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Storia dell'architettura: Bramante

Appunti di storia dell'architettura su Bramante basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Loi dell’università degli Studi del Politecnico di Milano - Polimi, facoltà di Architettura e società, Corso di laurea in progettazione dell'architettura. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dell'architettura docente Prof. M. Loi

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11/01/2018

Descriptio urbis Romae

Con la Alberti cerca di trovare i punti crucialo di Roma,

che era in un periodo di ricostruzione. Si vuole restituire la grandezza e la

magnificenza perduta (durante tutto il ‘400). I progetti di Roma del ‘400 sono

sempre promossi dai papi, ma non interessano la città nel suo complesso, solo

alcuni punti (es. il vaticano). Nel ‘500 si pone la questione del vecchio san

Pietro, che stava ormai andando in rovina, e si comincia a ragionare sulla città

nel suo insieme. Alla fine del ‘500 la città sarà definitivamente ridisegnata nel

periodo barocco.

Palazzo Rucellai: introduzione degli ordini architettonici in facciata come

riferimento all’antico (ricorda gli ordini del Colosseo, come nel disegno di

Giuliano da Sangallo produce un’infinita serie di disegni dall’antico che sono

molto utili per capire lo stato di conservazione del tempo)

Facciata di Santa Maria Novella: ricorda S. Miniato al Monte.

BRAMANTE (1440 ca.-1514)

Urbino, Milano, Roma

Educazione dell’architetto: importante perché la figura dell’architetto si

definisce in maniera specifica e il modo in cui avvengono i primi contatti con il

mondo dell’architettura influenzano molto il personaggio che si formerà.

Bramante si forma alla corte di Urbino, tra le più dotte e colte del

Rinascimento, dove egli rifiuta la sua attività famigliare e, data la sua abilità nel

disegno si avvicina all’arte. A Urbino erano famosi i vari studi sul disegno e

sulla prospettiva Bramante è definito “depintore de prospettive” (es. S.

Maria presso S. Satiro per l’uso dell’illusionismo prospettico).

Da Brunelleschi in avanti tutti si sono cimentati nell’utilizzo della prospettiva.

Bramante si forma in questa cultura e si appropria di questo strumento, per poi

utilizzarlo in numerosi progetti.

Poi la vita di Bramante si può seguire attraverso alcuno tappe, nonostante

alcune lacune temporali.

Va nella Milano di Ludovico il Moro, la roccaforte della permanenza della

tradizione tardogotica.

Cantiere del Duomo, Ospedale Maggiore e Certosa di Pavia: edifici importanti

nella formazione di B.

Di Bramante non abbiamo

molti disegni, solo dieci per il

progetto di S. Pietro.

INCISIONE PREVEDARI:

immagine simbolo del

pensiero di questa fase del Rinascimento (prima fase dell’opera Bramantesca).

Non è un tempio esistente ma l’idea di un tempio che Bramante ha. Egli

rappresenta quello che secondo lui è un edificio all’antica, cui aggiunge poi

simboli degli sforza. Importanti per Bramante l’immagine dell’antico e la pianta

centrale (si vede dall’immagine dal libro di Bruschi: pianta quadrata che ha

come unico elemento asimmetrico l’espansione di una cappella che termina

con un’abside poligonale, tema che può essere legato alla Sagrestia vecchia

Brunelleschiana. Torna il motivo del tondo in corrispondenza delle volte, molto

frequente in tutta l’architettura lombarda). È uno spazio su cui Bramante

ragiona, il cui schema sarà poi ripreso per il progetto di S. Pietro in vaticano.

OSPEDALE MAGGIORE: progetto di Filarete che noi vediamo nelle forme

restaurate dopo il secondo conflitto mondiale. Da ospedale diventa istituto di

istruzione. Progetto innovativo in vari temi, anche quello dello scorrimento

delle acque. Grande attenzione all’ordine decorativo.

La città di Milano non era ancora pronta ad accogliere davvero le novità. Ad

esempio, la fabbrica del duomo aveva un grande consiglio che prendeva le

decisioni più importanti, non era l’architetto a decidere. Quindi l’arrivo di un

artista toscano e innovatore come Filarete non fu accolto benevolmente, tanto

che dovette abbandonare la fabbrica dell’ospedale, che fu poi conclusa da

architetti locali.

SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO

Sorge su un edificio carolingio (sacello di San

Satiro) su cui viene costruito un edificio a pianta

centrale che prende poi uno sviluppo a T.

Impossibilità di procedere oltre alla strada già

presente sul retro: Bramante riesce tuttavia, nel

poco spazio disponibile, a dare l’illusione di uno

spazio molto profondo se osservato dall’ingresso

(tema dell’inganno dello spettatore, che sarà poi

ripreso anche nel ‘700).

Nella Sacrestia (oggi battesimale) B. utilizza

ancora la pianta centrale (come S. Lorenzo e le

tre principali cappelle: S. Sisto, S. Ippolito e S.

Aquilino).

Colori derivati dalla tradizione bizantina (rosso blu oro).

Permanenza di qualcosa che era stato tramandato probabilmente da

Brunelleschi: influenza della cultura orientale (illusionismo prospettico, colore e

pianta centrale).

Non conosciamo il progetto di Bramante per la facciata, costruita

successivamente.

Sacrestia decorata in cotto.

AMPLIAMENTO DI SANTA MARIA DELLE

GRAZIE

Realizza la parte terminale della chiesa sotto

richiesta di Ludovico il Moro che voleva un

mausoleo per la sua famiglia. Edificio che è

stato largamente danneggiato dai

bombardamenti durante la Seconda guerra

mondiale.

La chiesa preesistente aveva un andamento

longitudinale su cui Bramante aggiunge la

tribuna a pianta centrale, il coro, la sacrestia e il

chiostro. B. giustappone lo spazio a pianta

centrale che ha significato simbolico come

mausoleo e come rif. all’antico. Pianta quadrata

a cui Bramante aggiunge delle absidi per

esaltare il contrasto tra la navata, ancora medievale (anche se opera ‘400esca)

e poco illuminata, per arrivare al grande effetto luminoso della tribuna e delle

absidi.

B. adotta un sistema di proporzioni per la

costruzione delle facciate.

L’esterno è stato restaurato, dunque non sappiamo

come fosse all’origine. Si ipotizza che non

prevedesse l’uso del cotto alternato alle parti

intonacate (anche se esse sono fatte in modo da

richiamare l’idea del marmo), ma probabilmente

Bramante l’aveva pensato come un grande monumento in pietra, un edificio

all’antica.

SANT’AMBROGIO

Progetta due chiostri, uno dorico e uno ionico, realizzati dopo la sua morte, e la

canonica, in cui si concentra sul tema degli ordini architettonici.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fidiven98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Loi Maria Cristina.

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