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CAPITOLO 1

ORDINAMENTI TERRITORIALI E URBANI ROMANI TRA REPUBLICA E IMPERO

L’architettura romana segna in maniera fondamentale il corso dell’architettura occidentale

Contesto territoriale e urbano:

fondazione di Roma ( metà VIII secolo, 753 a.c.) aggregazione di villaggi sui colli a sinistra del Tevere

 

ben presto inglobata nel dominio etrusco

Dominio etrusco dal nord Italia (pianura padana) fino ad un lembo della Campania (relazioni molto forti

con la magna Grecia)

Magna Grecia parte meridionale dell’Italia, città coloniali con cultura greca

Roma, a differenza, matura un ordinamento territoriale e urbano diverso dai greci e dagli etruschi 

assume una progressiva autonomia e prende il sopravvento sul dominio etrusco (che poi declina)

Viene definita la “Res Publica” (VI –V secolo a.c.)

(IV-III secolo a.c.) espansione in Italia

(II-I secolo a.c.) espansione in Grecia, mediterraneo e oriente (contaminazioni nel campo architettonico)

(12 a.c.) fine Res Publica e inizio impero (Ottaviano viene proclamato augusto)

Dominio imperiale espande ulteriormente il territorio romano fino al nord Europa e al medio oriente

deve mantenere collegati i territori, con infrastrutture stradali

ORDINAMENTI TERRITORIALI ROMANI

Limitatio : suddivisione del suolo mediante limites

Centuratio : più diffuso tipo di limitatio (centuria= unità di misura)

Centuria (lato di 20 actus circa 710m. e superficie di 100 eridia / 200 iugera circa 50 ettari) 

- si partiva dal tracciamento di due assi principali perpendicolari tra loro in direzione NORD-SUD

(cardo maximus) ed EST-OVEST (decumano maximus) per un orientamento terrestre dal punto di

vista simbolico – religioso (venivano tracciati con i GROMA, impiegati dei gromatici, molto precisi)

- veniva poi tracciato un reticolo di assi paralleli e perpendicolari tra loro definendo una maglia

quadrata

- il quadrato era definito in base alle dimensione della centuria

molte tracce di centuriazione in giro per l’Italia (anche a Brescia, decumano è via musei e il cardo via gallo),

numerose lungo (allineate) la via Emilia

(Imola, Modena, Pavia, Brescia soprattutto nella bassa, Padova, Castel franco veneto)

ORDINAMENTI URBANI ROMANI

Punti di incontro tra cardo e decumano al centro della città, dove veniva costruito il foro (luogo pubblico

più importante della civiltà romana) che si proietta verso l’esterno, andando ad ordinare anche il territorio

extraurbano (molte volte però non era possibile e il centro rimaneva fuori dalle mura urbane e la centuria

aveva un ordinamento diverso da quello della città, un esempio può essere Firenze a causa del corso

dell’Arno)

Date di Brescia:

(196 a.c.) stato federato di Roma

(89 a.c.) colonia con cittadinanza latina

(49 a.c.)

Stabiliti ordinamento e forma del territorio le autorità facevano una mappa del territorio URBIS

FORMA

(su lastra metallica o marmorea) depositata presso il “catasto” (tabularium) della città

CASTRUM = accampamento militare: due vie principali parallele su cui si innesta la via praetoria

CAPITOLO 2:

ARCHITETTURA ROMANA

Società pre-romane tecniche costruttive in prevalenza da blocchi lapidei posati a secco

Società romane età arcaica blocchi lapidei posati a secco

Posa in opera: opera isodoma

- a fascia o di costa (blocchi orizzontali con superficie più lunga con giunti verticali)

- di testa (lato più corto a vista)

QUADRATUM (rivestimento del nucleo murario con blocchi lapidei squadrati)

OPUS

OPUS CAEMENTITIUM: impasto costituito da malta di calce (calce, sabbia e acqua) e caementa ( scaglie di

pietra di varia pezzatura)con eventuale aggiunta di sabbia pozzolana (sabbia vulcanica)

Veniva utilizzato anche un cassero ligneo (tavolato fissato su antenne verticali)

DIATONI blocchi lapidei che congiungono opus caementitium con il rivestimento esterno 23/02/22

OPUS INCERTUM(II-I secolo a.c.) : rivestimento costituito da pietrame di piccola pezzatura (presente

soprattutto nel centro-sud), in Campania vengono usati dei pezzi di tufo

OPUS RETICOLATUM: nucleo murario in opus caementitium con un rivestimento in blocchetti lapidei

(tufelli) con uno schema particolare: blocchetti piramidali che vengono annegati con la punta nell’opus

caementitium lasciando la facciata quadrata a vista, ruotata a 45 gradi e disposta

