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Ecco che questo teatro per tutti un movimento culturale molto forte.

Il piccolo di quegli anni era un teatro che sperimentava molto che metteva in scena spettacoli originali che dava

molto spazio ai giovani, uno dei giovani artisti che si formarono a Milano fu Patrice Chereau.

Non a caso l’idea del nome ELFI sono delle creature dispettose, creature un po’ malefiche, un aspetto di

inquietudine, non è un personaggio positivo, Elfi perché sono creativi per proporre cose nuove adatti quindi per

rappresentare il movimento dei giovani Elfi di Milano.

I punti di Riferimento che i giovani dell’Elfo hanno sono collegati all’imprese culturali date dal Piccolo teatro

creato da Paolo grassi il quale voleva tre principi, decentramento, alla politica dei prezzi e apertura ai giovani.

Due categorie di altri teatri:

­Sale del teatro di tradizione: rappresentazioni dove venivano mostrati spettacoli molto celebri di celebri autori

come Pirandello, Goldoni, da attori di grande rilievo.

Alcune sale sono ancora in piedi ai giorni nostri come il teatro nuovo in piazza San Babila o l’Exelsior.

­ Teatri adibiti all’ambito di ricerca e sperimentazione, sale teatrale che mettevano in opera spettacoli non

tradizionali, di avanguardia molto vicini ai giovani dell’epoca.

Dobbiamo ricordare che la Milano dell’epoca era un centro di sviluppo e rivoluzione sociale pazzesco testimoniato

da vari elementi.

Un esempio dell’elemento catalizzatore dell’aspetto politico e culturale è Dario Fo.

Carmelo Bene: Rileggeva i grandi classici attraverso la sua voce, per sperimentare nuove forme attraverso

l’esposizione di lunghi e grandiosi monologhi. Teatri Liberi o anche i centri sociali ospitavano questi spettacoli.

In questi luoghi non si faceva solamente teatro ma si facevano diverse attività culturali come il dibattito, le

assemblee, la musica, questa era allegata a questa tipologia di teatro, come testimoniato anche dall’Elfo.

I giovani non vedevano soltanto le cose che circolavano in Italia, soprattutto verso due esempi stranieri, questi

sono:

­ Germania di una Berlino che adesso non esiste più, quella del muro che dava una particolarità alla

cultura, anche la musica e l’arte, era un isola dove si mischiavano moltissime cose un opera famosa era

Shaubune mandata in opera nel primo teatro pubblico di Berlino, diretto da Peter Stean ed era un teatro

molto vicino a quell’idea di Teatro d’arte per tutti che aveva contribuito alla fondazione del piccolo, un

vero e proprio teatro Democratico, teatro come vero servizio pubblico.

­ Parigi: In particolare un tipo di teatro che è molto vicino a quell’idea di teatro festa di cui abbiamo

accennato a lezione precedente di una signora Arianne Mnouchine.

Quale è stato lo spettacolo più importante di questo teatro? 1789, spettacolo che fu inoltre portato a

Milano da Paolo Grassi. 02/10/2013

Ospiti: Rino de Pace, fondatore di Milano oltre. Elisa Guzzo Baccarino

metà degli anni Ottanta, 1985. si scriveva manualmente, non c erano le mail, erano i primi ani in cui si usava il fax

e apparivano le prima videocassette. Proporre progetti artistici che fossero diversi dal panorama consueto della città

di Milano era molto difficile, bisognava viaggiare. Due teatri, il teatro dell’elfo e quello di porta romana, si

facevano concorrenza sul piano della produzione teatrale per emergere e per acquisire prestigiosità. Volevano offrire

alla città di Milano qualcosa di diverso. I due teatro hanno deciso di dare vita ad un alleanza per il progetto

