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Storia del teatro e dello spettacolo

Il teatro antico

  • Si intende il teatro classico, greco e romano. La nascita del teatro greco coincide con la nascita della civiltà greca → V secolo a.C
  • Si origina dalle prime manifestazioni culturali e religiose della Grecia ed ha ancora effetti sul teatro oggi

Spazio scenico

Il teatro antico nasce dove si tenevano celebrazioni religiose. È uno spazio ampio, aperto e gli spettacoli erano rivolti ad un pubblico popolare, abituato ad assistere a celebrazioni religiose. A volte si rivolgeva a tutti i cittadini, ai quali il teatro rivolgeva messaggi particolari. All'inizio era situato su una pianura, poi su un declivio, che permetteva al pubblico una maggiore visibilità.

Struttura

È difficile generalizzarla perché il teatro classico si estende in un lungo periodo e la struttura varia. Si passa dal teatro dell'Acropoli fino a Taormina (teatro greco-romano).

  • Sken: "scena", zona dove si svolge la vicenda. Inizialmente diversa dal palcoscenico, perché coincide con il luogo dove gli attori si cambiano, un piccolo magazzino dove c'erano anche gli oggetti di scena. Poi diventa il luogo dove si recita → scena. Lo sfondo era costituito dallo sfondo naturale.
  • Paraskenia: zona ai lati della sken per limitare i luoghi di scena e per far sì che il pubblico si concentri sulla sken. Diventa poi il palcoscenico.
  • Cavea: zona dove il pubblico sedeva, sul declivio, a volte veniva decorata e poteva presentare una struttura lignea o a gradoni in marmo. Era emiciclica in modo da avere più spazio per chi guarda.
  • Orchestra: da "orcheo" cioè mi muovo danzando. Era la zona per il coro, componente fondamentale della drammaturgia. Il coro era situato all'interno dell'emiciclo, in una zona centrale piatta e i coristi si muovevano nel corso della rappresentazione.
  • Parodoi: archi per l'ingresso.

Le rappresentazioni si svolgevano per lo più di giorno. Essendoci un grande pubblico c'era la necessità di farsi sentire e capire. Sia la commedia che la tragedia seguivano le tre unità aristoteliche:

  • Unità di luogo: la vicenda deve essere in un solo posto, senza cambi di scena anche se i cambi di spazio erano permessi e solitamente spiegati dal coro.
  • Unità di tempo: l'azione doveva svolgersi tutta in un giorno e durare di solito 12h. Spesso il tempo della vicenda coincideva con quello della rappresentazione. Il pubblico si riconosceva nella vicenda, per questo una trama di un giorno era più semplice ed un inizio ed una fine erano più individuabili.
  • Unità di azione: la vicenda raccontava una sola storia, diversamente dal cinema. Delle tre questa fu l'unica teorizzata da Aristotele apertamente.

Drammaturgia

Teatro tragico (eventi drammatici) / Teatro comico (scene divertenti, vizi, difficoltà, osservazioni della comunità). Il teatro comico spesso sfociava nella satira tanto che spesso al teatro greco viene fatto risalire il genere satiresco.

L'attore

L'attore nasce come colui che si stacca dal coro per dialogare, seguito poi da altri personaggi. Essenzialmente questi hanno il ruolo di rendere la scena più interessante. Con lo sviluppo del teatro l'attore assume delle caratteristiche portanti. Si tratta di personaggi "fissi", ovvero facilmente riconoscibili. Erano pochi, con un ruolo definito ed indossavano maschere, dette megafone anche perché aiutavano la comprensione del testo amplificando il suono.

Era un teatro solo di uomini, cosa che più avanti Shakespeare (1600) riprese, facendo interpretare ruoli femminili a maschi travestiti. Questo ci riporta al concetto di realismo, che non esisteva quindi non si ponevano nemmeno il problema di far entrare in scena delle donne. Il costume teatrale era importante perché rendeva gli attori riconoscibili. Erano costumi molto grandi, importanti, veri e propri sarcofagi. Una particolarità degli attori erano le calzature, degli zatteroni (coturni) che rendevano l'attore molto alto e visibile anche da lontano.

Le macchine sceniche

  • Mecan: lungo braccio + argano che sosteneva il personaggio che era calato dall'alto ed aveva il ruolo del risolutore, spesso era un dio → deus ex machina.
  • Sul palcoscenico (dove recitavano gli attori) era situata una piattaforma girevole che permetteva di mostrare delle situazioni in diversi punti del palco.

