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S B

IMONE DE ARTOLO

C

OMPENDIO DI

TORIA DELL’

S A

RCHITETTURA

R

DEL INASCIMENTO

A. A. 2009 - 2010

L’ARTE DEL RINASCIMENTO

“Rinascimento”

Il termine venne usato per la prima volta da J M nel

ULES ICHELET

1885, ripreso in J B , La Civiltà del Rinascimento in Italia, 1860; in

ACOB URCKHARDT

contrasto con i secoli bui del Medioevo, propone un ideale di armonia e classica

compostezza, idealmente ispirandosi agli esempi dell’Antichità. Firenze è la culla

“rinnovellata di novella fronda”.

dell’Arte Il Rinascimento è preludio del

Risorgimento ottocentesco: figure di umanisti come il card. Pietro Bembo (1470-

1547) sono fautori di una unificazione culturale, all’insegna della Letteratura e

dell’Arte: nelle sue Prose della Volgar Lingua codifica le regole della lingua italiana,

seguendo i dettami del Petrarca e del Boccaccio. Peculiarità dello Stile Rinascimentale

sono: riuso degli ordini classici romani (non greci, ignoti ai trattatisti), motivo

brunelleschiano (v.), motivo bramantesco (v.), archi a sesto pieno, volte a botte

(es. S. Andrea a Mantova dell’ Alberti),

cassettonate cupole tonde (Pantheon),

anch’esse cassettonate o più di frequente affrescate; le decorazioni riprendono

grottesche, festoni, conchiglie, candelabre; le planimetrie delle chiese sono ancora

prevalentemente basilicali, ma si affermano - specie nelle teorizzazioni - gli impianti

centrici (circolare, a croce greca; raramente poligonale); nelle facciate dei palazzi

troviamo la sovrapposizione degli ordini (Bramante, Palazzo Caprini o Casa di

Raffaello), l’ordine gigante (Michelangelo, Palazzi Capitolini; Palladio, Palazzo della

Ragione); per le facciate delle chiese, il motivo desunto dall’arco trionfale romano

dall’Alberti (Tempio malatestiano a Rimini; S. Andrea a Mantova, 1470). Il capitello

corinzio adoperato nel Primo Rinascimento suole sopprimere i caulicoli centrali ed

avere un solo giro di foglie, mentre nel Rinascimento maturo segue più fedelmente i

modelli romani. Le finestre sogliono inizialmente essere monofore o bifore allungate

ed arcuate, di diretta derivazione medievale; nel Rinascimento maturo si hanno

finestre tabernacolari, con o senza frontone, e finestre inginocchiate (v.). Anche il

mobilio si rifà ad esempi antichi, e le protomi e le zampe leonine ne

“L’Architettura del

contraddistinguono lo stile [A. M , pp. 532-539].

ELANI

Rinascimento non si può confondere colla Romana; essa contiene tutti gli elementi di

quest’Arte, ma ridotti, impiccioliti. Ciò che là è forza, quivi è eleganza, ciò che là è

imponenza, qui è grazia. La psiche è timida e sentimentale” [A. M ]. I precursori,

ELANI

alle fonti dell’Arte, furono il Brunelleschi e lo scultore

che a Roma si abbeverarono

Donatello. Tra le opere di Filippo Brunelleschi (1377 - 1446) si ricordino: la cupola

di S. Maria del Fiore, la Cappella Pazzi, lo Spedale degli Innocenti, la Sacrestia

Vecchia di S. Lorenzo, la Chiesa di S. Spirito, Palazzo Pitti, tutte a Firenze. Leon

Battista Alberti (1404 - 1472), fu il vero genio universale del Rinascimento: umanista

letterato e poeta, scultore, pittore e architetto, trattatista e critico d’ Arte. Tra le sue

opere: Tempio Malatestiano a Rimini, S. Andrea e S. Sebastiano a Mantova, Palazzo

Rucellai di Firenze, facciata di S. Maria Novella. Nella scultura prevalse il Donatello

(Donato di Betto Bardi, 1386 - 1468), che, a differenza di Lorenzo Ghiberti (1378 -