OLTRE per vedere oltre il normale, oltre il consueto, per arricchire il proprio sapere culturale e per offrire qualcosa

alla città di Milano, una città che si stava svegliando. Primo esempio di due entità culturali in antitesi che si

mettono insieme per costituire un progetto. Il contributo del comune di Milano riconosciuto a Milano oltre

corrisponde a circa 4 milioni di vecchie lire. C erano altri enti, la regione Lombardia, la provincia di Milano. Festival

che coincideva con la Milano da bere. Si sentiva per la prima volta parlare della contaminazione, una parola usata

dal festival come manifesto perché tra le arti stava succedendo qualcosa che mischiava espressioni artistica molte

diverse (danza scultura pittura ecc.). C'è stata una prima edizione che ha raccolto a Milano alcuni nomi che hanno

poi segnato e sono diventati dei maestri della danza contemporanea e della Milano d avanguardia. Milano oltre

voleva proporre cose nuove, non solo teatro di prova ma anche forme di spettacolo che raccoglievano all’interno delle

possibilità di comunicazioni diverse come la danza moderna. Nell 87 ci fu un ritorno di Bilti? Jones, che aveva

utilizzato come sfondo delle sue opere Keith Hearing.

Oggi Milano oltre ha avuto diversi incarichi da parte della provincia ed ha realizzato un festival di danza

solamente italiano chiamato “the danza” che ha costituito un trampolino di lancio per diverse compagnie milanese.

(tutto questo si trova su www.milanoltre.it.

La conduttrice di Radio Romano Rubini scrisse in occasione dell’anniversario di Milano Oltre: andare a vedere. L

articolo si chiama polaroid e qualcosa, su facebook profilo Bentoglio.

Fura di Dess Bauss non è un gruppo di danza, Milano Oltre vetrina della danza ma anche solo dello spettacolo,

come dimostra la presenza di questo gruppo al festival.

La Danza, ha i suoi codici, ha un suo regolamento. È una cosa che si vede, siamo abituati a pensare che vada con la

musica, la danza si impara. Il balletto classico, nello spettacolo del primo ottobre, diventa il simbolo di costrizioni. I

maestri rappresentano la costrizione sociale in questa società che è così libera. È uno spettacolo anche molto ironico.

Il balletto classico è armonia, bellezze. La danza contemporanea è più soffrire

Pina Bausch: ha studiato ad Hessen, ha studiato con un insegnante che non divideva moderna e classico. Nei suoi

spettacoli metteva quello che gli serviva. In uno spettacolo mette a confronto due ceti, il ceto alto si esprime col

classico, il ceto inferiore col moderno. Va a dirigere una compagnia istituzionale e inventa questo nuovo modo di

mettere in scena non dei personaggi ma delle persone con un loro vissuto, con la loro esperienza ecc. in realtà tutta la

compagnia continua a prendere lezioni di mattina di danza classica. Spettacolo consigliato di Pina Bausch: il film

“Pina” in 3d. Nelken Pina Bausch.

­ Ballet de marceil 7/10/13

Per raccontare la storia dell’Elfo Puccina il primo teatro d’arte contemporanea bisogna partire da una mappa concettuale:

Il nome delle tre sale sono:

­ Sha: Shakespeare colui che fa fare una riflessione sull’arte, con una diversa idea del tempo rispetto alle persone che

vivono il presente come fosse l’unico.

Shakespeare nella meravigliosa epoca di Elisabetta ha costruito la più grande invenzione dopo l invenzione del

teatro, ha scardinato ogni possibile definizione del teatro, dovette immaginarlo come un Leonardo da vinci, infatti

inventò un nuovo tempo, un tempo che non esiste. Non c’è unità d azione, non c’è unità di tempo e di luogo, intuisce

il tempo come percezione dello spettatore, come tempo psicologico dal punto di vista di chi ascolta. Inventa la

psicoanalisi con i soliloqui, come quello di Amleto o sulla religione.

Scrissero un libro sulla stregoneria, Sha contiene i secoli successivi dissinnesca il meccanismo antigiudaico, con

Jessica e Shylo (Mercante di Venezia), si può rimanere figli di una stirpe ma comportarsi in un altro modo non

giusto. Sha smonta il luogo comune della sua epoca, smonta l’odiens dellì’epoca, sgorga da lui molti pensieri capaci

di essere messi in scena ancora oggi. Rappresenta il nostro legame con il lascito.

Mettiamo in scena testi ancora moderni. Per lascito intendiamo l’eredità il passato di altri autori e uomini.

