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Storia del Disegno e della Grafica

Corso della prof.ssa Viviana Farina

29/06/2020

Appunti a cura di Maria Russo

0 © Maria Russo, 2020 | maria_14.russo@yahoo.it

Storia del Disegno e della Grafica ABST47 (8)

Lezione 1 del 26 Marzo 2020

Concetto di disegno genere artistico a sé stante. Antichità:

 Plinio il Vecchio, trattato “Naturalis Historia”, interesse mondo natura, arte – parte della

natura. Capitolo 35 conoscenze sull’arte, paragrafo 15 e 16 concetto di disegno. Filocles

l’egiziano, Cleantes di Corinto, primi disegnatori, da queste prime forme sarebbe nata la

pittura dal momento che Ecfantos di Corinto provò a riempire di colori una sagoma

disegnata con linee essenziali (forma artistica primitiva e precedente alla pittura, diversa

– –

per una minore resa descrittiva uso dei mezzi semplici e sommari). Disegno arte meno

completa. Probabilmente solo aneddoti. Verità sue affermazioni idea che il disegno sia

nato prima della pittura; “pittura lineare”, idea al lungo legata alla trattatistica storica.

della pittura, “la prima pittura fu sol di una linea la

Secoli dopo: Leonardo da Vinci, trattato

quale circondava l’ombra di un uomo proiettato sul muro”; pittura rupestre (grotte di

Altamira) forme super-arcaiche del disegno; foglie o pelle di animali, papiri, forme di

disegno.

 dell’arte greca, poi romana, concetto di arte si lega a quello di natura;

Dal tempo

“mimesis”, imitazione della natura. Osservazione fenomeno artistico sottocategoria mondo

naturale. Natura fonte ispiratrice dell’arte, essa ripropone la natura, sua fonte primaria.

Forme di disegno antiche

 Disegni sui vasi, preistoria-Picasso, decorazione di oggetti di ceramica. Esempio: antico

Egitto cocci di ceramica funzioni fogli di carta.

Il disegno non veniva ritenuto una categoria espressiva autonoma, l’artista adoperava questa

tecnica perché era l’unica forma espressiva che aveva, ma era una forma di espressione tecnica

perché non esistevano alternative. Nei secoli raggiunge la sua specificità e la sua raffinatezza

espressiva. – ‘300 inizio ‘400, patria del disegno: Firenze, vede

Per vedere una pratica più strutturata fine

affermarsi una nuova idea di arte e una nuova idea del fare arte, figura professionale dell’artista.

In questo momento il disegno acquisisce carattere e funzione autonoma.

Nel Medioevo primato di allenamento per la pittura, non si disegna per il gusto di farlo. Disegno

funzionale.

Nel corso del ‘400 con un culmine del ‘500 (sviluppo arte tosco-romana), il disegno assume un

primato etico, arriva ad avere un significato fondamentale: diventa il fondamento di ogni

espressione figurativa, padre di tutte le arti.

Le arti figurative nascono dai cenni trasmessi da tutte le botteghe d’arte.

Prime nozioni di questo genere artistico

 “Il libro dell’Arte”, concetto di disegno

Cennino Cennini, allievo di Giotto, 1390-1400

chiaro. “Il disegno è il fondamento dell’arte e di tutti questi lavori di mano”; “Sai che

t’avverrà praticando il disegnare di penna? Che ti farà sperto, pratico e capace di molto

disegno entro la testa tua”, sottolinea l’invenzione e la fantasia dell’artista per elogiare la

sua grandezza mentale, il suo intelletto.

1 © Maria Russo, 2020 | maria_14.russo@yahoo.it

 Evoluzione teorica: Benvenuto Cellini, 1540 circa, “la tanto mirabile bella pittura altro non

è che un disegno colorito”, definizione opposta Plinio il Vecchio. Disegno – elemento

centrale.

 Giorgio Vasari, ‘500 (al rientro dei Medici) artista assoluto riferimento di Firenze, “Le vite

degli architetti, scultori e pittori” 1568 seconda edizione; proemio: importanza concetto di

disegno costruttivo, capitolo 15, definizione approfondita, soffermandosi su forme,

tipologie, tecniche e funzioni. Dona importanza all’argomento dopo la fondazione

dell’Accademia fiorentina delle Arti del Disegno.

