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Storia del giornalismo appunti lezione 7 02/03/2018

Appunti dettagliati. Il corso si rivolge agli studenti dei seguenti corsi di laurea: Lingue e letterature europee ed extraeuropee; scienze umanistiche per la comunicazione; filosofia; storia; scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio; scienze storiche.

Esame di Storia del giornalismo docente Prof. I. Piazzoni

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STORIA DEL GIORNALISMO - PROF. PIAZZONI 7° LEZIONE - 02/03/2018

S ( )

TAMPA DI OPPOSIZIONE CONTINUAZIONE

S : fulcro Milano e Torino. (Lezione precedente)

TAMPA CATTOLICA INTRANSIGENTE

Altro elemento importante di opposizione è rappresentato dalla STAMPA DEMOCRATICO-

e dalla .

REPUBBLICANA STAMPA PROTOSOCIALISTA

Siamo all’inizio del movimento socialista italiano, possiamo dire che nasce dal movimento

democratico-repubblicano, è una sorta di evoluzione.

In questi anni la stampa funge da centralina politica, non è soltanto uno strumento di diffusione di

idee e programmi tra i lettori, ma funziona a sua volta come un partito, è come se fosse un’arena di

dibattito interno ai vari gruppi politici.

Su questo fronte, negli anni post-unitari, si assiste a un approfondirsi del divario tra sinistra

costituzionale (Crispi, Depretis, ecc.), da una parte, che di fatto si sposano su posizioni sempre più

moderate e monarchiche cioè entrano nel sistema e sopratutto nel sistema parlamentare, e dall’altra

abbiamo la sinistra democratico-repubblicana, che diventa l’estrema sinistra. All’interno di questa

sinistra estrema, si approfondisce il solco tra due componenti, quella e quella

MAZZINIANA

G (che è la componente giovane). C ? Diciamo

ARIBALDINA OSA DIFFERENZIAVA QUESTI DUE GRUPPI

che i garibaldini erano più a sinistra dei repubblicani, erano molto più anticlericali dei mazziniani

e soprattutto erano più sensibili alle istanze socialiste, la differenza però tra Inghilterra e Francia,

dove si erano elaborate queste idee, e l’Italia era che nella penisola non esisteva quel tipo di

lavoratore, la composizione sociale italiana era molto diversa.

La stampa dell’opposizione di sinistra ricalca questo magmatico quadro in evoluzione.

Sicuramente il fenomeno a cui si assiste è che dopo la morte di Mazzini, il mazzinianesimo

sicuramente passò anni di difficoltà; per ricomporre le fila del mazzinianesimo fu fondamentale un

giornale e i suoi fondatori, .

LA RIVISTA REPUBBLICANA

L nasce nel 1878, e fu fondata dai due futuri leader del partito

A RIVISTA REPUBBLICANA

repubblicano, e A M , per raggiungere l’obbiettivo di definire

ARCANGELO GHISLERI LBERTO ARIO

bene il repubblicanesimo e di traghettarlo dal mazzinianesimo ad una forma più matura e

aggiornata, cercarono di farlo recuperando le idee federaliste di Cattaneo.

La stampa garibaldina invece era una stampa più improvvisata, fatta da tanti fogli dispersi,

caratterizzata da un forte dilettantismo e soprattutto era una stampa molto povera e su cui si

! 1

concentrava maggiormente la polizia, subendo continuamente sequestri; quindi è molto difficile fare

un censimento di questa stampa, possiamo però definirne le caratteristiche.

Si trattava di una stampa caratterizzata da un tono molto retorico, tributario e declamatorio, una

forte vena anticlericale e poi da generiche istanze umanitarie; tuttavia questo tipo di stampa, che era

fatta molto meno bene rispetto a quella repubblicana finì per prevalere per vari motivi: 1) declino

delle idee mazziniane e repubblicane; 2) grande impatto sui giovani, perché rappresentava una

novità rispetto a Mazzini.

Molto importante e grande impressione fece l’episodio della C P (1870), perché

OMUNE DI ARIGI

Mazzini e Garibaldi si schierarono su posizioni opposte riguardo alla valutazione di questo

episodio: M condannò la Comune, G invece ebbe parole di grande favore sia per la

AZZINI ARIBALDI

Comune che per i pensieri ispiratori. I garibaldini fecero perno su questa posizione di e iniziarono a

lavorare su posizioni più avanzate rispetto proprio ai temi sociali.

Nella germinazione di queste idee protosocialiste sono fondamentali due giornali vicini alle istanze

garibaldine e che però vedono i primi semi del socialismo italiano: nascono entrambi a Milano, LA

e .

PLEBE IL GAZZETTINO ROSA L , nasce a Lodi nel 1868, ma si

A PLEBE

trasferisce subito a Milano. Ha diverse

periodicità, passa da settimanale a

quotidiano a mensile, cambia sempre a

seconda della congiuntura. Cessa le

pubblicazioni nel 1883. Questa testata è

stata definita protosocialista, e fu fondata

da un amico di Garibaldi, E NRICO

B ; il giornale nasce in polemica con

IGNAMI

Mazzini e con la sua linea sui temi sociali.

Il giornale è considerato una sorta di laboratorio per tutto il movimento radicale e protosocialista

lombardo; attenzione perché la plebe era anche molto nota negli ambienti europei, era un punto di

riferimento anche per il movimento socialista europeo.

Dal 1876 in poi iniziarono a scrivere i futuri fondatori del partito socialista italiano, Filippo Turati,

Andrea Costa, Paolo Valera.

