedritti e un blocco sopra, punto di debolezza nell'architrave orizzontale trasmette metà del carico su ogni piedritto. Luce = intercolumnio. Questo sistema sblocca l’espressività dell’architetto. Nel sistema spingente invece le luci possono essere di una decina di metri. L'arco esercita sui muri di sostegno delle forze oblique, esercitate sul piano delle reni che tendono a ribaltare i piedritti verso l'esterno. I romani usavano contrastare gli sforzi ribaltanti in prevalenza con cospicui spessori murari di piedritti. Nell'architettura romana si usavano maggiormente le volte a botte, che si dividono in volte semplici e composte. Le volte composte sono quelle formate da una serie di fusi o di unghie. Nelle volte a crociera i carichi sono concentrati sui piedritti d'appoggio. Per costruire archi si usano delle centine lignee. Volte sono fatte in opus cementicium con nervature di laterizi, vi erano diversi tipi di nervature. Volte in opus cementicium su manto continuo di bipedali. Sopra la centina venivano posti dei cassettoni. Le volte romane sono in genere cassettonate.

Architettura pubblica civile e religiosa tra repubblica e impero

Le architetture pubbliche erano il segno tangibile di Roma: religiosi (templi, chiese…) e civico. L’architettura civica: erano organizzate secondo modi ripetuti. Il fulcro vitale della città romana era il FORO (piazza, con configurazione geometrica rettangolare contornata da colonne). Nel foro erano concentrati edifici religiosi e civici più importanti, era situato in prossimità del cardo e decumano massimo. Era porticato con grandi architravi. Ospitava il capitolium (ovvero campidoglio). Il rapporto tra i lati era di solito 3:2. Il foro di Pompei sviluppava molti edifici con funzione civica e religiosa. Inoltre, c'era il macellium (con negozi di beni e alimentari). C'era il comizium (assemblee politiche). Di fronte al capitolium vi erano 3 uffici (catasto, curia, tabularium). Vi era inoltre la basilica (destinata alle transazioni commerciali e all'amministrazione). Un tempio dedicato ad Apollo e una struttura destinata al mercato ortofrutticolo. A Roma vi erano più fori (per destinazione in base alla funzione prevalente). Il foro più importante era il foro romano (centro dell'area dei fori). Il foro romano era dominato dal colle capitolino (ove vi era collocato il campidoglio). Oltre al foro romano, nell'età imperiale vi erano i fori imperiali costruiti appunto da ogni imperatore che si succedeva. Sono complessi architettonici ben ordinati su assi di simmetria prevalenti. Nel foro di Traiano vi era una grande basilica (la basilica Iulia). I mercati traianei avevano una serie di botteghe e negozi che sono organizzati con un corridoio centrale con a fianco le botteghe, vi sono delle scale che consentono di salire al piano superiore ove vi è un ballatoio sempre con bottega, coperto con una sequenza di volte. Le nuove coperture avevano aiutato a rivoluzionare i nuovi spazi e i nuovi edifici edilizi. Strutture particolarmente complesse realizzate con i nuovi materiali.

Architettura paleocristiana e bizantina

La basilica forense è un edificio caratterizzato da due funzioni: commerciale (transazioni comm.) e amministrazione della giustizia. La basilica si configura con diversi ingressi senza un ingresso principale. Sono di forma rettangolare. C'è un lato collegato al foro ma è possibile accedervi anche lateralmente. Al suo interno vi è un colonnato continuo con spazio centrale e uno spazio subordinato (navata). L'ambiente sopraelevato si chiama tribunal (spazio ove si siedono i giudici che fanno dei processi). La basilica è coperta generalmente da un tetto piano, infatti gli appoggi sono molto sottili. Le basiliche erano tutte diverse perché ogni foro era diverso. Basilica Ulpia (171 x 59 m); Basilica Emilia (92.5 x 30 m), fondata nel 179 a.C., restaurata più volte, resti visibili oggi appartengono alla ricostruzione post 14 a.C., distrutta V sec.; Basilica Iulia.

Roma, 509 a.C. , tempio di Giove, capitolino (dedicato alla triade di Giove, Giunone, Minerva) 53 x 62 m2, tempio molto antico, riscoperto nei dettagli solo recentemente, realizzato con blocchi lapidei. Era costituito da una struttura colonnata che costituiva la parte di ingresso del tempio, mentre quest'ultimo si sviluppava su 3 celle (una più grande e le altre in parte più ristrette). I fedeli non potevano accedere alle celle. Anche a Brescia vi era il foro collocato sul capitolium. E anche il suo tempio era sviluppato su 3 celle. Il capitolium era rialzato rispetto al piano.

