ARCHITETTURA GRECA
Il tempio greco
Acropoli di Atene (Partenone + Propilei + Eretteo + Athena Nike)
ARCHITETTURA ROMANA
Il tempio romano (Giove Capitolino)
Il foro romano
Fori imperiali (foro di Augusto + tempio di Marte Ultore)
di Damasco – –
Pantheon, Apollo d’oro 27ac-128 Roma
ARCHITETTURA TARDO ANTICA, PALEOCRISTIANA E BIZANTINA
Basilica paleocristiana (S. Giovanni in Laterano)
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S. Sofia, Isidoro di Mileto + Antemio di Tralles 532-637 - Istanbul
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S. Vitale 525-547 Ravenna
ARCHITETTURA CAROLINGIA, OTTONIANA E ROMANICA
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Cappella Palatina ad Aquisgrana 786-804 Aquisgrana (Germania)
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S. Marco 1063 - Venezia
Abbazia di Cluny, 948-1088 - Borgogna
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S. Ambrogio XI-XII sec - Milano
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San Giminiano, Duomo di Modena, Lanfranco 1099 - Modena
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Duomo di Pisa, Buscheto + Rainaldo 1063 Pisa
ARCHITETTURA GOTICA
St Denis - 1144
Cattedrale di Chartres - 1194
Cattedrale di Reims - 1211
Cattedrale di Amiens - 1230
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S. Francesco d'assisi 1228 - Assisi
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S. Croce, Arnolfo di Cambio 1294 - Firenze
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S. Maria Novella, Fra Sisto e Fra Ristori 1246 - Firenze
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Duomo di Firenze, Santa Maria del fiore, Arnolfo di cambio 1296 - Firenze
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Duomo Milano Gabriele Stornaloco 1386-1858
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Duomo di Siena Camaino di Crescentino 1299-1317 - Siena
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Duomo di orvieto, Bevignate + Uguccione + Maitani 1290 Orvieto
ARCHITETTURA DEL ‘400
Brunelleschi:
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Cupola S.Maria del fiore, Brunelleschi 1420 - Firenze
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Ospedale degli innocenti, Brunelleschi 1419 - Firenze
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Sagrestia vecchia, Brunelleschi 1422 - Firenze
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S. Lorenzo, Brunelleschi 1418 - Firenze
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Cappella dei pazzi, Brunelleschi 1443 - Firenze
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S. Spirito, Brunelleschi 1444 Firenze
Leon Battista Alberti:
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Tempio Malatestiano , Leon Battista Alberti 1447 - Rimini
Facciata santa Maria Novella, Leon Battista Alberti -1456 - Firenze
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Palazzo Rucellai, Leon Battista Alberti 1452 - Firenze
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S. Andrea, Leon Battista Alberti 1470 - Mantova
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S. Sebastiano, Leon Battista Alberti 1460 - Mantova
Pienza, Leon Battista Alberti - 1459
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Palazzo ducale, Leon Battista Alberti 1463 Urbino
ARCHITETTURA DEL PRIMO ‘500
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Chiostro di S. Maria della pace, Bramante 1500 - Roma
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Tempietto di S. Pietro in Montorio, Bramante 1502 Roma
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Cortile belvedere, Bramante XVI sec - Roma
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S. Pietro, Rossellino + Bramante + Raffaello + San gallo + Michelangelo + Della porta + Maderno 1505-1603
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Villa madama, Raffaello Sanzio 1517 - Roma
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Villa Farnesina, Peruzzi 1508 Roma
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Palazzo massimo, Peruzzi 1532 - Roma
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Palazzo farnese, Antonio da Sangallo + Michelangelo 1514-1580 - Roma
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Palazzo te, Giulio Romano 1525 - Mantova
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Palazzo Bevilacqua, Sammicheli XVI sec - Verona
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Piazza S. Marco e libreria Marciana, Sansovino 1537 Venezia
ARCHITETTURA DEL SECONDO ‘500
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Sacrestia nuova di S. Lorenzo, Michelangelo 1519 - Firenze
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Biblioteca laurenziana, Michelangelo 1524 - Firenze
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Piazza del Campidoglio, Michelangelo 1537 - Roma
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Basilica Palladiana, Palladio 1549 - Vicenza
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Palazzo Chiericati, Palladio 1551 - Vicenza
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Villa barbaro, Palladio 1555 - Treviso
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Villa Foscari, la Malcontenta, Palladio 1559 - Malcontenta
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Villa la rotonda, Palladio 1556 - Vicenza
