Riassunto storia antica: architettura greca
Tra il VI ed il V secolo a.C. inizia il processo di pietrificazione degli edifici sacri, inizialmente costruiti con un telaio in legno rivestito di mattoni. Questo avviene con il definirsi delle polis (città stato) greche che necessitavano una maggiore monumentalità. Le polis, infatti, non erano semplicemente degli Urbs (un agglomerato di edifici), ma soprattutto una Civitas abitata da cittadini con pari diritti sovrani di se stessi: res publica.
Nella Grecia di epoca classica esistevano due principali ceppi etnici: i dori, con capitale Sparta, e gli ioni, con capitale Atene. Nelle città della Ionia la gestione è di tipo democratico, mentre fra i dori era diffuso il modello oligarchico. La società greca era fortemente sacralizzata, ogni fenomeno fisico era associato ad una divinità umanizzata che risiedeva sul Monte Olimpo ed alla quale veniva dedicato un tempio.
Struttura dei templi
Il tempio è una struttura rettangolare posto generalmente su di un basamento a tre gradini chiamato erepidoma, sopra al quale vi è lo stilobate. La cella centrale in cui si trova la statua del dio a cui il tempio è dedicato si chiama naos, può essere anticipato da un piccolo pronao chiuso ai lati da muri detti ante e sul davanti da colonne. Sul lato opposto del naos, invece, si trova l'epistodomo spesso chiuso da cancellate attorno a questi corpi si articola il peristilio. Il tempio aveva un rapporto molto importante con lo scenario circostante e con la natura con la quale si integrava.
Ordini architettonici
Il tempio si basava sul semplice sistema trilittico composto da due colonne verticali sormontate da una trabeazione orizzontale. Inizialmente, le colonne erano formate da blocchi sovrapposti tenuti insieme da ganci in legno interni e non visibili, mentre i blocchi di pietra della trabeazione erano grandi quanto lo spazio intercolonnare. Il tetto era a capriata di travature lignee ed era rivestito con tegole di terracotta.
Il tempio permette lo studio degli ordini architettonici che costituiscono la base dell'architettura occidentale: lo stile dorico riguarda la parte dorica e la Magna Grecia; quello ionico era diffuso nell'Attica e nella sua colonia in Asia minore; mentre lo stile corinzio non viene utilizzato in epoca classica ma ellenistica e si diffonde prima negli interni degli edifici e poi, grazie ai Romani, negli esterni.
Ordine dorico: i templi di Paestum
Paestum (antica Poseidonia) si trova nei pressi di Salerno; è collocata in una piana e presenta due templi: Hera I (530 a.C.) ed Hera II (450 a.C.) che, originariamente, erano dipinti con colori sgargianti, come di consuetudine.
- Hera I: tempio periptero (solo 1 colonnato continuo) ed ennastilo (9 colonne sul lato breve). Il naos è diviso in solo due navate (di solito sono 3) con un solo ingresso in asse ed è preceduto da un pronao in antis. All'opposto troviamo l'adyton: uno spazio chiuso verso l'esterno utilizzato come magazzino per le offerte. Le colonne sono doriche di tipo arcaico: rastremazione molto accentuata, capitello molto schiacciato ed echino rigonfio. Le colonne, inoltre, presentano una entasi: un rigonfiamento ad 1/3 dell'altezza utilizzato in seguito anche come una correzione ottica.
- Hera II: tempio periptero ed esastilo; il naos è diviso in tre navate da due ordini di colonne sovrapposte in prospetto, le colonne del secondo ordine sono più piccole e presentano 12 scanalature anziché 24. Il naos è preceduto da un pronao con due colonne tra le ante mentre all'opposto vi è l'epistodomo con altre due colonne e per questo è definito doppiamente in antis.
Ordine ionico
L'ordine ionico, a differenza di quello dorico, è più slanciato, è rastremato ed ha una base su cui poggia il fusto al di sopra dello stilobate; gli spigoli delle scanalature sono arrotondate e il capitello presenta una doppia voluta laterale. La struttura della trabeazione è composta da architrave tripartito (non liscio) sormontato da un fregio liscio non diviso in triliti e metope. Spesso si trovano piccoli inserimenti di ordine ionico in grandi complessi di ordine dorico (come nell'Acropoli di Atene).
I templi di questo ordine si sviluppano prevalentemente in Asia minore, uno dei primi esempi si trova a Samo ed è il tempio di Hera III (550 a.C.), altro esempio si trova ad Efeso ed è il tempio di Artemide (550 a.C.) entrambi commissionati da Creso, re di Lidia, all'architetto Teodoro.