1455) e Jacopo della Quercia (1371 - 1438) riuscì a svincolarsi da reminiscenze

gotiche. Sulla stessa linea è Luca della Robbia (1399 - 1482) con le sue gentili

terrecotte invetriate. Nel Quattrocento la Pittura ebbe significativi sviluppi nell’ambito

nell’ambito di tale scuola, si ebbero tuttavia due tendenze

della cd. Scuola Fiorentina;

opposte: quella mistica e quella naturalistica. La prima fa capo al Beato Angelico

(Fra’ Giovanni da Fiesole, 1387 1450), l’Angelo della pittura mistica, la cui Fede

-

pienamente nell’ arte sua; la seconda al

profonda manifestò Masaccio (Tomaso di Ser

Giovanni Guidi, 1401 - 1428), che trovò la sua via nello studio coscienzioso della

Natura, sicché A C dettò per lui il seguente epitaffio: Pinsi, e la mia

NNIBAL ARO

pittura al ver fu pari; / l’ atteggiai, l’ animai, le diedi il moto, / le diedi affetto. Insegni

il Buonarroto / a tutti gli altri, e da me solo impari. Paolo Uccello (1397 - 1475), così

soprannominato perché soleva adornare le sue tele con vaghi uccelletti, studiò tra i

primi la prospettiva. Altro maestro della prospettiva è Piero della Francesca

(1416/17-1492), che su di essa scrisse pure un trattato. Sandro Botticelli (Sandro

Filipepi, 1444 - 1510) è il poeta del sentimento pittorico (Primavera, Adorazione dei

Magi e dei Pastori, la Calunnia, la Nascita di Venere, Illustrazioni della Divina

e sarà “maestro ideale di quella scuola piena di seduzioni sentimentali

Commedia),

che va col nome di Preraffaellismo (v.)” [C. C , p. 113]. Da ricordarsi infine

OSTANTINI

il Perugino (Pietro Vannucci, 1446 - 1524), maestro di Raffaello ed esponente di

quella Scuola Umbra che formerà Giovanni Santi e suo figlio Raffaello, appunto; e

Andrea Mantegna (1431 - 1506), maestro dello studio anatomico e della difficile arte

dello scorcio prospettico, come dimostra il celebre Cristo deposto. Nel Cinquecento, la

Roma dei Pontefici (Giulio II, Leone X) subentra alla Firenze dei Medici come

Capitale delle Arti. Lo studio dell’Antico fu favorito anche dal ritrovamento di

capolavori quali il Laocoonte, il torso del belvedere, la Venere Medici; per

l’Architettura, fondamentale fu la riscoperta e lo studio del Trattato di V [v.

ITRUVIO

– Roma 1514) ha per l’Architettura

Appendice]. Donato Bramante (Urbino 1444

Italiana la stessa importanza che ha Dante Alighieri per la Letteratura [G.

G ], e tale importanza è testimoniata in maniera esemplare dal fatto che

IOVANNONI

Serlio e Palladio inseriscono l’ opera sua (Tempietto di S. Pietro in Montorio) nei loro

a fianco dei monumenti dell’Antica

trattati, Roma, onore non concesso ad altri.

Vignola (Jacopo Barozzi, 1507 - 1573), con la sua celebre Regola delli Cinque Ordini

dell’ Architettura (1562), diede agli architetti i precetti artistici che perdurarono sino a

tempi recenti, prima dei rivolgimenti modernisti. Il Sansovino (Jacopo Tatti, 1486 -

1570) diffuse il nuovo verbo rinascimentale a Venezia e nei territori soggetti alla

Repubblica Serenissima. Andrea Palladio (Andrea di Pietro della Gondola, 1508 -

1580) col suo trattato, ma soprattutto con le sue opere (S. Giorgio Maggiore, il

Redentore a Venezia; Basilica, Loggia del Capitanio e Teatro Olimpico a Vicenza)

ebbe notevole influenza sugli sviluppi successivi; le sue ville, tra le quali Villa

