Storia del giornalismo - Prof. Piazzoni 8ª Lezione - 07/03/2018
Novità fondamentali nella stampa romana
Tra gli anni ’80 e ’90 si registrano delle novità fondamentali nella stampa romana per la nascita di due testate che diventeranno importantissime per tutto il '900: Il Messaggero e La Tribuna.
Il Messaggero
Il Messaggero nasce nel dicembre del 1878 ed è fondato dal milanese Luigi Cesana, che aveva 27 anni, insieme all'altro fondatore Baldassarre Avanzini. Questo giornale, all'inizio, è un fratellino del Secolo di Milano, infatti è il frutto dell'area della democrazia radicale che si era formata a Roma proprio in quegli anni, metà degli anni ’70, e che poi sboccia nel decennio successivo. La democrazia radicale è chiaramente un'importazione dal nord, ma a Roma c'era il parlamento, quindi quando cominciano ad entrarvi i primi radicali anche a Roma si forma un’area democratica radicale.
Questa testata nasce quindi prendendo a modello Il Secolo di Milano. Le sue pubblicazioni regolari iniziano nel gennaio del 1879, ed è un giornale fatto da quattro pagine con quattro colonne e con un prezzo standard di 5 cent., abbastanza tradizionale dal punto di vista editoriale. Nei primi due anni di vita, però, è in grado di affermarsi molto rapidamente, già nel 1882 raggiunge le 35.000 copie, che sono molte.
A cosa è dovuto questo successo? Senza dubbio al suo fondatore, Luigi Cesana, che nel 1880 diventa anche direttore, portando, in dieci anni, la tiratura a 45.000 copie, arrivando ad essere, nel 1890, il secondo più venduto a Roma e nel centro Italia. Cesana, che è un grande giornalista, intuisce subito quale tono usare nel suo giornale. Si basa sul fatto che è un giornale di cronaca, ma cronaca fatta molto bene fin dagli inizi. Cesana capisce che a Roma per vendere il giornale non può essere solo il giornale della democrazia radicale, perché non c'è tutto questo elettorato come a Milano, e quindi punta sulla cronaca della città. Si concentra sul racconto dei processi che avvengono nella capitale, specializzandosi quindi nella cronaca giudiziaria, affermandosi come giornale di informazione e caratterizzandosi per un tono un po’ pedagogico e paternalistico, che però raccoglie i favori dei lettori romani, e rimarrà uno tra i più importanti della capitale.
La Tribuna
La Tribuna è fondata nel 1883 come organo politico da 120 deputati della Sinistra legata a Zanardelli. Nel 1887, un imprenditore di Roma, il Principe Barberini Colonna di Sciarra, punta l’attenzione su questo giornale e lo acquista, ma non per motivi politici, bensì per motivi imprenditoriali, volendo vendere con questo giornale. Ed è proprio nel 1887 che inizia la vera storia di La Tribuna. Con questa svolta, il giornale non si colloca politicamente da nessuna parte, mantenendo una posizione neutrale anche se si mostra assai vulnerabile alle pressioni politiche e bancarie, quindi è un giornale non politico ma non indipendente.
Dal 1887 il giornale viene diretto da Attilio Luzzatto, grandissimo giornalista che è il primo a inventarsi un supplemento settimanale che nasce nel 1890, La Tribuna Illustrata, che punta sull’illustrazione. Naturalmente questo supplemento fa da volano per la rivista anche durante la settimana. In questo momento si può già usare la fotografia, ma si continuerà a preferire l’illustrazione alla fotografia. Questa sarà una caratteristica fondamentale dei periodici italiani e stranieri, perché l’illustrazione è estremamente sintetica e dà un’efficacissima resa; l’illustrazione infatti viaggia a metà tra la realtà e la fantasia e può quindi permettersi di giocare con la fantasia e riesce ad essere più “vera” della fotografia, ed è anche più apprezzata dai lettori, anche perché l’illustrazione a colori è una cosa in più rispetto alla fotografia che era ancora in bianco e nero.
Ne La Tribuna Illustrata la cosa molto bella sono le illustrazioni di copertina, che sarà poi imitata da La Domenica del Corriere. \La Tribuna Illustrata sarà il capostipite del settimanale illustrato italiano. Grazie quindi al supplemento illustrato e alla vivacità complessiva di Attilio Luzzatto, questo giornale conosce un vero e proprio exploit e rapidissimamente si afferma come primo giornale della capitale e del centro Italia.
Nel 1893 però La Tribuna subisce le conseguenze dello scandalo della Banca Romana, perché si scopre che anche questo giornale veniva finanziato in via illecita attraverso la Banca Romana; per un anno subisce conseguenze molto pesanti di questo scandalo, con una contrazione delle vendite, della visibilità e della credibilità. Ma il giornale si risolleva molto presto, anzi tra il 1895 e il 1896 pone le basi per la sua ulteriore fortuna: innanzitutto rafforza tutte le strutture organizzative, quindi la redazione, gli inviati, i corrispondenti, quindi la rete organizzativa che fa di questo giornale un giornale nazionale, quindi è un giornale molto finanziato, strutturato e solido. In secondo luogo si dota di impianti tipografici molto moderni e avanzati, questo era dovuto alla necessità di rendere anche La Tribuna Illustrata più bella possibile.
Fu così che il giornale alla fine del secolo riesce a raggiungere la tiratura di 160.000 copie, diventando in alcuni momenti il giornale più venduto della penisola. Non è da trascurarsi il ruolo che in questo exploit della Tribuna assume l’ottimo sfruttamento delle impresa coloniali italiane. Questo è un nodo interessante, perché intanto sono iniziate le imprese coloniali italiane e negli anni tra il 1880 e il 1890 e diciamo fino all’impresa di Adua, le imprese coloniali naturalmente sono un piatto succulento per la stampa tutta, ma soprattutto per quella che le sostiene.
Non è un caso che in questi anni ’90 le tirature dei giornali italiani abbiano un aumento generalizzato. Gli storici del giornalismo dicono che questo aumento generalizzato delle tirature, che si spalma un po’ ovunque, è dovuto in buona parte a questo argomento che attira moltissimo l’attenzione dei lettori, per molti elementi: 1) la conquista coloniale in sé: la guerra coloniale appare facile e lontana; 2) l’elemento esotico su cui si buttano tutti i giornalisti, che è elemento di colore e bozzettistico.
Sulla storia delle imprese coloniali e sul loro peso sul giornalismo italiano bisogna spendere qualche altra parola, perché senza dubbio hanno sul giornalismo italiano anche un peso e delle conseguenze politico-culturali. La stampa certamente sfrutta dal punto di vista editoriale questo elemento e questo porta a delle conseguenze molto positive su tutta la stampa, non a caso nacque proprio in questi anni la figura del redattore viaggiante, che era colui che si recava in Africa e da lì mandava corrispondenze. In questi anni questa figura diventa forse la più importante e la più pagata del giornalismo italiano, e nasce proprio nel giornalismo italiano anche un esempio di articolo a metà tra quello di viaggio e il reportage, in cui più che elementi di informazione o di valutazione politico-strategica prevale la descrizione, la suggestione, il colore, i commenti personali; tutto sommato però questi articoli sono molto piacevoli e molto belli, e quindi possiamo parlare di un elemento positivo del giornalismo italiano, che allarga i propri orizzonti geografici.
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