(ne abbiamo vari esempi tra cui Pompei e Villa Adriana)

(VITRUVIO : noto per i dieci tomi (trattato organico) su come dovrebbe essere un buon Architetto

ARCHITECTURA) tratta della scarsa aderenza dei tufelli all’opus caementitium

DE 

OPUS MIXTUM: combinazione di opus reticolatum e altri materiali per risaltare disegni movimentati

OPUS TESTACEUM (introdotto in età neroniana): rivestimento in laterizi cotti, miscuglio di sabbia,acqua e

argilla (invenzione che viene utilizzata ancora oggi) testaceum perché si vede la testa del mattone

LATERIZIO: in varie forme ma quelli più diffusi sono il Bipedale, mattone quadrato con il lato di due piedi

(romani) circa 60 cm, il Sesquipedales con lato di 1,5 piedi e i Bessales di 2/3 di piede

(se servivano mattoni più piccoli venivano tagliati e quelli triangolari si chiamavano SEMI LATERES)

ottima presa con le malte di rivestimento e poteva quindi essere intonacato o rivestito con lastre

maroree

Potevano essere prodotte numerose forme speciali partendo dall’argilla

Esempio :

- tegulae mammatae usate per definire delle intercapedini d’aria all’interno del muro (usate spesso

negli spazi termali)

- forma pentagonale da utilizzare per la costruzione delle colonne che venivano poi rivestite con

intonaci (esempio le colonne della basilica del foro di pompei)

OPUS VITTATUM: per le zone alpine o con scarsa argilla venivano usati dei blocchetti di pietra

OPUS LISTATUM: tipologia di opus mixtum con blocchetti lapidei e mattoni

CAPITOLO 3

I NUOVI SISTEMI STRUTTURALI: ARCHI, VOLTE, CUPOLE

Nuovi sistemi di architettura basati sull’utilizza dell’arco (spesso coperto con grandi volte e cupole)

conosciuti anche nelle civiltà pre-romane gli archi erano usati sporadicamente e considerati

 decorativi

CIVILTA’ PRE-ROMANE: guardando all’architettura greca si può capire come il sistema strutturale utilizzato

sia quello trilitico ( o architravato) due piedritti verticali su cui appoggia un elemento orizzontale

(architrave)

sistema strutturale non spingente

 ampiezza delle luci è determinata dalla resistenza dell’architrave (GROSSO LIMITE)

Viene adottato l’arco e cambiato il sistema strutturale consente di raggiungere grandi ampiezze di luci

Tracce antiche di arco nella cinta muraria di Falerii Novi (241 a.c.) realizzato però in pietra

romani lo realizzano in opus caementitium, più leggero

i - piedritti: elementi verticali

- piano d’imposta: linea orizzontale sopra i piedritti

- sesto: curvatura dell’arco (rapporto tra altezza dell’arco = freccia o monta, e luce o corda)

sesto acuto: freccia è maggiore rispetto alla metà della corda

sesto ribassato: freccia è minore rispetto alla metà della corda

- intradosso: linea interna che definisce l’arco

- estradosso: linea esterna

- giunto / piano alle reni: si sviluppa ad un angolatura di 30 gradi rispetto al piano d’imposta (punto

in cui si manifestano le sollecitazioni a cui la struttura ad arco è sottoposta)

- volto di chiave/ chiave dell’arco: elemento al centro nella parte sommitale dell’arco (sottoposta a

sollecitazioni importanti e va esaminata al pari delle reni)

- conci: forma trapezia che compone l’arco (possono essere strutturali o di rivestimento)

- centro dell’arco: al centro dell’arco sul piano d’imposta

(arco a tutto sesto è quello preferito e diffuso perché è il più semplice)

arco è un sistema strutturale spingente che esercita sul piano alle reni e poi sui piedritti delle forze

 oblique che tendono a ribaltare verso l’esterno i piedritti (sforzi di compressione e di trazione

ovvero le componenti verticali e orizzontali della forza obliqua)

i romani contrastavano gli sforzi ribaltanti allargano lo spessore dei piedritti

archi vengono utilizzati anche nella realizzazione di opere altrimenti impossibili come gli acquedotti

VOLTE SEMPLICI: parte interna priva di

elementi di spigolo (ne fanno parte

anche le cupole)

VOLTE COMPOSTE: presentano delle

linee/intradosso a causa della

costruzione geometrica (troviamo per

esempio la volta a crociera, formata da

4 unghie o vele, e la volta a padiglione

formata da 4 o più falde sulla linea

d’imposta)