(1567), fornirono modelli sino all’Ottocento per tutta

Almerico Capra, detta Rotonda

l’architettura europea, specie inglese (neopalladianesimo, iniziato in Inghilterra da

Inigo Jones). Michelangelo Buonarroti (Caprese, Arezzo 1475 Roma 1564) pittore,

“Michel più che mortal angel divino”

scultore, architetto e poeta [L. A ] diede

RIOSTO

all’Architettura l’invenzione dell’ Ordine gigante (v.), ed alla Scultura alcuni dei

capolavori più celebrati: la Pietà in S. Pietro (1497), le Tombe Medici a Firenze, il

“la sua forza

Sepolcro di Giulio II in S. Pietro in Vincoli col celebre Mosè -

sovrumana, espressa con delle forme ammirabili, è la forza di Michelangelo” [A.

dell’Accademia Fiorentina, “la più bella statua del mondo”

M , il Davide [G.

ELANI] - –

D ]. Tra i pittori eccelse Raffaello Sanzio (Urbino 1483 Roma 1520) figlio di

UPRÈ

Giovanni Santi ed allievo del Perugino. Tra gli altri, Giorgione da Castelfranco (1478

- 1511), Tiziano Vecellio (1477 - 1576), il Veronese (Paolo Caliari, 1528 -), il

Tintoretto (Jacopo Robusti, 1518 - 1592), il Correggio (Antonio Allegri, 1494 -

1534), che operò a Parma, il cui discepolo di maggior grido fu il Parmigianino

(Francesco Mazzuola, 1503 - 1540).

Raffaello Sanzio, La Scuola di Atene , 1510 - 11, Vaticano, Stanze della Segnatura, affresco (dettaglio):

bramantesca vengono riprese, unitamente all’ impianto cruciforme, in codesto

le volte della Basilica

celebre affresco nelle Stanze Vaticane; si noti però che i lacunari non sono rettangolari e quadrati, come

nella volta effettivamente realizzata (sotto la supervisione dello stesso Raffaello prima, di Antonio da

Sangallo il Giovine e del Michelangelo dipoi) ma quadrati ed esagonali. Il pavimento geometrico a

dell’ assieme. Nel complesso l’opera

riquadri concentrici serve ad accentuare la resa prospettica assume il

valore di una sintesi iconica delle idee neoplatoniche diffuse nel Rinascimento da Marsilio Ficino e Pico

Il centro prospettico dell’ opera (punto in cui convergono le linee di fuga della

della Mirandola.

prospettiva) è occupato dalle figure di Platone (per le cui fattezze pare fosse stato preso a modello

Leonardo da Vinci) ed Aristotele: il primo indica verso l’alto il mondo ultraterreno delle Idee

(iperuranio), mentre il secondo indica col gesto della mano la necessità dello studio dei fenomeni terreni;

Aristotele l’

ognuno ha in mano la sua opera principale: Platone il Timeo, Etica Nicomachea. Attorno ad

essi, una pleiade di filosofi dell’ Antichità.

L’ARCHITETTURA DEL RINASCIMENTO del Rinascimento:

Si sogliono discernere due differenti periodi nell’ambito

Primo Rinascimento o Umanesimo: fine ‘300 fine ‘400

1. - primi ‘500 metà ‘500

2. Rinascimento propriamente detto o Rinascimento maturo: -

L’opera del Bramante rappresenta il legame tra questi momenti. Prima di Bramante,

l’architettura fu essenzialmente formata da superfici scompartite da delicatezze

decorative o cromatiche; dopo di lui prevalgono movimenti di masse, nuove

ritorno all’Antichità

proporzioni, effetto di volumi. Il avvenne per spontaneo

movimento degli spiriti, non per regola di teorici. Alberti teorizzò i criteri costruttivi

] il movimento s’iniziò in Toscana, dove la

nuovi: li teorizzò, non li inventò [ - - -

nuova arte fu intesa come armonia di proporzioni e di spazi e furon gettate le basi

] legame tra tutte le forme dell’arte che è

della successiva evoluzione dello stile. [ - - -

una caratteristica del genio nazionale. [M. K , pp. 7-9]

IRCHMAYR

I. dall’ affresco di Casa Panigarola. II. Chiostro della Pace. III.

Evoluzione di Capitelli Bramanteschi.

