Disegno e grafica II
Libro del Vasari: storia dell'arte attraverso i disegni
Il libro di Vasari non è un volume intero ma costituito da fogli singoli, poiché è stato smembrato.
Cornici del Vasari
Le cornici sono spesso eseguite dal Vasari stesso e presentano elementi di gusto manieristico, di cui egli era un esponente. Sono cornici architettoniche decorate con elementi come animali tratti dalle grottesche, eseguite a penna e appena acquerellate di color bruno. La cornice è funzionale al disegno.
Esempio: Spinello Aretino con un disegno di Cimabue inquadrato da una cornice gotica. Grande portale con guglie gotiche.
Attribuzioni del Vasari
Le attribuzioni del Vasari non sono sempre attendibili, soprattutto per quanto riguarda i disegni antichi che spesso sono copie. Ad esempio, i disegni di Raffaello sono quasi tutte delle copie. Vasari offre una serie di nominativi di artisti minori di cui oggi non possiamo ricostruire la personalità artistica poiché non abbiamo notizie critiche, lasciandoli nell'anonimato.
Il disegno di Cimabue a penna su carta è uno dei primi disegni di cui il Vasari parla, raffigurante il miracolo di S. Potido, inquadrato in un portale con guglie gotiche al centro del quale in alto vi è una xilografia raffigurante Cimabue.
Nella seconda edizione delle Vite (1558), le xilografie degli artisti incollate sulla parte alta dei fogli documentano il disegno e la discriminazione della "Vita di Cimabue": Cimabue è individuato come il padre della pittura fiorentina.
Ora il disegno è attribuito a Spinello Aretino, pittore morto nel 1410, di cui rimangono numerosi disegni. I disegni di Cimabue, della scuola, sono molto rari perché eseguiti su pergamena, che sono andati perduti. Disegni dalla collezione del Vasari attribuiti a Giotto.
Illustrazione 1
Coll. Vasari: Spinello Aretino, "Le torture di San Potito", Parigi.
Collezioni acquisite da Vasari
Vasari ha acquistato anche collezioni precedenti, tra cui alcuni disegni di Raffaello posseduti da Timoteo Viti, la collezione di Sangallo il Giovane e quella del Ghiberti da cui proviene un disegno.
Queste collezioni furono smembrate e i disegni ricostruiti nel suo libro. La "Vita di Giotto" documenta, con disegni lumeggiati di Biacca, la fatica e la spesa sostenuta per acquisire questi disegni. Le volute e la scritta presenti in questo disegno sono arcaiche e fatte risalire al '400, testimoniando la provenienza da una collezione più antica. Il nipote di Ghiberti, Vittore, eredita la collezione che in seguito perviene al Vasari. L'attribuzione a Giotto è errata, essendo un disegno di ambito giottesco di Taddeo Gaddi.
Assemblaggio dei disegni
Fogli ritagliati e incollati su di un unico foglio. Il disegno era frammentario. I disegni più rovinati venivano rifilati e incollati su di un nuovo supporto, la controfondatura. La sistemazione dei disegni antichi comportava la necessità di ritoccare le parti più rovinate e lumeggiati con la biacca.
Navicella
Disegno a penna pervenutoci senza la cornice. Anche questa attribuzione è errata. Mostra il metodo adottato dal Vasari che si ferma al solo studio sulla struttura iconografica (è un disegno per un mosaico di S. Pietro).
Presentazione della Vergine al tempio
Disegno attribuito a Taddeo Gaddi è uno dei più antichi. È preparatorio piuttosto che una copia; l'analisi stilistica è molto complicata perché i disegni antichi sono molto rari. Eseguito a penna, presenta un fondo di color blu aggiunto successivamente, appartenuto alla collezione del Vasari.
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