L’ottenimento di un’accademia a Firenze significò avere un importante

 riconoscimento di tipo sociale; gli artisti precedentemente erano organizzati in

corporazioni, e lottavano per i diritti sociali di categoria professionale come

sindacati, sedi. Gli artisti non volevano essere ritenuti “artefici” ma intellettuali (le

mani creano l’opera d’arte ma come un letterato la usa per scrivere un libro, una

poesia). Vasari diventa il fondatore dell’Accademia fiorentina ma viene nominato da

Cosimo il Vecchio come colui che deve testimoniare e scrivere di tutti gli artisti

italiani.

 Il mestiere veniva precedentemente insegnato in bottega da maestri; il lavoro

permane, ma in Accademia non tutti potevano entrare, ma solo le persone scelte

tramite una selezione.

Disegno anima e fondamento di tutte le arti, serve a dare una forma agli oggetti visibili.

“Perché il disegno, padre delle nostre tre arti, procedendo dall’intelletto cava di molte cose

un giudizio universale, un’idea di tutte le cose della natura, perché la natura è

regolarissima nelle sue misure, non solo nei corpi umani e animali, ma anche nelle piante

le proporzioni tra le parti e le singole parti con il tutto” Vasari; l’occhio umano

cogniosce -

vede e l’artista disegna, trasmettendo alla mano l’immagine visionata, creando una forma

oggettivamente riconoscibile e generale. Nasce il disegno come forma visibile di un

concetto universale. “Esso disegno altro non sia che un’espressione di un concetto che si

ha nell’anima”, difesa teorica della professione artistica dal punto di vista socio-culturale –

la mano esegue la forma visibile dell’idea.

Tema precedentemente affrontato in una lettera a Benedetto Varchi, il quale aveva avviato

un’inchiesta sulla superiorità delle arti. “L’arte nostra non la può far nessuno che non abbia

disegno grandissimo e giudizio perfetto, e per questo disegno et architettura nell’idea

nostra esprime l’intelletto (…) poiché il disegno è madre di ognuno di queste arti”.

dell’arte

Vasari riprende il concetto già ribadito precedentemente da Leonardo: il disegno permette

di dare alle figure un’anima, una vita, la pittura può fingere più della poesia. Siccome il

disegno può fingere più delle altre arti, è il padre di esse, la base di ogni operazione

artistica.

disegni che sono stati realizzati sul muro bagnato prima di procedere con l’affresco,

Sinopie: e\o

visibili solo dopo lo strappo di uno di quest’ultimi in riflettografia. Disegni tracciati con intento

meccanico, non per il gusto di disegnare. Generalmente monocrome in terra rossa, effetto

macchia non ricercato

Disegno necessità di prefigurare come verrà una pittura

alcuni affreschi e sinopie, “Sinopie e affreschi” 1960, ancora praticato lo

riscoperta

Ugo Procacci,

strappo degli affreschi.

2 © Maria Russo, 2020 | maria_14.russo@yahoo.it – dinamicità e libertà disegnativa,

Masolino, Decapitazione di S. Caterina, Roma, San Clemente

perdita rigidità stile dell’artista

preparatorio, ‘600-‘700, o dipinti in formato minore a tocchi di pittura

bozza\modello

Macchie: – sinopia relativa crocifissione: linee di spartizione per

Andrea del castagno, Ultima cena, 1447

ricomporre i vari pannelli

3 © Maria Russo, 2020 | maria_14.russo@yahoo.it Lezione 2 del 27 Marzo 2020

 un suo testo, 1450 “I Commentari”, un’autobiografia in cui dà

Lorenzo Ghilberti scrive

indicazioni tecniche piuttosto importanti. La convinzione di Cennino è presente anche in

questo scritto: espone l’esperienza culturale che deve avere l’artista, e riprende il topos

che il disegno sia padre delle arti e bisogna praticarlo per migliorarsi. “Conviene

letterario

che il litterato sia perito della scrittura e conoscere la geometria, deve conoscere assai

historie o udito la filosofia (…) o la medicina (…) conviene che sia molto perito in detta

teorica (…) quanto è perfetto scultore è perfetto disegnatore”.

 Antonio Averlino, il Filarete, attivo alla corte degli Sforza nella seconda metà del ‘400,

ribadirà il medesimo concetto. Questo si

Perché intorno al 1540 la questione teorica del disegno è uno dei principali argomenti?

