Cap 02: Architettura Romana
Cardo massimo
Decumano
massimo
Il problema principale dell’impero romano era quello di
amministrare popoli molto eterogenei.
L’urbanistica, l’edilizia e l’organizzazione del territorio furono
importanti strumenti adoperati a tale scopo.
Nasce cosi la ridistribuzione del territorio mediante la centuria-
zione. Questa consiteva nella suddivisione del territorio in un Il castrum (accampamento militare) svolgeva
sistema modulare a scacchiera nella quale erano ben indivi- anche funzioni amministrative e sembra che la
duabili i due assi principali: il cardo massimo (N-S) e il decuma- forma sia derivante dalla centuriazione.
no massimo (O-E). Venivano inoltre realizzate mappe del
territorio su lastre di marmo o di bronzo e conservate a Roma
nel Tabularium (primo accenno di catasto).
I romani conquistando i territori molto velocemente avevano necessità di costruire con velocità, in modo economico
un impasto costituito da malta e
e con maestranze non specializzate. Inventarono dunque l’opus caementicium,
caementa (ai quali si poteva aggiungere anche la pozzolana per aumentare le carattteristiche di resistenza meccani-
ca) che veniva gettato in appositi casseri lignei che venivano poi smontati. L’aspetto non era però gradevole e quindi
si penso di ricoprirlo con mattoni di vario genere ed utilizzando diversi materiali.
Opus quadratum Opus incertum
Opus reticulatum Opus mixtum
Opus listatum
Opus testaceum Opus vittatum
a-
Inoltre i romani a differenza dei greci
che facevano uso del solo sistema
trilitico (trabeazione su colonne)
introdussero il sistema archivoltato
(archi su colonne).
Questa a differenza del sistema trilitico
era un sistema spingente che esercitan-
do una spinta verso l’esterno tendeva a
ribaltare i piedritti. Questo nuovo
sistema permetteva di aprire però luci
molto maggiori e fu dunque molto
utilizzato anche negli anni a seguire.
La realizzazione degli archi e delle volte
avveniva mediante la costruzione di
centine lignee per il getto del opus poi
disarmate quando questo era solidifica-
to. All’interno dell’arco potevano essere
aggiunte nervature in mattoni per
aumentare la resistenza oppure poteva
essere posizionato uno strato di bipe-
dali appena sopra la centina per b-
analoghi motivo oltre ad un fine
estetico.
a - Armatura di volta con archi di
mattoni leggeri
b - Volta su manto di bipedali
c - Struttura dell’arco
c-
Il Foro:
E’ generalmente posto all’incrocio tra il cardo ed il decumano massimo ed è costituito da una piazza rettangolare con
la presenza di un porticato continuo su tutti i lati. Intorno al foro sorgono numerosi edifici tanto da renderlo il centro
civile,religioso e commerciale della città.
Foro di pompei:
E’ il classico esempio di foro romano.
Intorno ad esso sorgono il capitolium
il lararium
(tempio religioso), il macellum,
(edificio celebrativo per i lari: spiriti protet-
tori degli antenati defunti), il comitium
(per le assemblee pubbliche), la basilica
(per le contrattazioni commerciali e la
gestione della amministrativa della giusti-
zia) Foro di Traiano:
E’ decisamente più complesso rispetto agli altri fori.
Presenta una forte predilezione per la linea curva
tipica dell’età traianea.
Mercati Traianei:
Posti ai lati del foro. Erano un complesso di edifici su più
piani attorno ad un portico a forma di esedra. Qui avveniva-
no transazioni commerciali e compravendita dei generi
alimentari. Tra i vari edifici vi era una grande aula rettango-
lare in cui le botteghe, poste
su due piani e collegate mediante un ballatoio, si affaccia-
vano su un ampio e alto spazio
centrale coperto da volte a crociera.
I Templi:
Quest’ultimi generalmente si dividevano in tre
grandi categorie:
- pseudoperipteri (senza peristilio, le colonne
del pronao non proseguivano lungo le pareti
del tempio ma erano ridotte a semicolonne
addossate alle pareti)
- peripteri sine postico (con peristilio incom-
pleto sul lato corto opposto a quello del
pronao di accesso).
- peripteri circolare o rettangolare (peristilio
lungo tutto il perimetro)
Caratteristica comune delle due tipologie era
la presenza di una scalinata di accesso che
aveva lo scopo di superare un dislivello
conseguente alla presenza di un podio su cui
in genere poggiava il tempio romano. Inoltre
si poteva riscontrare una marcata assialità
longitudinale che privilegiava la vista frontale
dell’edificio. Le colonne della fronte
dell’edificio erano sempre in numero pari così
da ottenere l’accesso centrale.