Noi non siamo serpenti che nascono formati noi abbiamo bisogno non solo di svezzamento, di famiglia e

accudimento, ma noi stessi siamo un pezzo dell’accudimento che caratterizza il mammifero uomo, il nostro

svezzamento è anche un fenomeno culturale, l’uomo non ha un lascito genetico bensì culturali.

Il teatro è una patria antropologica chi fa teatro avverte la corrente carsica che sta sotto la scrittura del teatro,

grazie anche ai testi di Eschilo, Euripide e Sofocle.

possiamo capire quanto cambia anche la recitazione, per l’attore non è importante il contemporaneo ma conoscere e

far conoscere le radici, ma non le radici con un senso di nostalgia, ma per capire come sono stati importanti i testi

antichi per il teatro odierno.

Sha è molto volgare e alto, ma essendo un classico non si accetta che sia volgare, ma è sbagliato indignarsi, Dante

scriveva in Volgare, ed era sconvolgente, allora il suo linguaggio era della strada. Il nostro compito è rendere

contemporanei l’autori , acnhe Sha pur essendo diventando un classico se replicato bene era una botta sui denti.

In questo senso Sha è tutto un lascito.

Dobbiamo ricordarci che siamo un unico flusso e star vicino a questo vuoldire avvicinarsi a questo flusso.

­ Fass: Rainer Werner Fassbinder è un atore messo in scena e produsse tanti effetti, mutamenti interni ed esterni,

abbiamo dedicato la sala intermedia a Fass Binder perché è il nome del titolare del teatro Elfo. Di particolare ebbe

L’anarchia dell’immaginazione, dentro quel festival abbiamo cercato di spiegare che Fass è di fatto il maggiore

fautore di testi scritti che sono diventati elementi del cinema, del teatro e della stampa, quello che ci ha colpito di

più è quello che in anni in cui la politica era molto importante, mori a 36 anni, egli riusciva ad analizzare le

relazioni di potere, all’interno delle relazioni umane di persone, era un uomo omosessuale, vedendo in essi i rapporti

di potere che si instaurarono, riusciva a parlarci della realtà politica di una coppia, mitica è il Diritto del più forte

suo celeberrimo film, all’interno della coppia diceva che il più forte era colui che amava di meno. Lo produsse al

cinema e al teatro era abbastanza sconvolgente riuscì a parlare anche delle relazioni sessuali dal punto di vista del

potere. Ricreava rapporti di potere e scale sociali all’interno delle coppie qualsiasi sesso essa sia composta.

E’ stata una scoperta anche perché, Franco quadri lo criticava, ma di Fassbinder abbiamo vari tipologie, teatro,

spettacolo, cinema, ma ciò in cui era bravo era lo Scritture, egli trascendeva ogni eticheta.

Come tutti i grandi autori si può mettere in scena, l’autore stesso, l’Elfo mise in scena tre tipi di Fass diversi.

Il cuore dell’Elfo, Fass, un giorno non molto lontano in via Ciro Menotti, in quel luogo li è avvenuta la mutazione

genetica della cultura del teatro.

Lago, visi noti sentimenti confusi.

Petrafoncat

­ Bausch: Pina Bausch Danzatrice e coreografa, fondamentale per l’Elfo, perché loro avidi di mondo e teatro, e di star

a contatto con l’arte, giravano il più possibile per vedere il mondo dell’arte.

Si andava a Venezia a vederla in Triennale, essa gestiva spettacoli di 12 anni prima. Senza distinzioni per l’età e la

corporatura della ballerina.

Un opera a teatro di solito dura 1 o 2 anni, ma non si può, non si possono continuamente produrre spettacoli nuovi

e non mandare repliche in opera.

Gli attori dell’Elfo sono diventati degli attori Ottocenteschi, che sapevano a memoria i loro testi.

Vedremo tre versioni della bottega del caffè, perché sono tre opere diverse, in luoghi diversi, con vestiti diversi.

Bausch è un modo di vivere che l’elfo ci ha dato, perché anche lei ha portato nella danza gli stessi temi amorosi di

Fassbinder.

