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Storia del giornalismo appunti lezione 9 08/03/2018

Appunti dettagliati. Il corso si rivolge agli studenti dei seguenti corsi di laurea: Lingue e letterature europee ed extraeuropee; scienze umanistiche per la comunicazione; filosofia; storia; scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio; scienze storiche.

Esame di Storia del giornalismo docente Prof. I. Piazzoni

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ESTRATTO DOCUMENTO

angosce dottrinarie, che un solo colpo di scopa può e ci voleva, che l’Italia non è l’Inghilterra.

Ahimè è proprio questo di cui mi dolgo, che l’Italia non sia l’Inghilterra e che abbia

rinunciato a imitare l’Inghilterra. E purtroppo non rinunciamo solo ad imitare l’Inghilterra ma

anche altri paesi in cui se è minore il punto della libertà è però scrupoloso il rispetto della

giustizia, quando odo un avvocato fiscale dire: «prego il tribunale di aggravare la mano sugli

imputati che sono noti come socialisti», sento turbare in me il senso della giustizia, poiché

ricordo che una sentenza del tribunale di Milano proclamava che professarsi socialista non è

un delitto, e che il socialismo, pur promuovendo un diverso ordinamento della proprietà, non

è incriminabile».

Chiaramente, al Corriere, Viollier viene sostituito con un elemento reazionario, D O ,

OMENICO LIVA

scelto proprio per sostenere la linea della proprietà, il 5 giugno del 1898 diventa direttore e adotta la

linea che una parte della proprietà gli impone, cioè aderire al cosiddetto “ ”;

BLOCCO D’ORDINE

questa decisione provoca una reazione di ostilità e disagio da buona parte della redazione che si

ribella a questa linea (questo è molto interessante perché fa comprendere il potere che poteva avere

e assumere la redazione di un giornale), il giornale non era più il direttore, ma erano anche i suoi

redattori.

È in questo momento che matura la decisione di una svolta all’interno del corriere della sera, he poi

porterà alla defenestrazione di Oliva e alla sua sostituzione con Albertini.

L A è un uomo molto conservatore, è un uomo oltretutto che non è affatto vicino né a

UIGI LBERTINI

Giolitti né a Zanardelli, è un uomo fortemente antisocialista e antidemocratico, è molto laico e

quindi anche anticattolico e anticlericale, e antigiolittiano. È un liberal conservatore, e in teoria

avrebbe dovuto aderire alle tesi di Pelloux, e invece non è d’accordo, perché è sulla stessa linea di

Torelli Viollier, vale a dire che non è importante la parte da cui si sta, sono importanti le regole, e

queste regole sono i principi libertari e lo statuto, e quindi la regola è la libertà di stampa deve

essere mantenuta intatta.

A questo punto, mentre Oliva è in viaggio verso Roma, Albertini scrive un editoriale dove si fa

portavoce del malcontento della redazione e scrive che il tentativo di Pelloux è fallito e che quindi il

governo si deve dimettere e iniziare una fase nuova, e realizza quello che viene definito un colpo di

stato. Per lui si spalancano le porte della direzione del perché anche la proprietà si

CORRIERE

convince della necessità di iniziare un nuovo percorso.

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Nel 1901 inizia la nuova fase del paese con la nascita del e la fase

GOVERNO ZANARDELLI-GIOLITTI

giolittiana.

Questa è una svolta che coincide con un’altra importante svolta sul piano economico e sociale, che

probabilmente sono legate.

S 1900 1915.

POSTIAMO IL NOSTRO OBIETTIVO SUL MERCATO EDITORIALE DAL AL

Questa è una fase molto positiva per il giornalismo italiano, rispecchia la svolta politica in senso

liberale e lo sviluppo che vive l’Italia in quel periodo. Non a caso in questi anni ci troviamo di

fronte a un panorama della stampa italiana molto diverso rispetto agli anni precedenti in tutti i sensi:

il secolo compare in edicola nel settembre 1898, dopo tre mesi di chiusura, e in un giorno esaurisce

400.000, questo è un simbolo, mai in Italia si erano vendute tante copie.

Tutta la stampa dal 1898 in poi vive un grande momento e non furono solo i quotidiani politici a

mostrare grande vitalità ma tutto il comparto della stampa: i settimanali, i settimanali illustrati, le

riviste, i settimanali letterari, i settimanali di spettacolo.

Questa esuberanza del settore è dovuta a un convergere di fattori positivi inserita in una fase di

crescita e dinamismo del paese:

1) E : con l’inizio del secolo si apre una fase congiunturale

LEMENTO ECONOMICO E SOCIALE

molto positiva e si avvia una fase di sviluppo diverso rispetto al passato, perché si registra il

primo take-off industriale del paese, quindi si trasforma da paese agricolo a paese semi

industriale, che è limitato perché è concentrato in una parte del paese, ma almeno c’è;

2) V : sviluppo della legislazione sociale (potremmo

IGOROSO PROGRAMMA DI RIFORME SOCIALI

definirlo l’inizio del welfare in Italia), grandi politiche di incremento dell’occupazione

grazie a grandi opere pubbliche;

3) A : elemento legato ai due elementi precedenti, è la prima volta che si

UMENTO DEI REDDITI

registra un aumento dei redditi dalla nascita del paese. Il reddito nazionale aumenta, tra il

1900 e il 1911, di circa il 50%; questo naturalmente comporta un aumento del tasso dei

consumi e soprattutto si allarga il range dei consumi non essenziali tra cui i libri e i giornali.

