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X

Un’età senza giuristi 46

X. Un’età senza giuristi

 La cultura giuridica e la trasmissione del sapere giuridico nell’alto

Medioevo: i secoli delloralità e della consuetudine

 Assenza del giurista in senso tecnico

 Mancano giudici, notai, legislatori

 Il diritto non è scienza autonoma (artes sermocinales / teologia)

 la scomparsa della scuola imperiale di Roma

 cancellerie di Roma, Ravenna e Pavia: ipotesi sull’esistenza delle

rispettive scuole

 sistema delle scuole altomedievali

 capitolare olonese di Lotario I (825), che disciplina il fiorire delle scuole

vescovili

 scuole monastiche nelle aree rurali

 scuole episcopali nelle città 47

X. Un’età senza giuristi

 La trasmissione del sapere giuridico nell’alto Medioevo

 Rudimenti di diritto romano e di diritto canonico erano insegnati

nell’ambito delle arti del trivio, come accessori dell’arte della

parola e del ragionamento (retorica-dialettica)

 Il diritto romano: epitomi e volgarizzazioni

 il diverso destino altomedievale delle varie parti del corpus iuris:

 Codex (epitome; summa perusina, glosse)

 Institutiones (glosse)

 –

Novellae (epitome Iuliani Authenticum)

 (eclissi dall’inizio del VII secolo; ultima testimonianza in

Digesta

un’epistola del papa Gregorio Magno del 603)

 –

il nesso diritto romano diritto canonico (nomocanones)

 raccolte di diritto romano ad uso del clero (lex romana canonice

compta, secolo IX) 48

XI

Il secolo XI 49

XI. Il secolo XI

 La riforma gregoriana

 Movimento riformatore e innovatore delle gerarchie ecclesiastiche,

colluse e immiserite dal coinvolgimento nell’organizzazione

feudale dell’Impero

 Fenomeni di simonia e nicolaismo

 La Riforma si manifesta sul piano intellettuale e normativo con:

produzione di falsi canoni, che attestano l’autonomia se non il

1.

primato della giurisdizione ecclesiastica su quella imperiale

(collezioni pseudo-isidoriana, di Ansegiso e di Benedetto Levita)

2. produzione di libelli-pamphlet (Defensio Enrici IV di Pietro

Crasso)

3. produzione di consolidazioni sistematiche di norme

giustinianee ed ecclesiastiche (canoni e decretali) 50

XI. Il secolo XI

 La lotta per le investiture e le raccolte di diritto canonico

 Burcardo di Worms (decretum),

 Anselmo da Lucca (1063-1073, collectio canonum)

 Ivo di Chartres (Decretum, Panormia, Tripartita)

 Gregorio VII (1073-1085)

 Dictatus papae (1075-76)

a noi giunto all’interno del registro di lettere di papa

Il Dictatus Papae,

Gregorio VII, è costituito da una raccolta di 27 proposizioni che introducevano

una profonda modifica nell’ordinamento della Chiesa attraverso la recezione

dei principi fondamentali del programma della riforma ecclesiastica.

Si suppone che sia stato redatto dallo stesso pontefice e forse rappresenti

una sorta di indice di principi destinati ad essere sviluppati più ampiamente per

servire di base a una specifica raccolta di norme canoniche.

Nel Dictatus Papae si sostiene, soprattutto, la posizione del papa quale

vertice dell’ordinamento giuridico ecclesiastico e quindi immune da qualsiasi

autorità superiore, sia spirituale che temporale 51

XI. Il secolo XI

 Gli scriptoria

 ricompaiono alcuni manoscritti giustinianei

 La collectio britannica

 collana di frammenti dei Digesta misti a fonti canonistiche

 prima corposa riapparizione dei Digesta, nata in seno al movimento

riformatore gregoriano

 La cosiddetta “scuola di Pavia”

 e tribunale degli imperatori e re d’Italia: scuole per la

palatium

formazione di operatori del diritto longobardo-franco

 Liber legis langobardorum (liber papiensis): raccolta cronologica

 Lombarda: raccolta sistematica

 Expositio ad librum legis langobardorum: unica ma rilevantissima

testimonianza dell’esistenza della “scuola” pavese, che documenta un

lavoro interpretativo di buon livello da parte di alcune generazioni di

operatori del diritto

 antiquissimi, antiqui, moderni: teoria della lex generalis omnium 52

XII

Ravenna, Roma, Pepo 53

XII. Ravenna, Roma, Pepo

 Tesi storiografiche superate

 “scuola Ravenna”

