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Storia del giornalismo appunti lezione 11 14/03/2018

Appunti dettagliati. Il corso si rivolge agli studenti dei seguenti corsi di laurea: Lingue e letterature europee ed extraeuropee; scienze umanistiche per la comunicazione; filosofia; storia; scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio; scienze storiche.

Esame di Storia del giornalismo docente Prof. I. Piazzoni

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quella fase proprio per le medesime doti da un nuovo ceto dirigente torinese, che poi era quello che

avrebbe trainato il decollo industriale italiano, ed era interessato proprio a questo industrialismo di

Giolitti ma era anche favorevole al ruolo di Giolitti di mediatore delle vertenze sindacali.

Arriviamo però al 1911 con la guerra di Libia, momento molto particolare per l’Italia, perché è

Giolitti che decide per l’intervento e la stampa lo appoggia, ma con la visione che Giolitti aveva

della guerra, cioè come opportunità economica legati ai benefici commerciali che ne sarebbero

derivati e come opportunità geopolitica.

Quando però la guerra iniziò, anche inizio a scivolare verso una deriva colonialista e

LA STAMPA

nazionalista; si lasciò spazio, ad esempio, a Giuseppe Bevione, che si era accostato alla neonata

Associazione Nazionalista Italiana, che dalla Libia iniziò a scrivere corrispondenze ricche di

declamazioni nazionalistiche e molto retoriche in cui invitava a «superare l’ipocrita giustificazione

della penetrazione commerciale» perché «questa guerra rappresenta un problema essenziale della

vita della nazione», vale a dire nazionalismo, era una guerra fondamentale per cementare la

nazione.

S ’ .

TAMPA D OPPOSIZIONE

Nel primo decennio del ‘900 cresce l’importanza della stampa di opposizione al sistema giolittiano,

tutti i fogli si irrobustiscono.

G : sono protagonisti di un radicale cambiamento rispetto alla stampa clericale

IORNALI CATTOLICI

post-unitaria del passato. Un elemento fondamentale in questo senso fu il 1898, perché quando ci

furono i moti milanesi la stampa cattolica fu colpita, come la stampa socialista. Da questa

esperienza le gerarchie ecclesiastiche trassero le dovute conseguenze e giocarono molto sul piano

della organizzazione e ci proprio una ripresa della stampa cattolica. Le gerarchie ecclesiastiche si

resero conto che era necessario rafforzare la presenza di una stampa cattolica d’opinione, perché

mancava una stampa cattolica d’opinione ed era fondamentale averla, bisognava far parte dello

stampa.

All’inizio si giocò molto sull’organizzazione editoriale seguendo il modello della stampa cattolica

tedesca. I giornali cattolici erano tantissimi in Italia ed erano molto venduti e se si contavano le

tirature di tutti questi giornali insieme erano di fatto i più venduti, ma non avevano peso politico e

una scarsissima incidenza sull’opinione pubblica, perché la maggior parte erano bollettini

parrocchiali senza peso, venduti su abbonamento e con un grande peso nelle campagne ma non nei

centri urbani. Era necessario superare questa frammentazione ed essere forti nei centri urbani.

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Un’altro elemento di peso è il che all’inizio del ‘900 aumento il proprio peso con

MODERNISMO

Romolo Murri, sono anche gli anni del sindacalismo cattolico, e quindi sono anni di grande

fermento nel mondo cattolico che diventano protagonisti anche nel dibattito sociale.

Su queste basi matura il progetto di dare vita a una catena di giornali cattolici che sostenessero

l’intervento dei cattolici in campo politico, e nel 1907 nasce la ,

SOCIETÀ EDITRICE ROMANA

promossa e diretta da Giovanni Grosoli, che lavorò alla formazione di un della stampa

TRUST

cattolica nazionale. L’appoggio per la realizzazione di questo trust si ebbe delle banche cattoliche

(Banco di Roma; Banca San Paolo di Brescia), che finanziano la Società editrice romana. Si da così

vita a una catena di servizi per i giornali cattolici (per esempio diminuì il costo del telegrafo e del

telefono, misero in comune alcune sevizi, diminuendo di fatto i costi di redazione), che permettono

a tutta la stampa cattolica di avere un vigoroso sviluppo. La Società è importante anche per

l’appoggio dato ai candidati cattolici prima alle elezioni del 1909 e poi alle elezioni del 1913.

Anche in questo caso dirimente fu la guerra di Libia: furono tutti favorevoli alla guerra e

mobilitarono l’opinione pubblica cattolica; importante è il modo in cui appoggiarono la guerra di

Libia, perché sono vari i punti di convergenza con gli ambienti e le idee nazionaliste.

