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Tecniche e materiali costruttivi

La storiografia è riuscita ad ottenere informazioni riguardo le tecniche e i materiali utilizzati anticamente soprattutto attraverso raffigurazioni (dipinti, affreschi, bassorilievi ecc.) e scritti; quello che possiamo affermare con assoluta certezza è che gli architetti antichi non avevano certezze scientifiche riguardo materiali e tecniche costruttive, ma soltanto conoscenze empiriche. Non era dunque affatto raro che si procedesse per tentativi.

Primi sistemi costruttivi

Sistema trilitico. Arco a tutto sesto.

Sistemi voltati

Tutti i sistemi voltati furono ideati ed ebbero iniziale diffusione in epoca romana ed erano realizzati in calcestruzzo gettato (con l’aiuto di centine lignee) oppure con un sistema a tubi fittili (come riscontrato a Pompei).

Utilizzo Pro Contra Varianti
Volta a botte Molto utilizzata nell’architettura romana (es. arco di trionfo). Possibile coprire spazi di qualsiasi lunghezza. Difficoltà di aprire finestre (→ volta a botte lunettata). Volta a botte conica (usata negli anfiteatri romani).
Volta a crociera Possibile coprire spazi di qualsiasi dimensione e avere aperture, sistemi d’appoggio puntuali. Difficoltà di copertura spazi rettangolari. Se presenta 8/12/16 lati è detta volta a ombrello.
Volta a padiglione La cupola di Brunelleschi ne è un esempio. Possibile coprire anche spazi grandi. Sorretta da muri portanti → poche aperture.
Volta a vela Poggia su 4 sistemi puntuali e, non essendo presenti costoloni, ha la superficie interna liscia.
Cupola Molto utilizzata per coprire lo spazio di intersezione tra navata e transetto. Spettacolarità. Esigenza di avere un tamburo cilindrico ed elementi di raccordo (pennacchi).

Ordini architettonici

Ordine architettonico: un sistema di elementi morfologicamente determinati (definiti specificamente) legati da reciproci rapporti sintattici (matematicamente proporzionati l'uno all'altro). Gli ordini architettonici furono codificati attraverso un processo di astrazione nato dall'attenta osservazione delle opere del mondo antico nel 1537 dal trattatista Sebastiano Serlio, poi da Vignola nel 1560 e ancora da Palladio nel 1567. Gli ordini architettonici riconosciuti nel '500 furono 5: tuscanico, dorico, ionico, corinzio, composito. A questi fu poi aggiunto nel '700 (riscoperta dei siti archeologici della Magna Grecia) il dorico arcaico.

L'unità di misura utilizzata per definire le proporzioni degli ordini architettonici è interna agli stessi (non esistevano infatti ancora a quell'epoca unità di misura universali) e si identifica con il diametro di base della colonna.

Ordine dorico arcaico

Caratterizzato da un fusto particolarmente massiccio e dall'assenza di base, il fusto della colonna poggia infatti direttamente sullo stilobate (Templi Paestum).

Ordine toscanico

  • L'altezza della colonna è solitamente pari a 7 volte il diametro di base.
  • Il fregio non presenta decorazioni.
  • Il capitello è composto unicamente da abaco, echino e collarino.
  • La base è a singolo toro e il piedistallo formato da base, dado e cornice.

Ordine dorico

L'altezza della colonna è solitamente pari ad 8 volte il diametro di base. Il fregio dorico presenta una decorazione costituita da un'alternanza di metope e triglifi, al di sotto dei quali troviamo le gocce. Inoltre, al di sotto della cornice è possibile apprezzare la presenza di mutuli. Il capitello dorico si distingue da quello toscanico per la presenza di tre anelli sotto l'echino, abbiamo dunque abaco, echino, tre anelli (o anuli o listelli) e collarino. La base solitamente associata all'ordine dorico è quella attica (composta da: plinto, toro, listello, scozia, listello, toro superiore).

Ordine ionico

  • Utilizzato prevalentemente in edifici dedicati a figure/divinità femminili.
  • La colonna risulta essere molto più slanciata rispetto a quelle degli ordini già analizzati, l'altezza della colonna equivale infatti a 9 volte il diametro di base.
  • La trabeazione presenta varie modanature (es. Anthemonion, Kyma Lesbio).
  • Elemento caratterizzante dell'ordine ionico è il capitello e soprattutto le volute in esso contenute.