Cortile della Cancelleria. IV. Tempietto di S. Pietro in Montorio. V e VI. Facciata della Cancelleria (1° e

2° ordine). [da G. G IOVANNONI, 1925, p. 75].

Nel ‘400 oltre ad essere elementi di decorazione, erano in

Gli Ordini architettonici.

funzione costruttiva, perché le fabbriche non avevano ancora assunto grandi

proporzioni. Nel ‘500 le costruzioni più grandiose in senso volumetrico, acquistano in

ricchezza perché gli ordini stessi, addossati ai pilastri contribuiscono decorativismo

superfici. Fra gli ordini prevalgono i più ricchi, particolarmente il corinzio e il

composito, che nei monumenti romani superstiti porgevano così begli esempi. Nel

‘500 vennero usati tutti gli ordini. [ - - - ] le colonne furono di preferenza lisce; anche

ornate con rilievi. Nel ‘500 cominciarono ad apparire anche le colonne a bugnati che

saranno usate nel barocco. Le lesene sono ornate nel riquadro con candelabre formate

da elementi decorativi militari: corazze, elmi, trofei, etc o da vasi, festoni, foglie,

mascheroni, etc. i capitelli erano d’infinita varietà; il capitello quattrocentesco è quasi

sempre composito, o meglio, libera composizione. Le foglie d’acanto sono a 1 o 2

le volute sono sovente sostituite da delfini, teste d’ariete, cornucopie,

serie o isolate,

foglie, baccelli (tutti motivi che nella disposizione ricordano tipica forma delle

volute); nel centro vasi, putti, fiori, stemmi completano la decorazione. Le foglie

d’acanto hanno gli occhi ancora più vicini alla nervatura centrale di quelle romane, ma

sono più rigide e stilizzate e unite da steli molto esili, ancor più sottili nel ‘500. [- - -]

Sono pure caratteristiche le cartelle ispirate dai mosaici romani e gli stemmi privi di

cartocci, limitati soltanto allo schema araldico. Una decorazione pittorica e plastica

arricchisce pulpiti, altari e fonti battesimali.

Gli Ordini architettonici dei Trattatisti. Il Trattato di Vitruvio che servì di

preparazione a tutto il Rinascimento venne di nuovo in luce nel 1414 a Montecassino.

vitruviana, ebbero inizio

Col rapido diffondersi dell’opera le ricerche sui canoni

dell’architettura classica, che, dal campo teorico passarono, specie ad opera

dell’Alberti, ad una pratica applicazione. Ebbero propriamente il nome di trattatisti o

di teorici un gruppo di architetti [- - -] notevoli tra questi il Serlio, il Palladio, lo

Scamozzi e il Vignola, il cui celebre trattato costituì per più secoli l’orientamento

artistico e la pratica quotidiana di ogni architetto. [- - -] Il Serlio e il Palladio amano

introdurre archi ed ordini sovrapposti racchiusi in un unico grandioso ordine,

generalmente corinzio.

Le Regole generali dell’architettura,

S S , Venezia 1537; I Sette Libri

EBASTIANO ERLIO

d’Architettura, Parigi 1540

A P , Le Antichità di Roma, Roma 1554; I Quattro Libri

NDREA ALLADIO

dell’Architettura, Venezia 1570

L’Idea dell’Architettura Universale,

V S , Venezia 1615

INCENZO CAMOZZI Le Regole delli Cinque Ordini dell’Architettura,

J B V ,

ACOPO AROZZI DA IGNOLA

Venezia 1562

L’ nell’ interpretazione dei vari trattatisti: da sin.,

Ordine Jonico Vitruvio, Serlio, Palladio, Scamozzi,

Vignola. [da A. G ].