Il teatro è un insieme di effetti tecnici, non solo una situazione poetica. Le macchine sceniche permettevano di rispettare le tre unità e di rendere meglio la scena (macchine che riproducevano il suono).

Drammaturgia greca

  • Eschilo
  • Sofocle
  • Euripide: si tratta di opere che vengono rappresentate ancora oggi, come Edipo di Sofocle e la Medea di Euripide. In particolare Euripide viene rappresentato perché tratta tematiche moderne e fa un'indagine psicologica dei personaggi, passando dal generale al particolare. È inoltre l'autore di cui ci sono arrivate più opere. Il genere della commedia, a differenza della tragedia, ci sembra lontano perché fa satira e non tratta dinamiche così vicine a noi.

È un sistema codificato. La vicenda e il testo erano suddivisi in momenti codificati. C'erano diversi elementi, tutti tendenti ad un unico fine: la catarsi = purificazione, momento purificatore. Il pubblico doveva uscire dalla rappresentazione "purificato" → vedendo nella vicenda momenti o eventi malvagi, fatti tragici rappresentati anche in maniera cruenta (no rispetto leggi, incesti, delitti, no rispetto religione) il pubblico si accorgeva che l'errore compiuto permetteva di andare verso la strada giusta. Il teatro era un momento collettivo → momento per imparare. I greci erano incentivati ad andare a teatro anche economicamente (nel 1947 il Piccolo riprende il concetto di teatro-insegnamento = miglioramento sociale).

  • 22 a.C → Sofocle, "Edipo tiranno - Oedipus rex": il protagonista si acceca per purificarsi da un atto indegno con un atto fisicamente doloroso ma anche teatralmente molto forte → permetteva all'attore di mostrare a tutti il vero momento tragico provocando la catarsi. Edipo scopre di essere l'uccisore del padre e di aver sposato la regina Giocasta che era sua madre. Sin dalla nascita E. era stato allontanato da Tebe. Vi ritorna senza saperlo per sfuggire alla previsione dell'oracolo secondo cui avrebbe ucciso suo padre e dormito con sua madre. L'atto tragico preceduto dall'impiccagione della mare Giocasta.
  • Vicenda forte: il protagonista sembra essere causa delle sventure

Giovanni Testori, Pasolini, Stravinsky: riprendono la tragedia oggi, sia teatro, che cinema che musica.

  • Mattatore: attore che prende il testo e i personaggi per metterli in scena secondo la sua personalità (Gassman, Franco Branciaroli) → la figura di Edipo ha tanti colori diversi, uno dei principali testi greci → Edipo a Colono, continuazione della tragedia, testimonianza della popolarità dell'Edipo
  • Euripide, "Medea": rappresentata diverse volte per le tematiche che tratta, un personaggio contemporaneo. Medea si innamora di Giasone e fugge con il vello d'oro. Un periodo felice e nascono due figli. Poi Giasone si innamora di Glauce e abbandona violentemente Medea. Questa cerca giustizia e si rivolge a Creonte, poi a Giasone. Medea decide di vendicarsi. In primo luogo manda una corona a Glauce in regalo per le nozze che avvelenata; poi uccide i figli davanti a Giasone. Poi parte su un carro prendendosi gioco di Giasone.

Pasolini mette in scena Medea rivolgendosi a Maria Callas (già Medea nell'opera di Cherubini). Mariangela Melato ha recitato la Medea.

Il genere comico

Il genere della commedia era molto diffuso → commedia di mezzo e commedia nuova. Spesso ad una tragedia seguiva una commedia, per alzare l'umore. La commedia serviva per migliorare gli spettatori e il popolo tramite l'analisi dei vizi. Il genere comico ha avuto minore diffusione perché era visto come genere marginale ed in più era legato alla contemporaneità dell'epoca, mettendo in scena figure riconoscibili e famose e situazioni contemporanee. Era quindi difficile seguirne gli sviluppi. Commedie di Aristofane e Meandro. Era molto più difficile tradurre la commedia che il verso tragico, più statico ed universale rispetto a qualcosa che parlava di contemporaneità.

