Appunti del primo parziale di storia del pensiero economico
Anno 2015/2016
Prof. Massimo Fornasari
Economia e commercio / Economia e gestione aziendale
Università di Forlì - UNIBO
Storia del pensiero economico 1
Tre aspetti relativi alla SPE
- L'oggetto della SPE (di cosa si occupa e a cosa serve)
- I diversi approcci alla SPE
- I rapporti tra SPE, Storia economica e Scienza Economica
L'oggetto della storia del pensiero economico
Schumpeter (1883-1950): “La storia di tutte le opinioni e desideri concernenti questioni economiche e specialmente di politica economica, che in una certa età e in un certo tempo fluttuano nella coscienza pubblica” --> esogena
Macchioro (1915-2008): “La storia degli strumenti di pensiero come tali e di scelte di pensiero, cioè di decisioni etico-civili … riguardanti la sfera politica e sociale” --> endogena
Esogena: come i modelli/teorie influiscono (decisioni) (dalla teoria alla pratica)
Endogena: individuazione della teoria e modelli (strumenti) (dalla pratica alla teoria)
Keynes afferma che: le idee economiche incidono molto sugli avvenimenti, le idee quindi non rimangono endogene ma interessano e si riflettono in modo esogeno sull'economia
Roncaglia “La ricchezza delle idee”: “La storia del pensiero economico è essenziale per comprendere il funzionamento dei sistemi economici … e ad analizzare le diverse teorie”
I diversi approcci alla storia del pensiero economico
- Cumulativo
- Rivoluzionista o competitivo
- Relativista-mesologico (da mesologia = branca della biologia che studia l'ambiente degli organismi)
Approccio cumulativo
- Rifiuta l'idea di discontinuità (rivoluzioni), alla quale contrappone quella di accumulazione (la scienza economica è progredita attraverso la crescita graduale e l'accumulazione di conoscenze e l'abbandono di informazioni sbagliate)
- Esprime giudizi di valore sulle teorie passate in base alle informazioni contemporanee. Il presente contiene tutto il passato
Approccio rivoluzionista
Ispiratore T. Khun
- Accettazione di approcci diversi o alternativi (rispetto a quello dominante)
- Dibattito tra approcci diversi (e loro storia), basati su fondamenti concettuali diversi (va enfatizzato il momento della rottura, la crescita della scienza economica è avvenuta grazie alle rotture del pensiero tradizionale/normale)
- Punti di forza o debolezza di ciascuno di essi in grado di determinarne il prevalere o il superamento
Ispiratore T. Khun: il quale afferma che la crescita avviene in fasi (pre-paradigmatico / accettazione / scienza normale / prime anomalie / crisi / rivoluzione)
Approccio relativista-mesologico
Studia la storia delle teorie economiche in relazione ai contesti socio-economici in cui esse si sono sviluppate.
- La teoria “riflette” la realtà storicamente determinata: le teorie economiche sono il “riflesso” degli assetti economici delle diverse epoche. Determinate idee sorgono solamente in determinati contesti.
- Le teorie economiche rispondono ad una “domanda politica”, che cerca basi scientifiche per i problemi della propria epoca.
Rapporti con le altre discipline
1) Storia del pensiero e storia economica
Il rapporto è basato sull'evoluzione nel lungo periodo della riflessione economica: l'influenza del contesto storico-economico. La scienza economica si articola in quattro aree:
- Teoria in senso stretto
- Statistica
- Sociologia
- Storia economica (più importante)
E ciò per tre motivi:
- L'oggetto dell'economica è essenzialmente un processo unitario nel tempo storico
- L'esposizione storica non può essere puramente economica, ma riflette inevitabilmente anche fatti istituzionali
- Gli errori commessi nell'analisi economica sono dovuti alla mancanza di esperienza storica.
2) Storia del pensiero e scienza economica
- La scienza economica (intesa in senso stretto) è una scienza relativamente giovane
- Il consolidarsi dell'economia di mercato ha reso possibile il pieno sviluppo di una scienza autonoma, che studia le forze di mercato e le loro relazioni
- Esse rispondono a una logica e a principi in gran parte differenti da quelli che governano, per esempio, l'organizzazione politica o l'organizzazione giuridica della medesima società.
