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Storia del giornalismo appunti lezione 4 - 23/02/2018

Appunti dettagliati. Il corso si rivolge agli studenti dei seguenti corsi di laurea: Lingue e letterature europee ed extraeuropee; scienze umanistiche per la comunicazione; filosofia; storia; scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio; scienze storiche.

Esame di Storia del giornalismo docente Prof. I. Piazzoni

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ESTRATTO DOCUMENTO

Estremamente a in campo cattolico liberale, la situazione è influenzata dagli avvenimenti di

DESTRA

questi anni.

Nel 1849 con la formazione della Repubblica Romana e con l’inasprirsi dei rapporti tra lo stato

sabaudo e la chiesa, — dopo le famose S del 1850 che sancirono la separazione tra lo

LEGGI ICCARDI

stato e la chiesa, con l’abolizione dei privilegi del clero — si determina un ulteriore spostamento a

destra dei cattolici liberali, con il loro giornale ’ che si spostò così a destra che lo stesso

L ARMONIA

fratello di Cavour, che aveva fondato il giornale, dovette dare le dimissioni, scrivendo una lettera al

giornale, il 15 maggio 1851, in cui disse che il progetto iniziale del giornale era un po’ svanito,

perché aveva assunto delle posizioni troppo radicali.

Da quel momento ’ fu diretta da e divenne l’organo del radicalismo

L ARMONIA DON MARGOTTI

intransigente, che mirava alla restaurazione del regime pre-statutario: fu contro il liberalismo, il

parlamento, la libertà di stampa, il voto, e naturalmente si impegnò a una difesa ad oltranza dei

privilegi della chiesa.

Il giornale dipingeva lo stato piemontese come uno stato sull’orlo di una crisi, minacciato dalla

irreligione, dalla demagogia, dalla corruzione, sembrava l’inferno.

Estremamente a avevamo i repubblicani, che in Piemonte erano molto pochi, erano più

SINISTRA

concentrati in Liguria. Infatti, in Piemonte, la stampa mazziniana

era quasi inesistente, queste idee erano diffuse principalmente tra

gli studenti universitari.

Ci fu, invece, una grande fioritura dei giornali satirici, i due più

importanti ebbero dei collaboratori molto importanti, in

particolare la più importante fu la figura di V ,

ITTORIO BERSEZIO

che fonderà la gazzetta Piemonte che diventerà poi la stampa, ma

che si fa le ossa in questi giornale satirici.

I più importanti furono due: e ,

IL FISCHIETTO IL PASQUINO

importanti perché durarono molti decenni, diventando dei

giornali storici.

A va aggiunta un’altra figura importante che è G A C , rifugiato

BERSEZIO IUSEPPE UGUSTO ESANA

politico milanese, che fu al centro di questo fenomeno e che ne diresse alcuni.

! 7

I , raggiunse molto presto la tiratura di 2500/3000

L FISCHIETTO

copie e fu il primo a nascere, nel dicembre del 1848. Questo è

più un giornale di satira politica.

I , nasce nel gennaio 1856, che a sua raggiunse presto

L PASQUINO

le 2500 copie. Il giornale è più concentrato sulla moda, la critica

letteraria, ma anche questo fa satira politica.

La cosa più importante di questi

giornali satirici era che godevano

di una certa libertà, e quindi

potevano fare satira politica; ma la cosa più importante è la caratura dei loro disegnatori, perché i

più importanti disegnatori dell’epoca collaborano

a queste due riviste, e sono F e

RANCESCO REDENTI

C , che sono le colonne portanti di

ASIMIRO TEJA

questi giornali.

A G i n v e c e i l g i o r n a l i s m o è

E N O VA

completamente diverso rispetto a Torino. Qui

la differenza la fa la massiccia presenza di

mazziniani. Qui abbiamo una presenza

fortissima di fogli di orientamento

democratico e mazziniano — è un esempio interessante dell’eterogeneità della vita politica negli

stati sardi —. Questa presenza fu una conseguenza positiva dell’efficace azione svolta dai

! 8

mazziniani a Genova, perché qui i repubblicani erano riusciti a conquistarsi i ceti popolari, facendo

anche leva sui sentimenti anti-piemontesi dei liguri.

Tutti questi fogli erano però finanziariamente e redazionalmente abbastanza fragili, perché non

essendo finanziati, si basavano tutti sulle tirature sugli aiuti che arrivavano da Mazzini, che era in

esilio, e dei mazziniani.