VOLTA A CROCIERA: comportamento strutturale particolare, le sollecitazione della volta si concentrano sui

piedritti nei punti d’appoggi

CENTINA (lignea): struttura provvisoria di sostegno costruita riproducendo le fattezze geometriche

dell’arco/volta che si vuole costruire (smontata quando la malta fa presa)

- posate a terra: con piedritti che consentono l’appoggio a terra

- aeree: si appoggiano su mensole inglobate nella muratura (spesso viste come elementi decorativi)

Venivano utilizzate delle nervature (singole, doppie, accostate, …) di mattoni come contenimento dell’opus

caemeticium

FINITURE INTRADOSSALI: le centine venivano realizzate con il legno in modo che imprimessero la forma

nell’intradosso e fossero decorativi (cassettoni o lacunari), potevano essere per esempio quadrati,

ottagonali, a losanga, ….. (PANTHEON è tra i più celebri cassettonati romani, presenta cassettoni quadrati

con 5 scomparti, diversi da quelli ottagonali della basilica di Massenzio)

CAPITOLO 4

ARCHITETTURA CIVILE PUBBLICA TRA REPUBLICA E IMPERO

IL FORO E LA BASILICA FORENSE

Città romane = città murate con mura che definivano il contorno urbano, attraversate da porte in

corrispondenza degli assi della città

Porte a cavedio = dietro le porte si sviluppava uno spazio quadrangolare (cavedio) che era un ulteriore

strumento di difesa (diverse tipologie di varchi, quelli per i carri e quelle pedonali)

FORNICI = aperture delle porte (potevano essere a due, tre, … fornici)

FORO: piazza/grande spazio aperto con forma geometrica rettangolare con un rilevante conntato

monumentale essendo circondata da colonnati. Al suo interno sono presenti gli edifici pubblici più

importanti della città: su uno dei lati corti è presente il Capitulium (tempio

 più importante della civiltà romana)

sul lato opposto erano collocati gli edifici pubblici

 destinati alla gestione politica e amministrativa della

città (curia = luogo dove si riuniva il senato, sede dei

duomviri, tabularium (“catasto”), comitium)

sui lati lunghi si sviluppavano altri edifici pubblici

 (templi, edifici per commercio ed economia,

macellum (una sorta di supermercato),lararium

(tempio per divinità locali), eumachia (edificio per i

commercianti più ricchi, …)

sull’altro lato lungo la Basilica (centro polifunzionale

 per amministrare la giustizia ma anche per gli scambi

economici), templi, struttura commerciale per il

mercato,…

(Vitruvio suggeriva per il foro un proporzionamento in modo che larghezza = 2/3 lunghezza)

E’ possibile trovare anche più fori realizzati con la progressiva crescita della città e del territorio urbano

a Roma troviamo più fori tutti con una funzione specifica (il foro romano è il più antico, poi sono

 stati aggiunti i fori imperiali, che però è stato comunque soggetto a diversi cambiamenti)

FORO ROMANO:

- lati lunghi con due basiliche, curia, templi, …

- lati corti templi, rostra (struttura destinata ai discorsi pubblici), …

- si collega all’area dei fori imperiali che si sviluppano oltre la curia iulia

FORO DI CESARE (IL PRIMO): 46-51 a.c.

- pianta rettangolare porticata con un tempio sul lato corto

[FORI IMPERIALI = hanno un carattere puramente monumentale (esaltano l’imperatore)]

FORO DI AUGUSTO: 12 a.c.

- nel foro si svolgevano le riunioni del senato e politiche (non commerciali)

- esedre nel ruolo di basiliche

FORO DI VESPASIANO: 71-79 a.c. dedicato alla pace dopo le vittorie di vespasiano

- spazio porticato dominato dal tempio (templum pacis)

- a fianco del tempio erano poste due biblioteche (quella a destra particolarmente nota perché su

una parete era affissa la forma urbis di Roma di età severiana)

- interno destinato a giardino dove erano collocati i trofei di guerra

FORO DI NERVA: detto anche transitorio tra vespasiano e augusto

- tempio di nerva che chiude il lato breve

FORO DI TRAIANO: 112 a.c. (concluso poi da Adriano)

- configurato mantenendo un assetto ASSIALE (foro orientato con un asse longitudinale prevalente),

presenti però anche assi trasversali in corrispondenza delle esedre e della basilica centrale

- foro costituito da una grande area (300 x 185)

- costituito da tre complessi che si succedono: arco d’ingresso, prima porzione destinata alle riunioni

anche dei cittadini (erano state realizzate anche delle botteghe : mercati traianei) , seconda

porzione definita da una basilica (Basilica Ulbia) che pone un asse trasversale, e una terza porzione

costituita da una piazzetta porticata affiancata ai lati da due edifici affiancata da due biblioteche e

al centro della piazza si erge la colonna traianea , in fondo si trova l’ultima porzione porticata

dedicata al divo traiano 01/03/22

- attitudine assiale romana

- introduzione asse trasversale per dilatare trasversalmente la composizione orientale

longitudinalmente

APPOLLODORO DI DAMASCO (realizza il foro di Traiano)