- Hera III: il tempio è diptero e presenta forti analogie con i templi egiziani.
L'Acropoli di Atene
I templi sono racchiusi in uno spazio consacrato chiamato Acropoli, solitamente è recintato ed, a volte, era anche fortificato in modo da costituire un ultimo rifugio nei periodi di assedio. L'acropoli doveva essere l'elemento più importante della città e, per questo motivo, viene spesso collocata su un'altura; l'avvicinamento è graduale attraverso un percorso tortuoso che privilegia visioni angolari di prospettive architettoniche. Il complesso dell'Acropoli comprende il Partenone, i Propilei, il Tempio di Atena Nike e l'Eretteo.
- Partenone: (447 - 438 a. C.) il tempio è dedicato alla dea Atena Partenon (vergine), protettrice della città; venne commissionato da Pericle all'architetto Ictino mentre le opere scultoree furono affidate a Fidia. Il Partenone è un tempio dorico periptero ed ottastilo con un unico peristilio esterno di minime dimensioni per lasciare più spazio possibile al naos. Il naos è diviso in tre navate da 10 colonne su due ordini sovrapposti quasi identici nella ricerca di una maggior proporzionalità. Queste colonne girano anche sul retro della statua di Atena, alta 15 metri, che era in legno completamente rivestita di oro ed avorio, creando una sorta di percorso interno che struttura il naos; il fregio della cella alto 1 metro per 160 metri di lunghezza, raffigura la storia di Atene e della dea Atena. Sul retro del naos si trova una stanza con accesso autonomo caratterizzata da quattro colonne ioniche e chiamata Parthenon, era utilizzata dalle vergini mentre tessevano un telo cerimoniale. Nel pronao non esistono quasi ante, ma sono presenti sul fronte sei colonne: anti prostilo. All'esterno sono state apportate numerose correzioni ottiche per consentire una visione perfetta del tempio a grande distanza: le colonne angolari sono lievemente più spesse delle altre e le linee orizzontali sono leggermente curve.
- Propilei: (437 - 432 a. C.) costituiscono l'accesso monumentale all'Acropoli e furono progettati da Mnesicle per ordine di Pericle. L'accesso alla prima parte avviene attraverso un portico esastilo di colonne doriche, mentre, lungo la via sacra, troviamo tre colonne ioniche giustapposte alle doriche. Sotto ai portici ci sono 5 gradini affiancati da una rampa che permetteva continuità nelle processioni. Mnesicle si ispira al Partenone, infatti i Propilei, di circa 18 metri, hanno dimensioni simili al naos del Partenone.
- Tempio di Atena Nike: (430 - 421 a. C.) venne commissionato da Pericle a Callicrate ed è disposto a sud-ovest della piana dei templi in una posizione dominante rispetto alla strada di accesso ed alla città stessa. È realizzato interamente in pietra, è anfiprostilo (con due porticati sul retro e due sul davanti) e non presenta ante. I due portici tetrastili hanno colonne ioniche e la trabeazione è divisa in tre fasce; la cella è quadrata e l'accesso avviene tramite tre aperture divise da pilastri.
- Eretteo: (421 - 405 a. C.) è uno dei templi più raffinati e complessi, infatti ha più funzione ed è dedicato a più di un dio; si ritiene che l'architetto sia Filocle. In pianta si individua verso est un pronao esastilo con colonne ioniche, prostilo (senza ante) attraverso il quale si accede alla prima cella dedicata ad Atena Poliàs, si trova poi quella di Posidone-Eretteo seguita da altre due celle. Un vestibolo ionico e tetrastilo verso nord rompe la regolarità del tempio, mentre a sud si trova la Loggetta delle Cariatidi. Nella parte bassa si trova un muro senza decorazioni a cui si sovrappone il colonnato, in contrapposizione con la muratura continua laterale. La scanalatura bassa e il fregio della trabeazione donavano continuità. L'apparato decorativo era molto raffinato con ornamenti molto definiti: il fregio era decorato con sculture a bassorilievo in marmo bianco applicate su un frontone di pietra blu.
La città di Atene
La città di Atene sorge su una collina, meglio difendibile in casi di assedio, e si sviluppa ai piedi di essa cinta tra le mura. Vi sono quattro caratteristiche fondamentali che si ritrovano nella struttura di tutte le città greche:
- L'unità: la città non è divisa per funzioni o classi, ma si trova una tipologia unica con la sola variante della dimensione, le case coesistono.