Il teatro romano

Non c'è una vera e propria differenza fra quello greco e romano: lo spazio scenico più o meno lo stesso, i generi rimangono gli stessi. La lingua diversa cioè il latino, che raggiunge il pubblico con alta sonorità. Il teatro inteso come rappresentazione dei testi viene scalzato dai circhi, dalle arene che nel teatro greco non esisteva, poiché il suo scopo era la catarsi. A Roma persiste la tragedia insieme alla commedia, ma dominano questi tipi di spettacoli che divertivano, erano spettacoli cruenti, manifestazioni sportive, belliche, naumachie, gladiatori, funamboli. Nell'epoca latina il teatro comico e tragico assorbiva solo il 10% degli spettatori: il pubblico più interessato allo spettacolo circense e cambia il rapporto teatro-cittadino. Il valore del teatro romano era diverso anche politicamente: serviva a divertire, a distrarre il popolo affinché non si pensasse alle situazioni della realtà. Il luogo scenico cambia: non c'è bisogno della frontalità, degli attori. I protagonisti erano atleti, mimi, danzatori. Lo spazio scenico da priorità ad un grosso spazio centrale. Il pubblico non posto sull'emiciclo ma sulla circonferenza, in modo che lo spettacolo sia visibile a tutti da tutte le angolazioni. Diffusione della spettacolarità.

I generi letterari

Tragedia latina → Seneca diffuso tramite lettura, si tratta di un genere letterario, diffuso di fronte ad un pubblico ridotto. La teatralità nel teatro romano era limitata e così anche l'uso delle macchine sceniche. Ecco perché quasi assente ogni riferimento alla tragedia romana, fatta eccezione per Seneca che ancora rappresentato.

Teatro comico → Ripreso anche oggi. Era un genere molto sviluppato, rimasto tramite Plauto e Terenzio. Si parla di una presenza a teatro comunque bassa. Il genere della commedia latina importante perché si concentra sui caratteri e sulla psicologia dei personaggi, che sono comici e che diventano nella vicenda dei veri e propri "tipi", dei caratteri, dei personaggi fissi. Questa caratteristica ha dato origine al fenomeno della Commedia dell'arte, soprattutto Plauto.

  • Il servo (ladro, affamato, ingannatore), l'avaro, il miles gloriosus (soldato fanfarone, capitano che si vanta del suo coraggio, ma il primo a fuggire)

Teorizzazione del luogo scenico

Alcuni autori iniziano a riflettere sugli edifici del teatro, parlando dell'architettura degli spazi scenici, descrivendoli nel dettaglio, andando a visitarli → "De Architectura" - Vitruvio: riflette sugli aspetti pratici della costruzione dei teatri. Grazie a queste testimonianze si riesce a ricostruire teatri ispirati al modello classico.

Il Medioevo

Periodo lungo: 476 (caduta dell'impero romano) - 1492 (scoperta America). Le forme di spettacolo del periodo medievale risentono della dura condanna della chiesa C. contro lo spettacolo. Molti filosofi vedono lo spettacolo come qualcosa da condannare → Tertulliano alla fine del II sec. d.C scrive un trattato "Sugli spettacoli" in cui vede lo spettacolo come qualcosa di pagano, idolatria. La condanna ha una ragione storica: il teatro romano abbandona il teatro come insegnamento e privilegia la spettacolarità → provocava gli animi, erano un'attrazione che portava il pubblico a incontinenza; gli attori erano legati al mondo della prostituzione, erano personaggi che esibivano il proprio corpo. Di conseguenza anche i luoghi dello spettacolo vengono abbattuti in alcuni casi, disertati o utilizzati per altre funzioni. Perdono il senso di luogo d'incontro della comunità. La condanna della chiesa va di pari passo con l'impossibilità di usare una sola lingua per il teatro, che possa raggiungere tutti.

Il teatro religioso

La Chiesa capisce l'importanza del teatro per comunicare con i fedeli e quindi lo tiene vivo come spettacolo religioso, per comunicare la dottrina cristiana nella sua forma più semplice. I luoghi degli spettacoli erano le chiese, le basiliche. Spesso si "teatralizzava" la liturgia, per far comprendere meglio il messaggio al pubblico che non sapeva il latino. Fino al 1500 le sacre rappresentazioni hanno molto successo. Vengono organizzate delle corporazioni che per tutto l'anno si occupano di mettere in scena le rappresentazioni. Il pubblico ampio e lo spazio delle basiliche non basta, ci si riversa all'esterno tramite processioni, costruzioni di locci esterni alla chiesa. Le modalità sono codificate nelle differenti nazioni. Le sacre rappresentazioni erano interpretate solo da uomini (preti, persone della comunità religiosa) → rappresentazioni non realistiche.