Troviamo due varianti del capitello ionico: il capitello arcaico ha, in pianta, forma quadrangolare e presenta volute su due dei lati (frontale e posteriore) e balaustrini sugli altri due. La seconda variante prevede una pianta tetraconca e presenta volute su tutte le viste. In ambedue le soluzioni troviamo un ornamento floreale nell’intradosso tra le volute ed una decorazione ad ovuli e lancette appena sotto queste ultime, sull’echino. La base è composta da plinto, scozia, listello, astragalo (uno oppure due), listello, scozia, toro.

Ordine corinzio

Ancor più esile della colonna ionica, quella corinzia è di altezza pari a 10 volte il diametro di base. La trabeazione presenta dentelli e modanature, al di sotto della cornice, agli angoli, troviamo una doppia voluta. Il capitello corinzio ha pianta tetraconca ed è caratterizzato da piccole volute sugli angoli che sovrastano foglie d’acanto. La base è a doppio astragalo, composta quindi da: plinto, toro, listello, scozia, listello, 2 astragali, listello, toro superiore. Il dado del piedistallo corinzio presenta modanature.

Ordine composito

L'ordine composito rispetta le stesse proporzioni del corinzio. Il fregio può essere pulvinato (Teoria di Palladio). Il capitello, a pianta tetraconca, presenta tutti gli elementi dell'ordine ionico; abbiamo infatti sia le volute che la modanature ad ovuli e lancette, al di sotto del quale troviamo le foglie d'acanto tipiche dell'ordine corinzio. La base può essere o a doppio astragalo o attica.

Architetture greche

La “Basilica” di Paestum

(530 a.C) ha la particolarità di essere ennastilo, periptero, doppiamente in antis. La cella del tempio è divisa da una fila di colonne disposte lungo l’asse di simmetria del tempio; è di ordine dorico arcaico.

Tempio di Poseidone- Paestum (460 a.C)

Ordine dorico arcaico (colonne massicce e prive di base), esastilo, periptero, doppiamente in antis. La cella è suddivisa da due file di colonne ciascuna composta da due ordini sovrapposti.

Tempio della Concordia – Agrigento (430 a.C)

Esastilo, periptero, doppiamente in antis. Dorico arcaico.

Atene

L’agorà di Atene non nacque seguendo un progetto preciso e geometricamente regolato (ciò inizierà ad essere fatto in epoca ellenistica), ma venne a formarsi nel luogo in cui confluivano le principali strade nel VII secolo a.C. Furono poi aggiunti alcuni elementi come un altro stoà oltre a quello di Attalo.

L’acropoli di Atene fu costruita nella prima metà del V secolo a.C. sotto la supervisione di Fidia. Gli edifici dell’acropoli, entrando dai propilei, non risultano però allineati secondo alcun asse di simmetria.

I propilei

Il complesso di ingresso all’acropoli è costituito da tre edifici affiancati. Essi compongono una forma simmetrica aperta, abbiamo dunque un centrale atrio-filtro che conduce all’interno del themenos e due ali laterali; gli edifici seguono e si adattano perfettamente all’andamento del terreno. I fronti anteriore e posteriore sono caratterizzati da portici esastili di ordine dorico, mentre all’interno del corpo centrale troviamo due file di colonne più slanciate di ordine ionico; il contrasto tra queste colonne, che sorreggono la stessa trabeazione, e ancora con quelle presenti nelle facciate dei due edifici laterali, sempre doriche ma di dimensioni inferiori, è volutamente esaltato dall’architetto.

Partenone

L’acropoli è fortemente caratterizzata dalla presenza del Partenone, tempio dedicato alla dea protettrice della città, Atena Parthenos, costruito nel periodo aureo dell’architettura greca, ovvero il V secolo, nel periodo in cui Atene fu governata dal tiranno Pericle; la sua realizzazione è da attribuire agli architetti Callicrate e Ictino, Fidia fu invece il principale scultore. Il tempio (30 mt x 70 mt circa) è ottastilo, periptero, anfiprostilo e di ordine dorico; le colonne, composte da 17 rocchi interconnessi da inserti di legno, sono alte circa 6 volte il diametro di base (1,9 mt). La cella è suddivisa in due ambienti non comunicanti: il naos, orientato ad Est, ha impianto longitudinale e presenta un colonnato dorico in doppio ordine lungo tre dei suoi lati (conteneva la preziosa statua crisoelefantina di Atena); lo spazio minore, il Parthenon, è invece rivolto verso i propilei, ha forma pressoché quadrata ed ha invece quattro colonne ioniche a tutta altezza al suo interno. I frontoni furono invece decorati da Fidia con sculture relative alla nascita di Atena e alla lotta tra la Dea e Poseidone (conservati al British Museum). Le raffigurazioni del fregio continuano anche sulle testate del naos e dell’opistodomo. Il Partenone presenta attenti accorgimenti come il restringersi graduale dell’intercolumnio per risolvere il problema del triglifo d’angolo e l’incurvatura dello stilobate, pari a circa 6 cm.