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S. Giorgio Maggiore, Palladio 1566 - Venezia
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Chiesa del Redentore, Palladio 1577 - Venezia
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Villa giulia, Vignola 1551 Roma
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Villa Farnese a Caprarola, Vignola 1530 Caprarola
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Chiesa del Gesu, Vignola + Della Porta 1568 Roma
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Palazzo Barberini, Carlo Maderno 1625 Roma
ARCHITETTURA DEL ‘600
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Scala regia, Bernini 1663-66 - Roma
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Piazza s. Pietro, Bernini 1657 - Roma
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S. Maria Assunta e Ariccia, Bernini 1663-65 - Ariccia
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S. Andrea al quirinale, Bernini 1658-78 - Roma
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S. Carlino alle quattro fontane, Borromini 1635-1637 - Roma
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Oratorio dei filippini, Borromini 1637 - Roma
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S. Ivo alla sapienza, Borromini 1642 Roma
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Ss. Luca e Martina, Pietro da Cortona 1635 - Roma
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Facciata di S. Maria della pace, Pietro da Cortona 1656 - Roma
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S. Maria della salute, Longhena 1598-1682 - Venezia
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Cappella della Sacra Sindone, Guarini 1666-1690 Torino
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S. Lorenzo, Guarini 1668 Torino
ARCHITETTURA DEL ‘700
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Stupinigi, Juvarra 1729 - Torino
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Palazzo Madama, Juvarra 1716-18- Torino
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Basilica di Superga, Juvarra 1717-30 - Torino
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Reggia di Caserta, Vanvitelli 1751-80 - Caserta
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Facciata di S. Giovanni in Laterano, Galilei 1732
Fontana di Trevi, Nicola Salvi - 1732
Museo Pio-Clementino, 1771
Piazza del popolo, Giuseppe Valadier - 1818
L’ARCHITETTURA GRECA
Le origini della civiltà greca sono assai remote ed incerte. Gli stessi storici greci del V sec. a.C non avendo notizie precise e
attendibili le fanno sconfinare nel mito e nella leggenda. Tali origini devono potersi collocare verso la fine del II millennio a.C.
quando intere popolazioni iniziarono ad emigrare alla ricerca di territori climaticamente più favorevoli. Non ebbe confini ben
alle isole egee, dalle coste dell’attuale Turchia e del Mar Nero alla Sicilia e all’Italia
definiti ma era diffusa dalla Grecia
meridionale, fino alla costa mediterranea della Spagna.
Le popolazioni dei litorali della Grecia erano formate da due gruppi etnici: quello ionico (Atene,Calcide,Eretria,12 citta della
Ionia sulla costa occidentale dell’Asia Minore e Massaia) e quello dorico (Sparta,Corfù,Rodi,Creta).
Nel 179 a.C questi popoli riuscirono a sopprimere l’opposizione dei loro maggiori rivali, Persiani e Fenici.Il nuovo ordinamento
ellenico non presentava un sistema unitario di governo ma era caratterizzato da staterelli autonomi di volta in volta governati
da sovrani, da piccoli gruppi di potere e da una maggioranza di liberi cittadini.
greca è quello che viene definito “età arcaica” che va dal VII sec. al VI sec.
Uno dei periodi di maggior importanza nella storia
a.C. In questo periodo si riprendono i commerci e si sviluppano le Polis (organismi autonomi) dando così un incremento
demografico e un maggior benessere. Molte Polis promuovono la fondazione di nuove città espandendosi quindi verso le coste
del mediterraneo. È proprio in questo periodo che sorgono le prime costruzioni architettoniche nelle quali la proporzione della
misura e l’armonia delle forme incominciano a essere più importanti della monumentalità dell’insieme o del pregio dei materiali
impiegati.
IL TEMPIO E LE SUE TIPOLOGIE
L’elemento fondamentale dell’architettura greca è il Tempio. Esso costituisce la dimora terrena degli dei e alla sua costruzione
e cura i greci dedicano tutto il loro impiego. I tempi avranno proporzioni talmente armoniche e forme così semplici e razionali
da risultare sempre perfettamente equilibrati. Il tempio greco si sviluppa parallelamente alla casa (costruzioni in mattoni crudi,
coperta da un tetto o in legno o paglia.
Ogni polis anche se piccola si gloria del suo tempio per far si che la divinità viva all’interno della città.
Inizialmente le prime espressioni dei templi sono semplici e povere: partendo dalla soluzione a sala semplice rettangolare
preceduta da un portico si arriverà in seguito alla complessa formulazione peristilia costituita dalla cella circondata da colonne.
Il popolo greco si muoveva e svolgeva i riti sacri fuori dal tempio, considerato la dimora della divinità. Il tempio greco
racchiude la statua della divinità mentre i riti sacri si svolgevano nel recinto sacro.
Il tempio è organizzato basandosi su un asse si simmetria e il recinto sacro non segue questa stessa legge tranne che nel periodo
ellenistico.