la di e Pietro Crasso

 Due passi di Odofredo

 “in

(D.1,1,6): primo cepit studium esse in civitate ista in artibus, et cum

studium esset destructum Rome, libri legales fuerunt deportati ad

istam”;

civitatem Ravenne, et de Ravenna ad civitatem

 “maiores …

(D. 35, 2, 32): nostri ita referunt Debetis scire, studium fuit

primo Rome, postea, propter bella que fuerunt in marchia, destructum est

studium. Tunc in Italia secundum locum obtinebat Pentapolis, que dicta

Ravenna postea post mortem Karoli civitas illa collapsa est,

postmodum fuit translatum studium ad civitatem istam, cum libri fuerunt

portati. Fuerunt portati hi libri: Codex, ff. vetus, et novum et Insti. Postea

fuit inventum infortiatum, sine tribus partibus, postea fuerunt portati Tres

libri, ultimo liber Authenticorum inventus est. Et ista ratio quare omnes

separatim”.

libri antiqui habent 54

XII. Ravenna, Roma, Pepo

 disputa sul computo dei gradi di parentela di s. Pier Damiani

Pier Damiani, Opusculum octavum de parentelae gradibus:

“processerat ut sapientes civitatis in unum convenientes, siscitantibus

florentinorum veredarii, in commune rescripserint septimam

generationem canonica auctoritate praefixam ita debere intelligi ut,

numeratis ex uno generis latere quatuor gradibus, atque ex alio tribus,

iure iam matrimonium posse contrahi videretur … ut qui tenetis in

gymnasio ferulam, non vereamini subire in ecclesia disciplinam, et qui

tanquam docti peroratis in in tribunalibus causas, sufficiat vobis sicut

docentis in oratorio christi audire sententias”. 55

XII. Ravenna, Roma, Pepo

 la scuola di Roma (Odofredo)

 1118: Irnerio e l’antipapa Maurizio Burdino. Irnerio continua il

suo insegnamento a Roma?

 il placito di Marturi (1076)

 Pepo

 Burcardo di Ursperg (Cronaca)

 commento ai ‘libri dei re’, 1179-1189)

Rodolfo il Nero (Moralia regum:

 summa ‘Iustiniani (Provenza, prima metà del sec. XII)

est in hoc opere’

 giudizio negativo di Odofredo 56

XII. Ravenna, Roma, Pepo

 clarum bononiensium lumen: Gualfredo vescovo di Siena (m. 1127)

[de utroque apostolico - Sigismondo Ticci (m. 1528)]

 a Bologna: vescovo ortodosso Sigifredo / vescovo scismatico Pietro

(1085/1096)

 Exceptiones legum romanarum Petri: libro di Tubinga, collezione

vercellese, libro di Admont, libro di Ashburnham, libro di Graz

 Brachylogus iuris civilis (Francia del sud, inizi XII sec.: presenza

del medesimo frammento del digesto allegato dai giudici di

Marturi) 57

XIII

Irnerio 58

XIII. Irnerio

 Irnerio

 bononiensis - teutonicus

 Irnerio: arti liberali, teologia, notariato

 Matilde di Canossa

 al seguito di Enrico V almeno dal 1116 e antipapale

 nomina a giudice, posizione filoimperiale, difesa dell’elezione

dell’antipapa [1112-1119 (1125)]

 la posizione filoimperiale è testimoniata anche, sul piano dottrinale, da

una sua nota glossa relativa al rapporto consuetudine / legge ove si

compone l’antinomia fra i passi di Salvio Giuliano (D. 1.3.32) e di

Costantino in base alla ratio temporis:

“loquitur haec lex [Salvio Giuliano] secundum sua tempora, quibus

populus habebat potestatem condendi leges, ideo tacito consensu omnium

per consuetudinem abrogabantur. Sed quia hodie potestas translata est in

imperatorem nihil faceret desuetudo populi”. 59

XIII. Irnerio

 attenzione di Irnerio per la prassi

 il formularium notarile edito alla fine del sec. XIX da G.B. Palmieri non

appartiene a Irnerio, ma certamente egli ebbe contatti con l’ambiente colto

dei notai

 formula dell’enfiteusi e 4 strumenti (compravendita, enfiteusi, donazione,

testamento)

 approccio filologico al testo giustinianeo

 la costruzione dei libri legales nelle cinque parti

 atteggiamento davanti alle Novellae:

“hinc argumentum sumi potest quod liber iste, id est autentica, sit

repudiandus. Eius enim stylus cum ceteris Iustiniani constitutionibus nullo

modo concordat, sed omnino inter se discrepante item eius libri

principium nullum est nec seriem [= finem], nec ordinem aliquem habet.