Elfo è un nome nato per caso, per l’urgenza di trovare un nome, elfo è diventato il modo per attraversare il tempo

rinunciando a ciò che siamo sum(individuo), per una collettività ovvero insieme.

Abbiamo scelto di attraversare il tempo insieme, ed è così diverso discutere e sopportare gli altri per 40anni, è

dolorosamente difficile ma è arricchente, abbiamo visto sfasciarsi mille gruppi.

Il gruppo umila gli artisti più bravi, constringe ad andare piano, ed era lui perché aveva l’asma, ed anche la

democrazia rallenta, non c’è un leader che discute, c’è un gruppo che discute. Questo è l’Elfo.

Puccini: non c’entra nulla con la nostra storia, puccini è un sogno che non ci siamo mai immaginati che provo il

Puccini potesse diventare il nostro centro culturale.

l elfo si crea uno spazio che permette di rappresentare molte cose, aprendo le porte anche ai giovani.

Video elfo 1988. Proiezione di Patrizia cavalli. Interessante vedere perché è ispirato ad un semplice frase di sha.

Sogno di una notte di Mezza estate:

femminicidio non è un aspetto laterale bensì centrale, soltanto nel 1975, si ebbe la parità tra uomo e donna. Nella

stessa Atene la donna e i figli erano soggetti all’uomo.

E’ importante ricordare come si è evoluto questa concezione.

La donna era una perenne minorenne, quando moriva il marito i suoi beni tornavano al pane come ella stessa.

Negli anni 50 o 60 è cominciato a nascere uno degli aspettei più ambigui e innovati, e l’Elfo interpreta anche questo

concetto.

Noi non siamo allievi di nessuno, non siamo figli di una scuola di teatro o di un grande artisti. Non esiste una

scuola diretta di Strailer.

La parola giovane aveva un significato diverso da oggi, giovane significava minore di età, non avere soldi in tasca, e

non poter abitare da giovani, e cosa voleva un giovane diventare un adulto.

I giovani vivevano in una condizione di dipendenza.

I giovani operai tenevano i soldi in tasca le giovani commesse potevano comprare i dischi, stava cambiando il mondo.

Tutti vogliono restare giovani, quando non si hanno responsabilità, l’Elfo ha sfruttato il lato non ambiguo di questa

costituzione hanno continuato asd apprendere e hanno adottato dei padri o dei maestri, Elfo come un teatro giovane

che piace giovani, era una definizione poco amata dall’Elfo, il capire l’elfo da questo punto di vista, ora hanno 60

anni e non sono più giovani e sono sopravvissuti, hanno scelto un elemento fondamentale.

08/10

prova scritta: mercoledì 11 dicembre 10.30, 12.30

con scritto nome e numero di matricolamonografico.organizzazione@outlook.com

i temi trattati da Elio de Capitani riguardano la storia dell Elfo. Ha raccontato dello spettacolo frost/nixon. L

attività dell Elfo si è svolta in maniera molto ricca. L Elfo ha dedicato molto del suo lavoro alla drammaturgia

contemporanea (autori viventi, impegnati socialmente, impegnati a movimenti stranieri, drammaturghi nuovi

contemporanei che coraggiosamente sono stati messi in scena dall Elfo). Shackespire è statao un filone del teatro dell

Elfo, rappresentato più volte. Sogno di una notte di mezza estate. Ha composto opere appartenenti a diversi generi

teatrali. Si pensa che non sia esistito shackespire, nel senso che esista una bottega di autori scrittori che producevano

opere rappresentate poi col nome del loro autore più famoso, sha. Il sogno di un notte di mezza estate è un opera

tragica, ma con aspetti legati alla commedia, opera che si presta ad un interpretazione libera e ricca di fantasia, è

quindi difficilmente collocabile. L elfo è molto legata a questa, hanno infatti preso spunto da questo testo, uno

spettacolo che ha avuto moltissime repliche e che in particolare ha avuto tre edizioni. Il gruppo dell elfo si è rivolto a

questo testo di sha e lo ha messo in scena. La prima volta, quella che ha avuto più successo perchè in quel periodo gli

elfi si stavano facendo conoscere, è stata in un allestimento celebre diretto da Gabriele Salvatores. Il primo sogno di

una notte di mezza estate viene fatto da Gabriele Salvatores, in scena colui ci sono tutti i giovani che in quel

periodo stanno lavorando con il teatro dell elfo, anno 1981, nella sala di via Ciro Menotti. In quell anno aveva già

otto anni di lavoro intenso. Versione dell opera di sha trasgressiva, salvatores lo chiama “musical rock da sha”.

