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Storia del giornalismo appunti Lezione 1 14/02/2018

Appunti dettagliati. Il corso si rivolge agli studenti dei seguenti corsi di laurea: Lingue e letterature europee ed extraeuropee; scienze umanistiche per la comunicazione; filosofia; storia; scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio; scienze storiche.

Esame di Storia del giornalismo docente Prof. I. Piazzoni

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

compito della Commissione Censura composta solo ed esclusivamente da laici) primo

importantissimo passo verso la modernità;

2. Autorizzava la trattazione di argomenti politici sui giornali con alcuni limiti: bisognava evitare

le offesa (alla religione, alla chiesa, ai magistrati, ai privati cittadini, ai governi esteri, ecc.), e

gli argomenti faziosi (che alimentassero disordini e comportamenti contro la legge, ecc.);

3. Autorizzazione alla direzione di polizia alla pubblicazione, l’autorizzazione veniva concessa a

seguito di una relazione di un apposito consiglio che doveva vagliare tutti i membri del futuro

giornale.

È una legge molto cauta soprattutto in fatto di che rimaneva e in più perché

CENSURA PREVENTIVA

dava moltissimi poteri ai revisori (consigli di censura); infatti provocò moltissime delusioni tra i

progressisti che la reputarono “troppo poco”, mentre i moderati sostenevano che era meglio andare

per passi graduali in modo da consolidare le conquiste per poi chiedere altro.

Q ?

UALI FURONO LE CONSEGUENZE DI QUESTA LEGGE

La principale conseguenza fu l’accelerazione dell’applicazione di questi provvedimenti anche in

altri stati.

Primo fra tutti il G T , dove oltre a Montanelli c’era anche B

RANDUCATO DI OSCANA ETTINO

R , liberale moderato (il liberalismo è un principio teorico che va al di là delle posizioni

ICASOLI

politiche e che è il punto fermo di questi intellettuali pur nella loro diversità) e che dunque voleva la

costituzione, la divisione dei poteri, la liberà di espressione.

Ricasoli si fece promotore di un pamphlet, uscito nel marzo 1847 e firmato anche da R AFFAELLO

L e V S , intitolato in modo un po’ anonimo Discorso sullo stato

AMBRUSCHINI INCENZO ALVAGNOLI

politico della Toscana, un titolo molto generico per un testo che parlava della libertà di stampa e

della necessità di avvicinarsi agli stati moderni e alla civiltà, sostenendo che proprio nel Granducato

di Toscana non c’era da temere la libertà di stampa perché il sistema sociale era molto stabile, la

garanzia contro le rivoluzioni era il (metà del prodotto al padrone e metà

CONTRATTO DI MEZZADRIA

alla famiglia contadina), un contratto modello che regolava nel modo migliore il rapporto con i

contadini, in più in Toscana non ci sono industrie. Il modello di civiltà e progresso a cui guardare è

sempre l’Inghilterra.

Sotto tutte queste pressioni alla fine il governo del Granducato promulga una legge sulla stampa,

molto simile a quella dello Stato Pontificio. Anche in questo caso la delusione fu molta.

! 5

In questo caso fu Montanelli ad affermare un principio molto importante: «alcuni stanno

pedantescamente a sofisticare sulla maggiore o minore larghezza delle disposizioni della legge, non

calcolano che messa in pratica sarebbe o tutto o nulla. Se la rivoluzione fosse più forte del governo,

avremmo potuto dir tutto malgrado le restrizioni; se il governo torna più forte della rivoluzione non

potremmo più dir nulla, malgrado la concessione».

Quindi parafrasando, Montanelli sosteneva che le leggi sono sì importanti, ma che quando si parla

di libertà d’espressione c’è un altro fattore che è più importante della legge, vale a dire i RAPPORTI

: senza la libertà di stampa, attraverso la stampa clandestina si riesce comunque a

DI FORZA POLITICI

far sentire la propria voce, perché in quel dato momento la rivoluzione è forte e quindi i rapporti di

forza sono a loro favore.

