STORIA DEL DESIGN
Anno accademico 2022/2023
I. De nizione
II. Epifania del design
III. Età vittoriana
IV. Stili nazionali
V. Futurismo
VI. Art Déco
VII.Movimento moderno
1. Le Corbusier
2. De Stijl
3. Bauhaus
VIII.Dopo il Bauhaus
1. Scuola di Ulm
IX. Design scandinavo
X. Industrial design negli USA
1. Streamlining
2. International Style
3. Furniture design
XI. Design italiano 1
fi La storia non propone un elenco dei fatti, ma una loro classi cazione razionale; considera i cambiamenti nel corso del tempo e adatta ad essi il proprio linguaggio,
rendendo comprensibile il presente basandosi sul passato. Si parla di design a partire dal 1850 con i cambiamenti dovuti alla rivoluzione industriale, ma il periodo più
produttivo inizia nel 1919 con la Bauhaus (funzionalità). Il designer è colui che dà forma ad un'idea: con gli anni il concetto di design si è legato a quello di comfort e si
impegna per creare ambienti più confortevoli possibile.
Il termine industrial design viene coniato da Calkins nel 1927 e viene poi tradotto in modo scorretto in italiano come disegno industriale; si parla di design per riferirsi al
progettare, ideare e disegnare un prodotto.
• 1961, Maldonado: disegno industriale è un'attività creativa che deve determinare le forme di oggetti prodotti industrialmente.
• 1977, Maldonado: disegno industriale è un'attività progettuale che integra i fattori determinanti della forma di un prodotto
• 2017, WDO: design è un'attività creativa con lo scopo di stabilire le qualità degli oggetti e il loro sistema durante il ciclo di vita; è centrale nelle tecnologie e un fattore di
scambio culturale e economico.
Il disegno industriale è l’attività rivolta alla progettazione di oggetti fabbricati in industria con macchinari e in serie. Questa de nizione non differenzia l’artigiano
dall’ingegnere e si dà per scontato che gli oggetti non prodotti industrialmente non rientrino nel disegno industriale. Il concetto di serie non basta per dare la de nizione,
poiché sono oggetti di design anche quelli prodotti in piccola serie o unici, i cui componenti sono invece prodotti in serie. Inizialmente la produzione in serie di un
numero elevato di oggetti era l'obiettivo principale di un'azienda; il compito del disegnatore industriale è quello di occuparsi dell'aspetto estetico del prodotto e non di
quello tecnico. Anche questo è una de nizione poco realistica e valida solo per pochi beni di consumo. Secondo la de nizione Icsid del 1961, il compito del disegno
industriale è progettare la forma, ma non solo per una nalità estetica bensì anche tecnica e progettuale; signi ca coordinare i fattori che partecipano al processo
costitutivo della forma del prodotto, non è attività autonoma perché le scelte progettuali dipendono dal contesto sociale in cui l'oggetto si esplica (non può essere il solito
in un paese sviluppato o in uno in via di sviluppo); è una forza produttiva che media bisogni e oggetti, produzione e consumo. La tecnica disprezzata, il superamento del
pregiudizio porta alla nascita del modern design come espressione di idee estetiche e innovazioni tecnologiche, come mediazione tra arte e tecnica. Possiamo intendere il
disegno industriale come fenomeno sociale totale, da considerarsi in relazione con altri fenomeni. Secondo Tomas Maldonado, il disegno industriale nasce con la presa di
coscienza del capitalismo nel 900, periodo del funzionalismo per cui l’oggetto deve essere utile e rispondere a un problema che la società manifesta.
Téchne è il termine greco per indicare l'arte, i cui artisti sono esperti in una attività ben precisa (lavoro di un materiale preciso, conoscenza speci ca della lavorazione). Le
arti liberali sono il centro di insegnamento durante il Medioevo, degne dell'uomo libero e unica fonte di sapere; le arti meccaniche (o manuali) invece sono praticate per
scopi utilitaristici. Leonardo Da Vinci (Umanesimo) de nisce le arti e scienze insieme: le arti sono dominate dall'aspetto scienti co/pratico e non creativo, gli artisti si
de niscono scienziati. Le belle arti del 17° secolo mirano a ni estetici e intellettuali. Le arti applicate (minori in Italia/decorative in Francia) sono le applicazioni di
forme d'arte alla progettazione e decorazione di oggetti per renderli esteticamente gradevoli, da cui origina il disegno industriale del 20° secolo e il design del 21°.