- La divisione in tre tipologie di aree: privata con abitazioni, aree sacre recintate, spazi per la vita pubblica e per assemblee (agorà e teatri).
- L'armonia con la natura: l'adattamento alle linee principali del territorio nel rispetto del luogo.
- Il limite di crescita: la città ha una dimensione organica che non poteva essere superata, quando avveniva veniva fondata una nuova città nel territorio gestito dalla polis.
Nel 479 a.C. Atene viene rasa al suolo dai Persiani, viene ricostruita, inizialmente, da Temistocle e poi dai suoi successori che le diedero l'aspetto che la resero famosa. Ai piedi dell'Acropoli si costruisce la città bassa, una città spontanea senza una vera progettazione, per questo la forma della rete stradale è irregolare. Sull'Agorà si affacciano gli edifici della vita politica ed il mercato. L'Acropoli e l'Agorà sono connesse da una via sacra piuttosto tortuosa; l'unico tratto rettilineo è il Dropos nei pressi dell'Agorà. L'Agorà è definita da lunghi portici chiamati Stoai, oltre ai quali si aprono spazi riservati a varie funzioni: la Pnice era il luogo delle assemblee, l'Areopago era il centro della vita giudiziaria, il Pritaneo ospitava l'archivio ed uno spazio dedicato alla dea Hesta in cui bruciava il fuoco sacro, mentre il Buleutèrion, di forma interna semicircolare, era il luogo in cui si riuniva l'assemblea popolare.
I teatri
Avevano una funzione quasi prettamente pubblica, in cui avvenivano le rappresentazioni delle tragedie e le riunioni delle assemblee. Le capacità tecniche non permettevano di costruire strutture autonome rispetto al terreno, ma venivano adattate ai declini. Le componenti principali erano la gradinata, in pietra, di forma semicircolare con gradini e scalette; l'orchestra, in cui si trovava il coro; il palcoscenico, inizialmente costruito in legno appoggiato agli stoai retrostanti; ed il tempietto dedicato al dio Dioniso. Il più bello e conservato è quello di Epidauro, risalente al 300 a.C., in cui l'edificio scenico ed il palcoscenico erano in pietra, rialzati su pilastri, e, sul retro, presentava una facciata di palazzo in cui venivano anche ospitati gli attori.
Il Pireo
Il Pireo è il porto della città di Atene, fu commissionato da Pericle nel V secolo a.C.. Un percorso fortificato di sei km permetteva un collegamento sicuro tra la città ed il suo porto che fu progettato da Ippodamo da Mileto. Tutte le componenti urbane sono regolate da una progettazione urbana precisa basata sull'isonomia (non vi è una differenziazione riconoscibile tra ricchi e poveri). Le strade principali erano larghe 14 metri, mentre i vicoli non erano mai inferiori ai 3 metri. Questa città di nuova fondazione è progettata fin dall'inizio per renderla ortogonale e regolare, ma rispetta comunque le linee del terreno che tagliano la griglia. L'Agorà ha anch'essa delle dimensioni regolari basate su multipli o sottomultipli di un regolare quartiere residenziale. Il colle Munichia ospita il teatro della città; mentre si possono riconoscere tre porti: il più grande, Cantaro, era destinato al commercio mentre gli altri due erano militari.
Architettura ellenistica
Nel IV secolo a.C. Filippo II costringe la Grecia ad un'alleanza con il regno macedone, il figlio Alessandro Magno riesce a costruire un enorme impero che arriva fino ai confini dell'India. I tre regni principali diventano la Macedonia, la Siria e l'Egitto e prendono il nome di regni ellenistici. L'architettura greca del IV secolo si esprimerà maggiormente in epoca ellenistica. L'ordine corinzio si ispira all'ordine ionico ma è più slanciato e lo rinnova soprattutto per quanto riguarda il capitello.
L'architettura greca di epoca ellenistica è caratterizzata da un aumento delle decorazioni, che rappresentava il potere del re che si sostituisce alle democratiche città stato. Viene abbandonato l'ordine dorico, conservato solo negli Stoai (portici), l'ordine ionico diventerà caratteristico dei templi, mentre l'ordine corinzio sarà utilizzato inizialmente solo negli interni. Molto utilizzata è anche la struttura ad arco per corridoi o porte.
