Egitto
Civiltà di conservatori
Civiltà di conservatori, è una delle civiltà con più lasciti. Tricorde → i tecnici imparano a disegnare prima sul papiro, poi sul terreno perché il fiume spazza via tutto (strade, confini...), è la classe tecnica dei geometri che lavoravano sul territorio. L'architettura egizia è fatta di architetture ricche e povere. Quelle povere sono andate perse, ma ne rimane testimonianza grazie ai corredi funerari. Gli egizi costruivano con materiali poveri nell'ordinario, ma a un certo punto inizieranno a pietrificare la loro architettura mantenendo le forme della tradizione (colonne in pietra→ fasci di giunchi).
Abitazioni e architettura domestica
Abitavano in case modeste ad uno o tre ambienti il cui spazio d'uso più comune era il cortile anteriore (luogo recintato davanti alla recinzione). Casa ad un piano con tetto piano e apertura a soffitto per l'uscita dei fumi. In pianta la forma è troncopiramidale con pareti leggermente scafate. Questa costruzione tornerà, ovvero la casa è il nucleo della piramide. L'architettura domestica la ritroveremo in pietra ingigantita e trasformata in piramide → casa del faraone per l'aldilà.
Quartieri operai
Quartieri operai → coloro che lavoravano ai cantieri non erano schiavi, ma nella maggior parte dei casi erano maestranze specializzate alloggiate e poi sepolte accanto ai loro villaggi. Pochissimi sono i resti dei palazzi reali costruiti in terra cruda con gli adobe. La tecnica costruttiva usata era quella del pisè (terra battuta) che consisteva nella realizzazione di un muro in argilla compattata con appositi strumenti dentro delle casseforme lignee di limitata altezza smontabili. Si costruisce irrobustendo la parte bassa della struttura, la quale deve sostenere tutto il peso, e si assottiglia salendo, per alleggerire.
Materiali e tecniche costruttive
La terra cruda ha una scarsa portanza e tollera male le aperture, quindi nelle case abbiamo aperture limitate, questo anche per una questione microclimatica. Nella parte angolare c'è una sorta di rigonfiamento per far sì che l'angolo sia molto solido. Il rinforzo avviene tramite una sorta di armatura interna. Anche questa tecnica tornerà nell'architettura in pietra anche se non avrà alcuna funzionalità statica.
Motivi dell'architettura egizia
I motivi dell'architettura egizia che ritorneranno in quella in pietra sono:
- Lo spessore dei muri
- Il muro a scarpa
- Scarse aperture
- Inspessimento dell'angolo
Case a torre
Un altro tipo di edificio era la casa a torre. Nello Yemen esistono ancora questo tipo di costruzioni. I solai fatti di tanti pali (tronchi) di piccola sezione messi parallelamente in sequenza ravvicinata. Su queste stuoie di canne veniva gettata della terra cruda per fare la pavimentazione → elementi poveri ma funzionali.
Opere di difesa
Con la terra si costruiscono anche opere di difesa, ossia grandi muri. Questa architettura ad oggi si è sciolta nelle acque del Nilo. Queste opere di difesa non erano molto diverse da quelle che vedremo nell'antica Roma o nel Medioevo. Un lungo muro con torri molto ravvicinate con funzione difensiva ma anche statica, si tratta infatti di contrafforti (elementi di sostegno).
Uso della terra cruda
L'uso della terra cruda nelle fortificazioni arriva fino all' '800. La terra ha il vantaggio di essere un materiale che assorbe i colpi. La terra cruda fu successivamente riscoperta in maniera intensiva con l'introduzione delle armi da fuoco. Gli egizi non prestavano particolare attenzione alle fondazioni, anche nella costruzione dei templi in pietra.
Risorse naturali e cave
L'Egitto è una terra ricca di pietra oltre che di sabbia (formatasi in seguito della disgregazione della pietra). Le cave erano concentrate lungo l'asta del fiume. Avere le cave lungo il fiume era vantaggioso in quanto il fiume costituiva il mezzo di trasporto fondamentale. Di fatti le cave venivano scelte a monte del cantiere in modo da poter sfruttare la corrente. I guai erano per l'approvvigionamento delle pietre dure, concentrate lungo il Mar Rosso.
Tipi di rocce
Rocce magmatiche: forgiate nel fuoco. Sono rocce intrusive, ovvero che si formano a grandi profondità, schiacciate da forti pressioni con una solidificazione lenta. Es granito rosso di Assuan (utilizzato per i piani cucina), adenite, sienite. Si suddividono in rocce effusive, ovvero si formano dal magma ma con raffreddamento rapido (rocce espulse dai vulcani) con cristalli molto più fini, e rocce come la porfirite, il granito rosso e il basalto (usato dai romani per la lastricazione delle strade).