I Santuari:
Si caratterizzavano soprattutto per la scala monumentale, per una rigida
composizione simmetrica e per il fatto di essere realizzati su più livelli
raccordati mediante rampe e scalinate
Il Pantheon:
Fu costruito in diverse fasi di cui la principale ad opera di Adriano tra il
118 e il 128 d.C.
Il tempio sorge in una area della città densamente edificata e ricca di
edifici tra cui vi erano anche le terme di Agrippa. Di fronte ad esso era
presente una grande piazza rettangolare porticata che originariamente
andava a collegarsi al pronao. L’impianto del Pantheon si compone del pronao
ottastilo corinzio, dell’avancorpo e della cella
circolare coperta dalla cupola emisferica con oculo
zenitale che costituisce l’unica fonte di luce.
Il diametro della cella è di 43,20 metri ed è uguale
all’altezza. Nella cella, all’interno del muro perime-
trale (circa 6 metri di spessore), si aprono sette
nicchie, alternatamente di pianta semicircolare e
rettangolare. Le pareti della cella presentano un
ordine corinzio al piano terreno, con colonne e
lesene, e un piano attico con lesene più ridotte in
altezza. Sulla cornice dell’attico appoggia
l’imposta della cupola, che presenta l’intradosso
cassettonato. Perfettamente emisferica, la cupola
va progressivamente alleggerendosi per l’impiego,
nel calcestruzzo, di cementa sempre più leggeri
fino all’apertura circolare di 8,80 metri di diametro.
La cupola era stata realizzata con centine lignee
aeree, probabilmente appoggiate sulla cornice
dell’attico. Il profilo dell’estradosso della cupola è
solo parzialmente visibile in quanto, nella fascia
dell’imposta, esso è inglobato nella muratura
verticale.
Il volume dello spazio interno risulta sferico (il
diametro è infatti uguale all’altezza massima della
cupola 43.20m). Questo crea un effetto di sovra-
stamento per l’uniformità dello spazio e la perdita
dall’interno degli assi principali.
L’avancorpo “oscura” dall’esterno la visione com-
pleta della cella, quindi all’ingresso l’effetto
“sorpresa” è amplificato
Cupola con i 9 anelli esterni
posti in corrispondenza delle
reni
Pronao: ottastilo di ordine Avancorpo: contiene i Cella: lungo gli assi
corinzio. Presenta 3 navate corpi scala che permetto- principali le aperture nella
di cui quella centrale di no di raggiungere la muratura perimetrale
ingresso e le due laterali copertura risultano semicircolari
che conducono ad absidi
semicircolari
Le Terme:
Erano edifici pubblici sempre presenti nelle città romane in quanto rappresentavano importanti luoghi di incontro.
Erano un complesso occupante un intero lotto e si sviluppavano attorno ad una corte centrale porticata. Le zone dei
bagni erano suddivise in più ambienti: vestibolo d’ingresso, caldarium, tepidarium e frigidarium e a volte il natatio
(piscina) e dei giardini esterni.
L’acqua veniva riscaldata mediante il passaggio di aria calda al di sotto di pavimenti sospesi o all’interno di particolari
intercapedini murarie.
Tra le più note ricordiamo le treme: Stabiane, di Pompei, di Agrippa, di Nerone, di Caracalla e di Diocleziano.
C Caldarium Pal Palestra
F Frigidarium T Tepidarium
N Natatio S Servizi Terme di Caracalla
I Teatri:
A differenza del mondo Greco, i teatri godevano di minore importanza nel mondo Romano. Vi era infatti la tendenza
a restaurare i vecchi teatri piuttosto che a costruirne di nuovi.
Il teatro romano era costituito da un vero e proprio edificio, con una gradinata cava appoggiata su setti murari
radiali, con corridoi anulari di passaggio, una scena fissa e una facciata curvilinea. Non vi era un tetto fisso, ma un
velario per riparare gli spettatori dal maltempo e dal sole.
La facciata curvilinea era risolta utilizzando la sovrapposizione su più piani del motivo fondamentale dell’arco su
pilastri inquadrato dall’ordine architettonico. La scena non era più costituita dall’ambiente naturale, ma da un vero e
proprio apparato architettonico, che riproduceva una quinta urbana.
