Che materia stai cercando?

Storia del giornalismo appunti lezione 5 28/02/2018

Appunti dettagliati. Il corso si rivolge agli studenti dei seguenti corsi di laurea: Lingue e letterature europee ed extraeuropee; scienze umanistiche per la comunicazione; filosofia; storia; scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio; scienze storiche.

Esame di Storia del giornalismo docente Prof. I. Piazzoni

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

determinati gruppi politici, che si erano già formati nel 1848. In questo senso buona parte del

giornalismo post-unitario italiano è un a forma non di giornalismo ma di attività politica, e quindi

caratteristica di questo giornalismo è che è una sorta di palcoscenico dei conflitti, della dialettica

politica, delle polemiche all’interno dei gruppi letterari e notabili del partito, ci sono derive

personalistiche divenendo espressione di un personaggio politico o di una corrente politica.

Quindi l’enorme quantità di giornali della penisola finiscono per essere degli organi politici, più che

essere strumenti di informazione.

Non ci può stupire il legame tra militanza politica e attività giornalistica, c’erano pochi giornalisti

puri, quasi tutti vedevano strettamente legate l’attività giornalistica e la militanza politica.

Un grande apporto fu dato dai letterati (intellettuali, insegnanti, traduttori) che si legavano però a

gruppi politici, naturalmente accanto a questo gruppo di letterati c’era un’altra tipologia di

“giornalisti” che erano avvocati, notai, procuratori, quindi professionisti del campo legale, a loro

volta legati a gruppi politici.

Q ? quasi tutti non erano delle grandi penne, scrivevano in maniera

UALE ERA IL LORO LIVELLO

retorica, molto pomposa, quasi tutti avevano una conoscenza estremamente sommaria della

penisola, pochi erano i casi di giornalisti che viaggiavano per la penisola o che conosceva l’Italia, la

maggior parte conoscevano la loro città; ovviamente non conoscevano l’Europa. Quasi tutti erano

poi poco attrezzati nel campo della dottrina politica, avevano fatto le lotte risorgimentali ma senza

un’impalcatura dottrinaria che li distinguesse; possedevano quasi tutti una formazione culturale

molto occasionale e angusta.

Ne derivava che i giornali ben fatti, belli e che si affermavano erano veramente pochi.

C ? Non ci furono grandi mutamenti rispetto al decennio precedente;

OME ERANO FATTI I GIORNALI

erano quasi tutti di quattro pagine, pochissimi di sei, molto austeri e uniformi, con titolazioni molto

sobrie, quasi tutti erano privi di pubblicità e non contemplavano le fotografie o illustrazioni (unica

eccezione erano le cartine geografiche quando si parlava di guerre). La struttura dell’impaginazione

era molto primitiva, la più ordinata e strutturata era la prima pagina, però era un ordine un po’ così,

per esempio non c’era l’idea di terminare l’articolo in una pagina, quasi tutti strabordavano nella

pagina successiva, non c’era l’idea dell’architettura della pagine (solo una eccezione); la materia era

poi distribuita casualmente, l’importante era la prima pagina, dove poi si giocava il giornale, il resto

del giornale era casuale con un picco nella quarta pagina dove veniva accumulato tutto quello che

rimaneva, principalmente le corrispondenze dall’estero.

Le notizie “fresche” erano pochissime, perché l’unica agenzia su cui si poteva contare era l’agenzia

Stefani, i cui dispacci erano d’agenzia cioè scarni, solo notizia, le notizie erano pochissime, i

! 8

giornali erano politici, di conseguenza i corrispondenti esistevano solo nei casi dei giornali più

ricchi, e comunque le notizie arrivavano sempre con 5/6 giorni d ritardo.

Non c’era la cronaca nera, era ricca invece la cronaca politica locale (piene di resoconti dei consigli

comunali locali); i giornali facevano poi scarsissima attenzione alle notizie economiche sociali.

Il linguaggio dei giornali era molto gonfio e connotato, retorico c’è poca sostanza, un linguaggio

più vicino al comizio che all’informazione.

La parte fatta meglio era quella dell’appendice, che in genere completava la seconda pagina,

riservata alle cronache teatrali e musicali, e poi sempre più spesso ai racconti, novelle e romanzi a

puntata.

È qui che si fa strada la tendenza a separare la parte politica del giornale (prima pagina) da quella

evasiva (seconda pagina). Il pubblico fu da subito molto entusiasta della parte evasiva del giornale e

sempre più si fece largo l’abitudine di riempirla con il romanzo di appendice, soprattutto quelli

provenienti dalla Francia.

Non stupisce poi il carattere regionalistico e municipalistico del giornalismo italiano negli anni

post-unitari che si mantenne molto forte, cioè non si può parlare di un giornalismo italiano unitario,

ma possiamo parlare di un giornalismo milanese, torinese, toscano, romano (d’importazione),

napoletano (molto ben connotato), e ci sono forti differenze tra questi tipi di giornalismo.