- Tempio di Apollo: a Bassae progettato da Ictino nel 420 - 427 a.C. all'esterno presenta l'ordine dorico, mentre all'interno viene utilizzato l'ordine ionico e, per la prima volta, quello corinzio. L'interno è ornato da un fregio continuo in bassorilievo così come l'esterno.
- Tempio di Atena Alea: costruito a Tegea nel IV secolo a.C. dall'architetto Scopa di Paro. L'impianto è esastilo, con un unico peristio di colonne e con pronao ed epistodomo doppiamente in antis. La cella abbandona il modello classico diviso in navate da colonne, lo spazio infatti è completamente libero e delle semicolonne in ordine corinzio si appoggiano alla parete dando maggiore spaziosità.
- Tholos del santuario di Atena: costruito a Delfi nel 375 a.C. su progetto dell'architetto Teodoro di Focea. È circolare e poggia su un basamento di tre gradini concentrici, la copertura è a pseudo-cupola mentre all'esterno vi è un circuito di 20 colonne doriche dopo le quali si trova una muratura continua.
- Tholos di Asclepio: costruito ad Epitauro nel 360 a.C. dall'architetto Policleto il giovane. È un tempio circolare sopraelevato dal terreno grazie ad un grande basamento, presenta un peristilio circolare di colonne esterne seguito da un ulteriore peristilio di colonne libere.
- Mausoleo di Alicarnasso: costruito nel 350 a.C. dagli architetti Piteo e Satyros su committenza del Re Mausolo di Caria da cui deriva il nome. Attualmente il Mausoleo non esiste più, il materiale fu riutilizzato, ma era considerato uno delle sette meraviglie del mondo classico. Presentava tre grandi fasce decorative a bassorilievo, affiancate da svariate statue a tutto tondo; la copertura era a spioventi e poggiava sull'ordine esterno di colonne.
- Tempio e oracolo di Apollo: costruito a Dydima nel 300 a.C. dagli architetti Peonio di Efeso e Dafni da Mileto. È un tempio diptero il cui basamento è composto da sette gradini che diventano 14 nella scalinata. 12 colonne ioniche definiscono i corridoi ed ornano la struttura interna. Il muro che delimita lo spazio consacrato aveva una finestra per consentire un rapporto tra l'oracolo ed i fedeli. Al lati vi erano due lunghi corridoi con copertura ad arco che davano accesso allo spazio consacrato maggiore; la cella diviene una sorta di cortile a cielo aperto in cui si trova una pianta di alloro, una fonte sacra ed un tempietto autonomo come è di consuetudine negli oracoli. Un'enorme scalinata porta alla stanzetta del labirinto dell'oracolo davanti alla quale vi sono delle colonne corinzie.
- Tempio di Artemide Leukophriene: costruito a Magnesia sul Meandro nella seconda metà del II secolo a.C. dall'architetto Ermogene da Priene. È un tempio pseudo-diptero, con colonnato Eustilo, cioè con intercolumnio pari a due diametri e 1/4; a causa di questa scelta vi era la necessità di un alleggerimento della struttura. L'intero tempio è basato sulla modularità, infatti l'epistodomo è formato da due moduli.
- Tempio di Zeus Olimpo: costruito ad Atene, iniziato nel IV secolo a. C. dall'architetto Cossuzio in stile dorico, ripreso poi nel 174 a.C. e concluso nel 132 d.C. in stile corinzio.
Architettura etrusca
Si sviluppa in Italia a partire dal IX secolo a.C. quando gli Etruschi si stanziano sul Tirreno tra il Tevere e l'Arno; nel VI secolo si espandono raggiungendo la Campania e buona parte della pianura padana. I Latini fondano Roma nell'VIII secolo a.C., dei nove colli romani, uno dei primi ad essere abitati è il Palatino. Tra il VI ed il VII secolo si ha il periodo di massima espansione del regno etrusco, Roma è governata dalla monarchia ma gli ultimi re furono di origine etrusca e l'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, venne cacciato per far posto alla repubblica; con questo avvenimento inizia il declino della civiltà etrusca che cadrà definitivamente nel 295 a.C.
Nel periodo etrusco si sviluppano città stato in forte armonia con la natura; il pomerio, il recinto sacro, era il nucleo della città da cui si diramavano due assi ortogonali che riquadravano idealmente il cielo. Ciò che si è conservato meglio della cultura etrusca sono le necropoli e delle testimonianze scritte del periodo romano. Già nel IV secolo a.C. gli Etruschi erano in grado di costruire porte ad arco come si può riscontrare anche a Volterra con la porta dell'arco che fu poi rimaneggiata.
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