Varchi; nella disputa prima, “Della maggioranza e

collega alla disputa sulle arti lanciata dal Messer

nobiltà delle arti”, lezione “magistrale” che Benedetto Varchi tenne all’Accademia del Disegno: in

che pittura e scultura hanno il medesimo fine, un’artificiosa imitazione della

questa lezione disse

natura. Ambedue nascono però dal disegno. Vari rispondono a questa disputa: Michelangelo,

Pontorno “Una sola cosa c’è che è nobile, ed è il suo fondamento, e questa è il disegno”…

 Benvenuto Cellini torna su questo fondamento successivamente, nel 1563, quando gli

viene chiesto di disegnare il logo per l’Accademia di Firenze appena sorta: lui pensò un

quadrato, di cui ogni angolo cita un’arte praticata, e nel centro voleva inserire un leone

seduto, simbolo di Firenze, e un serpente, simbolo di Cosimo I, con cui al centro una

cariatide, immaginata con quattro coppie di seni, ogni coppia rappresentava un’arte. In

sostanza Cellini immagina il nutrimento dell’arte. Di questo proposta grafica perduto ci

lascia testimonianza in un suo testo: “L’arte del disegno sia la vera madre (…) vera idea

della natura (…) lei, con le sue poppe, nutrisce ogni cosa”, “Nel nostro sigillo metteremo da

una parte l’impresa della nostra grande scuola (…) e dall’altra l’impresa del nostro grande

duca”.

 Lomazzo, “Trattato dell’arte della pittura” e “L’idea del tempio della pittura”, in

quest’ultima scrive: “Il fondamento di tutto, cioè delle parti principali e dei suoi generi (…)

Eurit Mia, e noi chiamiamo Disegno”.

è quello che i greci chiamavano

 Alla nascita dell’Accademia di San Luca di Roma, Romano Alberti, il rappresentante di tutti i

pittori accademici, scrive un testo su di essa, “Origine e progresso dell’Accademia del

Disegno di Roma”, elaborando un discorso del 1593: le arti vengono rappresentate come

tre fanciulle che si tengono la mano, e al centro tra loro una figura maschile che

rappresenta metaforicamente il padre delle arti, il disegno.

 Cesare Ripa, 1593 “L’iconologia”, rappresenta varie icone ed i loro significati: il disegno

diventa un giovane ben vestito, e consiglia di rappresentarlo con tre teste “uguali e simili”,

e ciascuna mano regge un simbolo delle singole arti.

“Il disegno è l’espressione

C’è un secondo concetto su cui Vasari insiste, ossia: concreta

Che significa l’idea?

dell’idea”. Noi guardiamo un oggetto, ma quando l’artista lo vede l’idea

impressiona l’occhio e forma l’idea nel cervello, la vede nella sua testa. Sottolinea quindi che l’idea

nasce prima nell’intelletto dell’artista, e prende questo concetto da Leonardo e Michelangelo.

“L’idea esiste a priori”, dirà Michelangelo parlando della scultura, “Cavare fuori dalla pietra

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l’immagine imprigionata in essa e che ha in testa”. Dominare il disegno prima con l’intelletto,

questo ci dice Vasari.

Questo concetto aveva degli antenati: fin dal ‘400 alcuni autori avevano inteso il

 disegno come fatto “squisitamente intellettuale” mentre altri lo mettevano in secondo

– Leon Battista Alberti, 1436 “De Pictura”, Piero della

piano. Esempio Francesca, 1470

circa “De Prospectiva pingendi”: “Il besegno è semplice circoscrizione o lineamento”, è

lineamento, circoscrizione di un contorno. Antonio Filarete e Leonardo rendono questo

concetto più filosofico: “Questo generamento in che modo egli è? Il generare dello

edifico è in questa forma, e così come niuno in questo mondo può generare senza

donna, (…) così lo edificio per uno solo non può essere creato (…) ha bisogno

dell’architetto, e con lui generarlo (…) partorirlo” Filarete, “Questa produzione

-

artistica non si esaurisce con l’atto della mano, ma l’azione della mano è quella finale

(…) c’è un procedimento creativo, fantastico (…) ha qualcosa di divino (…) il processo

creativo dell’artista ha a che fare col processo creativo di Dio” - Leonardo.

quanto è necessario l’esercizio? Quali sono i

Vasari affronta anche un’altra questione:

procedimenti per apprendere queste tecniche? E le tipologie del disegno?

 “Credono alcuni che il padre del disegno fosse il caso”, inizia Vasari sul primo punto, “Ma io

credo che con più verità si può dire che il caso abbia dato più l’occasione”, per lui il vero

problema non è stabilire come si sia generato, ma come si sia acquisito un linguaggio

specifico. “La mano sia, mediante studio di molti anni, spedita”. Idea citata prima anche da

Cennino Cennini.