Lo sforzo fatto negli anni preunitari di formare un giornalino più omogeneo, subisce una battuta di

arresto dovuta al mercato, i giornali si rivolgevano a un mercato locale era difficile che un giornale

avesse un respiro nazionale.

Sarà agli inizi del novecento che verrà ripresa l’ispirazione di un giornale nazionale unitario,

soprattutto con i di Albertini.

CORRIERE DELLA SERA

R : la conquista di Roma nel 1870 e l’assunzione a capitale del regno, non cambiò affatto le

OMA

cose, di fatto Roma ebbe il primato politico, fu sede de parlamento e del governo, ma non ebbe mai

una preminenza ideologica e culturale nella formazione dell’opinione pubblica, in Italia continuano

a persistere diversi laboratori ideologici-culturali (a differenza adempio della Francia, dove c’è un

unico laboratorio che è Parigi, cosa che da un sapore nazionale), Roma non riuscì ad imporsi, quindi

di fatto la conquista di Roma non modificò le cose, non avrà giornali nuovi, vi si sposteranno

giornali che avevano avuto prima sede a Torino (quando Torino era capitale del regno 1860-65), poi

Firenze (quando questa era capitale 1865-70), e poi Roma, questo perché i giornali seguivano la

classe politica nei suoi spostamenti. A Roma quindi vedremo dei giornali di importazione.

! 9

M : invece, si riprende a pieno il primato sul mercato editoriale (negli anni preunitari era stata

ILANO

Torino la capitale dell’editoria italiana). Milano letteralmente decolla, diventa la capitale del

giornalismo italiano. Tutti i modelli di giornali vengono fondati a Milano: I S di Sonzogno

L ECOLO

(1866), I C S di Albertini (1876). I giornali leader sono tutti a Milano, cosa

L ORRIERE DELLA ERA

che avverrà anche negli anni successivi: I G di Cino del Duca (1956), L N Carlo

L IORNO A OTTE

Pesenti (1952). Il primo giornale nuovo che n nasce a Milano è L R di Scalfari nel

A EPUBBLICA

1976, che nasce a Roma.

A Milano, d’altronde, abbiamo un mercato che è certamente il più strutturato e più importante

d’Italia, e soprattutto a Milano esiste quella cosa che fa vivere il giornalismo, cioè l’articolazione di

una borghesia, dall’alto al basso, articolazione che conferisce anche dinamismo a questa borghesia,

e soprattutto a Milano abbiamo la presenza di classi popolari che sanno leggere e scrivere che sono

politicizzati.

E infine Milano ha una vita economica moderna e vivace, in grande trasformazione in questi anni

che la fa essere leader assoluta, della penisola, dal punto di vista economico.

Nei primi anni del ‘900, con la strutturazione di un piano industriale, vedremo che anche Torino e

Genova riusciranno ad emergere.

A Milano, in questi anni, ci sono diversi fogli, tutti molto belli, che sono espressione delle diverse

correnti politiche.

Un giornale molto particolare e interessante, che nasce i questi anni, è il giornale della destra storica

che si intitola .

LA PERSEVERANZA

L nasce nel

A PERSEVERANZA

novembre 1859, pochi giorni

dopo l’annessione della

Lombardia al Piemonte. Questo

giornale è un organo degli

ambienti conservatori monarchici

e filo - cavouriani milanesi e

lombardi, e in particolare era

anche l’organo del patriziato

agrario lombardo liberal -

conservatori.

Questo giornale viene fondato dai grandi rappresentati dell’aristocrazia milanese liberale, S TEFANO

J , G V V e G N (futuro sindaco Milano). I tre fondatori

ACINI IOVANNI ISCONTI ENOSTA AETANO EGRI

! 10

raccolgono dei fondi per lanciare il giornale che sono notevolissimi per un’impresa editoriale di

quel tempo, 300.000L.

Il quotidiano fino al 1866 viene diretto da P V , ma quello che lo lancia in assoluto è

ACIFICO ALUSSI

R B , che lo dirigerà dal 1866 al 1874. Ruggero Bonghi è un grande personaggio del

UGGERO ONGHI

risorgimento, è un filologo napoletano, che in seguito si affermerà come eminente figura politica,

sarà l’autore delle famose leggi delle Guarentigie (1871, netta separazione tra stato e chiesa); e poi

sarebbe anche stato un grande ministro dell’istruzione.