Presupposti storici
Nel 1600 le macchine assicurano felicità agli uomini, si descrive una società ideale e utopistica (Nova Atlantis di Bacon). Protagonisti di questo periodo sono Galilei, Da
Vinci, Alberti. Si supera l'opposizione tra sapere teorico e pratico, tecnico e scienti co. Si ha la concezione che la macchina imiti la natura e quindi si ha una
corrispondenza tra natura e arti cio: l'osservazione della tecnica aiuta a comprendere la natura. Le macchine vengono rappresentate come automi con sembianze
antropomorfe e ambientate in un contesto (sono queste le immagini didattiche chiamate teatri delle macchine).
In Inghilterra, Berkeley, Hogarth e Hume sostengono che la bellezza di un oggetto dipenda da utilità e ef cienza. Questo pensiero viene condiviso anche dal
funzionalismo di Goethe, Kant, Weinbrener in Germania. Smith, Ricardo e Marx palano del rapporto bisogno-lavoro-consumo. Le macchine sono il risultato di un certo
contesto sociale, si ha un legame forte tra macchine e rapporti di produzione in una società capitalistica, analizzata da Marx ne Il Capitale: la macchina è il mezzo di
sfruttamento della forza-lavoro, condanna l'aspetto alienante del lavoro; si vede l'avvento della società di massa come l’inizio dei tempi tecnologici.
Nel 1851 viene organizzata la Great Exhibition di Londra, vista come passaggio da artigianato a produzione industriale. Gli oggetti esposti sono di cattivo gusto e si
assiste al degrado estetico degli stessi. Vengono esposte macchine, mobili, strumenti tecnici.
EPIFANIA DEL DESIGN
Secondo la concezione comune, l’inizio del fenomeno del design risale a metà dell’800, quando si realizzano prodotti in modo industriale per il soddisfacimento dei
bisogni di massa. Sono oggetti in serie e quindi riproducibili facilmente.
Secondo Andrea Branzi, il il disegno industriale nasce nella preistoria con la produzione di oggetti domestici, quando l’uomo serializza gli oggetti che ritiene più utili. In
Grecia, nel 16° e 15° secolo a.C si producono cocci di terracotta (piatti, vasi, lanterne): sono oggetti fragili e domestici, cotti al sole e dipinti con segni rapidi che esprimono
il mondo quotidiano e fanno riferimento alla vitalità femminile. Non raccontano tragedie, non ricercano bellezza e armonia ma differenziano gli opposti (esterno-interno,
quotidiano-eterno). Ogni vaso è diverso dall’altro e ognuno ripete una storia con particolari diversi per creare una serie variata di archetipi. Si producono anche coppe
d’oro zecchino, delicate e deformabili al contatto, infatti vengono posti sulla pietra accanto alle statuette votive degli antenati. In Cina, prima del 5° secolo a.C si
producono ceramiche, bronzi e giade lavorate. Secondo la predicazione di Confucio l’universo è attraversato da forze cosmiche contrastanti, lo Yang che rappresenta la
luce e lo Yin che rappresenta la morte. L’uomo ha riportato l’equilibrio con un’azione mediatrice tra le 2 forze salvando il mondo. La Cina vive il senso di pericolo cosmico
che minaccia la sua esistenza (e che si ri ette nelle invasioni mongole), pensando che il bene coesista al male. L’architettura domestica rappresenta la dif cile convivenza:
si realizzano ambienti duri e inospitali, i mobili sono pesanti strutture collocate vicino alle fragili porcellane dei vasi (contraddizione della condizione umana). Il lusso è
una categoria punitiva e irraggiungibile. In Giappone la cultura è basata sull’estetica, che detta le linee guida dell’esistenza e dell’arte: si cerca la perfezione nella qualità
dell’oggetto nito ma anche nel processo produttivo. Secondo il culto scintoista, l’atto costruttivo del tempio è atto di preghiera, principio valente anche per gli oggetti di
artigianato. Anche i forni sono luoghi sacri, che producono opere d’arte perfette. L’ambiente domestico è formato da i fusuma (pareti scorrevoli per dare alle stanze
funzione diversa), i futon (suppellettili poste sotto i tatami, cioè il pavimento di paglia). Sono presenti pochi e piccoli elementi di arredo, i tavoli sono portati in stanza solo
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al momento dell’uso, nessuna sedia ma cuscini piatti riposti sotto il pavimento dopo l’uso. C’è continuità tra interno e giardino, ma la facciata esterna della casa è netta e
senza affacci (limite tra vita privata e pubblica, tra ordine interno e caos esterno); l’interno è intonacato e l’esterno in paglia; l’unica parte in muratura della casa è il kura,