Ovviamente ci sono dei limiti, non tutte le categorie vengono toccate dall’aumento dei

redditi, per esempio i ceti rurali, mentre gli impiegati statali, gli operai e principalmente

quelli qualificati, i commercianti sono fortemente toccati dall’aumento dei redditi;

4) E : questo aumento è determinato dalla

SPANSIONE DELLA PICCOLA E MEDIA BORGHESIA

mobilità sociale più accentuata rispetto al passato; c’è un’articolazione del proletariato

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urbano. Questo era un elemento positivo perché l’articolazione di una società è sempre un

elemento positivo di arricchimento;

5) A : questo elemento coinvolge sia le città del nord

UMENTO DELLA POPOLAZIONE CITTADINA

che le città del sud (Roma e Napoli). Questo è considerato un elemento di sviluppo perché

le concentrazioni urbane producono più ricchezza, sviluppo e cultura;

6) R ’ : la dimensione dell’analfabetismo è dovuta a due fattori

IDUZIONE DELL ANALFABETISMO

fondamentali, da una parte lo sviluppo economico (più aumenta la necessità di lavoratori

qualificati, più aumenta il numero di persone che si qualificano, quindi più aumenta il

numero di scolari), dall’altro le modifiche scolastiche che in quegli anni furono molto

incisive in particolare la D -C del 4 giugno 1911 (n. 487) fu molto

LEGGE ANEO REDARO

importante perché introdusse l’obbligo delle scuole elementari con una sanzione pecuniaria

in caso di violazione, inoltre fece in modo che le scuole elementari passassero sotto la

gestione dello stato e non più sotto quella comunale (perché se un comune era povero

chiaramente non dava fondi alle scuole); grazie a questo abbiamo una diminuzione del tasso

di analfabetismo: nel 1901 gli analfabeti sono il 48%; nel 1911 gli analfabeti sono il 37,9%;

nel triangolo industriale (Genova, Torino, Milano) il tasso di analfabetismo si riduce

all’11/12%;

7) R : questi sono gli anni in cui si passa dalla

INNOVAMENTO DELLA CULTURA ITALIANA

egemonia del positivismo alla egemonia dell’idealismo. Nei primi anni del 900, Benedetto

Croce e Giovanni Gentile, iniziano la loro opera di dissodamento della cultura Italia con

l’affermazione di una nuova cultura. Questo passaggio è fondamentale perché conduce alla

nascita di nuovi modelli culturali decisivi, i giornali chiaramente li assorbe e nasce un

nuovo modello di rivista culturale;

8) A ’ : sono i primi passi dell’industria culturale in

FFERMAZIONE DELL INDUSTRIA CULTURALE

Italia. Fino a quel momento non c’era stata un’industria culturale, cioè un sistema in cui

ogni prodotto culturale alimenta l’acquisto o l’uso di un altro bene culturale. In questi anni

nasce il cinema, e l’Italia diventa leader mondiale della cinematografia in questi anni, c’è un

vigoroso slancio di tutto il comparto del teatro, abbiamo la nascita del turismo e della

pratica dello sport. Tutti questi elementi, che sono legati all’aumento del tempo libero, si

meno insieme e ogni elemento fa da sostegno ad un’altro (es. se faccio una gita compro una

guida). ! 8

Per tutti questi fattori abbiamo un aumento di tutto il comparto editoriale in Italia, anche se questo

aumento si concentra soprattutto in alcune città e in alcune regioni, in particolare in questi anni si

rafforza il ruolo di tre città: Milano, Torino, Roma, queste tre sono le città che rafforzano la loro

leadership nel settore del giornalismo; abbiamo poi una seconda fascia di città in cui il giornalismo

è molto fiorente e molto forte: Genova, Bologna, Firenze, Venezia, che rafforzano moltissimo i loro

comparti editoriali. In questi anni poi viene meno la estrema frammentazione delle iniziative

editoriali e la proliferazione periferica del giornalismo italiano, perché in questi anni

paradossalmente diminuisce molto il numero delle testate, questo è u elemento positivo perché

diminuisce molto il numero delle testate insignificanti, in compenso aumentano di molto il numero

delle tirature dei giornali significativi. Questo porta a un irrobustimento e una maturazione

complessiva della struttura del giornalismo italiano.

C’è però un risvolto, in questi anni si inizia ad assistere a un eccesso di concentrazione editoriale,

che non sono una cosa brutta, è una cosa neutra, ma è tipica dei paesi avanzati (USA, Inghilterra);

questa concentrazione in Italia è un fenomeno prima di tutto geografico, ma interessa anche i grandi

quotidiani in uno stesso comparto geografico.

Infine in Italia in questi anni si diffonde una pratica molto diffusa in Inghilterra e negli Stati Uniti,

quella di aggregare attorno a un quotidiano tanti periodici specializzati o di genere, quindi di creare

attorno a un quotidiano un sistema di periodici, in Italia questo fenomeno era stata adottato solo dal

, che negli anni novanta era stata la prima ad affiancare al quotidiano un supplemento

SECOLO

settimanale. Agli inizi del ‘900 tutti i grandi quotidiani cercano di configurare un sistema attorno al

quotidiano, una sorta di filiazione di periodici con l’obiettivo fondamentale di aumentare il numero

di lettore attraverso diverse combinazioni di abbonamenti.

C ?

OME SONO I GIORNALI DI INIZIO SECOLO

Agli inizi del novecento giunge a maturazione quel processo di svecchiamento dell’apparato

giornalistico e del modello di quotidiano iniziato dai primi cronisti negli anni ’90, e prende campo

un modello più moderno di rivista.

Passaggi fondamentali:

1) I grandi giornali poterono contare innanzi tutto su una organizzazioni e su basi finanziarie

più sicure, questo avvenne anche attraverso la costruzione di vere e proprie aziende

utilizzate sotto forma di società anonime (prima era società a carattere familiare), diventano

quindi società per azioni, cosa che permette di avere a disposizione capitali più rilevanti.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze storiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia.p92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Piazzoni Irene.

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