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Storia del disegno e della grafica

Esistono degli strumenti di studio per individuare le collezioni dei disegni.

Il marchio

Dal '700 in poi nasce in Inghilterra e Francia. In Italia (dall'800) l'uso di apporre al margine in basso dei disegni dei marchi (segno di appartenenza alle collezioni) diventa comune.

F. LUGHT regesto (registro?) numerato dei marchi da collezione.

  • R.V. Marchio sui disegni di Raffaello apposto a partire dal 1700 (raccolta Viti o Raphael-Urbinis).
  • Tavolozza con pennelli è il marchio simbolo di un pittore inglese del 1700, J. Richardson (grande collezionista di disegni).

Il montaggio

Il montaggio è importante per capire la storia del disegno, va conservato e molto spesso presenta scritte. Le scritte hanno importanza storica per la ricostruzione delle vicende che hanno interessato il disegno.

Metodo per il riconoscimento delle varie collezioni di disegni

  • I marchi: I marchi delle collezioni sui disegni è un uso molto tardo ('600), in Italia nell'800.
  • C'è bisogno quindi di un ulteriore metodo, strumento per studiare il collezionismo: il montaggio, l'identificazione del disegno, il montaggio, la cornice.

Disegno appartenuto a Giorgio Vasari (possedeva circa 2000 disegni), amava ritagliare i vari disegni e montarli su di una unica pagina.

Illustrazione 1: coll Vasari: scuola di Filippino Lippi, "Nudo seduto e due nudi in piedi". Devonshire collection

Disegno di Ciro Ferri, montaggio di Jean-Pierre Mariette, tre riquadri. Ha cercato di dare un'inquadratura con linee digradanti con l'azzurro e l'ultima linea è dorata a simulare una cornice di legno dorata. In basso attribuzione e provenienza.

Federico Zuccari: “La vita figurata del fratello Taddeo”. Descrive con disegni le tappe che ha percorso per diventare un buon artista, qui è rappresentato mentre sta copiando dall'antico.

Disegni di Raffaello “Battaglia di Ostia” lo invia a Dürer, e scrive questa notizia sul disegno stesso. Illustrazione 2: Coll. Durer: Raffaello Sanzio "Studio di nudi". Vienna, Albertina

Sebastiano Resta (milanese) fine '600, nei suoi volumi, nel margine troviamo delle notizie. Alcune sue attribuzioni sono errate. Difendeva la scuola emiliana, veneta, lombarda, contro quella tosco-romana.

I disegni di Raffaello e Michelangelo erano ricercati da tutti i collezionisti. Di solito il genere di disegni che andavano per la maggiore erano quelli di tipo classico, della tradizione classica, come Michelangelo, Leonardo, Annibale Carracci, Domenichino, Maratta.

All'inizio del '600 trovare disegni di ambito veneto, lombardo era molto facile. Sebastiano Resta attribuisce un disegno di Michelangelo Anselmi al Correggio. Questi disegni erano conservati in libri in una biblioteca (già nel '500), inseriti in libri con una montatura e schedati, con un certo ordine di classificazione. Montaggi antichi facevano sì che questi disegni facessero parte della sezione più importante e preziosa della biblioteca, accanto ai manoscritti e codici miniati, anch'essi molto preziosi perché erano unici, erano documenti unici e irripetibili.

Illustrazione 3: Coll. Resta: Michelangelo Anselmi (attr.) "Annunciazione" Milano, Ambrosiana

L'ambiente dove venivano conservati questi disegni si chiamava “Les Cabinets” (“il Gabinetto”), erano ambienti molto bui, senza luce perché già allora ci si era accorti che le radiazioni luminose potevano rovinare la carta. Questi “Cabinets” derivano dalle tedesche “wunderkamen” erano stanzini dove c'erano oggetti diversi e rari, erano delle camere delle meraviglie.

Frontespizio del volume di Padre Resta: dava dei nomi a questi volumi: “La Galleria portatile”, spiega cos'è. Mette la scuola veneziana e la lombarda vicino alla romana.

Passe-partout, montaggio di Mariette, come marchio abbiamo M – M.N.: Musée Nationaux, usava un cartone azzurro per incorniciare. Scrive il nome dell'autore, Tiziano Vecellio e scrive anche per cosa era stato preparato, e a chi era appartenuto: FUIT EVERARDIJ ABACH, BE DEINDE D. CROZAT.

Illustrazione 4: Coll. Mariette: Ciro Ferri "Conversione di Cristina di Svezia e motivi ornamentali" Parigi, Louvre

Giuliano da Sangallo: Arco di Costantino, pianta e fregio, taccuino dall'antico. Questo disegno apparteneva al fondo Barberiniano (Francesco e Antonio Barberini), è stato nella collezione del Papa Barberini. Lorenzo Lotto, i suoi disegni come quelli di tanti artisti non appartenenti alla scuola tosco-romana, sono molto rari perché hanno disegnato meno in quanto tenevano di più al colore e quindi i disegni risultavano molto intensi nel chiaroscuro, ottenuto con la biacca, gessetto bianco.

Illustrazione 5: Coll. Tessin: Lorenzo Lotto "Ritratto di cardinale". Stoccolma

Pierre Crozàt ebbe disegni del Lotto che poi passarono a Tessin. Per i quadri abbiamo molte notizie e descrizioni, invece per i libri pochissime. Con tutto che all'interno c'erano dei disegni molto importanti, Leonardo, Michelangelo...

Illustrazione 6: Coll. Esterházy: Guido Reni "Crocifissione di San Pietro". Budapest

Guido Reni: disegno preparatorio per la crocefissione di S. Pietro, marchio P.L. Peter Lely.

Il collezionismo nel disegno

Il collezionismo è un fenomeno molto antico. Nel mondo greco inizia nel V sec, infatti già Pericle desiderava delle opere di Fidia. Questo fenomeno viene trasportato in ambito romano, infatti si cercano originali greci.

Collezionismo del pezzo antico: è il collezionismo più antico, il più importante. Si collezionano sculture, statue, sarcofagi... queste (sculture) venivano inserite in ambito architettonico.

Collezionismo dei dipinti: viene subito dopo, per importanza a quello del pezzo antico, nel senso della divulgazione del fenomeno. Il gusto dell'antico ha portato a sopravvalutare alcuni pezzi. Da questo nasce il fenomeno del falso, come per esempio “Il Cupido” di Michelangelo.

Collezionismo di disegni: è il più tardo. Nasce da Firenze con la corte di Lorenzo il Magnifico. Con le signorie abbiamo l'inizio del collezionismo patrizio (classe ricca e colta, potere politico e cultura) dei disegni di esigenza estetica. Il fenomeno del collezionismo del disegno è particolare, nasce più tardi rispetto agli altri. Nel medioevo non c'era il collezionismo ma i disegni venivano conservati nelle botteghe (quando parliamo di medioevo, riguardo questo argomento, si intende basso medioevo, tardo gotico '300-'400).

I primi documenti su carta li troviamo nel tardo '300. Il supporto principe di questa tecnica è la carta, ma questa viene prodotta solo dalla fine del '300, prima si usava la pergamena (pelle di ovino).

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia.vallenari di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del disegno dell'incisione e della grafica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi della Tuscia o del prof Prosperi Valenti Rodino Simonetta.
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