(11a.C.) presentava una facciata costituita da una serie di arcate su pilastri incorniciate dall’ordine
Il teatro di Marcello
architettonico (dorico-tuscanico al primo piano, ionico al secondo).
L’Anfiteatro:
Grande importanza veniva invece assegnata agli anfiteatri, edifici ad impianto circa ellittico destinati a ospitare
spettacoli pubblici. Questi venivano generalmente collocati alla periferia delle città in prossimità delle grandi arterie
stradali. Il Colosseo:
L’anfiteatro di maggior rilievo è sicuramente
il colosseo (80 d.C.).
Il suo prospetto è ordinato su quattro livelli:
i primi tre sono costituiti dalla sequenza del
motivo fondamentale dell’arco su pilastri
incorniciato dall’ordine architettonico, dal
basso verso l’alto rispettivamente tuscani-
co, ionico e corinzio; il quarto livello, corri-
spondente ad un muro pieno scandito da
lesene corinzie, reggeva a sua volta
un’imponente cornice con mensole a
modiglione, con fori che consentivano
l’alloggiamento delle aste lignee destinate a
sorreggere il velario.
La struttura era realizzata mediante pilastri
in tufo e travertino e volte in opus c.
La costruzione poteva ospitare 50000
persone alle quali era consentito l’accesso
attraverso 80 porte numerate (le 4 lungo gli
assi erano riservate).
L’arco trionfale:
Fu una creazione puramente Romana
e questa era ricollegabile alle porte
arcuate inserite nelle mura che
consentivano l’accesso alla città.
Venivano realizzati in pietra e a partire
dal II secolo a.C. vennero realizzati
come monumenti isolati a scopo
onorario e commemorativo.
Gli archi di trionfo potevano presenta-
re un solo fornice oppure tre, e gene-
ralmente erano dotati di un alto
zoccolo e di un attico superiore, che
accoglieva l’iscrizione commemorati-
va. I fornici erano costituiti da archi su
pilastri ed erano sempre incorniciati
dall’ordine, generalmente corinzio o
composito.
I circhi:
Erano destinati alla gare equestri. La
strutture presentavano una pianta
rettangolare con una delle due testate
semicircolare.
I più famosi sono il Circo Massimo
(costruito tra il IV e il II secolo a.C.) e
l’attuale Piazza Navona che sorge sui
resti di uno stadio. Le Abitazioni:
Per quanto riguarda le abitazioni romane bisogna distinguere
due tipi fondamentali di abitazione: l’uno, di carattere inizial-
mente rurale, per una sola famiglia, si svolgeva su un solo
piano, con ambienti disposti intorno ad uno spazio centrale
l’altro, di carattere
libero e chiusi verso l’esterno (domus);
prettamente cittadino, destinato alla coabitazione di più
famiglie, si sviluppava su più piani, con botteghe al piano
terreno, aperto verso l’esterno e con all’interno un piccolo
cortile (insula).
Domus: era costituita da un’area chiusa quadrangolare
entro la quale erano ricavati gli ambienti di abitazione secon-
do una disposizione assiale. La porta d’ingresso, lungo l’asse
principale, affiancata da botteghe affacciate sulla strada,
mediante un corridoio conduceva ad una corte centrale
(atrium), parzialmente coperta da quattro falde di tetto
convergenti e poggianti su travi (compluvium) che consenti-
vano di raccogliere l’acqua piovana nella vasca sottostante,
detta impluvium. Intorno all’atrio, che era l’elemento peculiare
che distingueva la casa greca da quella romana, si disponeva-
no i vari ambienti. Ai lati vi erano le stanze private e nel corpo
antistante l’ingresso vi erano i vani in cui la famiglia si riuniva.
Sul retro spesso si apriva un orto o un giardino che poteva
anche presentare dei portici (peristilio).
Insula: l’alta densità edilizia portò allo sviluppo in
altezza della casa con appartamenti disposti su più
piani. Questa residenza era destinata ai ceti popolari
e a differenza della domus al posto dell’atrio era
presente un cortile che garantiva luce ed aria agli
ambienti del piano terreno e dei piani superiori.
Più corpi scala consentivano l’accesso ai piani alti. Il
prospetto si apriva generalmente con una fila di
botteghe (tabernae) a pianterreno e con balconi e
finestre ai piani soprastanti.
Le ville:
L’abitazione signorile di campagna acquisto in questo periodo oltre ai caratteri di residenza collegata all’attività
agricola i caratteri di una residenza di riposo e di “villeggiatura”. In essa vennero inserite infatti costruzioni accessorie
quali le terme i bagni e le terrazze dando luogo a complessi edilizi assai estesi.