Carnevale - Giullare: tiene viva la memoria del mimo latino; porta la sua bravura e la sua tecnica in giro per l'Europa. Crea canzoni, ballate che mantengono viva la tradizione e andava a colpire il pubblico in strada. Si trattava di un teatro popolare, talvolta i giullari erano così bravi e venivano ospitati nelle corti. Avevano una grande cultura, conoscevano tante lingue, sapevano scrivere e comporre versi. Facevano satira e a volte venivano allontanati. La distanza dal teatro religioso era aumentata anche dalla loro capacità fisica, consistente nell'essere abile nella giocoleria, esercizi acrobatici e quindi davano spettacolo (vs Tertulliano) e usavano il loro corpo per comunicare. Le rappresentazioni liturgiche (via crucis) sono l'eredità delle rappresentazioni religiose.

La figura del giullare rimasta → commedia dell'arte, Dario Fo - "Mistero buffo": il giullare parla in maniera scurrile, era volgare anche fisicamente, parlava di argomenti riferiti ad una sessualità libera. Amato dal popolo ma non dal potere. Le sacre rappresentazioni duravano anche mesi e venivano ciclicamente ripetute.

Dario Fo

La svolta avviene intorno al '68 all'Università degli Studi di Milano, dopo l'esplosione del movimento studentesco. Mette "in prova" Mistero Buffo, che viene provato a diretto contatto con gli studenti; viene creato come in un laboratorio e lo spettacolo debutta nel 1969. Lo spettacolo ottiene successo e si lega una polemica, è un teatro di propaganda. Dario Fo abbandona l'idea di compagnia girovagante e occupa uno spazio comunale, la Palazzina Liberty (decorazioni floreali, era un ortomercato). Lo spettacolo nasce in continuo divenire, viene modificato continuamente e si lega alla realtà politica (rapimento Moro).

Teatro di contestazione

"Mistero buffo" o "Giullarata". Non lo ha inventato. Mette in scena il teatro medievale, le rappresentazioni classiche → va a recuperare fonti medievali arricchendole con delle sue caratteristiche.

  • Linguaggio vocale e corporeo originale: inventa un nuovo linguaggio → gran melò cioè un misto di dialetti e linguaggio medievale a cui aggiunge una grande capacità fisica di esprimere il carattere del personaggio con il viso e il corpo.
  • Componente letteraria: usa diverse fonti, secondo alcuni critici mistificandole. Per esempio usa i Vangeli, facendo emergere anche particolari che sono scomodi alla dottrina. Lo fa per mostrare irriverenza verso il potere in generale ma anche per mandare un messaggio al pubblico di quel periodo, che prendeva parte a queste manifestazioni per vedere spettacoli di critica e satira ma anche di evasione, divertimento.

Mistero buffo è composto da vari pezzi → è difficile dire quali perché da quando lo ha messo in scena l'autore lo ha sempre modificato (la nascita del giullare, la resurrezione di Lazzaro, satire su Bonifacio VII); tutto veniva modulato sulle esigenze del pubblico e in base a quanto lo si voleva far durare. Solo quando lo scrive su carta diventa uno spettacolo più fisso. Il pubblico interveniva, c'era spazio per l'improvvisazione (recitava anche la moglie Franca Rame). Grazie a Paolo Grassi → si rende conto della capacità di Dario Fo e nel '77 con una truppa della Rai chiede di riprendere i suoi spettacoli. Negli anni '70 il teatro di Dario Fo si fa attento alla politica e alla questione sociale ("suicidio accidentale di un anarchico"). Nel '97 Dario Fo è premio Nobel per la letteratura, ma molto discusso perché anche se tutti sono d'accordo sulla sua validità di attore, viene messa in discussione la sua abilità letteraria, forse ce ne erano di migliori. Comunque è uno dei migliori drammaturghi del tempo, premio all'accademia svedese. Grande riconoscimento ufficiale dopo il premio Nobel ed è chiamato a rappresentare i suoi spettacoli in tutto il mondo, non più in piccoli posti, adesso è l'autore italiano più rappresentato nel mondo (dati SIAE) perché il suo messaggio è legato ad una lingua che non esiste, quindi comprensibile a tutti: anche all'estero, non ha bisogno di traduzione, perché usa anche il corpo. Altri testi risentono del tempo che è passato, i due più legati all'attualità del momento, sono più difficili (come la commedia greca, come Amilcare Fanfani, satira, personaggio che aveva la stessa notorietà dei nostri politici).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BaconBurgerSushi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bentoglio Alberto.
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