Tipi di templi

Prostilo (colonne davanti al tempio), periptero sine postico (senza la parte posteriore), periptero circolare, periptero (che hanno intorno un giro di colonne). Tempio periptero (Partenone), prevalente nella cultura architettura greca, è poco diffuso nell'architettura romana. L'architettura greca predisponeva di un aspetto dinamico del tempio (processione che si muoveva intorno al tempio). Il tipo di tempio maturato nella cultura etrusca-italica almeno da IV sec. a.C. è il periptero sine postico. Nei templi dei fori imperiali la testata di fondo è dotata di abside semicircolare. Periptero sine postico: tempio di Augusto e Livia a Vienne. Timpano: è l'elemento di chiusura del vuoto del sottotetto. Le colonne sono sempre di numero pari (per far sì che la colonna non sia in mezzo alla porta) con la conquista della Grecia si diffonde a Roma il tempio pseudoperiptero (tempio della Fortuna virile, murando gli spazi fra le colonne). Il tempio greco è di solito sopraelevato di 3 gradini. Il periptero circolare è dedicato ai templi destinato a ordine di sacerdoti specifici. Palestrina (santuario dedicato alla fortuna primigena). Pantheon (118-128) otto colonne = ottafila di ordine corinzio, l'altezza del pantheon è di circa 43 m.

Architettura termale

Bagni caldi, acqua calda, tiepida. Saune con sufflaggio di aria riscaldata. Attività fisica: sport, ginnastica. Pareti verticali isolate che facevano da cuscinetto d'aria tra interno ed esterno. I complessi termali dell'età imperiale erano costituiti da: caldarium (ambiente acque calde), tepidarium (ambiente acque tiepide), frigidarium (ambiente destinato a uso acqua fredda), natatio (piscina), spogliatoi. Le prime terme furono quelle di Erone. Il più grande complesso di terme era quello di Traiano. All'esterno dei complessi termali vi erano delle botteghe. Le terme erano grandi circa 10 ettari. Un altro grande complesso termale era quello di Caracalla (214 x 110 m edificio termale con 430 m di lato di recinto), crociere con luce di 19 m. frigidarium, ambiente significativo del complesso. Tutti gli ambienti termali sono coperti da volte a crociera. Le 3 volte a crociera poggiano su colonne libere nelle terme di Caracalla, le volte gravano su dei muri perimetrali. Altre terme sono quelle di Diocleziano (anche queste con lato di 300 m). Tutt'ora sopravvive il frigidarium, che è stato modificato da Michelangelo nel rinascimento nella chiesa di santa Maria degli angeli. La finestra termale aveva due montanti verticali al centro.

I teatri

Erano delle architetture che si usavano per lo spettacolo. Teatro greco di Siracusa, teatro greco di Priene, scena quotidiana in cui si svolgeva una commedia di tutti i giorni. Orchestra, spazio dove stava il coro e/o i musicisti. Il teatro romano è semicircolare, il palcoscenico è direttamente collegato alla scena. Tra la gradonata e la scena stanno degli ingressi per gli ospiti di riguardo. All'interno dei settori si snodano dei passaggi per smistare le persone. Le fasce più alte della gradonata sono quelle popolari ed è conclusa in alto da un colonnato. Sul palcoscenico c'è una vera e propria scena fissa (come una quinta architettura). Nella scena si aprono 3 porte dove entrano ed escono gli attori. Lo schema dei teatri è uno schema fisso. Manuale del buon architetto che Vitruvio lasciò agli architetti per realizzare una buona architettura. Il trattato di Vitruvio ci arriva grazie al lavoro dei monaci amanuensi in un latino difficile e senza immagini. Teatro di Marcello (archi a tutto sesto incorniciati da ordini architettonici). Dorico al piano inferiore, ionico al piano intermedio e corinzio al piano superiore. I teatri romani come quelli greci erano scoperti, e per il caldo veniva installato un telone cerato. Il palcoscenico era coperto da una piccola tettoia.

Anfiteatri per i ludi gladiatori

Gli anfiteatri contenevano molte persone e per certi aspetti sono simili ai teatri. Il Colosseo ha 80 ingressi, contiene 50000 spettatori, pilastri in travertino e tufo e volte in opus cementicium, l'altezza della facciata è di circa 50 m. È stato fatto sopra a una zona depressa, prosciugando lo stagno. Sotto l'arena c'è una lunga rete di servizi. La gradonata era strutturata su una serie di anelli. Intorno al Colosseo vi erano servizi di caserme, prigioni e complessi di questo genere. Distinzione delle forme delle semicolonne: tuscanico: pian terreno, ionico: primo piano, corinzio: secondo piano, corinzio semplificato: piano superiore.

Circhi per le gare equestri

Il circo massimo ha una storia molto lunga, ha uno sviluppo in lunghezza che raggiunge i 600 m, è un rettangolo con una testata circolare, aveva una spina centrale con sopra collocati dei monumenti. Gli esterni dei circhi erano dei porticati con muri radiali che sostenevano la gradonata.

Stadi per le gare atletiche

Avevano meno successo degli altri spettacoli, era un rettangolo allungato, per esempio lo stadio di Doniziano. È uno dei più celebri stadi, è importante perché ancora oggi abbiamo la forma dello stadio che consiste in piazza Navona.