Diventa un opera che tutti vogliono vedere, musiche della psm. Allestimento che ha veicolato circa 200 mila

spettatori. Nel 1981 periodo di svolta però dopo questo spettacolo viene chiesto a salvatores di farne un film, egli

adorava il cinema ma si occupava di teatro. Il caso vuole che questo film sia anche un po la causa della strada

diversa che prende l Elfo e salvatores. Nell 81 salvatores dirige il suo interesse verso il cinema. Non è una divisione

particolarmente felice, perchè l eelfo si trova a perdere un personaggio di grande rilievo. La figura di regista prima

occupata da salvatore viene sostituita dai componenti dell Elfo come Elio de Capitani. La prima regia dell elfo viene

firmata da elio e Ferdinando Bruni. Il sogni di una notte di mezza estate non finisce con l 81 e con quel film, ma

vede altri interpreti, come Gianna Nannini. È uno spettacolo molto importante sogno di una notte di mezza estate,

non a caso nel 1988 ci fu una nuova edizione a cura di Elio de Capitani, edizione molto differente dalla prima, non

si tratta più di un musical rock , grande successo anche in questo caso. Questo spettacolo va a sottolineare l

importanza di sha e di questo testo nella storia dell elfo, importanza che si conferma per la terza volta con una

nuova edizione, siamo nel 1997 (dieci anni dopo). Sogno di una notte di mezza estate, l edizione del 1997

completamente diversa, attori diversi.

Importanza di sha per l elfo. Grande spettacolo a cui è legato l elfo è sogno di una notte di mezza estate, che venne

ripreso tre volte sempre diverso. Il primo a cura di salvatores (81), nell 88 nuova edizione, edizione ultima (97)

videoripresa che andremo a vedere il giorno 13 novembre alle 15.30. non è ovviamente l unico sha all Elfo, molti

sono stati i suoi testi rappresentati. Viene rappresentato l amelto, il racconto d inverno, testo che viene frequentato

pochissimo rappresentato nel 2010. romeo e giulietta, con vari interpreti, ripreso più volte.

Già dai primissimi anni di attività quando sono ancora dei girovaghi, i soci dell’elfo investono in continuità i

proventi per quanto guadagnano viene rinvestito ella realizzazione di altre opere.

La prima cosa che comprarono i soci dell’Elfo è un Camion che permetta loro di spostarsi, per raggiungere le varie

piazze per aumentarne la produttività e l’organizzazione del gruppo.

Si investe nell’acquisto di strumenti musicali, l’attività musicale dell’Elfo è continuativa, si acquistano e si

realizzano gli oggetti di scena.

Questo vuol dire guardare avanti, creare una stabilità, ma anche legata ai mezzi creando una proprietà. Uno dei

problemi del teatro italiano è quello degli spettacoli che stanno in auge circa un mese, se non di meno e poi vengono

sostituiti perché perdono spettatori. Sin dall’inizio L’Elfo crea un propria capitale, non in denaro, ma in mezzi di

produzione, il materiale diventano parte integrante della cooperative, creando e dando infinite possibilità creative.

Tutto questo è molto impegnativo:

La maggior parte dei teatranti non acquistano in ciò? Il problema è lo stoccaggio o il conservare tutti questi beni.

C’è anche un’altra considerazione che possiamo fare su questo. E riguarda l’idea comune, può farci sorridere, l’idea

che hanno sempre lavorato in comune, è un’altra caratteristica numero due di prendere le decisioni insieme.

Funzionamento teatro Italiano:

Un registra decide che cosa realizzare, decide gli attori, impone le prove, vanno le prova. Il signore della prova è il

registra, che può lavorare sull’opera.

non a caso il 68 aveva visto in questa modalità qualcosa da contestare e rifiutare.

tutto questo non è presente sin dall’inizio nell’Elfo, in quanto questa cooperativa è estremamente democratica, con

l’introduzione di una doppia regia. Era il gruppo che decideva democraticamente ogni opera o soluzione da prendere.