Tempio di Atena Nike

Il Tempio di Atena Nike sorge sullo sperone occidentale dell’acropoli vicino ai propilei. Il tempio è tetrastilo, anfiprostilo, di ordine ionico. Le colonne presentano base attica e questa è ripresa anche sulla base della cella.

Eretteo

L’Eretteo si configura come una struttura insolita, tre volumi non simmetrici. Il tempio si articola su due livelli: la parte orientale è costituita da un santuario, caratterizzato fortemente dalla loggia di cariatidi, dedicato ad Atena Polaris e sorge sulla cripta dell’antico tempio della dea e sulle cisterne di acqua salata di Poseidone. L’area orientale è invece dedicata al culto di Eretteo, questo santuario è affiancato da un portico e da un recinto, all’interno del quale cresceva l’ulivo sacro. Tutte le colonne dell’Eretteo sono, benché di differenti dimensioni a seconda della collocazione, di ordine ionico.

Tempio di Efesto

Il tempio di Efesto sorge ai piedi dell’acropoli ed è esastilo, periptero e doppiamente in antis; il naos è suddiviso in tre navate.

Glossario architettura greca

  • Abitazioni: costituite da un cortile centrale (pastas) sul quale affacciano i locali (organizzati in modo da essere orientati verso sud), non ci sono aperture orientate verso strada, e una sala centrale l’oikos precuduto da un portico.
  • Acroterio: piccolo elemento statuario con funzione decorativa/liturgica posto al di sopra della cornice.
  • Acropoli: area sacra della città greca, centro della vita religiosa, solitamente posta su di un’altura.
  • Agorà: centro della vita economica sociale e politica nella polis greca, solitamente delimitata da stoai (portici); funge da modello per il Foro romano.
  • Anfiprostilo: (def. Tempio) doppiamente prostilo, sia verso il naos che verso l'opistodomo.
  • Anta: pilastro d’angolo della cella.
  • Anelli: tre liselli sotto l’echino.
  • Astu: quartiere residenziale della polis, posto generalmente ai piedi della collina dell’acropoli.
  • Bouleterion: spazio assembleare, con cavea simile a quella del teatro (composta da gradoni di pietra) ma solitamente coperto da una struttura lignea e di forma quadrangolare.
  • Cariatide: statua raffigurante una donna utilizzata per sostituire una colonna.
  • Cardini: strade con orientamento nord-sud nel tracciato ippodameo.
  • Cella: area del tempio delimitata da pareti, solitamente rettangolare, contenente la statua della divinità, inaccessibile per i fedeli.
  • Colonna: le colonne, di qualsiasi ordine, sono tutte suddivisibili in base, fusto e capitello. Sono rastemate, ovvero presentano un diametro di base (che costituisce anche l'unità di misura interna agli ordini architettonici) superiore a quello della parte del fusto che precede il capitello.
  • Decumani: strade con orientamento est-ovest, nel tracciato ippodameo.
  • Diptero: (def. Tempio) tempio la cui cella è circondata da due file di colonne libere.
  • Doppiamente in antis: (def. Tempio) le pareti della cella sono prolungate sia verso il naos che verso l'opistodomo.
  • Entasi: bombatura della colonna ad un terzo della sua altezza, realizzata al fine di non far apparire rigida la colonna.
  • Erma: busto di figura umana utilizzato come colonna.
  • Ginnasio: cortile portico adibito all’educazione dei giovani (in un primo momento solo fisica poi “scolastica”).
  • In antis: (def. Tempio) pareti della cella prolungate verso il naos.
  • Lesena: semicolonna addossata ad un muro oppure ad un pilastro con funzione decorativa e non strutturale.
  • Loggia: portico a partire dal secondo livello.
  • Mausoleo: edificio funerario, contenente la salva del defunto.
  • Megaron: edificio regale miceneo, adibito all'amministrazione della giustizia. Aula rettangolare, a volte absidata, preceduta da portico sorretto da 2 colonne, solitamente costruito con materiali poveri (legno); primo modello di tempio greco (architettura più complessa pensata fino a quel momento).