La scelta del luogo e della posizione, lo sfondo, la comprensione della poesia dei vari paesaggi e delle sensazioni che
trasmettono agli uomini sono fattori fondamentali che contribuiscono a vitalizzare l’espressione architettonica. Nulla è rimasto
dei primitivi templi realizzati con materiali poveri,cioè con pietre tenere, argilla e legno. Ci sono modelli in ceramica che danno
un indicazione preziosa di questa genesi. Ci tramandano l’immagine di templi costituiti da un aula a pianta rettangolare , a
volte absidata, coperta da un tetto a due falde e aventi sul davanti u piccolo portico sostenuto da due colonne e in alto una
finestra per l’illuminazione dello spazio interno.
Dal punto di vista tipologico il tempio presenta una cella (naos) contenente la statua della divinità, che costituisce il nucleo di
tutto l’edificio (l’interno è scuro e viene riscaldato da braceri creando un’atmosfera di solenne sacralità). Alla cella a pianta
rettangolare possono essere associati altri spazi quali il portico ( pronao) orientato verso oriente che conduceva direttamente
alla cella e un locale per il tesoro anch’esso porticato nella parte posteriore (opistodomo). Il pronao e l’opistodomo ospitavano
ricche offerte agli dei, erano chiusi con sbarre e cancellate metalliche. Tutte le celebrazioni e i sacrifici venivano svolti fuori
sull’Are (cioè altari) all’aperto.
In base al numero di colonne del Pronao, il tempio assume diverse
denominazioni. Il primo a tramandarci le varie tipologie è stato
Vitruvio Pallione, vissuto nella seconda metà del I sec. a.C. , grazie al
suo De Architectura.
Il tempio viene chiamato in antis quando presenta sul davanti un
prolungamento dei muri laterali della cella o doppiamente in antis
quando questo prolungamento di riscontra anche nella parte posteriore,
prostilo quando presenta un portico anteriore, anfiprostilo quando ha
anche il portico posteriore.
Inoltre può essere circondato da una fila di colonne (periptero) o da
due file di colonne ( diptero ), ovvero può presentare semicolonne
.L’insieme di
addossate alle pareti della cella (pseudoperiptero)
colonne che circondano la cella si chiamano pitteroma.
Secondo il numero delle colonne sulla fronte di accesso il tempio
rettangolare viene chiamato ad esempio tetrastilo, pentastilo, esastilo,
eptastilo, octastilo…
Oltre ai templi a pianta rettangolare compaiono anche edifici a
carattere centrico avente pianta circolare (tholos) in particolare
destinati alla celebrazione di mitici eroi.
Prima di arrivare alla realizzazione in pietra e quindi basandosi sul sistema trilitico gli architetti avevano realizzato templi con
i vari elementi componenti lignei.
Solo in un secondo momento si passò alla realizzazione di colonne e architravi in pietra. Ma nei primi templi in pietra i Greci
tendevano ancora riecheggiare la tecnica costruttiva e la decorazione di quelli costruiti in precedenza in legno e in mattoni
crudi con aggiunte di terracotta.
Il blocco di pietra doveva essere tagliato perfettamente sui piani di posa e non strisciato ma trasportato con apposite macchine.
Per collegare poi le pietre tra di loro si facevano colature di metallo fuso nelle incisioni realizzate tra pietra e pietra creando
così precisi elementi metallici di legamento.
Nei templi greci si passa da colonne di dimensioni in scala umana in legno a colonne di pietra di varie modulazioni e anche si
arriva a soluzioni di dimensioni decisamente monumentali.
Le colonne greche non sono monolitiche, a differenza dell’architrave, ma sono formate da parti cilindriche (rocchi)
sovrapposte. La colonna veniva dunque realizzate mediante rocchi sbozzati ma perfettamente eseguiti sul piano di posa e con
un foro corrispondente all’asse della colonna per permettere il realizzare il collegamento di rocchi stessi. In un secondo
momento intervenivano scultori e scalpellini che rifinivano e scanalavano le colonne in modo perfetto.