Grazie a B si affermò e si costruì. Il giornale era molto originale, per quel

ONGHI LA PERSEVERANZA

tempo; prima di tutto ha un modello francese, il J D , sei colonne, formato

OURNAL DES ÉBATS

lenzuolo, caratteri di grande eleganza e limpidezza, inizialmente quattro pagine che poi divennero

sei. Quello che fa davvero la differenza sono gli articoli culturali e anche alcuni articoli interni; il

giornale non punta sul romanzo d’appendice, perché il suo pubblico non è popolare, ma borghese e

aristocratico, dal punto di vista culturale trova grande spazio la letteratura di alto profilo e l’arte.

Dal momento che si rivolgeva a pubblico facoltoso, il prezzo di vendita era di 20 cent., era il

giornale più costoso della penisola, perché non vuole avere mercato tra i ceti bassi; nonostante il

prezzo, il giornale vendeva circa 10.000 copie, quindi si affermò e fu un punto di riferimento per la

stampa post-unitaria.

Questo giornale rimase importante anche dopo la caduta della Destra Storica nel 1876, cercò di

sostenere la destra dopo la sua caduta.

Altri due giornali di destra saranno di Fortis, in cinque colonne, e L L ,

IL PUNGOLO A OMBARDIA

anche questo in cinque colonne.

Ci sono poi due giornali, che nascono in questo periodo e sono importantissimi:

I , antesignano del ,

L SOLE SOLE 24 ORE

giornale economico, che nasce nel 1865 su

modello della stampa economica inglese

quotidiana; nasce con l’appoggio dei

liberali progressisti milanesi e diviene

subito l’organo più autorevole delle

categorie economiche lombarde e poi infine

nazionali. Per tanti anni, in Italia, sarà

l’unico giornale economico di un certo

tenore. Il nome cambierà in S 24 ,

OLE ORE

perché 100 anni dopo la sua nascita si fonde con il 24 .

ORE

! 11 I , nasce 1866 ed è l’unico del

L SECOLO

tempo prodotto da un editore puro,

Eduardo Sonzogno, personaggio di un

certo tipo, legato a filo doppio con la

Francia, e dal punto di vista politico è

molto legato agli ambienti della

democrazia repubblicana milanesi, che

si chiamavano anche radicali. Il

giornale nasce con un sostegno

finanziario da parte di un banchiere

ebreo milanese, Banca Zaccaria Pisa,

di Luigi Israele Pisa, grande amico di Sonzogno, democratico che sostiene il giornale. Il secolo,

fondato da Sonzogno e Pisa, non nasce con il semplice intento di fare politica ma con un intento

economico, cioè essere venduto. Dopo 5 anni dalla nascita si afferma infatti come giornale più

venduto della penisola, nel 1870 aveva venduto 30.000 copie.

A ? A due fattori: il primo fattore è milanese, vale a dire al

COSA È DOVUTO QUESTO SUCCESSO

taglio politico di questo giornale, che a Milano diventa subito il giornale punto di riferimento delle

sinistre, che a Milano erano molto forti e soprattutto erano molto popolari; il secondo fattore è solo

ed esclusivamente editoriale, vale a dire il mondo in cui questo giornale e fatto, scritto, impostato e

strutturato, cioè quello che il giornale offre.

A ? Certamente non a Sonzogno che non se ne

COSA E A CHI SI DEVE QUESTO TAGLIO EDITORIALE

occupava molto, impegnato nella gestione della casa editrice omonima. Si deve tutto al suo editore,

un uomo fantastico che sarà anche il primo pacifista italiano, E T M , grande

RNESTO EODORO ONETA

conoscitore della stampa parigini, alla quale si ispirò per costruire il Secolo, che era comunque

molto finanziato, quindi diciamo che è stato molto aiutato nella sua ascesa e formazione.

Il giornale infatti si impone soprattutto perché inizia a dare notizie, è il primo in Italia a dotarsi di un

servizio telegrafico speciale che assicura notizie fresche; è il primo a creare la figura del giornalista

inviato, cioè a Milano è il primo giornale a mandare cronisti per le strade per cercare e verificare

notizie. I S I C .

L ECOLO INVENTA IN TALIA LA RONACA CITTADINA

Non solo, è anche il primo giornale che fa leva sui cosiddetti , cioè in

IL SECOLO EVENTI SPECIALI

primo luogo le guerre, e la prima prova che darà in questo campo sarà nel 1877-78 con la guerra

d’oriente, la guerra tra Russia e Turchia; il giornale riesce a sfruttare questo evento anche e

naturalmente guardandolo dal punto di vista esotico e del “come è eccitante la guerra”, sarà il primo

! 12


PAGINE

13

PESO

960.40 KB

PUBBLICATO

6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze storiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia.p92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Piazzoni Irene.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia del giornalismo

Storia del giornalismo appunti Lezione 1 14/02/2018
Appunto
Storia del giornalismo lezione 2 - 21/02/2018
Appunto
Storia del giornalismo appunti lezione 7 02/03/2018
Appunto
Storia del giornalismo appunti lezione 8 07/03/2018
Appunto