Teoria del valore
Caratteristiche
- Ruolo fondamentale assegnato al lavoro.
- Riconoscimento delle complicazioni causate dal capitale.
- Non solo il lavoro direttamente applicato alla produzione delle merci ma anche il lavoro impiegato nella fabbricazione degli attrezzi (lavoro diretto + lavoro indiretto).
Definizione del valore
Come risulta dal cap. I dei principi:
- Il valore di una merce è la quantità di ogni merce con la quale si scambierà e dipende dalla quantità di lavoro necessaria alla sua produzione. Esso dipende non dall'abbondanza ma dalla facilità o dalla difficoltà del processo produttivo.
Ipotesi
- Rendita uguale a 0.
- Leggi che determinano i salari.
- Leggi che determinano i prezzi di vendita dei prodotti (beni riproducibili).
Teoria basata sul costo del lavoro
- La quantità di lavoro è misurata in ore (h. di lavoro).
- Diversa abilità dei lavoratori impiegati (i salari misurano la produttività).
- Influenza sui prezzi dei beni capitali (lavoro accumulato).
- Come includere la terra tra i fattori che determinano i prezzi (il prezzo determinato al margine, dove la rendita = 0).
- Come includere i profitti tra i fattori che determinano i prezzi (le variazioni dei prezzi relativi nel tempo dipendono dai cambiamenti nelle quantità relative di lavoro incorporato nei beni).
Limiti della teoria del valore
- I prezzi relativi (dati dal rapporto tra le quantità di lavoro diretto e indiretto necessarie a produrre i beni) violano le condizioni di uniformità del saggio del profitto nei vari settori per i seguenti motivi:
- Diversa durata dei processi produttivi.
- Variazione del rapporto tra capitale fisso e circolante.
- Differente durata del capitale fisso nei diversi settori.
La teoria della distribuzione
- A fondamento di essa è la quantità di lavoro incorporato.
- La ripartizione del prodotto fra le quote che partecipano alla distribuzione è determinata da fattori tecnici, economici e demografici.
- Per ogni quota è possibile determinare un valore naturale ed un valore di mercato.
Rendita salario profitto
- Il livello naturale della rendita dipende esclusivamente dalla fertilità della terra al margine. Dipende dal costo marginale impiegato per produrre nel modo meno efficiente una data quantità di grano. La rendita è determinata dal prezzo, alto prezzo del grano alta rendita.
- Il livello naturale del salario dipende da situazioni storicamente determinate e dagli andamenti demografici. In particolare è determinato dalla quantità di lavoro necessaria a produrre quel paniere di beni (beni salario), che consentono di soddisfare le esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie per vivere e riprodursi.
- Il livello naturale del profitto è un reddito di natura residuale che dipende dall'ammontare del sovrapprodotto dell'intera economia.
Lo sviluppo del capitalismo
- Origine: elevato saggio medio del profitto.
- Opera in cui ne parla: il capitolo sul commercio coloniale (cap. XV dei principi di economia).
- Condizioni che lo favoriscono: l'aumento occupazionale ed il miglioramento delle tecniche produttive.
- Soluzioni: come allontanare lo stato stazionario? Mediante la meccanizzazione e le scoperte agronomiche oltre alla libertà d’importazione dall'estero delle derrate agricole.
- Il commercio estero è utile ma non necessario allo sviluppo economico perché adotta la legge degli sbocchi di J. B. Say.
Teoria dei costi comparati
- Bisogna distinguere il vantaggio assoluto da quello comparato:
- Vantaggio assoluto. Se una nazione ha un vantaggio assoluto nella produzione di una merce e un’altra nazione ha un vantaggio assoluto nella produzione di un’altra merce, ciascun paese guadagna se si specializza nella produzione della merce che costa meno produrre.
- Vantaggio comparato. Quando un paese è più efficiente di un altro nella produzione di tutte le merci conviene che si specializzi nella produzione del bene per il quale ha il maggiore vantaggio comparato, ossia il costo comparato più basso cioè la più elevata produttività del lavoro.
Generalizzazioni sui vantaggi
- I vantaggi sono espressi attraverso i prezzi relativi o costi opportunità in base alla teoria del valore lavoro.
- Si può avere commercio internazionale tra due paesi anche se tutti i beni hanno un costo maggiore in un paese rispetto all'altro.
John Stuart Mill (1806 – 1873): una figura di transizione
La vita
- Nasce a Londra nel 1806.
- Allievo di Bentham, il padre James a tre anni gli fa studiare greco e aritmetica.
- 1819 – Il padre gli fa studiare economia politica.
- 1820 – '21 – È in Francia ospite del fratello di Jeremy Bentham.
- 1821 – '22 – Si dedica agli studi giuridici.
- 1822 – Fonda la Utilitarian Society.
- 1823 – 1856 – È impiegato alla East India Company.
- 1826 – Attraversa un periodo di crisi spirituale e si allontana dall’etica utilitaristica di Bentham.
- 1830 – S'innamora di Harriet Hardy Taylor (di 23 anni), una donna sposata con 2 figli.
- 1851 – Sposa Harriet, divenuta vedova.
- 1836 – Gli muore il padre.
- 1836 – 49 – Editore e proprietario della London and Westminster Review.
- 1858 – Gli muore la moglie.
- 1865 – Deputato al parlamento, tratta della questione irlandese e di problemi attinenti la classe operaia.
- 1868 – Non è rieletto, si ritira ad Avignone dove muore nel 1873.
Le opere
- 1823 – 24 – Scrive delle lettere sulla necessità di limitare le nascite.
- 1825 – Discorsi preparati per la Cooperation Society in cui critica il socialismo utopistico di Owen.
- 1824 – 28 – Collabora alle riviste Parliame...
-
Storia del pensiero economico parte 2
-
Storia del pensiero economico - 1°parziale
-
Storia del pensiero economico
-
Appunti Prof.ssa Mori storia del pensiero economico