Storia del design
Lezione 1 - Prodromi e nascita del disegno industriale
Di solito si stabilisce l'inizio del design con l'invenzione della macchina a vapore di James Watt nel 1769 e la conseguente rivoluzione industriale, ma gli storici ci danno inizi differenti. Per la D’Amato il design ha inizio con la produzione meccanizzata. Per Bürdek ha inizio con Leonardo da Vinci nel 1588, se il design viene inteso come progetto (tuttavia, non si può parlare di design con solamente arti applicate, si tratta solo di un’anticipazione). Per De Fusco la storia del design ha inizio con l’invenzione della macchina a vapore. Però, analizzando il design secondo la regola del quadrifoglio: progetto, produzione, vendita e consumo afferma che anche la stampa inventata da Gutenberg circa tre secoli prima della rivoluzione industriale è un’attività classificabile a tutti gli effetti nel dominio del design.
La stampa ha costituito la meccanizzazione dell’arte di scrivere (una grande innovazione rispetto alla copiatura degli amanuensi) ed è stata probabilmente la prima riduzione di un lavoro in termini meccanici. Inoltre, la stampa comportò una rivoluzione stessa nella produzione: appare la nozione di moltiplicazione per mezzo di serie identiche di uno stesso oggetto uniforme e ripetibile (il foglio) e l’invenzione della macchina utensile. Il libro diventa così uno dei primi oggetti di design ma è importante non confondere il disegno industriale con l’artigianato e le arti applicate.
"Il confronto tra il lavoro artigianale e lavoro industriale si vede proprio per ciò che concerne la sua fase progettuale. Benché anche l’artigiano progetti prima di eseguire, il suo interesse è incentrato prevalentemente sulla realizzazione del singolo manufatto, che si perfeziona man mano che viene eseguito. Viceversa il designer concentra tutto il suo impegno nella fase progettuale. Il progetto dovrebbe contenere, tutte le previsioni relative alle diverse fasi della lavorazione, tanto da non richiedere più l’intervento di altri tecnici se non in qualità di esecutori. Il designer non progetta più per un committente che gli è noto, per una classe, ma potenzialmente per l’intera sfera sociale." (Renato de Fusco)
Design e Rivoluzione Industriale
Con Rivoluzione Industriale si intende il processo di industrializzazione che visse la Gran Bretagna tra il 1760-1830 ed è l’epoca che segna il maggior spartiacque tra la produzione industriale e quella artigianale. (per questo la G.B. è considerata la patria del design).
Ma che cosa nel grande crogiuolo di eventi scientifico-tecnologici, economico-finanziari, sociali databili alla rivoluzione tocca la nascente cultura del design?
- Una prima implicazione con il design si può riscontrare nelle stesse macchine industriali, che nascono proprio all’insegna di una grande funzionalità ed efficienza e quindi con una modesta pretesa estetica (non si tratta più di arte applicata poiché lo scopo principale non è più estetico ma funzionale). Con la scoperta della macchina a vapore da parte dello scozzese James Watt nel 1769, iniziò l’era moderna. Applicata al movimento delle macchine tessili, la macchina a vapore presto conquistò anche i mezzi di trasporto (locomotive, navi e veicoli su strada), e successivamente influenzò la produzione di carta, vetro, porcellana, metallo e altro ancora. (Le macchine verranno esposte alla prima esposizione universale del 1851)
- Un secondo settore della produzione di tale periodo che ha un legame con il design è dato da tutti quei prodotti che, grazie all’impiego di nuovi materiali quali la ghisa, il ferro, l’acciaio, subirono una notevole trasformazione e sostituirono molti manufatti prima realizzati in legno e pietra. Emblematico in tal senso è il ponte sul fiume Severn a Coalbrookdale, noto anche come "Iron Bridge", ideato da John Wilkinson e progettato dall’architetto Thomas F. Pritchard, venne completato nel 1779 ed inaugurato nel 1781.
L'area circostante il ponte è stata una delle prime zone dell'Inghilterra dove, agli albori della rivoluzione industriale, si producevano materiali ferrosi con modalità, per l'epoca, moderne. Il ponte sorse sia per rendere efficienti i collegamenti stradali, vitali per le nascenti attività industriali, sia per dare una dimostrazione delle potenzialità della produzione siderurgica, diventando una sorta di monumento del periodo della rivoluzione industriale. Secondo De Fusco siamo già in un ambito che possa essere ritenuto di disegno industriale. Questo perché venne utilizzato il meglio della tecnica ed il meglio della meccanica dell’epoca per la realizzazione di un’opera, per quanto si tratti di un “unum” e non riproducibile in serie. Nella sua strutturazione concettuale è un’opera di design a tutti gli effetti.