Rocce coerenti: in Egitto sono suddivise tra arenarie e brecce. Le arenarie sono costituite da sabbia sedimentata e legata per processo chimico. Petra è una città scavata in arenaria che non si è disciolta perché piove poco. Le brecce sono rocce con frammenti all'interno legati fra loro da processi chimici.
Rocce sedimentarie: gesso e alabastro (pietra pregiata per elementi scultorei) dalla fusione chimica di depositi organici → calcare non emolitico → calcare della Valpolicella Veronese → quello che contiene i resti delle conchiglie → deposito sul fondo marino di organismi animali sedimentati e legati da un processo chimico.
Altro materiale molto utilizzato erano le malte, protettive o ad uso decorativo per gli ambienti interni. Gli egizi conoscono queste pietre (inizio dell'architettura in pietra) nel momento in cui riescono ad avere gli strumenti per cavarle. Quindi nel momento in cui si iniziano a utilizzare il rame e il bronzo (rame + stagno) per la realizzazione degli utensili, si inizia a cavare la pietra, ci si spinge nel deserto e le cave sono a cielo aperto (predilette) o in galleria.
Processo di estrazione della pietra
- Il blocco veniva staccato: Inserendo cunei metallici. Si picchiava alla radice del blocco, si inserivano cunei metallici i quali spaccavano la pietra.
- Oppure si scolpivano degli incavi e vi si inserivano dei cunei di legno molto stagionato → legno secco che veniva bagnato, si espandeva e spaccava la roccia creando un piano di frattura che liberava il blocco dalla sua radice.
Il cavatore passava poi il blocco ad uno scalpellino che lo semi lavorava, ovvero toglieva tutte le cose che non servivano senza arrivare al lavoro di finitura in quanto conveniva portare solo l'utile (costi, trasporti...). La finitura del blocco poteva essere realizzata a piè d'opera oppure in opera. Così gli egizi iniziano a pietrificare l'architettura. Loro inventano le prime colonne (i mercanti greci li vedono e, riproducendoli, nasce l'ordine dorico).
Saqquāra: complesso funerario di Zoser
Saqquāra: complesso funerario di Zoser: 2650 a.C. è considerata la prima grande opera monumentaria in pietra della storia dell'architettura. È una tomba. Compare per la prima volta su grande scala una costruzione in pietra. Nell'antico Egitto ci sono molti più ordini di colonne:
- A faci di giunchi → fasci di giunchi pietrificati
- A stelo di papiro → blocchetti sovrapposti con il capitello costituito dalle foglie aperte del papiro
L'elemento comune è quello naturale, vegetale in questo caso.
Mastabe / Mastave
Mastabe / Mastave: tombe che formano una necropoli. Hanno la forma tradizionale della casa ad un piano fuori terra e sono costituite da un'unica camera in terra cruda o nei casi più ricchi in pietra, ovvero un pozzo sotto il quel vi era il defunto, di dimensioni ordinarie come quelle di una casa o di dimensioni monumentali. L'interno è tutto decorato.
Complesso funerario di Zoser, a Saqquāra
È il più grande complesso funerario. Il primo esempio di piramide (2650-2600 a.C.) → si tratta di Mastabe sovrapposte una all'altra. Sono piattaforme stratificate a formare una piramide a gradoni. Architettura a secco - > non prevede l'uso della malta. L'equilibrio del sistema dipende da come vengono posate le pietre. Si basa quindi sulla forza di gravità e sull'attrito tra i blocchi.
Le prime piramidi (quelle dell'antico regno) in realtà erano una sequenza di torri addossate una all'altra, ossia i piani di posa delle pietre non erano perfettamente orizzontali ma leggermente inclinati verso l'interno in maniera da creare una sequenza di torrioni appoggiati su un nucleo centrale.
Erano inclinati verso l'interno per garantire che non avvenisse un ribaltamento verso l'esterno dove non vi erano vincoli che tenessero insieme la struttura, che rimaneva in piedi per una sorta di equilibrio per contrasto (ogni massa con il suo peso viene addossata a un pilone centrale che rimane stabile in quanto dall'altra parte ha delle masse equivalenti che schiacciano verso l'interno-> forza centripeta-> le pietre sono attratte verso il centro della struttura e rimangono ferme per reciproco contrasto). Man mano che ci si porta verso il medio regno i corsi di pietra tendono a orizzontarsi. Si ha meno paura del crollo verso l'esterno, l'esecuzione è sempre più accurata e si riesce a creare corsi orizzontali (sia per quanto riguarda il nucleo, che per quanto riguarda i rivestimenti).