I R , nasce nel 1867 ed è invece più espressione della scapigliatura milanese,

L GAZZETTINO OSA

quindi ha un connotato più politico culturale che economico sociale (la plebe). Nasce appunto

nell’alveo di alcuni ambienti democratici milanesi legati alla scapigliatura, e in testa troviamo

! 2

Achille Pizzoni, che è anche il fondatore.

Questo giornale è molto attento alle

questioni politiche ma anche alle

questioni culturali e di costume, però non

si distingue molto dal punto di vista

dell’ideologia politica, rispetto alla

P , perché anche il è

LEBE GAZZETTINO

garibaldino, repubblicano e naturalmente

ha una forte attenzione per i problemi

sociali e per una sorta di umanitarismo.

Tuttavia questo giornale dopo la Comune di Parigi, vide delinearsi, all’interno della sua redazione,

varie tendenze: 1) capitanata da Felice Cavallotti, favorevole all’avvicinamento della democrazia

garibaldina al parlamento, perché secondo Cavallotti non si poteva giocare una partita seria senza

essere nel sistema, non si poteva continuare ad escludere il discorso parlamentare, voleva

combattere le istanze garibaldine in parlamento; 2) tendenza rigorosamente astensionista, perché si

rimanesse fuori dal sistema parlamentare.

Queste due tendenze porteranno a un distanziamento sempre più forte, fino a quando nel 1873 non

esplode il conflitto, la componente più socialista, fortemente sensibile alle idee di Marx e Bakunin,

allontana letteralmente la componente parlamentarista più moderata. Naturalmente la conseguenza

fu una maggiore omogeneità nei programmi e negli indirizzi del giornale, ma comportò anche un

indebolimento finché nel 1873 il giornale chiude.

Questi due giornali son considerate le esperienze più organiche e interessante, perché per il resto la

stampa di sinistra presenta forti limiti per la sua forte eterogeneità, per le formule molto generiche

dovute alla mancanza di una impalcatura dottrinaria e teorica, e anche dal punto di vista dei

programmi sono particolarmente nebulosi; però lentamente nel corso degli anni ’70 e ’80 questi

giornali iniziano a moltiplicarsi; nel 1880 se ne contano già 30. Questo tipo di stampa fu sempre più

oppresso da multe, fisco e sequestri delle autorità, ma comunque era un fenomeno in crescita e

incontenibile.

La di questo tipo di stampa: era praticamente assente al sud, molto

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

debole nelle periferie e nelle province, al nord erano forti a Milano e Genova, e poi è molto diffusa

al Centro Italia, con particolare attenzione in Romagna, Toscana, Marche e Umbria; la stampa poi di

ispirazione compiutamente socialista ha il suo centro di irradiazione in Val Padana, qualche seguito

c’è a Roma e pochi giornali a Napoli. ! 3

D ’ S (1876-1899)

ALL AVVENTO DELLA INISTRA STORICA ALLA CRISI DI FINE SECOLO

C D ?

OSA AVVIENE NEL MONDO DELLA STAMPA QUANDO SALE AL POTERE EPRETIS

Innanzi tutto la Sinistra storica si pone, subito dopo la presa di Roma, il problema del controllo sulla

stampa, e la prima cosa che fa è quella di rafforzare la propria stampa ed è un compito che viene

portato avanti soprattutto nei primi anni ’70, soprattutto a Roma e Milano.

A R vengono portate tutte le testate che erano già nate a Torino e Firenze; a M invece il

OMA ILANO

problema è arduo, perché qui la sinistra dovette venire a patti con la democrazia milanese, che

aveva già un suo punto di riferimento nel Il corpo politico iniziò a venire a patti con il

SECOLO.

secolo, anche se non fu una cosa agevole, perché era più a sinistra della sinistra

IL SECOLO

costituzionale e quindi appoggiò Depretis e la sinistra ma sempre in maniera critica, cercando di

spostare sempre più a sinistra il baricentro politico e criticando tutte le delibere moderate della

sinistra.

Questo problema si presentò in maniera molto grave quando Depretis sposò il trasformismo, negli

anni ’80 addirittura fu aspramente critico nei confronti di questa deriva.

IL SECOLO

Per quanto riguarda la politica della sinistra nei confronti della stampa possiamo individuare tre fasi

che si succedettero:

1) La prima fase si chiuse molto rapidamente; quando la sinistra andò al potere la prima cosa

che fece, fu quella di togliere l’usanza di appalto della pubblicazione delle leggi sui giornali

amici. Chiaramente la prima conseguenza è che tutti i giornali che erano legati alla destra

non lo erano più (visto che erano stati conquistati con il sistema degli appalti). In questa

prima fase però Depretis resistette alle istanze, soprattutto di Crispi, che avrebbe voluto un

controllo forte sulla stampa (Crispi aveva suggerito di aggiungere alcune proposte di legge

sulla stampa che ne avrebbero aumentato il controllo da parte del governo), depretis è

formalmente fermo sulle istanze liberali;

2) La seconda fase inizia prestissimo, perché le cose cambiarono molto in fretta perché

all’interno della sinistra iniziarono a delinearsi vere e proprie correnti legate a uomini forti

(Depretis, Crispi, Nicotra, Zanardelli), ognuno di questi uomini si cercò un giornale di

riferimento. Ognuno trovò il suo giornale, e Depretis rimanendone privo, iniziò a cercare il

suo e si presto a un’operazione che viene chiamata che poi diventa un po’

POPOLO ROMANO

un modello: a Roma c’era un giornalista molto abile e molto abile anche nel destreggiarsi

nel mondo della politica, C C , direttore del settimanale

OSTANZO HAOBET IL POPOLO

, un giornalucolo molto deficitario, che viene puntato da Depretis per essere

ROMANO ! 4


PAGINE

11

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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze storiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia.p92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Piazzoni Irene.

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