Montanelli insistette su questo punto con un pamphlet Li scrittori e i revisori dopo la legge toscana

del 6 maggio 1847, dove chiedeva la soppressione della censura preventiva in favore di una

(a posteriori).

CENSURA REPRESSIVA

Intanto queste due leggi (romana e toscana) aprirono un varco, e in un clima di grande fervore i

revisori iniziarono a essere di “manica larga”, quindi aveva ragione montanelli: cioè nonostante

queste leggi fossero molto prudenti, visti i rapporti di forza, i revisori furono molto larghi con la

censura.

Tra il 1847 e il 1848 in Italia la censura appariva quasi impotente, tanta era la pressione degli

intellettuali.

Così in quei mesi i giornali già esistenti si facevano sempre più agguerriti e pressanti, in particolare

il Contemporaneo, e ne nascono molti altri.

La situazione più interessante è quella toscana, dove nascono

tre importantissimi giornali: L’Alba, La Patria, L’Italia;

importantissimi perché dimostravano la articolazione del

movimento liberale italiano, con la Toscana a fare da cartina di

tornasole.

L’A : giornale fiorentino pubblicato tra il 1847 e il 1848,

LBA

diretto da G L F : patriota siciliano, esule in

IUSEPPE A ARINA

! 6

toscana, di idee democratiche vicino a Mazzini; il giornale nasce proprio ispirato alle idee

democratiche mazziniane.

Il giornale è su tre colonne, legato alla tradizione giornalistica, ma moderno nelle idee: inizia a

invocare l’indipendenza del Granducato dall’influenza austriaca e un ampliamento delle libertà; la

prima richiesta fu proprio il cambiamento della censura preventiva con una censura repressiva, e poi

una divisione del potere civile da quello ecclesiastico secondo gli ideali laici (in quel momento

anche in toscana c’è una forte presenza del potere della chiesa).

La più importante caratteristica della rivista sono però le sue posizioni sociali, questo è il primo

giornale che nasce con una forte sensibilità nei confronti delle classi sociali più disagiate (il tema è

una delle colonne portanti del giornale). Il punto di riferimento filosofico-politico erano le teorie di

Louis Blanc, socialista utopista, che aveva pubblicato qualche anno prima un libro L’organizzazione

del lavoro, nel quale proponeva la costruzione di grandi opifici manifatturieri per assorbire la

manodopera disoccupata; fu uno dei primi pensatori a teorizzare il diritto al lavoro per tutti.

Questo interesse per i temi sociali e per le classi più povere gli fanno valere il titolo di GIORNALE

, e accendono la curiosità e l’attenzione di K M , che nel maggio del 1848

SOCIALISTA ARL ARX

scriverà una lettera al giornale dove dichiarerà di sentire il giornale particolarmente vicino alle sue

idee.

Aspirando ad arrivare anche alle classi più povere il linguaggio utilizzato era semplice, chiaro,

piano, didattico, in modo da poter essere letto da chiunque fosse alfabetizzato.

L P : fiorentino, diretto da Bettino Ricasoli e da Raffaello

A ATRIA

Lambruschini, fu il primo giornale del gruppo liberale moderato

toscano.

Il primo punto ideologico del giornale, che è richiamato anche

dal nome, è la , cioè l’Italia doveva

NAZIONALITÀ

progressivamente arrivare all’unità attraverso un processo di

graduale unificazione degli ordinamenti, dei codici, dei pesi,

delle misure, delle monete, ecc.

Altra colonna portante erano le T .

RIFORME PER LA OSCANA

Essendo un giornale moderato, l’idea era che ci dovesse essere

una collaborazione tra governo e popolo, cioè il governo doveva

concedere per evitare la rivolta del popolo. ! 7

Il linguaggio è molto sostenuto, alto e a tratti dottrinario perché la scelta di pubblico è l’élite, i

circoli aristocratici, l’intellighenzia italiana. L’I : giornale pisano, diretto da Giuseppe

TALIA

Montanelli.

