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Storia del pensiero economico prof. Zanini - 3 Blocco di lezioni Adam Smith

Appunti di storia del pensiero economico sul 3 Blocco di lezioni Adam Smith basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Zanini dell’università degli Studi del Politecnico delle Marche - Univpm, facoltà di economia, Corso di laurea in economia e commercio. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia del pensiero economico docente Prof. A. Zanini

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4  Lavoro annualefondo da cui ogni nazione trae tutto ciò di cui necessita alla sua vita annualelavoro

annualefondo.

 

Diventa quindi di fondamentale importanza il rapporto tra

lavoro annuale / persone che devono consumare

 Questo rapporto è regolato da:

Arte, destrezza, intelligienza con cui è esercitato il lavoro.

o Rapporto tra persone impiegate in lavori utili e non utili.

o

 La prima di queste due richiama la divisione del lavoro che è la condizione più rilevante, che più influenza il rapporto.

 I° Libro cause che determinano il progresso della nazione e modo in cui la ricchezza è distribuita.

 Fulcrodivisione del lavoro la ricchezza è generata dalla divisione del lavoro argomento già trattato da Petty,

Mandel, Turgotla differenza principale rispetto ad AS è che egli individua la divisione del lavoro come la più grossa

fonte di ricchezza.

 Esempio degli spilli di AS pag 142 libro

 La divisione del lavoro aumenta la produttività la quale genera ricchezzala divisione del lavoro è più spinta nei paesi

industrializzati che godono non solo di maggior ricchezza ma anche di maggior civiltà.

 Produttivitàdipende da 3 variabili

Aumento della destrezzadovuto alla ripetitività delle mansioni (specializzazioni).

o Risparmio di tempo dovuto al fatto che non ci sono più tempi morti tra una lavorazione all’altra.

o Introduzione di macchine che facilitano il lavoro.

o

 La molteplicità dei prodotti derivanti dalla divisione del lavoro migliora la condizione di tutte le classi.

 Divisione del lavoro non vi si giunge attraverso un processo deliberato ma è la conseguenza della natura umana quale

è l’inclinazione allo scambio.

 La naturale inclinazione degli individui allo scambio spinge alla ricerca di maggiori quantità di beni da scambiare quindi

alla divisione del lavoro.

 Per comprendere la specificità umana di questa inclinazione basta confrontare l’uomo con l’animaleil cane, per

esempio, agisce in modo da ottenere una ricompensa dal padrone, ma questo non è il modo di agire umano.

 La disponibilità degli uni verso gli altri dipende da una possibilità di scambio nessuno può pensare che i

comportamenti degli uni verso gli altri si mosso dalla benevolenza.

 Es di AS birraio, macellaio, fornaio.

 Relazioni di scambio NO! BENEVOLENZA SI! EGOISMO.

 Il riferimento all’egoismo non va inteso in senso letterale.

 Passione egoistica agire virtuoso (inferiore) gli egoisti sono i prudent man i quali, nello scambio, fanno valere i

loro interessi prima di quelli degli altri VIRTU’ Inferiore.

 Scambioè caratterizzato da comportamenti egoistici che fanno si che vi sia interesse per entrambe le parti.

 L’inclinazione allo scambio richiama la power of persuasion, ovvero la capacità dell’uomo di essere persuasivo, la

quale connota lo scambio consiste nel convincere gli altri che è nel loro interesse accettare la proposta che noi gli

offriamo Rapporto tra prudent man e power of persuasion.

 La divisione del lavoro deriva dall’inclinazione allo scambio per esempio nella società di cacciatori non appena

qualcuno si distinguerà per la capacità di produrre archi e frecce, li produrrà per tutti i cacciatori e verrà ricompensato

con i proventi della caccia.

 ↑ produttività↑ sovrapprodotto. La possibilità di scambio è la causa della divisione del lavoro:

DIVISIONE DEL LAVORO

SCAMBIO

 Un numero sempre più piccolo di individui sarà in grado i produrre ciò che è necessario alla sussistenzanessuno, però,

sarà in grado di produrre tutti i beni necessari alla propria sussistenza.

 ↑ divisione del lavoro↑ dipendenza tra gli individui della società

 Si crea quindi la necessità di un segno convenzionale grazie al quale gli scambi siano facilitatiMONETA.

Lezione 16 10/4/13

 Fondolavoro annuale di una nazione.