 “La penna, lo stile, il carbone, la matita o qualch’altra cosa”, “su un foglio che è stato tinto

con lumeggiature a pennello intinto nell’inchiostro” “Lapis rosso”, pietra

Chiaroscuro.

color rosso che si taglia facilmente, “Pietra nera”,

proveniente dai monti della Germania

dai monti della Francia, simile.

 Vasari parla di come lo studio del disegno nasca dall’apprendere a disegnare oggetti

inanimati come statue, per poi proseguire ai modelli ed ai panneggi.

 Il disegno ha una peculiarità rispetto alle altre arti, e Vasari distingue schizzi, profili e

cartoni. Gli schizzi registrano le prime idee di un’artista: “Quelli che sono tocchi

leggermente e a penna accennata sono gli schizzi, una prima sorte di disegni che si fanno

per trovare le attitudini (…) e sono fatti in una forma di una machia et accennati solamente

da noi”, la bozza non è solo con un tratto leggero, ma è caratterizzata da un’emozione

diversa, un “furore”. “Vengono poi rilevati in buona forma i disegni, a presso misuratili con

le seste si ringrandiscono dalle misure piccole nelle maggiori secondo l’opera che si ha da

fare”; “La penna fa il lineamento, il contorno e il profilo, e l’inchiostro (…) lo vela e lo

tinge”, “Ed infiniti altri modi ancora si costumano di disegnare”.

alla pittoresca, –

Disegno e disegno idea e atto.

interno esterno

Federico Zuccari, principe di tutti gli artisti membri dell’Accademia a Roma, scrive

 un’opera, 1607 circa “L’idea dei pittori, scultori, e architetti”: espone un confronto tra

questi due concetti. Il disegno interno è l’idea dell’artista che precede il disegno

esterno. “Dirò io che per disegno interno intendo il concetto formato nella mente

nostra in quella maniera che noi altri pittori volendo disegnare o dipingere qualche

degnissima (…) noi formiamo prima nella mentre nostra un concetto di quanto

storia

allora potessimo pensare (…) poi conforme a questo concetto interno (…) andiamo

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disegnando questo concetto sulla carta”, e ancora definisce il disegno interno

“concetto che forma qualsivoglia intelletto”.

prima idea che un’artista crea, “O tu componitore di storie non membrificare con

Abbozzo:

determinati lineamenti (…) ogni segno di carbone sia valido” - Leonardo. a quest’ultimo, in cui

 Pietro Aretino, sostenitore accanito di Tiziano, scrive una lettera

chiede di ripagarlo per la devozione che prova con un disegno, “una reliquia”: “Ma

perché non remunerate voi la cotanta devozione di me (…) con una reliquia”.

6 © Maria Russo, 2020 | maria_14.russo@yahoo.it Lezione 3 del 28 Marzo 2020

Vasari prosegue il suo discorso sui cartoni, disegni a carbone e chiaroscuro che fungono da

modello per un affresco o una pittura:

 “Questi cartoni si fanno così: impastansi fogli con colla di farina e acqua cotta al fuoco;

fogli, dico, che siano squadrati, e si tirano al muro con l’incollarli attorno due dita verso il

muro con la medesima pasta. E si bagnano spruzzandovi dentro per tutto acqua fresca, e

così molli si tirano, acciò nel seccarsi vengano a distendere il molle delle grinze. Da poi

quando sono secchi si vanno, con una canna lunga che abbia in cima un carbone,

riportando sul cartone per giudicar da discosto tutto quello che nel disegno piccolo è

disegnato con pari grandezza; e così a poco a poco quando a una figura, e quando all’altra

tutte le fatiche dell’arte, del ritrarre dal vivo ignudi e panni di

dànno fine. Qui fanno i pittori

naturale, e tirano le prospettive con tutti quelli ordini che piccoli si sono fatti in su’

fogli, ringrandendoli a proporzione. E se in quegli fussero prospettive o casamenti, si

ringrandiscono con la rete; la qual’è una graticola di quadri piccoli ringrandita nel

cartone, che riporta giustamente ogni cosa.”

Prosegue poi il suo discorso parlando di come il cartone viene lavorato al fine di creare l’affresco o

la pittura su tavola:

 “Usano ancora molti maestri, innanzi [prima] che faccino la storia nel cartone, fare un

modello di terra in su un piano, con situar t

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Asayuna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Disegno e della Grafica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Napoli - Accademianapoli o del prof Farina Viviana.
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