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Studio del ferro:

siamo nell’800, capiamo come il ferro ed i materiali che derivano dal ferro ghisa ed acciaio, si sono imposti

in architettura ed hanno inciso sugli aspetti linguistici ed estetici. Questa trasformazione del linguaggio

implica che l’architetto abbia una conoscenza specifica e precisa delle caratteristiche del materiale.

Inizialmente gli architetti si sono rivolti agli ingegneri. In generale fino a età 800 gli architetti studiavano

nelle accademie di belle arti, con preparazione in architettura. Quando arrivano questi nuovi materiali la

formazione dell’architetto nelle belle arti non è più sufficiente e nascono i politecnici.

Teatro marittimo di Villa Adriana, Tivoli II sec d.C. : il ferro in questo caso era utilizzato come materiale di

supporto, strutturale, che doveva essere nascosto alla vista tramite rivestimento in lastre di marmo. In

origine fino alla metà dell 800 il ferro era utilizzato ma doveva essere nascosto.

Cupola San Pietro, Giacomo della Porta, contiene all’interno dell’apparato murario 4 catene in ferro che

contengono le spinte, ma non dovevano essere viste.

Chiesa Sainte- Geneviève (panthèon) Parigi 1758-89, pronao della chiesa conci in pietra e ferri che si

aggrappano alla pietra e sono disposti secondo gli sforzi a cui la struttura è sottoposta. Ferro nascosto

Primo esempio in cui viene esposto il ferro è il Ponte sul fiume Severen in Inghilterra alla fine del 700. 5

costole di ferro, disposizione dell’arco e delle costole segue le modalità di come il ponte si trasferisce a

terra. Nel pennacchio il cerchio non ha funzione strutturale ma viene messo come elemento decorativo,

sebbene quindi il materiale è nuovo i progettisti sono legati alla tradizione e sentono la necessità di inserire

elementi della tradizione.

Cause che innescano questo cambiamento: industrializzazione fine 700. Metà 800 fino a fine 800 in paesi

Francia ed Inghilterra. Industrializzazione è legata al tema del processo tecnologico e la volontà di fare più

soldi innesca nuove ricerche e la tecnologia nell’800 compie passi da gigante, ma non solo la tecnologia ma

tutti i campi di interesse fisica, chimica, medicina. Incremento incredibile nella ricerca e nel processo

tecnologico che ha avuto ripercussioni pure nell’architettura.

1 rivoluzione industriale 700

2 rivoluzione industriale 800

In questa fase di progresso anche la produzione ha un nuovo impulso, soprattutto riguardo la produzione di

materiali, fusione ad altissime temperature. Accanto al ferro vi sono nuovi materiali derivati dal ferro in

particolare ghisa ed acciaio, leghe che partono dal ferro ma a seconda della quantità di carbonio che viene

messa nella fase di fusione si hanno caratteristiche diverse. Accanto ai materiali ferrosi vi è il vetro che

adesso può essere prodotto in grandi lastre, possibilità che determina un cambiamento nell’aspetto

dell’architettura. C’è un nuovo modo di costruire e anche la figura dell’architetto va fuori moda, l’architetto

si ritrova in crisi perché si è formato ad utilizzare il linguaggio architettonico degli ordini e l’utilizzo della

pietra, e si trova ad utilizzare materiali che non conosce e non sa con quale linguaggio utilizzarlo. Architetto

va in crisi ed emerge la figura dell’ingegnere che in questo momento ha una maggiore conoscenza

scientifica, ma ha meno conoscenza delle discipline umanistiche e artistiche. In questo periodo quindi si ha

questo distacco tra la figura dell’ingegnere e dell’architetto, che fino a questo momento potevano

sovrapporsi perché avevano una formazione comune. Viene codificata una disciplina: scienza delle

costruzioni, che studia i meccanismi dei materiali e attraverso una serie di calcoli basati sulla matematica da

la possibilità di calcolare il dimensionamento delle parti in maniera precisa; questo ha un risvolto anche

nell’economia perché se so le dimensioni precise della trave, non si ha lo spreco del materiale. A questo

elemento dell’economicità si somma anche un altro elemento che riguarda la sfera dell’economia: la

produzione in serie.

Esposizioni universali: strutture che devono avere dimensioni enormi, realizzate in tempi brevi, costi che

devono essere abbattuti e possibilità di smantellare la struttura velocemente. Questi enormi padiglioni

dovevano avere inoltre buoni requisiti di sicurezza.