Le scoperte fatte in Inghilterra lasciavano tracce evidenti dapprima in Europa e poi negli USA. La nuova tecnologia portò ad un mutamento nelle condizioni di vita socio-economiche della popolazione, nel lavoro, nei modi di costruire abitazioni e città. Mai nella storia si erano verificati cambiamenti tanto profondi come quelli del XIX secolo.
Josiah Wedgwood (1730-95) è uno dei principali esponenti di questo periodo. Discendente da una famiglia di ceramisti, si impegnò nello sviluppo delle Potteries (il distretto dello Staffordshire specializzato nella produzione della ceramica) meccanizzandole con l’introduzione della macchina a vapore (è amico di Watt). Senza avere una formazione scientifica regolare Wedgwood seguì con interesse le invenzioni e gli sviluppi tecnologici del suo tempo; fu egli stesso un inventore ideando un pirometro (e per questo nel 1783 sarà inserito nella Royal society) per misurare la temperatura dei forni. Le ceramiche poco cotte erano di scarsa qualità, ma al contrario quelle troppo cotte risultavano troppo delicate e friabili.
Un'innovazione nel mondo della ceramica
Wedgwood è fermo sostenitore del benessere condiviso, si interessa attivamente a temi sociali: costruisce un borgo in stile inglese vicino alla fabbrica per far sì che i lavoratori abbiano una vita adeguata, investe denaro per migliorare e aprire nuove strade e per poter aprire il Grand Junction Canal favorendo la comunicazione e i trasporti. Dal 1768 inizia la collaborazione e divisione del lavoro con Thomas Bentley.
- Bentley si occupa dell’aspetto progettuale e del dialogo con le sfere più alte.
- Wedgwood si occupa dell’aspetto commerciale e di ricerca sia tecnologica sia dei materiali (nuove terre e tecniche rendono le sue opere uniche; il prodotto deve essere di qualità ma deve essere diversificato).
- Insieme creano un catalogo dove presentano i prodotti.
Caratteristiche della produzione di Wedgwood:
- Doppia produzione: ornamentale e utilitaria. La gamma di prodotti artistici, decorativi ed ornamentali era destinata ad un pubblico di amatori e collezionisti, l’altra gamma era appunto nata con l’intento di essere funzionale.
- Fu il primo vasaio a ideare un catalogo in modo che i suoi prodotti potessero essere distribuiti in quantitativi illimitati.
- Dal punto di vista stilistico la produzione di Wedgwood imita modelli del passato e riproduce momenti classici, come la zuppiera ispirata ad un gusto nordico. Egli rappresenta momenti storici su oggetti domestici, come avviene nei bassorilievi dei basalti neri. Produce inoltre un servizio per la casa reale, Queen’s Ware, e uno per la zarina russa. Sul vaso Panther e sul vaso Anchor sono presenti altorilievi con figure in base chiara su ceramica colorata (azzurra).
- Dal punto di vista utilitaristico attraverso un processo di continue riduzioni e semplificazioni, riesce a trovare il modo di rendere sempre più adeguata la forma alla funzione dei prodotti ceramici, quantificandone il numero e riducendone il prezzo. (più prodotti, più qualità a un prezzo minore)
Lee Broom viene incaricato di ridisegnare le icone di Wedgwood per rendere contemporanee opere ancora attive.
L'età vittoriana (1831-1901)
Epoca di grandi contrasti sia sociali che culturali e per De Fusco anche epoca di involuzione. L’Inghilterra è governata da Victoria e Albert di Sassonia. La regina è una donna di grande moralità e apertura.
Eventi e problematiche:
- L’Inghilterra è al primo posto nel mondo per la produzione e per il commercio grazie ad alcuni miglioramenti → la rete fognaria disegnata da Joseph Bazalgette ridistribuisce la possibilità di avere un’abitazione salubre. Inoltre questo predispone il sottosuolo alla costruzione della rete metropolitana.
- Great Exhibition 1851 nel padiglione disegnato da Joseph Paxton.
- Problemi di analfabetismo, prostituzione e inurbamento.