dove vengono conservati gli oggetti preziosi da esibire nel tokonoma durante il rito (ciotola, poesia dipinta su carta di riso o piccolo vaso da ori). Nella cultura latina gli
oggetti hanno un’anima e vivono una loro vita degna di culto. Le abitazioni sono costruite in edi ci semplici ma gli spazi pubblici sono ricchi di elementi monumentali;
gli interni delle case sono affrescati con scene mitologiche e paesaggi naturali: la parte più preziosa è nell’aspetto privato apprezzabile solo dai proprietari o ospiti. Lo
spazio interno della domus non ha relazione con le attività domestiche che vi si svolgono. Sia la casa che gli oggetti contenuti in essa hanno duplice funzione, reale e
nzione. Sedute in bronzo, bracieri, letti e sgabelli sono ricchi di particolari zoomor e antropomor (come se fossero i protettori della casa). Si nota la presenza di
elementi fallici in oggetti domestici: non sono simboli erotici ma propiziatori e di buon auspicio. Si ha l’idea di comfort integrale, poiché gli oggetti di arredo sono pensati
sia per la comodità sica che per la tranquillità degli abitanti. In epoca bizantina i gioielli sono oggetti con una forma e una funzione; il valore del materiale rappresenta le
virtù della persona che li indossa. Un gioiello aumenta salute, bellezza, fertilità. Nel 4° secolo il Cristianesimo diventa religione di stato: crolla il politeismo e nasce il
Sacro Romano Impero; dall’anno 0 si introduce il tempo lineare e l’arte è vista come successione di stili e divisione in epoche. Per la concezione cristiana, che esige una
verità de nitiva, l’oggetto latino non è più oggetto vivente, da oggetto magico diventa oggetto sacro. Nella prima fase del periodo cristiano si ha scarsa progettualità,
poiché si riciclano forme pagane che ormai hanno perso signi cato, si attua solo un’innovazione teologica e non stilistica. Si arredano ambienti con semplicità, dal
momento che gli oggetti domestici venerati dai romani vengono trasferiti nelle chiese: nasce così l’arte sacra. Si usano di materiali preziosi (oro, argento, gioielli), che sono
simboli di sacralità; i mosaici sostituiscono gli affreschi. L’arte ha il compito di ricostruire gli eventi su cui si fonda la religione, quindi si rappresentano gli episodi
evangelici. Gli uomini del basso medioevo si af dano alla fede, la città dell’uomo non coincide con quella di Dio. La casa dei fedeli è uno spazio vuoto senza decori:
questo minimalismo degli ambienti corrisponde al ri uto delle ricche tradizioni pagane. La società cristiana è formata da nuclei familiari devoti a Dio: sono tipologie che
esprimono le virtù cristiane come fondamento della società; si ha la sensazione di vivere anche nella propria casa un’epoca di rifondazione della fede. Nel 1200 con san
Tommaso d’Aquino si ha l’inizio dell’epoca contemporanea. La città dell’uomo adesso coincide con quella di Dio: occorre quindi attualizzare le immagini sacre per
toglierle dall’astrazione della cultura bizantina: ciò è reso possibile dall’introduzione di oggetti domestici e reali negli affreschi, testimoni dell’attualità e della realtà della
fede. La realtà quotidiana è una parte non contraddittoria della fede: la visione per cui sono inseriti oggetti nelle pitture ri ette il materialismo, secondo cui il possesso
delle cose ha un ruolo centrale nell’elaborazione di una cultura più laica. Il rinascimento è visto come il periodo di superamento della crisi culturale medievale; in realtà si
fonda proprio sulla frattura delle unità culturali e apre un sistema di verità relative. Galileo Galilei, Niccolò Machiavelli, Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti sono
testimoni di una rivolta anti-storica, ri utano la fede come unico fondamento ma non la mettono mai in discussione. Creano un sistema che rimonta la cultura pagana
come espressione dell’unità perduta. L’arte classica gestisce le contraddizioni della cultura e propone loro una nalità estetica, la storia antica copre il fallimento di quella
attuale. Il primo rinascimento è una cultura di opposizione in una società ancora medievale e gotica in cui non c’è traccia di tradizione classica. Le suppellettili sono
in uenzate dall’arte classica: da ora il ricco vive in una civiltà diversa dal povero e per questo non si realizza l’unità sociale (come aveva fatto il medioevo attorno alla
famiglia) ma si de nisce le diversità no a creare 2 mondi sociali diversi. Questo atteggiamento antistorico fornisce agli oggetti domestici un senso di autonomia rispetto