Il più importante è , un quotidiano uscito nel maggio 1851. Questo giornale potè

ITALIA E POPOLO

godere del sostegno organizzativo e finanziario che gli diede Mazzini dall’esilio e raggiunse una

tiratura di 1000 copie, che gli permise di resistere fino al 1857 nonostante i sequestri, i processi, e le

condanne a cui fu sottoposto dal governo. L’affermazione di questo giornale si deve anche al suo

direttore F S , fedelissimo a Mazzini che riuscì a fare di questo giornale un grande

RANCESCO API

organo rappresentativo della democrazia mazziniana, fu lui a cercare i collaboratori che sono i

grandi nomi della democrazia mazziniana come lo stesso M , A S , M

AZZINI URELIO AFFI AURIZIO

Q , A M . Il giornale era a favore della repubblica, si batteva per una rivoluzione

UADRIO LBERTO ARIO

repubblicana, per l’indipendenza e per un assetto sociale più equilibrato. Quindi la sua era

un’opposizione frontale al governo piemontese e naturalmente Cavour fu considerato il peggior

nemico.

Attenzione perché questo non è un giornale socialista, rimane comunque un giornale anti-socialista.

Il giornale entra in crisi nel 1857 per dissensi tra i vari collaboratori, ma sicuramente influirono

fortemente le pressioni del governo.

Con la chiusura di I , viene resuscitato ’I di Mazzini, e questo è

TALIA E POPOLO L TALIA DEL POPOLO

interessante perché C P pensa alla sua spedizione del giugno/luglio 1857 a , che

ARLO ISACANE SAPRI

finisce in una tragedia con i contadini che consegnano i rivoluzionari ai gendarmi. Il giornale di

Mazzini aveva appoggiato apertamente l’iniziativa rivoluzionaria di Pisacane, interpretandola come

l’unica possibilità di attivare una guerra popolare, della nazione, per iniziare da lì il processo che

avrebbe portato all’unità nazionale. Cavour fece di tutto per chiudere il giornale, usò anche metodi

illegali, fino a giungere alla chiusura nell’agosto del 1858.

A Genova P aveva fondato un suo giornale, , che uscì con soli dieci numeri

ISACANE LIBERA PAROLA

tra l’agosto del 1856 e il marzo 1857, ed è molto interessante. Era un piccolo foglio redatto solo da

lui, che girava clandestinamente, e che divenne uno strumento propagandistico per preparare il suo

tentativo insurrezionale. Naturalmente era un giornale di idee molto avanzate, che esprimeva in

pieno il pensiero di Pisacane, vale a dire idee repubblicane, contro la monarchie e il federalismo.

! 9

Ma soprattutto, Pisacane pensava che nella penisola italiana ci fosse una rivoluzione latente, che

bastasse una semplice scintilla per far scoppiare l’incendio, una rivoluzione eversiva che avrebbe

provocato l’abolizione di tutte le leggi esistenti e dato luogo a un nuovo patto sociale. Il suo

modello era la rivoluzione francese, ma l’Italia del 1856 non era la Francia, i contadini non

appoggiavano come in Francia la rivoluzione.

In Piemonte in questi anni nacquero anche delle bellissime , molto diverse da

RIVISTE CULTURALI

quelle del periodo della restaurazione, una differenza colta anche dai contemporanei. I giornali

precedenti, erano giornale molto eruditi, fortemente specialistici, dove manca un legame con il

contesto che li accoglie; i giornali che nascono in quelli anni invece, sono giornale di cultura ma

legati strettamente alla politica, sono immersi nel contesto culturale e sociale che li circonda, questo

perché erano rivolti, non a un pubblico di eruditi ma alla generalità dei colti, e quindi potevano

essere letti da un pubblico più vasto. Al centro del programma politico di queste riviste, c’è il

progresso della civiltà della libertà. La rivista più importate di tutte in assoluto fu la RIVISTA

, nata nel novembre del 1853 e che

CONTEMPORANEA

terminerà le pubblicazione nel 1870. Diretta da LUIGI

, che ne era anche il proprietario, ebbe un

CHIARA

carattere ibrido e raggiunse facilmente la tiratura di

1500 copie, il massimo per una rivista letteraria di

questo tipo. Alla sua diffusione collabora il parterre di

collaboratori, cioè troviamo le firme della crème

dell’Italia culturale di quel tempo: M ,

ANZONI CESARE

, T , , ,

CORRENTI OMMASEO GIOBERTI ROSMINI DE

.

SANCITS

Per quanto riguarda il Lombardo Veneto, come abbiamo

già detto, non c’era la libertà di stampa, che viene

abolita con la restaurazione degli austriaci. Dal 1848 al

1859/60, il giornalismo fu pesantemente e negativamente condizionato da una legislazione

fortemente repressiva, in pratica non poterono nascere giornali politici che non fossero governativi,

e anche i giornali di cultura ebbero vita difficile. ! 10


PAGINE

11

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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze storiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia.p92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Piazzoni Irene.

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