Estratto del documento

Storia del giornalismo - Prof. Piazzoni 12° lezione - 15/03/2018

L’attentato di Sarajevo, del 28 giugno 1914, giunse in un momento di forte crisi del sistema giolittiano; non a caso il capo del governo era Salandra (che rappresentava poi tutte le forze ostili a Giolitti e alla sua politica) e non Giolitti. L’attentato mobilitò i nazionalisti che vedevano un’occasione per l’Italia di entrare in guerra; attenzione perché di fronte alla minaccia della guerra l’atteggiamento della stampa non è univoco né chiaro, anzi le prese di posizione dei diversi quotidiani indicano un’estrema frammentazione. Le divisioni sono caratterizzate innanzitutto dal problema dello schieramento: l’Italia è legata alla Triplice Alleanza (impero austro-ungarico e impero tedesco); il problema dunque non era solo rappresentato dalla possibilità di entrare in guerra, ma anche a fianco di quale schieramento entrare.

Notiamo una grande fluidità nelle posizioni della stampa: le posizioni cambiano da una settimana all’altra, rivelando l’incertezza e la divisione dell’opinione pubblica liberale. All’inizio, nell’estate e settembre 1914, all’interno della stampa non si capisce nemmeno la differenza tra interventisti e neutralisti, queste posizioni andranno chiarendosi più tardi.

Atteggiamento dei principali organi di stampa allo scoppio della guerra

Stampa liberale

Il Corriere della Sera e La Stampa in questo momento sono i due giornali più importanti, sia perché sono autorevoli sia perché sono autorevoli i loro direttori, Albertini e Frassati, che erano molto ascoltati anche dal governo e dalla classe dirigente del tempo, e poi erano i giornali delle due città industriali del nord.

Il Corriere della Sera era da sempre triplicista, ma aveva fatto nel recente passato, soprattutto dopo l’annessione della Bosnia, qualche concessione alle istanze irredentiste. Nel periodo successivo all'attentato di Sarajevo, il giornale si muove con molta cautela, perde la sua naturale certezza e dagli editoriali si evince una fortissima incertezza nelle sue opinioni: inizialmente minimizza la gravità dell’attentato, pensando che tutto si sarebbe risolto con la diplomazia; quando si capisce che la conciliazione diplomatica non è una cosa fattibile, il Corriere appare propenso a ribadire il suo appoggio alle posizioni della triplice alleanza, cioè mettendo in secondo piano il contenzioso tra Austria e Italia, e dunque le posizioni irredentiste che aveva appoggiato fino a qualche tempo prima. Il Corriere è terrorizzato dalla guerra.

Su questa linea si muove di fatto tutta la stampa liberale. Nella Stampa di Frassati ritroviamo la stessa incertezza e la stessa speranza che tutto si risolva con la diplomazia, che avevamo trovato nel Corriere. E così anche la Tribuna, il Giornale d’Italia, insomma tutti quei giornali che avevano tuonato per la guerra di Libia non si schierano a favore della guerra, tutti ribadiscono l’importanza per la posizione triplicista.

Stampa nazionalista

Quando scoppia la guerra non si sbilancia, appare abbastanza attendista, scrivono «l’Italia deve stare in vigile attesa», ma non si sbilancia nel dire con chi deve allearsi, assume una posizione possibilista, in una prospettiva imperialista l’idea era quella di attendere la “migliore offerta”.

Stampa cattolica

È molto vicina alla posizione della stampa liberale, ci sono poche eccezioni. Il giornale cattolico che disse subito che si doveva stare con l’Austria-Ungheria per motivi religiosi, perché è un impero cattolico che difendeva il regno dagli slavi ortodossi; non ci sono quindi motivazioni politiche ma solo religiose, ma non è un motivo diffuso.

Stampa socialista e radicale

Questo è il fronte più problematico, perché è molto tormentato, ne è un esempio L’Avanti!. L’Avanti! è diretto da due anni da Mussolini, che ha portato il giornale a vendite piuttosto consistenti; inizialmente il giornale è schierato sulle posizioni del partito, che è contrario alla guerra perché pensa che la guerra divida il proletariato, questa è una posizione internazionalista, vale a dire che il proletariato è al di sopra delle nazioni e deve restare unito, dal momento che la guerra è interclassista è un fattore di divisione. Fondamentale l’editoriale del 16 luglio 1914 di Mussolini “Abbasso la guerra”, in cui si esprimeva la direzione del partito e che si concludeva con la frase «non un uomo né un soldo», quindi esprimeva la posizione di assoluto rifiuto della guerra del partito.

La stranezza nell’Avanti! è che intanto però compaiono nelle sue colonne degli articoli di membri del partito che, nonostante si dichiarino contrari alla guerra, esprimevano un favore per una fazione, principalmente per l’Inghilterra e la Francia perché erano più democratiche dell’impero, senza considerare che però nella coalizione prediletta c’è anche la Russia zarista. In queste primissime battute è già chiara la drammatica incertezza delle posizioni dell’Avanti!, che porteranno Mussolini alla conversione interventista e il partito allo slogan emblematico «né aderire né sabotare», slogan ambiguo e infecondo.

La stessa incertezza la ritroviamo nella stampa radicale, che è divisa tra due tradizioni diverse, da una parte i pacifisti e dall’altra i miti risorgimentali irredentisti. Le incertezze permangono anche dopo che il 2 agosto il governo italiano dichiara la sua neutralità. Solo i giornali nazionalisti interpretarono correttamente il gioco del governo, vale a dire lo sganciamento dalla triplice alleanza; a questo punto iniziano a mettere a punto la loro posizione, quella che li porterà a vincere: la neutralità non è vera, ma è una neutralità armata, di attesa a fianco di chi garantisca il massimo dei vantaggi per l’Italia, salvaguardando i suoi interessi nei Balcani e nell’Adriatico. I nazionalisti capiscono che è fondamentale stipulare un patto con la Triplice Intesa, quello che poi succederà con la...

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Storia del giornalismo appunti lezione 12 15/03/2018 Pag. 1 Storia del giornalismo appunti lezione 12 15/03/2018 Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del giornalismo appunti lezione 12 15/03/2018 Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia.p92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Piazzoni Irene.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community