A differenza degli altri due, pur essendo su tre

colonne, inserisce i titoli per i vari paragrafi; il

carattere della testata è molto moderno, e poi

molto importante è l’affermazione e la cartina, che

sono un vero e proprio programma politico. Il

cardine politico, anche in questo caso, è il

principio della in senso giobertiano.

NAZIONALITÀ

Il pubblico a cui si rivolge è la di tutta Italia, la gioventù che poi avrebbe fatto la

GIOVENTÙ COLTA

rivoluzione del 1848 e l’unità d’Italia.

È un giornale molto combattivo che chiede con forza: , .

COSTITUZIONE LIBERTÀ DI STAMPA

Quindi è più radicale nelle sue richieste, rispetto a La Patria; se parte da una posizione di

liberalismo moderato, a poco a poco sposta le sue posizioni sempre più verso l’ala radicale e

progressista.

Per quanto riguarda il Lombardo-Veneto in questo momento è fuori dai giochi, perché vige una

censura e una repressione fortissima, fino allo scoppio delle Cinque Giornate di Milano la

repressione è totale; l’Austria ha un controllo diretto sul territorio.

Diversa è la situazione negli S S , ultimo polo da tenere presente in questo momento. Il

TATI ARDI

sovrano al momento è C A , che non è propriamente un liberale, che intendeva

ARLO LBERTO

contenere il più possibile il rinnovamento e che in questa fase rifiutava assolutamente un’apertura in

senso liberale; quindi non si distinguono per una particolare apertura nei confronti di un giornalismo

politico.

Ma comunque anche negli stati sardi, sopratutto a Torino e a Genova, ci sono moltissimi intellettuali

e giornalisti che vogliono fare politica, e cercano altre modalità: non il giornale politico, ma quello

culturale. ! 8

Questo è un fenomeno molto diffuso a Torino dove, dal 1846, molti giornali letterari e culturali

iniziano ad alludere a temi politici, quindi non nascono giornale politici ex novo ma i giornali

culturali ed artistici iniziano parlare di politica.

L’esempio più rappresentativo è quello delle L

ETTURE DI

, un settimanale di educazione civica, morale e

FAMIGLIA

religiosa. Questo era un giornale di letture fondato da

L V , un liberale progressista, che a partire

ORENZO ALERIO

dal 1847 iniziò a fare attenzione alle questioni politiche e

sociali, iniziando ad inserire tra un racconto e l’altro

articoli di politica e società, arrivando addirittura a

pubblicare nel maggio 1947 un articolo sulla necessità di

una maggiore libertà di stampa. Il giornale viene

ovviamente soppresso.

Ma per la censura diventa sempre più difficile arginare

questo fenomeno, soprattutto in questo tipo di giornali. A questo punto un ruolo fondamentale per

l’editoria torinese del periodo lo gioca G P , uno dei primi grandi editori italiani (è

IUSEPPE OMBA

l’editore della casa editrice P che diventerà poi la UTET).

OMBA EDITORE

In quel momento è uno dei principali editori di libri, ma è anche il primo a capire la sete di giornali

dell’Italia del tempo, ed è l’iniziatore di alcuni dei giornali più belli e interessanti dell’epoca.

Un esempio per tutti è I , un

L MONDO ILLUSTRATO

settimanale che nasce nel gennaio 1847 e esce fino al

1949, ed è importante dal punto di editoriale e politico.

Dal punto di vista perché di fatto con questo

EDITORIALE

giornale inizia la storia del settimanale illustrato italiano.

In Italia c’erano già stati esempi analoghi con il Magazzino

pittorico e con il Museo scientifico letterario ed artistico e

l’Omnibus pittoresco, ma la differenza sta nel fatto che

questi antecedenti sono dei contenitori di immagini hanno

contenuti giornalistici, mentre il giornale di Pomba è un

vero è proprio giornale.

! 9


PAGINE

13

PESO

2.38 MB

PUBBLICATO

6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze storiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia.p92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Piazzoni Irene.

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