Storia del diritto medioevale e moderno
Riferimenti bibliografici
Professor Andrea Padovani: → Mallio Bellomo; Società e diritto nell’Italia medioevale e moderna; editore il Cigno - Galileo Galilei. → Andrea Padovani Perché chiedi il mio nome? Dio, natura e diritto nel secolo XII. Giappichelli.
Appelli d'esame
Appelli (anche se per i frequentanti c’è la possibilità bizzarra di poter chiedere al prof di fare l’esame in qualsiasi giorno dalla fine dei corsi in poi).
- Martedì 25 Maggio, ore 9
- Giovedì 17 Giugno
- Martedì 13 Luglio
Ricevimenti
Ricevimenti il Martedì dalle 15-17, Palazzina Belmeloro. 01/03/2010
Carlo Fontagni
Carlo Fontagni, grande studioso del XIX secolo, scrisse in 7 tomi “Storia del diritto romano nel medioevo”. Infatti, il diritto romano è alla base del diritto moderno: ha visto la rinascita nel XII secolo a Bologna, determinando tutta la cultura giuridica europea (Irnerio).
Il diritto giustinianeo
Il diritto giustinianeo è quello che si definisce diritto romano: secondo Savigny la storia del diritto medioevale, infatti, è quella del diritto romano.
Le radici dell'Europa
Le radici dell’Europa sono rinvenibili in 3 + 1 aspetti:
- Gerusalemme: Eredità giudaica, biblica
- Atene: Filosofia greca
- Roma: Diritto romano
- Recente: È una mina fluttuante, la componente germanica
Giustiniano
Giustiniano diede nuova forma al diritto romano: nel 527 divenne unico imperatore: etnicamente era Serbo, vicino a Belgrado. Diventa ovviamente imperatore d’Oriente, perché nel 476 si divide l’Italia in Impero d’Oriente e d’Occidente. Il suo proposito era di rinnovare la grandezza di Roma legibus et armis. È consapevole di vivere lo snodo fondamentale della storia d’Occidente e per questo salva il tesoro che è il diritto romano, scrivendo il Corpus Iuris Civilis.
Fase 1: La raccolta delle costituzioni
Fase 1: Raccoglie in un testo le costituzioni da Diocleziano (II secolo) in poi, come poi fece Teodosio nel 339 con il Codex Theodosianus. Entrarono così nel codex le leges, ossia editti, responsi, rescritti, comunque atti ascrivibili all’iniziativa imperiale. Giustiniano impiega solo due anni (527-529) per questa sua prima fatica perché lavora sui codici privati di Ermogeniano e Gregoriano, oltre al già citato Codice Teodosiano. È molto importante osservare che in quest’opera non si riproduce per intero la fonte – la leges – ma è concentrata nella sua ratio iuris. Questa parte dispositiva è preceduta dall’iscrizione – il nome dell’autorità cui è stato inviato l’atto, ed è preceduta dalla sottoscrizione, in cui si indica la data del provvedimento.
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