Il sistema è rinforzato da delle specie di ventagli poste sopra la camera sepolcrale del Faraone, ovvero grandi archi a due conci che deviano il peso dal vuoto sotto ai fianchi. Il peso scivola e viene convogliato ai lati.
Piramidi del medio regno
Nel medio regno per risparmiare progettano piramidi dove non tutta la struttura è fatta di materiale pregiato e blocchi di pietra più o meno regolari, ma ci sono dei blocchi, un telaio interno, due grandi diagonali in pietra ben squadre, e nelle camere il materiale è costituito di materiale vario (compresi mattoni di terra cruda rivestiti di pietra), molte di queste strutture crollano -> struttura a telaio, ovvero non piena ma costruita a settori murari con riempimenti nelle varie camere circostanti.
Il faraone Snefu nel 2550 inizia la costruzione della sua piramide con un'inclinazione elevata che porta il rivestimento esterno a crollare. In base a ciò fa costruire un'altra piramide con un'inclinazione di 43°. Fanno la loro comparsa le piramidi costruite in sabbia. La sabbia fatta scendere a cono si dispone naturalmente tra i 35° e i 43° -> angolo di equilibrio per attrito <- Modello statico.
Piramide di Bent (piramide a gomito) cominciano con pendenza elevata e poi correggono il tiro. Per evitare crolli piegano ed ottengono una piramide tutt'oggi in piedi. (medio regno) Struttura a telaio riempita poi di terra cruda e rivestita. La pietra calcarea chiara cede. Oggi ai piedi della piramide che si trasforma in una collina sostanzialmente di terra (esperimento fallito -> siamo nel 1800 a.C.)
Piramide di Cheope
2500 a.C. Il Cairo, Piramide di Cheope siamo arrivati all'inclinazione leggermente più elevata perché capiscono che con la pietra meglio posata si ottiene di meglio: 52° di pendenza, base quadrata, 200 mq di base ed altezza a circa 150 m. Siamo in una fase avanzata dello sviluppo nell'antico regno dove non si utilizzano più piccoli blocchi ma arrivano fino a 4 tonnellate. Lo sforzo costruttivo è enorme perché alcuni blocchi hanno percorso fino ad 800 km per arrivare in cantiere. Anche questa va rivestita. All'interno non si ha solo una camera sepolcrale, ma tre: una è la camera civetta cioè quella in cui eventuali ladri si sarebbero spinti (camera bassa). Il faraone stava nella camera più alta, sotto la moglie del faraone. Questa piramide è famosa per la grande galleria, ovvero la parte di corridoio che diventa più alta conducendo alla camera del faraone con tettuccio a capanna e travi. In quella gallerie è un corridoio monumentale che precede la camera sepolcrale dove vengono depositati i blocchi che poi servono a chiudere il corridoio. La camera è molto semplice, con le pertiche scolpite sul soffitto in pietra che simulano il tetto tradizionale della casa povera egiziana. Bucando il soffitto i ladri si sono trovati due intercapedini una sopra l'altra con enormi monoliti di granito. Questo è un sistema di protezione della camera dallo schiacciamento, di fatti il peso si scarica sull'arco a due conci (tettuccio a capanna) quindi sotto ci sono travi di presidio in caso questo cedesse. Questi blocchi (monoliti) pesano fino ad 80 tonnellate.
L'arco e le sue caratteristiche
L'arco a due conci è la forma più primitiva di arco. L'arco è la struttura che noi ci immaginiamo costituita da mattoni o pietre disposte a raggiera cioè con andamenti che conducono verso il centro. L'arco per definizione ha una struttura radiale dei suoi elementi ed è una struttura spingente, ovvero non ha solo un peso ma anche una spinta orizzontale (la componente diagonale è la risultante). È fondamentale nella costruzione architettonica neutralizzare questa spinta che è quella che fa crollare l'arco. L'arco a due conci non ha la forma di un arco, ma si comporta come un arco. Ha un peso e delle spinte verso il baricentro. I conci non crollano perché hanno una massa talmente grande al loro fianco che le spinte sono neutralizzate (rinfianchi) deviando il peso come la prua di una nave che solca l'acqua (vengono chiamate tombe alla cappuccina).
Piramide di Chefren
Piramide di Chefren mostra parte del rivestimento originario: liscio in pietra chiara. La piramide è costruita su dei banchi di roccia (spianati un po' e usati come fondamenta). La piramide è leggermente più alta anche grazie a questo rialzo (basamento alto 10m). Nella parte bassa tendenzialmente facevano un rivestimento diverso in granito, in pietra più dura perché soffia il vento del deserto che porta la sabbia e la sabbia leviga, quindi nella parte più esposta viene messa una pietra che resista all'azione levigante, smerigliatrice della sabbia.