(118-138 d.C.) riprende e monumentalizza gli schemi delle ville del tempo accorpando
Il complesso di Villa Adriana
un grande numero di edifici su più piani e distribuendoli secondo l’andamento del territorio. Adriano sposta il centro
dell’impero da Roma a Tivoli e la casa diventa la casa principale. La villa ha anche la funzione di corte vera e propria.
Le varie parti risultano ben identificate grazie ad una multipla assialità. Vengono inseriti sempre maggiori elementi
sperimentali per esaltare il complesso della villa. Piccole Terme Pecile
Grandi Terme Palazzo Imperiale Teatro Marittimo
Cortile delle
Biblioteche
Piazza d’oro
occupava tutto il lato nord, articolandosi da est ad ovest con quattro successivi peristili;
Il palazzo imperiale
in direzione nord-est vi era la “Piazza d’oro”, una vasta area rettangolare circondata da un portico di sessan-
ta colonne con un grande ninfeo absidato sulla parete meridionale. Da questo si passava al cosiddetto
Atrio dorico a pilastri scanalati, ad un’aula basilicale e attraverso un grande peristilio al cortile delle Biblio-
teche. In posizione appartata vi era il Teatro Marittimo, poi il Pecile (quadriportico rettangolare), le Piccole
e Grandi Terme e il Canopo con il Serapeo e il tempio di Serapide. Spesso gli edifici e gli spazi della villa
prendevano il nome di località lontane che Adriano aveva visitato nei suoi numerosi viaggi.
Teatro Marittimo:
E’ un edificio al cui interno è presente
una piscina contenente un isola alla
quale si poteva accedere solo con
ponticelli levatoi rimovibili. Era desti-
nata all’isolamento dell’imperatore ed
era il luogo in cui era solito ritirarsi a
riflettere.
Pecile:
Luogo destinato alla corsa o alla
cavalcata per l’allenamento. Presenta-
va una copertura in modo da non
rendere mai l’ambiente completamen-
te al sole.
Basilica di Massenzio:
L’ultima basilica dell’età imperiale eretta da Massenzio e
terminata da Costantino trasse la sua forma dalle terme
abbandonando gli schemi classici.
L’architettura ricalcava quella del
frigidarium:
l’impianto era costituito dalla
sequenza di tre grandi volte a
crociera affiancate da tre grandi
volte a botte disposte seguendo
l’asse longitudinale maggiore. Le
volte a crociera apparentemente
appoggiavano su colonne libere
poste ai vertici, sorrette in realtà dai
profondi setti murari laterali e
contraffortate dalle volte a botte
longitudinali.
Essendo le volte totalmente soste-
nute dai setti murari, il muro
perimetrale non partecipava
all’economia statica dell’edificio e
quindi poteva essere molto sottile e
avere ampie aperture.
Il tempio di Minerva Medica:
Presenta una pianta inconsueta: un decagono i cui lati,
salvo quello d’ingresso, si aprivano in nicchie semicirco-
lari. La cupola si innalzava su un tamburo in cui si
aprivano ampi finestroni ad arco che illuminavano lo
spazio centrale del padiglione. Ulteriore elemento di
novità stà nel fatto che la absidi circolari erano visibili
dall’esterno in quanto fuoriuscivano dal perimetro
circolare. La struttura risultava così movimentata a
differenza di quella del Pantheon.
Gli ordini architettonici:
Vedi appunti e slide aggiuntive su modanature e decorazioni
Cap 03: Architettura Paleocristiana
Dopo l’editto di Costantino (313 d.C.) il cristianesimo diventa la religione ufficiale dell’impero romano, sorge quindi la
necessità di creare edifici in grado di ospitare le celebrazioni liturgiche e di accogliere i fedeli in quanto vi era difficol-
tà as adattare i templi pagani alle liturgie cristiane (prima di questo evento le liturgie erano celebrate nella catacom-
be).
L’edificio che meglio si adattava alle esigenze del nuovo culto era la basilica romana: un edificio pubblico al cui
interno si svolgevano scambi commerciali e in cui si trovava anche un tribunale generalmente a pianta rettangolare,
con absidi, coperto da capriate, solitamente a tre navate e con un portico colonnato. Da essa gli architetti del tempo
presero ampio spunto per creare le nuove basiliche.
La basilica paleocristiana è infatti costituita da un ampio cortile quadrato o rettangolare, chiuso all’esterno e con i lati
interni porticati, al quale si accede da uno o più i
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