ARNERI

Gli edifici religiosi. Gli edifici religiosi risultano prevalentemente conformi allo

schema planimetrico longitudinale nel ‘400 (Primo Rinascimento), centrale nel ‘500

(Rinascimento). Il primo schema è a forma basilicale con le braccia del transetto

piuttosto allungate, di derivazione medioevale, specialmente romanico e gotico

(opportunamente trasformati secondo nuovo gusto classico), oppure deriva

direttamente dalle basiliche latine paleocristiane. Il contemperamento delle due

tendenze è nelle chiese del Brunelleschi, tipica fra esse quella di S. Spirito a Firenze. Il

secondo schema, a forma centrale, dopo qualche applicazione nel 400, diviene nel 500

più comune, e, in seguito, il più imitato, per l’influenza esercitata dal Bramante coi

suoi progetti pel nuovo S. Pietro. Caratteristiche degli edifici religiosi furono cupole

grandiose, dalla prima del Brunelleschi (S. Maria del Fiore), all’ultima di

Michelangelo che riprese, ingigantendolo, modello del Bramante (S. Pietro in

Nell’architettura del ‘400 i particolari architettonico-decorativi

Vaticano). imitano

maggiormente frammenti di edifici romani; per la disposizione spaziale degli edifici e

dei ritmi compositivi, i quattrocenteschi sono invece ancora legati ai monumenti

Nell’unione di strutture proprie toscane

romanico-toscani. con elementi classici, nasce

la nuova architettura, tradizionale ed originale insieme. In alcune costruzioni la

decorazione policroma mette in rilievo l’architettura. A Firenze essa sfrutta ancora le

tonalità dei marmi, mentre a Roma è più pura di senso costruttivo. Le tombe

continuano lo schema medievale, ma sono rinnovate dalla delicatezza delle

decorazioni.

Le Costruzioni Civili. Il mecenatismo dei principi, delle Signorie e delle potenti

famiglie, creò l’ambiente più favorevole ad un vario sviluppo architettonico in cui lo

stile personale dell’artista sorpassa i caratteri regionali, ridotti spesso a processi tecnici

o a determinati usi di materiali. Più che a innalzare chiese, gli artisti del Rinascimento

pensarono a costruire superbi palazzi. I palazzi quattrocenteschi seguono due correnti:

l’una proveniente dal (Palazzo Pitti, Firenze) l’altra dall’Alberti

Brunelleschi

(Palazzo Rucellai, Firenze). I palazzi brunelleschiani mantengono esteriormente

visibile la struttura a blocchi rettangolari di pietra non levigata (stile rustico), aspetto

ancora legato a costruzioni medievali. Seguono il Brunelleschi: Michelozzo

Michelozzi (Palazzo Medici-Riccardi), Giuliano da Maiano (Palazzo Venezia,

Roma), Benedetto da Maiano (Palazzo Strozzi, Firenze), Giuliano da Sangallo

(Palazzo Gondi, Firenze). Seguono l’Alberti: Bernardo Rossellino (Palazzo

(Palazzo Ducale Urbino). Nel ‘500 le due

Piccolomini, Pienza), Luciano Laurana

correnti si fondono, e i bugnati rimangono solo in corrispondenza degli spigoli e al

pianterreno (Palazzo Farnese, Roma); proporzioni armoniose, aggetti delle cornici più

pronunziati, ornamenti plastici assai ridotti. Il culmine dell’espressione rinascimentale

nell’architettura civile è data dai palazzi del Michelangelo e del Palladio, che

introdurranno l’ordine gigante.

Il termine “Palazzo” deriva dal Lat. “Palatium” che designava la residenza imperiale ubicata appunto sul

Colle Palatino. Il Palazzo risulta essere, perlomeno sino al XIX secolo, assieme al Tempio (Tempio

pagano o Chiesa cristiana), il tipo architettonico più importante e rappresentativo, vero e proprio specchio

della società. [cfr. N. P , 1986]. Limitando la disamina ai palazzi espressione della Civiltà

EVSNER

Occidentale, grande importanza assunsero in epoca medioevale i palazzi civici o comunali: in Germania il

al pianterreno; in Italia l’ arengo (con balcone per le arringhe

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Ingegneria civile e Architettura L-ART/02 Storia dell'arte moderna

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