Archi di trionfo

Rimini, arco di Augusto. Strutture con funzione celebrativa, celebrano le figure degli imperatori, o meglio le loro imprese belliche portate a buon fine. Si sviluppavano su archi a tutto sesto che poggiavano su pilastri incorniciati da un ordine architettonico. Sopra vi era il coronamento dell'arco, con la dedica, e al di sopra dell'attico vi erano di solito delle statue. Roma, arco di Tito, è un arco ad un solo arco a tutto sesto e che reggono l'elemento orizzontale, ma è andata perduta la statua degli imperatori. Fa ufficialmente la sua comparsa l'ordine composito, presenta una soluzione mista: foglie dell'ordine corinzio e la parte superiore con l'ordine ionico. Ordine più decorato con proporzioni slanciate. Roma, arco di Settimio Severo, è pienamente sviluppato lo schema a 3 cornici, le colonne sono libere su alti piedistalli, al di sopra vi è l'attico con la descrizione, tutte le pareti sono interamente riempite da sculture che narrano le vittorie. Roma, arco di Costantino, colonne libere, arco a schema di 3 cornici, rivestimenti di marmo (opus cementicium ricoperto di opus quadratum).

Architettura residenziale

La domus italica ospita il ceto medio-alto (discreto benessere), insulae destinate ai ceti popolari mentre le villae sono le residenze extraurbane. Domus: è la casa romana unifamiliare, destinata a un'unica famiglia. Muri continui con piccole aperture, quelle più grandi sono quelle principali, hanno un'apertura centrale. Aperte sulla via vi sono delle botteghe che vanno date in affitto.

Basilica di Massenzio 306-312

Rimaneggiata in parte da Costantino. Si trova ai margini dei fori imperiali, ha caratteri diversi rispetto alla basilica tradizionale. Pianta rettangolare, un ingresso principale più un secondo ingresso, su uno dei lati più corti c'è un abside semicircolare, l'interno è composto da 3 navate, quella centrale è definita da tre volte a crociera che poggiano su colonne libere (struttura a baldacchino), ma tutto è retto da setti murari poiché le colonne non riuscirebbero a sostenere le volte. Nei setti ci sono dei buchi che consentono di entrare in ambienti circostanti (così da definire altri 2 spazi). Gli spazi sono coperti da volte a botte (3 volte a botte in sequenza) che servono per rafforzare le spinte della navata centrale. La navata è 80 x 25 m. Lo spazio centrale è più alto rispetto alle navate laterali. La navata principale è illuminata direttamente dalle grandi finestre che stanno sotto gli archi a crociera. Le navate laterali erano in penombra così da evidenziare la navata centrale (utilizzano la luce per sottolineare la gerarchia).

Il linguaggio dell'architettura classica: gli ordini architettonici

Architettura del passato vs architettura del presente. Non troviamo più le colonne (ordine architettonico), differenza estetica evidentissima. Il linguaggio delle colonne è maturato dall'antichità e si sono mantenute per secoli (7-8 sec. a.C. – 1900 d.C.), nuove strutture ed ideologia hanno fatto abbandonare questo linguaggio. Colonne = ordine architettonico (uso e combinazione). Alla base c'è un concetto estetico e filosofico chiamato Mymesis ovvero l'imitazione della natura ovvero il concetto sottintende le arti, tanto più erano belle, tanto più fedelmente seguivano le indicazioni della natura così come si concretizzava dei numerosi modelli offerti dall'ambiente naturale all'artista. L'architetto si riferiva a modelli naturali (primo modello: capanna lignea): le colonne derivano dai fusti degli alberi e le fronde sono intese come copertura. Gli ordini architettonici vengono codificati da Vitruvio che scrive il De architectura. Imitazione della natura come attuazione nell'arte di proporzioni, di rapporti, di analogia tra i vari membri che regolano la natura stessa così come si manifesta anche nell'uomo, che della natura è considerato il prodotto più perfetto ed armonico. L'ordine è messo in relazione con la sfera umana nella forme e nelle proporzioni (antropomorfismo: prendere in prestito le forme dell'uomo) e addirittura nel carattere.

Il sistema trilitico è formato da: Trabeazione (cornice- fregio- architrave), piedritto (capitello- fusto- base), piedistallo (tipo funzionale, utilizzato solo dall'età romana quando hanno scoperto l'obbligo di usare i parapetti). È un sistema dove gli elementi sono correlati tra loro. È determinato da un rapporto specifico che ogni elemento ha in funzione del modulo: diametro della colonna (misurato nell'estremità inferiore del fusto). La modanatura: decorate, lisce. Permette di arrivare a definire la base, il capitello, trabeazione e il piedistallo). Listello: a sezione rettangolare, listello ondeggiante: astragalo/tondino oppure toro, scozia: elemento concavo.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luisa18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Giustina Irene.
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