allo spazio reale: sono oggetti da contemplare prima che da usare, che rappresentano il mondo ideale della classicità. Il mobile è testimone delle virtù della nuova
borghesia, non destinato alle classi popolari. Esso è centrale rispetto all’intero progetto architettonico: non è un mobile, ma un immobile, poiché è una costruzione
permanente che mostra la grandezza morale a cui gli abitanti devono attenersi. La tradizione nelle arti applicate del rinascimento italiano si ri ette nella produzione di
oggetti in legno/marmo intarsiato. Questa tecnica si basa sull’incastro di legni o pietre di diversi colori per formare super ci diverse che compongono una gurazione
complessiva. I materiali vengono scelti per motivi gurativi e non tecnici (come nell’arte bizantina). Questi oggetti nascono dalla concezione secondo cui l’arte s da il
creatore dimostrando che anch’essa è in grado di dominare: l’artista rinascimentale è sia costruttore degli oggetti che arte ce del mondo. Giovanni Battista Bracelli nel 17°
secolo rappresenta con delle marionette gli uomini prigionieri delle testimonianze del rinascimento, quando tutto era menzogna, persino la verità; sono uomini che hanno
perso autonomia schiacciati da sistemi più grandi di loro e confermano che la vita è una commedia in cui tutti recitano una parte. Nel 1545, con il concilio di Trento, si
esaltano le verità della fede sollecitando la partecipazione attiva dei fedeli. Il concilio di Trento è a favore delle immagini, degli oggetti sacri e del loro valore didascalico.
La chiesa controriformista vede l’oggetto come medium comunicativo tra fedele e chiesa, usa oggetti sacri per spaesare il fedele e spingerlo a credere nel potere
ultraterreno. L’arte barocca non tende più a realizzare valori assoluti ed eterni, ma punta all’immagine e apparenza. Il 1500 è l’età dell’oro dell’economia italiana, in cui si
ha l’espansione delle attività manifatturiere oltre il settore tessile. Emerge il collezionismo, tendenza di accumulare oggetti naturalia (forniti all’uomo dalla natura) e
arti cialia (oggetti creati dall’uomo). Questa pratica coincide con la rinuncia del valore d’uso degli oggetti, che ora vengono solo ammirati. Sorgono gallerie e collezioni
private che raccolgono oggetti decorativi per puro piacere estetico: esse sono un modo per ricomporre l’unità del sapere, di mostrare lo splendore del suo proprietario un
luogo di socialità in quanto vi si organizzavano riunioni e convivi. Il Rococò nasce in Francia nel 700, in un ambiente sociale mutato rispetto al secolo precedente: i
principi fondamentali sono edonismo, piacere estetico/mondano/erotico. È il primo stile internazionale europeo, da cui nasceranno gli stili nazionali con cui le varie
nazioni affermano la propria identità. Si realizzano spazi meno spettacolari (salotti) non più rivestiti di marmo ma di pannelli di stucco rivestiti di stoffa e boiserie; sono
spazi più intimi basati su lusso e comfort. Emerge il ruolo della donna, il cui gusto in uenza l’arte. Ci si basa su principi di asimmetria, deformazione, movimento,
naturalismo, linee tortuose con andamento ad S. I nuovi mobili sono la chaise-longue, bergère, toilette, tavoli da gioco, console. In Inghilterra tra il 1760 e il 1790 si
sviluppa lo stile Chippendale, che combina elementi rococò ed elementi gotici/cinesi. In Italia il Rococò prende il nome di Barocchetto e si afferma in ritardo. Caminetto
inizia ad essere elemento decorativo, sviluppo di apparecchi per l’illuminazione, successo arte vetraria (luce). Le lacche veneziane non sono un’invenzione veneziana, ma
qui sono la base degli interni del 700 che esprimono splendore, lusso e luminosità (pavimenti brillanti, sete cangianti, imbottiture degli abiti). La prima fase dello stile
veneziano è l’imitazione dei modelli orientali; nella seconda fase si diffondono scenette pastorali, di vita modana. Vengono eseguite su materiale liscio come legno di
cirmolo su cui viene disteso uno strato di gesso disciolto nella colla, levigato, ricoperto da strisce di tela sulle quali vengono applicati strati di stucco. La decorazione sta
nella stesura della tinta di fondo, su cui si realizzano delle gure rivestite con 20 mani di vernice protettiva (sandracca = gommalacca sciolta in alcol). Il successo di questi
mobili fa sì che si inventi una decorazione più economica (arte povera), che consiste nel ritaglio di stampe incollate al posto della decorazione. Il grand tour è
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