Si capisce che per rispondere a queste necessità si deve utilizzare il ferro ed il vetro. Si deve mostrare il

meglio dei prodotti industriali presentate da tutti i paesi. I prodotti esposti potevano essere di piccole e

grandi dimensioni perciò gli spazi dovevano essere flessibili.

1851 a Londra Crystal Palace nascita: la scelta della città di Londra è vista come omaggio alla città in cui è

nata la rivoluzione industriale. Viene bandito un concorso internazionale a cui partecipano 250 architetti

fornendo come tema la costruzione di un padiglione in vetro da collocare ad Hyde Park. Il vincitore non è

un architetto (CRISI DELLA FIGURA DELL’ARCHITETTO), il vincitore è un costruttore di serre Paxton, che

progetta un padiglione in ghisa e vetro, talmente grande ce ingloba alberi secolari presenti nel sito di Hyde

Park. La pianta è una grande galleria rettangolare, gradonata su tre livelli ed ha una lunghezza di 1851 piedi

(scelta simbolica per anno esposizione) circa 560m. a metà della navata si colloca una specie di transetto

coperto da una volta a botte in ghisa e vetro. Da un punto di vista compositivo questo edificio è semplice,

ciò che è innovativo è l’uso dei materiali che vengono dal mondo dell’industria attraverso la

prefabbricazione. Poiché sono elementi strutturali con forme piuttosto semplici si è potuto realizzarli in

serie commissionando i pezzi a diverse ditte per velocizzare i tempi di produzione. L’allestimento interno

era stato affidato ad Henry Cole, considerabile il primo designer, che da anni lavorava sul rapporto di

espressione artistica e produzione industriale. Accanto a lui vi era …….. che aveva pubblicato THE

GRAMMAR OF ORNAMENT. Riescono a dare una spiegazione su cosa sarà il disegno industriale, e Cole

aveva utilizzato all’interno del palazzo nei tralicci dei colori quali blu giallo e rosso che vengono sintetizzati e

quindi l’occhio non ha più possibilità da una certa distanza a distinguere i due colori vede l’arancione.

L’effetto nel Crystal Palace è una luminosità diffusa. Nella zona centrale erano esposti oggetti artistici,

armature; in altre zone erano esposti oggetti tecnologici. Problemi: controllo climatico, se da un punto di

vista il ricircolo dell’aria poteva essere risolto con degli sfiatatoi, l’accumulo di calore e quindi l’effetto serra

rimane un problema.

Questa prima esposizione ha avuto un’enorme risonanza a livello mondiale ed il Crystal Palace è

considerato l’emblema della modernità. Con il Crystal Palace si parla inoltre di pubblico vasto: mezzo

milione di persone.

Terminata l’esposizione universale nel 1852, il Crystal Palace viene smontato e rimontato in un altro luogo a

sud di Londra e riamane qui per diversi decenni fino a quando nel 1936 viene distrutto da un incendio. Con

il Crystal Palace il ferro è stato utilizzato per esprimere se stesso e non viene più nascosto. Crystal Palace

rappresenta la cattedrale moderna che innalza un inno alla tecnologia ed apre una strada agli ingegneri che

devono creare un qualcosa di sempre più grande e mai visto.

Rotonda del palazzo dell’industria, Russel, 1873, Vienna.: costruito per l’esposizione di quell’anno.

Ma certamente l’esposizione più famosa in assoluto è quella di Parigi 1889 pensata per celebrare i 100 anni

della rivoluzione francese, che s trova nella parte ovest di Parigi. Il palazzo una grande struttura a forma di

U, la galleria delle macchine e la gigantesca Tour Eiffel. LA galleria della macchine viene progettata da

Dutert, che si deve avvalere di 3 ingegneri, perché la galleria dal punto di vista statico ha delle esigenze.

Esternamente la galleria è qualcosa di semplice, galleria con copertura ad arco affiancata da spazi minori

disposti perpendicolarmente alla galleria. Ciò che stupisce è la percezione dell’interno, vasto ambiente con

una luce di 107 m coperto con arconi a campata cunica disposti secondo il sistema a 3 cerniere (una al

vertice e due nei punti di appoggio). Lo spazio viene collegato da tralicci, lo spazio tra arco e traliccio viene

riempito con lastre di vetro. L’appoggio a terra degli archi è sottile e minuto (concetto di sfida). Tra le

testimonianze dei visitatori ci sono quelle che sottolineano che lo spazio interno fosse qualcosa di inaudito

le cui dimensioni fino a quel momento non erano mai state raggiunte. Il ferro risponde alle esigenze. Ma nel

tentativo di ingentilire queste lunghezze utilizza elementi decorativi che andavano a contraddire il

linguaggio della struttura (la struttura ancora non riesce a liberarsi dall’ornamento).