- Miglioramento economico dell’alta borghesia e impoverimento delle classi più basse.
- Nascita della scienza moderna e forte liberismo economico.
- Appiattimento dell’intero movimento industriale: “bisogna produrre molto nel minor tempo possibile anche a scapito della qualità dei manufatti” (il liberalismo dominava incondizionato e dava la possibilità al fabbricante di produrre le cose più orribili e scadenti e gli era facile farlo dato che i consumatori non avevano né tradizione né educazione). Mentalità degli industriali → “That is best what sells best”.
Durante l’età vittoriana sorgono in particolare due movimenti contrastanti tra loro: “Il Gruppo del Fischio a Vapore” e “Gli Arts and Crafts”.
"Steam Whistle Group"
Il Gruppo è stato chiamato così probabilmente da Arts and Crafts ed il nome fa riferimento alla locomotiva e alle macchine. Christopher Dresser nasce a Glasgow nel 1834 ed è considerato il primo industrial designer. È studioso di botanica, appassionato d’arte orientale (porterà per primo in Europa il Japonisme ed a sua volta verrà invitato in Giappone). Si trasferisce a Londra dove si iscrive alla Government School of Design di Cole dove impara i principi e la pratica dell’arte ornamentale applicate alle manifatture di metallo. Dresser è membro della Royal Society of Arts e uno dei primi ad amare il design, ma va in fallimento dato che la società contemporanea era orientata verso il gusto di Morris.
Gli elementi fondamentali della sua produzione sono la geometria di forme pure, oggetti asciutti e senza tempo, il Japonisme e l’ironia (humor). Sosterrà uno studio approfondito del Japonisme per depurare l’arte inglese degli eccessivi ornamenti. “Clutha Glass”: invenzione che prende dal Giappone. “Portatoast” in argento dall’estetica minimalista con il manico a T d’impronta giapponese. Più avanti verrà riprodotto da Alessi in acciaio. Oggi è Alessi a riprodurre gli oggetti di Dresser.
Henry Cole, teorico promotore di diversi progetti per l'affermazione del design, pubblicò per 3 anni il Journal of Design (tra il 1850 e il 1852) nel quale argomenta la sua tesi secondo cui gli oggetti dovrebbero determinarsi in base alla loro funzione e che gli elementi rappresentativi e decorativi dovrebbero essere condotti in secondo piano. Stretto collaboratore del principe Albert, organizzò la grande Esposizione universale di Londra del 1851. Nel 1855 fondò il Victoria and Albert Museum di Londra e ne fu nominato direttore. A lui si attribuisce anche il merito di aver coniato l'espressione "Art Manufacturer", intendendo con tale termine una figura professionale all'interno dell'industria inglese che è possibile tradurre in artista-fabbricante che oggi chiameremmo designer.
"Arts and Crafts"
Arts and Crafts = arti e mestieri, il design è considerato arte applicata. William Morris fondò questo movimento bucolico che si rifaceva al Gothic Revival e alla linea medioevale di John Ruskin. Morris incoraggiò principalmente la rinascita dell'artigianato nelle sue forme più tradizionali come la pittura su vetro e su carta da parati, ma non è comunque contrario alle macchine; le utilizza ma dà un’ultima mano con la stampa.
Caldeggiava l'utilizzo di particolari tecniche e le sperimentava personalmente. Per le sue stoffe, ad esempio, utilizzava tinte naturali e procedimenti scoperti su un libro del XVI secolo. Tra le sue più belle carte da parati, spicca "Margherite", realizzata nel 1864. Unì così l'amore per il passato e l'amore per la natura (approccio bucolico ad essa). Gli arredi sono ricchi di decorazioni e hanno lo scopo di dare calore alla casa (le decorazioni vengono messe in luce durante la fase di realizzazione, non post). Una marca inglese di cibo per animali e la Lush, s’ispireranno al suo stile. Il simbolo del movimento è la “Casa rossa” di PHILIP WEBB, di cui Morris ne progetta la carta da parati e gli arredi. La camera da letto ha una decorazione gotica, ricca di spunti, tipicamente inglese.