3) La storia del pensiero e le altre discipline
- La scienza economica si è dibattuta tra due tipi di approccio dominanti:
- Classico (economia come scienza sociale: impostazione macro) interessati ai fattori alla base dello sviluppo, ovvero, economia come scienza sociale, l'oggetto dello studio è storicamente determinato.
- Marginalista (economia come scienza assiomatica, rivelatrice del comportamento razionale: impostazione micro) interessata a definire i fattori di natura economico razionale, economia come scienza associativa del comportamento razionale: studia l'allocazione efficiente delle risorse.
K. Pribram
Nominalismo = metodo induttivo, sperimentale (scienza sociale) dal basso all'alto esperimento ---> modello
Realismo = metodo deduttivo, assiomatico (formale) dall'alto al basso modello ---> esperimento
K. Polanyi
Duplice significato di “economico”:
Sostanziale: il rapporto con l'ambiente materiale che sostiene gli esseri umani
Formale : il rapporto mezzi-fini: l’economico è definito dalla scarsità
L'economia tomistica
Partendo dal basso medioevo analizziamo l'evoluzione del pensiero economico, partiamo da qui perché in questo periodo apparteneva alla sfera del raziocinio teologico anziché dalle teorie economiche che avrebbero iniziato a svilupparsi da lì a poco. Il primo ad interessarsene fu proprio Tommaso d'Aquino.
Principali fasi
- Prima diffusione dei principi di un'economia di mercato (1100-1450 ca.) ---> Prima Scolastica (secc. XIII-XVI) fondata sullo scambio di beni
- Formazione degli stati territoriali e sviluppo del cosiddetto capitalismo mercantile, traggono potere dall'accumulo di ricchezze (1500 – 1750 ca.) ---> Mercantilismo (1500 – 1750)
- Affermazione del capitalismo agrario ---> Fisiocrazia (1758)
- Avvio del processo di industrializzazione inglese e sue conseguenze sociali ---> Economia politica classica e la critica marxiana (1770 –1870)
- Piena affermazione del capitalismo industriale (seconda metà sec. XIX) ---> Marginalismo e scuola neo-classica (1870 – 1920) teoria dell'equilibrio e approccio micro
- Crisi del capitalismo industriale e sviluppo dell'economia del welfare (anni Trenta del XX sec.-anni '70) ---> Dinamica economica Keynes (1920 – 1970) interventismo modello stato
- Crisi del welfare state, economie post industriali, globalizzazione (anni '80 in poi) ---> Egemonia monetarista, postkeynesiani, problematiche del sottosviluppo e dello sviluppo sostenibile. Tre aspetti che caratterizzano questa fase: deregolamentazione, globalizzazione e finanziarizzazione
Il pensiero economico pre-classico
Tre principali filoni:
- La prima scolastica
- Il mercantilismo
- Bullionismo
- Mercantilismo baconiano
- Mercantilismo evoluto
- Il pensiero cameralista (versione teutonica del mercantilismo)
1. Mentre l'economia politica classica parte dal 1700, quella preclassica è antecedente e si sviluppa semplicemente quando per la prima volta ci si interroga sul funzionamento dell'economia e del mercato (es. come si formano i prezzi o il valore del bene)
Il punto di partenza è proprio la scolastica. La prima scolastica (1200) il principale esponente fu Tommaso d'Aquino, il quale scrisse due opere fondamentali, in particolare nella Summa Teologica descrive l'economia di mercato:
- Giusto prezzo e valore dei beni (valore intrinseco e valore impositus)
- Valore della moneta
- L'uso del denaro (condanna del prestito ad interesse)
- Tommaso è un mediatore tra classico e aristotelico. L’economia riguarda i comportamenti individuali (Etica) e non quelli collettivi (Politica). Le questioni economiche vengono sollevate allorché riguardano valutazioni etico-morali. Pertanto l’economia non viene trattata come disciplina indipendente, ma solamente nell’ambito dell’Etica.
La scolastica: Etica ed economia nel pensiero medievale (deduttivo)
- Secondo la visione tomistica, la ragione umana può raggiungere la verità attraverso il metodo speculativo, che consente di individuare gli UNIVERSALI, ovvero i prototipi ideali delle cose, separati dalle cose stesse. La ragione è lo strumento per identificare gli universali e per scoprire la verità, indirizzandosi a scoprire le tre grandi verità:
- La legge divina
- Il diritto naturale
- Il diritto positivo, risultante dalle scelte e dalle convenzioni umane, comune a tutti i popoli (jus gentium) o specifico dei singoli Stati (jus civilis)
- I problemi economici vengono trattati nell'ambito del diritto positivo e naturale
Cos'è l'economia?