Giovanni Battista Belzoni
Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) colui che trova l'ingresso della piramide e del tempio di Abu Simbel. A fianco alla piramide sulla piana El Giza si trovano delle cave a cielo aperto. Veniva sbancata una porzione di terreno circostante per cavare i blocchi. Queste piramidi non erano elementi singoli ma avevano architetture di corredo, ovvero dei templi (due in genere): il tempio a valle e il tempio dei morti collegati da un corridoio processionale o una strada processionale. Uno dei templi a valle più famosi è quello di Chefren che mostra le caratteristiche di queste architetture. Guardando la sezione e la pianta non si capisce molto, non ci sono stanze. L'unico ambiente libero dal rosso della sezione è il cortile centrale.
Problemi di costruzione dei templi
Il problema di questo tempio era coprire gli ambienti. Non avevano ancora sviluppato strutture voltate efficienti, quindi per coprire questi spazi chiusi dovevano mettere molti appoggi per la pietra, perché la pietra si presta alla costruzione del sistema trilitico, ovvero pilastro colonne e trave. La pietra lavora bene se scelta bene, ma lavora bene per interassi ragionevoli, se si dilatano le distanze, la pietra si spacca, la trave in pietra ha una bassa resistenza nel punto più delicato che è la mezzeria aumentando la luce prima o poi la trave, soprattutto se caricata, si spacca. Per questo motivo loro utilizzano la pietra, ma non sapendo calcolare la resistenza della pietra, fanno strutture sovrabbondando le misure (iperstatiche). Muri spessissimi e per evitare rottura della trave usano granito (pietra dura) e diminuiscono di molto le distanze tra i piedritti, di fatto ottengono sale colonnate con tetto sorretto da colonne chiamate sale ipostile ovvero hanno più pieni che vuoti, non sono quindi fruibili, non sono praticabili. Utilizzano il calcare per i muri che poi vengono rivestiti in granito, ma le travi e le parti interessate da azione tagliante vengono realizzate in granito massiccio molto spesse. Il granito non consente molte decorazioni, anzi.
Piramide di Micerino
Lo si vede bene nella piramide di Micerino (la terza, la più piccolina nell'altopiano di Giza), conserva nella parte bassa il rivestimento in granito che doveva resistere al vento e alla sabbia. Dopo queste tre piramidi capiscono che il metodo non è sicuro e costa troppo. Da qui iniziano a farsi seppellire sotto terra nella famosa Valle dei Re, una grande necropoli con molte gallerie scavate nella roccia come fossero cave. Il fenomeno della grande piramide in pietra si esaurisce con quelle della triade di Giza.
Valle dei Re
Gli elementi portanti nella Valle ci sono ma non portano a niente, le cave nella montagna sono state scolpite e insieme al soffitto, alle pareti e al pavimento, vengono scolpite anche le colonne, ma più per abitudine che per reale necessità. Il soffitto regge perché la stanza nella montagna regge di suo. Anche qui, dove hanno paura di un crollo, mettono pilastri (ambienti angusti). L'unico esempio di questo tempio scavato nella roccia, è il tempio di Abu Simbel oggi lo vediamo con i piedi in acqua ma quando venne costruito non erano in acqua.
Tempio di Abu Simbel
Quando Belzoni lo scoprì navigando sul Nilo il tempio era molto più basso di quanto non sia oggi perché è stato ricostruito interamente in quota dopo la costruzione della diga sul Nilo nel 1960 trasferendolo in alto (da maestranze italiane che crearono un'architettura "falsa"), il tempio venne scavato costruendo la montagna sopra, la struttura della montagna è realizzata in cemento armato, di fatto è una collina artificiale nella parte alta → venne fatto per Ramesse II. I templi dopo Abu Simbel non vennero più scavati sotto terra e nella roccia, ma furono realizzati in superficie. I più famosi sono quelli di Tebe: Luxor e Karnak (nella stessa città ai capi opposti collegati da una via processionale). Tebe era una città di fango che negli anni sparì, l'unica cosa rimasta sono i templi di pietra. Uno sfoggio incredibile di lusso. Dopo il faraone la casta più ricca era costituita dai sacerdoti.
Karnak
Questo tipo di architettura è caratteristica per che ci sono elementi ormai nell'immaginario collettivo: uno di questi è il pilone, ovvero l'ingresso trionfale al tempio: grandi muri che costituivano accessi monumentali. Grandi pieni senza vuoti, ad uso esclusivamente scenografico, l'unica parte usufruibile è il...
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