La democrazia all’interno del gruppo è una delle principale motivazione per le quali L’elfo è sopravvissuto fino ad

esso.

Un ‘altro fattore è che la donna assume un ruolo di estrema importanza, messa alla pari con l’uomo anche nella

figura del registra. 9/10/13

Danza:

Milano Oltre da qualche anno c’è un attenzione data dal festival alla data italiana contemporanea, per questa Rino

de Pace ha ideato un collegamento pratico agli spettacoli, molti ospiti sono presenti all’interno delle opere attraverso

dei Workshop.

Quest’anno il Workshop era con Daniele Albanese, danzatore bravissimo, oggi fa corografia sia per se stesso Autore,

danzatore, coreografo, questo laboratorio affronta pratiche che affronta il corpo metamorfico del Danzatore, è il

fattore attorno al quale si sviluppa la ricerca.

danzatori autor, molto comune sia nella danza di oggi che nella danza alle origini. Si richiede una partecipazione

molto attiva al processo creativo. Sviluppare il processo creativo sull improvvisazione, che poi vengono messe

insieme, se interessanti, in una composizione, per poi alla fine creare uno spettacolo.

Anni ottanta. I danzatori andavano a studiare fuori dall’Italia, alla ricerca dei grandi autori. Inizio degli anni

ottanta in cui si può già parlare una formazione spettacolo danza italiana, poiché vi sono spettacoli con

collaborazione sia da parte dei danzatori sia da parte degli attori. L’ Italia ha avuto una possibilità molto

importante: Caroline Carson viene chiamata a Venezia nei primi anni ottanta, grande solista e coreografa. Lei

cercava dei danzatori autori, magari con una tecnica non molto affinatama con tanta fantasia. Sosta Palmizi, una

sigla che ha attraversato tutti gli anni ottanta. La sosta palmezi è una compagnia dove non c era un capo

coreografo, tutti erano coreografi. Si fa uno spettacolo attraverso delle riunioni dove insieme si pensa alla

realizzazione. Il primo spettacolo, “il cortile” 1985, successo unico, lo spettacolo manifesto del teatro danza

italiana. I Sosta palmizi escono da caroline carso. Abbiamo però altri autori non così grandi come la Carson ma

altrettanto validi come Enzo Cosimi, un artista degli anni 80 che fa esperimenti anche con non danzatori, creò uno

spettacolo insieme a tre suoi amici non danzatori, chiamato “Calore”

“duetto” di Virgilio Sieni. Il progetto Ricci si occupa della ricostruzione degli spetacoli italiani degli anni Ottanta,

poiché il problema della danza italiana è cosa rimarrà tra cent’anni. Il patrimonio di tutto il 900 che fine farà? Il

problema di cui si occupa Virgilio Sieni è come trasmettere la mia coreografia? Come trasmettere ai miei danzatori la

mia ricerca sul corpo? Quali sono quelle forze fisiche motivazionali (che mi daranno continuità per le mie opere) che

mi spostano in un certo modo?

Virgilio ha sempre scritto tantissimo. Nell 88 uscì un testo che parlava del gesto sciamanico per la danza

contemporanea. 14/10/13

Abbiamo parlato della danza e del suo rapporto con L Elfo Puccini. Protagonisti del teatro dell Elfo come Elio de

Capitani, Grassi e Ferdinando Bruni. Elio de Capitani regista e attore, arrivato al teatro dell elfo senza aver fatto

nessuna scuola. Faceva il cameriere, i ragazzi che provavano i primi spettacoli andavano a mangiare nel suo

ristorante e, innamoratosi di Cristina Crippa, decise di intraprendere questa carriera. Gli attori non provengono Da

una scuola di teatro, ma da uno studio effettuato direttamente sul palcoscenico. Cristina Crippa veniva dalla scuola

civica di arte drammatica, ovvero la scuola del piccolo teatro, unica scuola che si occupava di teatro. Esisteva una

sola scuola e alcuni studenti che la frequentavano, si andavano subto ad unire nel nascente gruppo dell Elfo. C era

la voglia di fare qualcosa insieme unendo la danza al teatro e così via.