ORDINI ARCHITETTONICI
ORDINE DORICO
L’ordine dorico è particolarmente legato alle aree del
Peloponneso e alle colonie greche in Italia
diffondendosi dal VI sec. a.C. Si presenta in una forma
essenziale con elementi meno slanciati di quelli degli
altri ordini. La colonna dorica non ha una sua base ma
poggia direttamente su una platea (stilobate)
circondata da gradoni (crepidoma ). Il fusto della
colonna è rastremato, cioè va restringendosi verso
l’alto. Ha un profilo non costituito da una linea retta
ma da una linea leggermente curva (entasi) che
elimina l’effetto di rigidità, inoltre non è liscio ma ha
scalmanature poco profonde unite a spigolo vivo e
rendono più evidente la visione della rotondità del
fusto stesso attraverso l’accentuazione del
è costituito dall’echino,
chiaroscuro. Il capitello forma
tronco conica, e dall’abaco,a forma di parallelepipedo
quadrato. Sopra il capitello corre l’architrave liscio
che insieme al fregio, formato da triglifi, tavolette
rettangolari
aventi scalmanature verticali, e metope, tavolette di forma quadrata lisce o ornate da basso rilievi, e alla cornice costituisce la
Tra l’architrave e il fregio vi è una striscia piatta e sporgente (tenia
trabeazione. ) sotto la quale in corrispondenza di ogni
triglifo è disposto un listello (regula) con gocce. La trabeazione si conclude infine con la cornice che sporge e presenta nella
parte inferiore mutuli e gocce, mentre è coronata nella parte superiore dalla gronda sia sui fianchi del tempio che sui due lati
inclinati del frontone, che internamente racchiude un tipano triangolare sovente adornato da bassi rilievi. Nei secoli successivi
i particolari e le proporzioni furono ulteriormente raffinati ma all’ordine dorico non venne aggiunto alcun altro elemento
fondamentale.
ORDINE IONICO
Quasi contemporaneo al dorico, l’ordine ionico presenta un’altezza pari a 8 o 9 volte il modulo (diametro di base).
La colonna è composta da 3 elementi:
(assente nell’ordine dorico).
- la base Quella più diffusa è la base attica che si
compone di due elementi principali: tori e scozie. Il toro è una modanatura a
forma semicircolare mentre la scozia è una modanatura concava a forma di
canale.
- il fusto (che non poggia più sullo stilobate ma sulla base) è scanalato 24 volte con
spigoli smussati con dei listelli e non a spigolo vivo.
- il capitello, composto da un piccolo echino convesso decorato.
ORDINE CORINZIO
Il suo sviluppo risale a circa un secolo dopo quello del dorico e dello ionico (quindi il V sec a.C.). la base riprende quella della
–
colonna ionica, presenta 24 scanalature a spigolo smussato. Il capitello è molto particolare: è formato da un nucleo tronco
conico attorno al quale si dispone una duplice serie di foglie stilizzate. La colonna misura 10 moduli presentandosi così più
raffinata e snella.
ORDINE COMPOSITO
Il capitello composito fu inventato dai romani dopo il 25 a.C., infatti Vitruvio non menziona quest'ordine tra i suoi, le sue
applicazioni nell'architettura romana ebbero molteplici funzioni decorative.
La colonna è formata da una base simile a quella dell'ordine corinzio, il fusto è alto dieci volte il suo diametro e quindi rende
la colonna slanciata, infine il capitello raccoglie le volute dell' ordine ionico sugli spigoli e le foglie d'acanto dell' ordine
corinzio.
ORDINE TUSCANICO
L’ordine tuscanico è un ordine architettonico proprio dell'architettura romana. la colonna presenta una base, il fusto (come
nell’ordine dorico o liscia) e il capitello che è più grosso rispetto quello dorico.
Nell’età classica, dal 500 al 323 a.C, dallo scontro con la potenza persiana alla morte di Alessandro Magno, il popolo greco
raggiunse l’apice della sua civiltà. In quest’epoca vide l’affermazione della prima cultura umanistica del mondo antico con la
quale l’uomo moderno possa identificarsi emotivamente e intellettualmente.
Centro e anima della nuova cultura fu Atene, in termini di reddito pubblico era la città-stato più ricca della Grecia
Il destino di Atene fu nelle mani di Pericle, capo politico e militare della città da circa il 450 fino alla sua morte nel 429 a.C.
Questo ricco aristocratico ebbe le capacità intellettuali e il potere per creare una nuova Atene, la quale aveva già affermato la
propria supremazia già nel 490 a.C sconfiggendo i Persiani a Maratona.
Per sottolineare il predominio politico di Atene, Pericle fece costruire una serie d’imponenti edifici pubblici e in particolare
fece ricostruire il Partenone. Dal 431 al 404 a.C si svolse la Guerra del Peloponneso dove si videro fronteggiarsi Atene e Sparta,
decisa a contrastare la politica espansionistica ateniese coinvolgendo quasi tutti gli stati greci; la guerra si concluse con la
sconfitta di Atene. Nel 359 a.C apparve Filippo II re dei Macedoni che assoggettò ad una ad una le città greche dando loro un
organizzazione federale sotto la supremazia della Macedonia. Il suo successore Alessandro realizzò nel giro di 8 anni una
mirabolante impresa militare contro l’eterno rivale persiano che lo portò vittorioso sino al fronte occidentale dell’India.
La sua morte segna il momento di passagg
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