John Ruskin conia l’espressione di “Joy of Labour” ovvero “Gioia del Lavoro” secondo la quale il lavoro e la fatica dell’artigiano hanno un certo valore e rendono quindi impossibile avere il prodotto ad un prezzo accessibile. Il lavoro curato deve essere retribuito. (è contrario alla produzione in serie)
Charles Ashbee produce oggetti di vita quotidiana, piccoli ma ben curati (zuccheriere, saliere…). I suoi lavori sono molti e tutti con riferimenti alla natura e alla geometria. Si occupa di abbellimento, vetratura interna, dedica molta attenzione al metallo per farlo durare nel tempo e non danneggiarlo. Per De Fusco è un inizio di Liberty ed Art Nouveau.
Arthur Mackmurdo è molto attento alla decorazione e come gli altri guarda il passato non con nostalgia bensì con ammirazione.
Lezione 2 - L'esposizione universale di Londra del 1851
Nasce sotto l’iniziativa di Henry Cole e del principe consorte Albert con intenti conoscitivi e propagandistici del progresso sociale e tecnologico nonché, con l’intenzione di stimolare l’emulazione fra gli imprenditori, il commercio e gli scambi. E proprio al fatto che l’Inghilterra non poneva limitazioni al commercio con l’estero si deve il carattere internazionale dell’esposizione di Londra (concezione liberale dell’economia).
Altro obiettivo dell’esposizione era quello di promuovere l’integrazione tra l’industria e le arti, proposito che riuscì perfettamente con la costruzione del Crystal Palace da parte di Joseph Paxton, primo edificio prefabbricato nella storia dell’architettura nonché sede della Great Exhibition. Ma se questo costituì il capolavoro della mostra, l’interno presentava il più eclettico panorama di motivi stilistici e come osserva Maldonado: “alla Great Exhibition di Londra del 1851 si è sempre assegnata una posizione rilevante in tutte le storie sul disegno industriale, ma non per il buon disegno degli oggetti esposti, bensì… per il loro atroce cattivo gusto”.
Tuttavia, la Great Exhibition, con tutta la sua complessità e le sue contraddizioni, fu il primo grande incontro fra la cultura del design e il più vasto pubblico. Il Crystal Palace definito anche “Arca di Vetro” è riconosciuto come prototipo del modo di produzione industriale del XIX secolo. La struttura in vetro e ghisa è stata costruita in quattro mesi e mezzo e tutti i pezzi vennero eseguiti in luoghi diversi e montati sul posto. L’edificio venne smontato e rimontato in un altro luogo, ma oggi è impossibile visitarlo perché è stato soggetto ad un incendio, recuperato e poi dismesso definitivamente. Al suo interno erano presenti prodotti provenienti da ogni parte del mondo. Al Victorian Albert Museum di Londra c’è una sezione dedicata al Crystal Palace con alcuni oggetti e una rappresentazione del progetto.
L’expo di Londra fu la prima di tante altre esposizioni tra cui le più importanti:
- 1853 Berlino
- 1854 New York
- 1855 Parigi
- 1867 Parigi
- 1873 Vienna
- 1876 Philadelphia → escono allo scoperto gli Shakers
- 1878 Parigi
- 1889 Parigi → Tour Eiffel (di Alexandre Gustav Eiffel) fu costruita con dei principi di prefabbricazione e poi innalzata per facilitare lo smontaggio poi mai avvenuto; di quest’esposizione sono famose anche le macchine da cucire di Singer, nere, massicce meccanizzate e decorate con un filo dorato stile liberty.
- 1900, 1925, 1937 – Parigi (nuova sede ufficiali delle expo)
Lo storico Christian Galli dice che le esposizioni erano delle “vetrine del progresso”, luoghi d’esperienza comune che evidenziavano il meglio di ogni nazione come potenza industriale e non soltanto militare.
Alcune invenzioni importanti:
- Pistola “Colt” di Samuel Colt – Londra 1851
- La macchina da cucire di Singer – Parigi 1889
- Il telefono di Alexander Bell – Philadelphia 1876
- Tour Eiffel – 1889 Parigi
- George Ferris costruisce la prima Ferris Wheel – 1893 Chicago
Tuttavia, anche se le esposizioni furono accompagnate da produzioni dell’architettura moderna come il Crystal Palace e la Tour Eiffel, la qualità dei prodotti era talmente scarsa da creare un movimento polemico che dovette affrontare la cultura del prodotto e il rapporto tra produzione industriale, cultura e società, che sono problematiche presenti ancora oggi.
“Gli Shakers” (coloro che ballano per scacciare il diavolo) Nell’esposizione di Philadelphia...
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