Proveniente dall’oriente dove c’era una cultura greco – ellenistica (punto di riferimento per estetica e

decoro)

Roma alla corte di Traiano realizza diverse imprese (lega il suo nome a costruzioni/edilizia in modo che

a

fosse ricordato dai posteri)

FORO DI TRAIANO:

- introduce assi trasversi definiti nella prima area da due esedre, in una sulle pendici del colle che

viene sbanco per la realizzazione viene realizzato il complesso dei mercati Traianei

- mercati traianei realizzati assecondando l’ansa semi circolare, realizzati su diversi livelli per la

pendenza del colle, presente una strada intermedia che attraversa il complesso

- Basilica Ulpia (basilica situata nella posizione intemedia) : inserita all’interno del complesso con

asse prevalente ortogonale a quello longitudinale del complesso ( tede a dilatare il complesso),

destinata a eventi importanti per la giustizia

- Terzo nucleo, quello più protetto, dominato dal tempio dedicato al divo Traiano, che termina l’asse

longitudinale: piazza rettangolare dominata dalla colonna traianea e spazi laterali destinati a

biblioteche, arrotonda la parete di fondo per rendere il complesso più aggraziato con i quali il

colonnato si innesta sulla parete di fondo del tempio

COLONNA DI TRAIANO: Nastro che avvolge a spirale tutto il fusto della colonna sul quale vengono scolpite

le vittorie legate a Traiano, in particolare la vittoria sui Daci

MERCATI TRAIANEI: importanti per la complessità e l’impostazione moderna

- Realizzati al posto di una parte di colle sbancata

- Più piani: primo piano affacciato sull’esedra, parte più alta attraversata da una strada (via

biberatica)

- Piccoli spazi destinati a botteghe di tipo prevalentemente alimentare

- Nella parte verso la basilica: disposizione delle botteghe in un edificio chiuso con all’interno uno

spazio centrale (corridoio) con due corpi scale all’estremità di quest’ultimo ci consente di capire

che c’è un piano superiore con due file di botteghe raggiungibili da un ballatoio sviluppato in

doppia altezza (dal piano terreno fino alle coperture)

- Coperture con volte a crociera che si susseguono per coprire il vano al centro, realizzate in opus

caementicium, utilizzate sfruttando a pieno le loro potenzialità (sottarchi scarichi / aperti),

copertura voltata a crociera che poggia su setti murari, sviluppata ad un altezza più alta delle

botteghe laterali che consente qui di illuminare lo spazio laterale)

- Opus testaceum, rivestimento in laterizi

BASILICA FORENSE: (POSTA SUL FORO ROMANO) esempio di quella di pompei

- Carattere polifunzionale: amministrazione della giustizia e funzioni di tipo economico-commerciale,

con spesso associate anche delle botteghe/attività commerciali

- Non ha un impianto architettonico rigido ma presenta una certa elasticità

- Ingresso di collegamento con il portico del foro, con la presenza anche di ingressi laterali (asse

prevalente longitudinale, ma no orientamento prevalente)

- Pianta molto semplice: carattere rettangolare, ingresso sul lato corto sul portico del foro e due

ingressi sui lati lunghi. Spazio interno rettangolare suddiviso al suo interno da un colonnato che

segue il perimetro( spazio centrale e deambulatorio circostante. Lato corto opposto all’ingresso

presenta un esedra rettangolare sopraelevata e raggiungibile con due corpi scala (spazio destinato

al tribunale)

- Deambulatorio sviluppato anche su un livello superiore (ha carattere di ballatoio)

- Tipicamente coperta con un soffitto piano e tetto a capriate lignee (struttura non spingente sulle

murature sottostanti (muri poco spessi), colonne al centro reggono i carichi del tetto

BASILICA AEMILIA : rasa al suolo dia barbari

Impostazione della basilica forense di pompei con l’aggiunta di un colonnato su un lato lungo e su un lato

corto per sostenere il tetto

Fuori, adiacenti al lato lungo, presenti botteghe

Prospetto esterno a due registri, sequenza di archi su pilastri quadrangolari incorniciati dall’ordine

architettonico (semicolonne e trabeazione) elemento espressivo dell’architettura romana antica

(ritenuto un sintagma = espressione di base, del linguaggio architettonico romano), raddoppio del piedrit

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrea.boventi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Giustina Irene.
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