 Il reddito pro capite di AS evidenzia quale fosse l’errore dei mercantilisti, cioè quello di considerare la massimizzazione

del reddito in senso assoluto di una nazione e non in relazione al numero di cittadini.

 2 fattori determinano la ricchezza di una nazione

quota

1. di lavoratori produttivi.

o produttività

2. del lavoro.

o Inclinazione allo scambio

©Matteo Pianosi

5 Divisione del lavoro

accumulazione

Ampliamento Mercato surplus e distribuzione tra le

Aumento produttività classi

dipende da PRUDENT MAN

SCAMBIO EGOISMO

non dipende da

benevolenza Passioni egoistiche Virtù inferioriprudenza

no passioni asociali

 Se questo schema è corretto ne segue l’infondatezza dell’AS problem

 Una volta definito il motore della ricchezza, cioè lo scambio, è importante lo studio della monetasecondo quali regole

definizione

un prodotto viene pagato una certa quantità di moneta? di regole di scambio:

 Cause che generano valore.

 Misura del valore.

 Comparazioni di merci.

 Valore relativo dei beni problema del passaggio da valore di una merce a prezzoprincipale problema irrisolto da

AS, Karl Marx, David Ricardonon viene definito il rapporto tra valore e prezzi.

 Cause del lavoro ogni bene serve a funzioni diversefunzioni concrete che determinano il valore d’uso

(Aristotele) il valore di scambio dipende invece da fattori diversies: sebbene l’acqua sia indispensabile a differenza

dei diamanti che sono pressochè inutili, il prezzo dei diamanti è alto mentre quello dell’acqua è pressoché nullo.

 Concetto di prezzo reale occorre analizzare le cause che innalzano il prezzo naturale.

 Prezzo naturaleciò che è sufficiente, né più ne meno a retribuire salari, profitti e renditeil criterio stabilito da AS

per la corretta individuazione del prezzo naturale è quello del saggio naturale.

 Saggio Naturalepresuppone un principio naturale di libertà del mercato (non nel senso di concorrenza moderna)

che implica l’eliminazione di blocchi e vincoli che possano limitare il mercato.

 ATTENZIONE! È un errore a definire il prezzo naturale come prezzo di equilibrio ovvero il punto di incontro tra

funzioni di domanda e offerta AS non intende questo poiché non riporta nessun concetto matematico definizione

ambigua per i nostri tempi ma non per il momento storico in cui visse AS.

 Il prezzo naturale si determina automaticamente a meno che ci siano impedimenti che derivano da cause naturali (guerre,

carestie, epidemie) o interventi di polizia.

 La misura reale del valore di scambi è la monetaconcetto di notevole importanzateoria del valore-lavoro.

MERCE “A” (8h di lavoro) MERCE “B”(4h di lavoro) qual è la relazione di scambio tra le due

merci?

NUMERO DI ORE NECESSARIE

ALLE RISPETTIVE PRODUZIONI

LAVORATORE “La” LAVORATORE “Lb”

 Grave problema di questa teoriaproblema della conversione delle ore di lavoro in moneta in caso di società più

evolute di quella basata sullo scambio; inoltre con questo metodo si assume che le produttività di La e Lb siano uguali il

che non è possibileAS individua questi problemi ma non riesce a darne soluzione.

 Il valore delle merci Ma e Mb è dato dal valore contenuto

 Ogni individuo deve rivolgersi al mercato per acquistare tutte le materie prime di cui ha bisogno nel processo

produttivo finchè La e Lb producono i loro beni con le loro materi prime non vi è problema il problema, invece, si

pone se i capitali utilizzati da La e Lb sono messi a disposizione da un terzo soggetto C.

 Quindi La svolge il lavoro alle condizioni del soggetto C C propone ad La un salario per la produzione che egli

rivenderà sul mercato C si attende un profitto.

 Il valore di scambio della merce A sarà quindi dato:

Valore di scambio(A) = Lavoro comandato(salario) + SURPLUS

 Grazie al Surplus saranno ripagati i profitti e le rendite.

 Non si parla più di lavoro contenuto ma di lavoro comandato il lavoratore deve generare un surplus per pagare

profitti e rendite, quindi non è più padrone del surplus come nel caso in cui possedesse le materie prime ma solo del

salario, cioè del lavoro che può comandare. ©Matteo Pianosi


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mpianosi

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mpianosi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero economico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Zanini Adelino.

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