Metodi ri recitazione. Gli attori hanno un linguaggio ben preciso. Bisogna cercare di capire un po quali erano le

modalità di fare teatro che in quel periodo venivano proposte. Sostanzialmente erano due le grandi scuole di

recitazione. Il primo era legato al metodo Stanislavskj. L altra era Brecht.

Metodo stanislavsky, metodo dell immedesimazione. Questo sgnore del 1863­1938 lavora con personaggi

importantissimi tra cui un drammaturgo, Ceckov. Metodo dell immedesimazione: come dice la parola tende a far si

che l attore si immedesimi nel personaggio attraverso una psicotecnica che lo aiuti a calrsi in maniera profonda e

continua nella vita del personaggio e che nello stesso tempo lo aiuti ad uscirne. Stanis era attore, non parlava di

filosofia, creò un metodo molto lineare: T I IP IG ST T. questi sono i passi del metodo. Secondo Stani l 1) attore

doveva leggere molto attentamente il testo (T). 2) l attore deve sollecitare la sua attività immaginativa (I) che deve

prima rivolgere a se stesso, personale (P), e poi a tutti i fattori esterni, generale (G). . ecco così ch si crea ST, sotto

testo, qualcosa di non scritto che va a raccontare il personaggio che abbamo creato nella nostra testa attraverso la

rappresenazione personale e poi generale. Il sotto testo permetterà di tornare al testo con una visione nuova,

abbiamo un esperienza immaginativa nuova e personale.

CIRCOSTANZE DATE e IL MAGICO SE , altri due punti di Stani. Insieme di tutti i fatti e di tutte le

situazioni che si possono ricostruire partendo dal testo. Il magico se è il passaggio all attività immaginativa che fa

chiedere all attore “se io mi trovassi nella situzione in cui si è trovat Amleto, come reagirei” (esempio)

Deve corrispondere un aiuto esterno all attore, dato da elementi come trucco, parrucco, scenografia ecc.. che aiutano

concretamente l attore a calarsi nel personaggio. Se dovessi fare il persoanggio di Mose potrebbe aiutarmi l

invecchiare. Il metodo stani sta alla base della scuola più importante del campo, l Actor Studio, che ha dato Marilin

Monroe, ecce cc.

Abbiamo chi non condivide questo metodo di fare teatro. Viene quindi rivisto in molte modalità, tra cui una che è la

modalità che si è affermata di più. È legato ad un autore tedesco, Bertol Brecht, un autore di teatro. Brecht crea un

nuovo metodo di recitazione, dicendo che quello di stani era un metodo vecchio che diceva che va a mettere il

significato politico del testo in secondo piano. La cosa importante per Brecht è la condizione dei personaggi,

personaggi abbandonati dalla società, legati tutti da una situazione politica economica che li ha schiacciati.

Dobbiamo esserefreddi mentre guardiamo il testo perché non dobbiamo ragionare col cuore ma col cervello. L attore

deve essere capace di straniarsi, di tirarsi fuori dal personaggio, per far si che il pubblico capisca che quello che sta

vedendo non è una vicenda così ma è qualcosa su cui riflettere. Il tatro doveva essere un modo per educare le masse,

deve essere una vicenda asciutta fredda e capace di fare ragionare il pubblico. Brecht, che aveva una moglie che

faceva l attrice, da delle ricette, dei percorsi che un autore deve utilizzare per far si che il pubblico non si immedesimi

nella vicenda e che quindi deve stare attento al significato politico. L autore deve far vedere che è finto, quindi uno

dei consigli quello di recitare in maniera straniata, quindi recitare in terza persona. Uscire dal personaggio

attraverso la recitazione, una recitazione straniata. Poi ci sono tutti gli elemtni dello spettacolo che aiutano il

pubblico a non immedesimarsi, come la scenografia: deve essere una scenografia con attenzioni, non realistica.


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Enrico91

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Enrico91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Bentoglio Alberto.

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