  • Metopa: spazio quadrato che sul fregio di un tempio separa un triglifo dall'altro, eventualmente decorata da bassorilievi. Nasce nell'epoca in cui i templi erano ancora realizzati interamente in legno per coprire lo spazio tra una trave e l'altra.
  • Muratura a secco: muratura realizzata senza utilizzo di leganti (i templi dell'antica Grecia sono tutti costruiti a secco).
  • Muratura ad ortostato: muratura costituita da mattoni tutti disposti con il lato lungo in vista.
  • Muratura diatona: muratura costituita da mattoni alternati piatto/testa.
  • Muratura isodoma: muratura costituita da mattoni tutti allineati (continuità orizzontale delle fughe).
  • Opistodomo: portico alle spalle della cella.
  • Ordine architettonico: un sistema di elementi morfologicamente determinati (definiti specificamente) legati da reciproci rapporti sintattici (matematicamente proporzionati l'uno all'altro). Gli ordini architettonici furono codificati attraverso un processo di astrazione nato dall'attenta osservazione delle opere del mondo antico nel 1537 dal trattatista Sebastiano Serlio, poi da Vignola nel 1560 e ancora da Palladio nel 1567. Gli ordini architettonici riconosciuti nel '500 furono 5: tuscanico, dorico, ionico, corinzio, composito. A questi fu poi aggiunto nel '700 (riscoperta dei siti archeologici della Magna Grecia) il dorico arcaico.
  • Parasta: semicolonna addossata ad un muro oppure ad un pilastro con funzione decorativa e non strutturale.
  • Periptero: (def. Tempio) tempio la cui cella è circondata da una fila di colonne libere.
  • Platee: strade con orientamento est-ovest, di numero limitato, nel tracciato preippodameo delle poleis greche.
  • Polis: città-stato greca, indipendente (ciò è probabilmente in parte da imputare alla conformazione del territorio greco; zone tra loro scarsamente collegate e separate da catene montuose o mare), si sviluppa in età classica (VI-IV secolo a.C, fino alla morte di Alessandro Magno nel 303 a.C.). La maggior parte delle poleis furono amministrate, su modello di Atene, democraticamente. La città, di piccola estensione (sotto i mille kmq) era suddivisa in tre aree principali, ben distinte a partire dall’era dei tiranni (VI sec a.C): l’acropoli, l’agorà e l’astu. Dal punto di vista urbanistico le più antiche e soprattutto le colonie di nuova formazione che, come conseguenza della ripartizione del territorio, (VIII-V sec. a.C) presentavano un impianto schematico, definito pre-ippodameo, ed erano dunque costituite da platee (strade con orientamento est-ovest, di numero limitato) e stenopoi (strade con orientamento nord-sud, di numero elevato). Quelle di impianto ippodameo, sperimentato per la prima volta a Mileto intorno al 475 a.C., invece sono costruite attraverso l’attenta composizione di decumani (orientamento est-ovest) e cardini (orientamento nord-sud), questo schema, molto più attento e razionale, fu ripreso anche dagli urbanisti romani.
  • Pronao: portico che precede la cella.
  • Propilei: complesso di edifici di ingresso all’acropoli.
  • Prostilo: (def. Tempio) termine utilizzato quando le pareti della cella non si prolungano fino alle colonne del naos.
  • Pseudoperiptero: (def. Tempio) colonne libere in facciata, semicolonne addossate alle pareti della cella sugli altri lati.
  • Rocchi: cilindri di pietra montati l'uno sull'altro per formare le colonne, tenuti insieme da inserti di legno o metallo (gli inserti di metallo, così come le grappe metalliche, furono spesso saccheggiati dopo la caduta dell'impero romano, quando il reperimento di metalli divenne particolarmente costoso; a ciò dobbiamo la distruzione di moltissimi edifici antichi).
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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ccst di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Repishti Francesco.
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