La costruzione simbolo è la Tour Eiffel che prende il nome dal progettista Gustave Eiffel. La torre richiedeva

il massimo delle velocità di costruzione e la possibilità di essere rismontata. La velocità di costruzione di

vede, le fondazioni iniziano nell’estate nel 1887 con inaugurazione nel 1889. Costruzione che con i sui 300

metri di altezza diventa l’edificio più alto al mondo. La torre è composta da 4 enormi piloni reticolari che

scaricano i pesi sulle fondazioni, fondazioni particolari, plinti inclinati perché forma inclinata assorbe meglio

gli sforzi dei piloni che hanno 16 punti di appoggio. Tour Eiffel può essere vista come enorme struttura

reticolare. Nella parte bassa della torre i piloni hanno un andamento iperbolico e all’altezza di 60m si trova

la prima piattaforma su cui si impostano altri 4 piloni che proseguono la struttura verso l’alto. I piloni

raggiungono una seconda piattaforma 115m, e da qui all’altezza i piloni si fondono in un traliccio reticolare

a 270m d’altezza su cui c’è la terza piattaforma. Gli archi in fondo non sono archi strutturali, ma decorativi,

introdotti per ingentilire aspetto della torre e per renderla più simile ai viadotti moderni. La torre nasce

quindi come risultato di una ricerca iniziata sui materiali nuovi e possiamo considerarla come un enorme

pilone di un viadotto, la forma non deriva dalla ricerca estetica ma dall’esigenza di rispondere alle forze del

vento (statica). Il materiale scelto è il ferro pudellato (pudellatura: sistema di lavorazione del ferro,

trattamento siderurgico, si ottiene una maggiore lavorabilità di queste barre di ferro), ferro che può

resistere bene sia alla trazione che alla compressione e può essere calcolato con una grande precisione; il

ferro arrivava dalla zona della Lorena, veniva lavorato a Parigi e arrivavano in sito grazie alla Senna. Tra le

polemiche che la torre aveva fatto emergere era legato alla senna perché la torre avrebbe causato

cambiamenti climatici e avrebbe fatto morire i pesci del fiume.

In un anno e mezzo grazie ai nuovi materiali si è riuscito a creare l’edificio più alto al mondo.

Si doveva prevedere l’ingresso di un grande numero di persone e vengono predisposti nuovi ascensori che

fino alla prima rampa consentono la corsa diagonale, ed una volta raggiunta la prima piattaforma gli

ascensori consentono una corsa verticale fino alla cima. Era previsto che si sarebbe dovuta smontare, ma

non è successo. A dispetto delle critiche ci si era resi conto che quest’oggetto era diventato simbolo della

nuova Parigi.

Torre è il risultato di una ricerca che Eiffel aveva condotto sul tema delle ferrovie. Locomotiva a vapore è

stata la prima invenzione della rivoluzione industriale.

Ponte ferroviario maria pia sul fiume douro.

Eiffel si specializza su questo nuovo sistema. Siamo in portogallo ed il ponte collega Porto e Lisbona. Ponte

è stato in funzione fino al 1991, ma nell’ultima fase i temi dovevano percorrerlo in maniera molto lenta

poiché il ponte non era calcolato per la velocità ed i pesi dei treni contemporanei, e di conseguenza il ponte

è stato chiuso. Il ponte attraversa il fiume ad altezza di 60m dal livello dell’acqua e a causa del corso del

fiume, Eiffel pensa ad un attraversamento su 5 campate che appoggiano sulla terra, e la campata principale

si slancia sull’acqua con luce di 160m con arco a tre cerniere e arco ribassato.

Il ponte viene costruito con un processo di costruzione che prevede che prima vengano costruiti

contemporaneamente gli elementi della campata laterale con i suoi pili, e successivamente la campata

principale. ARCO: composto da elementi prefabbricati che venivano portati attraverso delle barche

direttamente sotto il punto di costruzioni e rialzati attraverso dei tralicci. Viene eliminato il problema della

centina (struttura provvisionale in legno), tanto che questo sistema di montaggio diventa subito

famosissimo e fa si che non appena Eiffel conclude questo ponte, riceve una serie di incarichi per viadotti. Il

più importante è il il PONTE FERROVIARIO TRUYERE, iniziato del 1881 e conclusi nel 1884. Opera molto

importante non solo per le sperimentazioni che porteranno alla tour Eiffel, ma perché Eiffel si interessa alla

meteorologia aerodinamica. Novità sta nel fatto che il pino di scorrimento del treno sta a 322 m dall’acqua:

4 campate, arco centrale e campata. Arco parabolico con luce di oltre 160 m e ancora una volta era l’arco

più gande costruito fino a quel momento. Profilo che nasce puntiforme, man mano che sale si allarga per

poi restringersi di nuovo. Andamento contrario: da stretto a largo e contemporaneamente da largo a

stretto.