Tra i cattolici iniziò proprio in questa occasione a serpeggiare un motivo che sarà ripreso

pienamente con la guerra di Etiopia: la missione civilizzatrice e religiosa dell’Italia cattolica presso

popoli barbari e semplici (motivo nazional-clericale).

In quel momento c’è una separazione nettissima tra stato e chiesa, ma per i nazionalisti invece è

fondamentale unificare religiosamente la nazione, per cementare la nazione.

S : per ricostruire la storia di questa stampa è importante ricordare il peso che

TAMPA NAZIONALISTA

ebbe la stampa fiorentina nella nascita e formazione del pensiero nazionalista: , che

IL MARZOCCO

nasce nel 1896 che fu il prototipo di questo tipo di riviste; di Prezzolino e Papini.

LA VOCE

Ma un ruolo fondamentale nella nascita della stampa nazionalista fu svolto da C che iniziò

ORRADINI

la sua carriera nel , dove fu direttore per un paio di anni tra il 1898 e il 1900, e si vede

MARZOCCO

molto bene che con la sua direzione il giornale aveva iniziato a introdurre nel dibattito alcuni

elementi nazionalisti: la guerra come atto di dovere, bella, costruttiva in sé, maieutica in sé. Dieci

anni prima del futurismo già Corradini aveva posto l’argomento della guerra come qualcosa a cui

togliere il “purtroppo”, inteso come qualcosa fondamentale per la costruzione di una nazione. Altri

temi introdotti sono quelli della supremazia italiana, in questo momento si concentra sulla

supremazia culturale e artistica, e quello dell’esaltazione dell’uomo forte. C’erano poi degli

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elementi negativi, che erano: democrazia, socialismo, il pensare al materiale invece che allo

spirituale.

Il M fu solo una palestra per Corradini, perché in realtà il suo giornale, fondato nel 1903,

ARZOCCO

fu Il Regno, in cui queste idee vengono espresse più compiutamente ed elaborate, e che risente

moltissimo delle teorie di Pareto, che lavorò molto sul tema delle élite e della loro necessità di

dominare, e sull’idea che i dominati agissero non solo sulla scorta di idee razionali, ma anche sulla

spinta di idee irrazionali, e quindi i dominatori dovevano tenere conto anche delle pulsioni

irrazionali dei dominati e per fare questo gli elementi da usare erano la propaganda e la forza.

Nel 1910 C fonda il , ma il vero e proprio l’ingresso

ORRADINI MOVIMENTO NAZIONALISTA ITALIANO

nel mondo politico si consuma nel 1911 con la guerra di Libia.

Il suo giornale è , che nasce nel marzo 1911 come settimanale, e attorno vi si

L’IDEA NAZIONALE

aggregano tutti gli elementi nazionalisti, cioè tutta la generazione di intellettuali nazionalisti si

aggreghino attorno a questo giornale, ci saranno tutti i protagonisti dello stato fascista: Roberto

Forges Davanzati, Luigi Federzoni (abolirà la libertà di stampa), Alfredo Rocco (codice Rocco);

Francesco Coppola, Maurizio Maraviglia. La sua redazione svolge un ruolo di primo piano

nell’elaborazione del manifesto nazionalista, approvato nel congresso di Roma del 1912, e messo

appunto nel congresso di Milano del 1914, ecco i suoi punti fondamentali:

1) viscerale anti democrazia;

2) Viscerale antisocialismo;

3) Interclassismo;

4) Politica economica: protezionismo spinto in ottica di guerra economica fra nazioni;

5) Autarchia economica;

6) Conquista economina;

7) Colonialismo;

8) Imperialismo.

Questo giornale fece scuola e inizia a esercitare il suo influsso su altri piccoli giornali provinciale

che inizia a nascere in tutta Italia, ma senza dubbio il luogo in cui esercitò una maggiore influenza

fu Roma, dove inizia a guadagnare sempre più consensi e ad attirare l’attenzione di alcuni gruppi

industriali e finanziari, in particolare gruppi interessati a una politica di guerra: siderurgici e

metalmeccanici, che vedevano nella guerra un motivo di guadagno.

Nell’ottobre del 1914, quando iniziano a soffiare venti di guerra, questi gruppi iniziano a finanziare

il giornale che diventa un quotidiano. È molto interessante cercare di capire il nuovo ruolo che

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze storiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia.p92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Piazzoni Irene.

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