Deriva dal greco oikos-casa nomos-regola, ovvero il governo della casa, quindi, come possiamo intuire, non è ancora economia politica, non si occupa dello stato. Ma dei comportamenti individuali e quindi dei problemi etici: tre aspetti --> giusto prezzo / valore della moneta / uso del denaro.
Giusto prezzo
Questo problema deriva direttamente da Aristotele, Il giusto prezzo è una proprietà intrinseca dei beni (= bonitas intrinseca)
- Esso garantisce la giustizia commutativa, cioè lo scambio di beni equivalenti (operato dal mercato)
- Ma il giusto prezzo è collegato anche al principio della giustizia distributiva, in base alla quale al termine dello scambio nessun individuo o ceto sociale si arricchisce o si impoverisce, ovvero, non avviene nessun mutamento dell'ordinamento sociale (operato dallo stato).
Se questi principi si realizzano nasce il giusto prezzo. La tematica aristotelica del giusto prezzo dei beni viene risolta nella communis aestimatio, vale a dire una sorta di valore ordinario di stima dei beni, ottenuta in assenza di monopolio: Il giusto prezzo è il prezzo di mercato fissato in assenza di posizioni dominanti. Il giusto prezzo è vero anche se non osservabile direttamente. È compito delle istituzioni fissare il “giusto prezzo”, laddove il mercato lasciato a se stesso tende a creare tensione. Quindi il problema di fondo è il rapporto tra stato e mercato.
Come si qualifica l'economia di mercato?
In parte assume la forma di mercato globale (es. grandi mercanti) ma assume soprattutto la forma di mercato pubblico, ovvero, regolamentato dalle istituzioni (es. lo stato fissa i prezzi) tra cui abbiamo anche le corporazioni. L'obiettivo è quello di fissare il giusto prezzo per la tutela dei consumatori e produttori. Quindi i prezzi venivano fissati tenendo conto dei prezzi di mercato ma anche della giustizia distributiva.
Teoria del valore
Secondo la quale, il valore del bene viene ricondotto ai suoi costi di produzione. Anche se in realtà gli scolastici vedevano il valore dei beni correlato a tre criteri:
- (Virtuositas) Capacità di un bene di soddisfare bisogni
- (Raritas) Scarsità
- (Complacibilitas) Utilità soggettiva attribuita al bene dal consumatore
La moneta
La moneta, al contrario dei beni, non ha un valore intrinseco, ma solo un valore convenzionale imposto per agevolare gli scambi e non è un bene durevole, quindi non può dar luogo a diritti d’uso, in particolare da questo ultimo punto deriva la condanna dell’usura. Prestare denaro è un'operazione contro natura, il denaro non può generare altro denaro (interessi).
In realtà però, d'Aquino aggiunge qualcosa al pensiero di Aristotele (il quale considerava la moneta solo come mezzo di scambio): la moneta è anche una misura di valore (supera il concetto di sterilità e compie un balzo in avanti) e quindi viene considerato, il denaro, uno strumento per soddisfare i bisogni di consumo. In conclusione, prestare denaro per consumo è consentito, mentre per interessi è ancora considerato sbagliato --> il denaro può essere prestato, ma comunque non genera mai interessi perché moralmente sbagliato.
La crisi della prima scolastica
Con lo sviluppo dei commerci e la crescita delle attività commerciali, nel basso medioevo i sistemi di pagamento e di concessione dei prestiti si fecero più complessi, tanto da rendere sempre meno chiara la situazione. Inoltre, il prestito divenne non solo al consumo, il quale non ammette interessi, ma nasce anche prestito alla produzione, il quale ammette gli interessi.