La parte non di ferro è fatta di conci.

Viadotto è su un solo binario e ancora oggi in uso e diventa il simbolo della modernità.

Henry Labrouste

Henry Labrouste architetto francese che viene generalmente considerato uno dei primi architetti ad aver

aperto la strada verso l’industrializzazione dell’architettura (900). Apre questa strada attraverso l’uso di

nuovi materiali, ferro vetro, che vengono impiegati per la prima volta senza mascheramento. La formazione

di Labrouste avviene nell’accademia delle belle arti a Parigi, formazione in linea con la tradizione del

momento. Tra il 1824 e 1830 Labrouste sta a Roma e svolge un periodo di formazione; nel suo viaggio

Labrouste può visitare diverse città italiane, ma è proprio a Roma che Labrouste riceve le maggiori

impressioni delle architetture dei luoghi che va a visitare. A Roma studia all’accademia di Francia,

istituzione nata per ospitare gli artisti francesi.

A Roma non si interessa solo dall’architettura, ma viene attratto dalle opere d’arte degli artisti del

Rinascimento. Labrouste fa un elogio a Raffaello e si interessa alla relazione che si instaura tra struttura

architettonica ed il suo rivestimento.

Una delle sue opere più importanti è la biblioteca di Sainte Genevieve a Parigi. Realizzazione di un edificio

isolato sui quattro lati, a prova di incendio per i libri ed i manoscritti che provengono dall’abazia di Sainte

Genevieve. Struttura molto semplice sia in pianta che in alzato: la pianta è collocata su un sito rettangolare

stretto e lungo, e l’alzato si configura come una sorta di parallelepipedo. Pianta simmetrica, presenta un

atrio di accesso al centro e in fondo c’è il corpo delle scale sporgente che permette la salita al primo piano

dove vi è la sala di lettura. Al piano terra si trovano i depositi per i libri a destra e sinistra dell’atrio

caratterizzati da una spina centrale che costituisce il sistema portante insieme ai muri di perimetro. L’atrio

è caratterizzato da un linguaggio classico: piloni che dividono lo spazio in tre navate ed il corpo della scala è

composto da un primo pianerottolo centrale che si divide in due rampe che si divaricano e portano al piano

superiore: sala di lettura, spazio più affascinante del palazzo – enorme ambiente monumentale

completamente aperto, diviso in due navate da esili colonnine in ghisa appoggiate su un basamento di

pietra, che a loro volta sostengono il sistema di copertura. Copertura: doppia volta a botte sostenuta da

archi metallici con profilo ribassato (riferimento a colonnine di pompei). Dal punto di vista impiantistico la

biblioteca è servita di sistemi tecnologici particolarmente innovativi: condizionamento, riscaldamento,

illuminazione. La sala lascia poco spazio alla decorazione, vi sono solo tavoli da lettura e dagli scaffali

disposti lungo i muri perimetrali. Elemento decorativo negli archi che presentano il sistema a decorazione

vegetale che si ripresenta dai sott’archi delle pareti laterali che hanno uno spessore evidente in contrasto

con la snellezza delle colonnine centrali. Questa sequenza di archi è ben evidente nella facciata esterna:

piuttosto semplice, rivestita in pietra: piano terra zoccolo rivestito in pietra bugnata (riferimento ai palazzi

rinascimentali italiani), coronato da un elemento decorativo a ghirlanda (arch classica); al piano superiore

una sequenza di paraste che reggono archi. Osservando con maggior attenzione lo spazio all’interno

dell’arco si nota che è composto da delle tavole con incisi i nomi degli autori più importanti della

letteratura. Dai dettagli delle parti in ghisa (colonnine ed archi) si può capire come l’architetto si confronta

con il nuovo materiale. Egli sceglie di utilizzare la ghisa anche per ragioni pratiche, vuole massimizzare lo

spazio libero utilizzando sostegni sottili. Il dato interessante è che mentre le colonne metalliche sono

strutturali, viceversa i capitelli sono un elemento decorativo aggiunto, inutili dal punto di vista strutturale,

testimonianza che questa fase dell’architettura è una fase di transizione, poiché usano i nuovi materiali ma

li plasmano con un linguaggio tradizionale.

Stessa situazione si verifica per l’altra biblioteca progettata

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giogio9803 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura III e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Brodini Alessandro.
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