Nascono anche le commende, una prima forma di società, le quali per esempio compiono spedizioni mercantili e si finanziano grazie a prestiti che dovranno appunto risarcire con interessi. Anche la Chiesa e gli scolastici iniziarono a giustificare forme di prestito ad interesse, sviluppando una complessa casistica di particolari situazioni ammissibili:
- Damnum emergens: l’interesse come compenso o per una perdita accertata (ad es. in in caso di fallimento del mutuatario) o per il ritardo nel rimborso del prestito
- Periculum sortis: l’interesse come compenso del rischio derivante dall’esercizio di attività produttive e commerciali
- Lucrum cessans: l’interesse come compenso per il mancato guadagno derivante da possibili investimenti alternativi potenzialmente più remunerativi (costo – opportunità)
L’emergere del nominalismo
La discussione sugli universali:
- Secondo i realisti (= gli scolastici) gli universali sono i principi essenziali che definiscono la natura di tutte le cose, essi esistono realmente nella mente di Dio, in quella degli uomini e nelle cose stesse, a fondamento della loro realtà empirica. La conoscenza della realtà si attua attraverso un processo deduttivo, che permette alla ragione umana di rivelare la struttura ontologica del mondo.
- I nominalisti: gli universali non esistono nella realtà, essi sono segni dell’intelletto umano volti a unificare e classificare le cose, ma solo a posteriori. La conoscenza della realtà si attua pertanto attraverso la conoscenza diretta delle cose, nei loro aspetti individuali, particolari ed empirici. Solo l’esistenza di Dio non è frutto di speculazione, ma puro atto di fede.
Quindi, Dio non è in discussione ma la conoscenza sì! E la si conosce in modo deduttivo (dall'alto) per realisti e induttivo (dal basso) per nominalisti.
La scuola occamista
Produce alcune riflessioni di rilievo sull’economia:
- Jean Buridan: tenta di spiegare il valore delle merci in quanto fenomeni relazionali ed espressione dei bisogni umani (ho bisogno di quella merce, per questo ha un valore)
- Nicolas d’Oresme (1320-1382): la moneta ha anche un valore intrinseco formato dai metalli che la compongono.
Dopo Occam:
- L'umanesimo rivaluta l'individuo
- La politica si svincola e acquisisce una sua autonomia.
- Un unico filo unisce l’Umanesimo civile alla rivoluzione scientifica dell’età moderna --> l'economia non è più solo il governo della casa, diventa il governo dello stato, nasce l'economia politica (1500), è l'arte del governo dello stato.
L'economia si definisce “politica”
Quindi relativa alla sfera pubblica. L’economia politica si distingue dalla politica. La politica riguarda l’accumulazione e la gestione del potere (perde le finalità etico-morali) e l’economia politica riguarda l’accumulazione e la gestione della ricchezza.
Economia politica e formazione dello Stato-nazione in età moderna
- Bullionismo
- Mercantilismo baconiano
- Mercantilismo evoluto
Il mercantilismo
Cos’è? Non è mai esistita una scuola di pensiero che si autodefinisse Mercantilista, è quindi una classificazione a posteriori fatta dai ricercatori. Gli scritti definiti “mercantilisti” sono di solito delle trattazioni monotematiche sulle varie problematiche dell'economia dell’epoca: essi offrono soluzioni a questioni concrete (in genere non teoriche) di politica economica e sono indirizzati ad un pubblico di governanti e funzionari.
Il mercantilismo è a propensione al protezionismo economico e commerciale ed a politiche monetarie centrate sull’accumulo di valuta pregiata (oro e argento) – l’intento di contribuire a rafforzare il potere dello Stato-nazione.
Bullionismo
Ha caratterizzato soprattutto la prima fase del mercantilismo (sec. XVI). I bullionisti erano in genere mercanti o funzionari della corona e perseguivano l’accumulo di oro come mezzo per consolidare il potere del sovrano.
(Quindi fino ad ora cosa abbiamo detto del mercantilismo: non è una vera e propria dottrina economica ma ha comunque lo scopo di arricchimento delle nazioni. Inoltre, il bullionismo costituisce la prima fase del mercantilismo e infatti indica come accumulare i metalli preziosi ed arricchire lo stato. Anche qui ricordiamo come l'economia diventa politica e si separa dall'etica.)
Riguardo al mercantilismo ed al bullionismo iniziano a svilupparsi tre teorie:
- Monetaria (dato che dalla moneta dipende la ricchezza)
- Bilancia di commercio (determina quanto cresce la ricchezza di uno stato)
- Definizione di valore di un bene
1. Monetaria
I funzionari e gli intellettuali si interrogano sulle cause dell'esportazione di metalli preziosi verso l'estero e quindi i motivi di perdita di ricchezza. La risposta viene...
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