Item novellae istae constitutiones, de quibus me loquitur, non promittuntur

nisi de novis negotiis et nondum legum laqueis innodati »

 i “somnia fittinghiana” sulla produzione scientifica di Irnerio 60

XIV

I Glossatori 61

XIV. I Glossatori

 dai 4 dottori a Giovanni Bassiano

 la grande forza del metodo esegetico varato da Irnerio si innestò in una

“scuola”, ossia in una stabile tradizione di insegnamenti giuridici retti in

Bologna da successive generazioni di dottori

 i 4 dottori e le leggendarie divergenze tra Bulgaro e Martino

 Ottone Morena (Aulo Gellio per la morte di Aristotele)

 Azzone: Martinus inaherebat literae tanquam iudaeus

 Martino spiritualis homo

 Bulgaro: la novità del rigorismo

 ‘grammatica’ e ‘retorica’ nell’insegnamento del diritto

 Rogerio: le quaestiones super institutis e le enodationes quaestionum

super codice

 Modi vecchi e nuovi di insegnare e fare diritto 62

XIV. I Glossatori

 la letteratura processualistica

 il De actionum varietate di Piacentino (1160)

 il De natura actionum, forse di un Gerardus a Saint Gilles

 scuole langobardistiche

 Carlo di Tocco, Roffredo Beneventano e la scuola meridionale

 Piacentino

 Sermo de legibus;

 i miseri bononienses

 la tradizione retorica;

 la summa ai Tres libri (gli ultimi tre libri del Codice) 63

XIV. I Glossatori

 Pillio da Medicina

 le Quaestiones auree

 il Libellus disputatorius

 i brocardi

 interessi feudistici

 le scuole cosiddette ‘minori’ e le attitudini diverse da quelle bolognesi:

processualistiche e summistiche (Provenza)

 le tre redazioni dei Libri Feudorum

 Uberto dall’Orto; Iacopo d’Ardizzone; Iacopo Colombi

 la decima collatio = la normativa feudale entra a far parte dei Libri legales

e del circuito scolastico 64

XIV. I Glossatori

 la svolta di Giovanni Bassiano

 da Ugolino ad Azzone

 la crisi della glossa e l’esigenza di ordine

 Iacopo Balduini, Odofredo e la linea alternativa

 perdente in Italia, ma destinata ad attecchire in Francia

 Accursio e la Magna Glossa al Corpus Iuris Civilis 65

XIV. I Glossatori

 nuova sistematica dei testi giustinianei:

vol. 1. Digestum vetus (libri 1-24)

vol. 2. Infortiatum (libri 25-38)

vol. 3. Digestum novum (libri 39-50)

vol. 4. Codex (libri 1-9)

vol. 5. Volumen: Institutiones

Tres libri codicis (libri 11-12-13)

Authenticum

Libri feudorum 66

XV

Il diritto romano

e i primi centri di studio 67

XV. Il diritto romano e i primi centri di studio

 la glossa come “testo aperto”: esegesi, interpretatio e sintesi

 gli universi concentrici: omnia in corpore iuris inveniuntur

 Aequitas

 aequitas come strumento normalizzatore

 aequitas religiosa (misericordia, salus animarum)

 aequitas romana (quae in paribus causis paria iura desiderat)

 medievale: corrispondenza dell’atto alla sua causa

aequitas

 causa rudis / naturalis (in rebus ipsis) - causa constituta / civilis 68

XV. Il diritto romano e i primi centri di studio

 il nesso ius divinum / leges

 usura: Novella 34

 Bibbia, Vangelo di Luca: mutuum date nihil inde sperantes

 Bibbia, Vangelo di Matteo: in ore duorum vel trium stet omne verbum

 universalità del diritto comune

 diritto universale, lingua universale

 licentia docendi, licentia ubique docendi (studium generale) 69

XV. Il diritto romano e i primi centri di studio

 la prima organizzazione degli Studia giuridici

 la societas universitas scholarium

 universitas magistrorum

 modello bolognese / modello parigino

 rectores

 universitates (ultramontani, citramontani)

 nationes

 collectae

 gli studenti e il comune

 i dottori e il comune

 la dieta di Roncaglia (1158)

 l’authentica “Habita” (1155-58) 70

XV. Il diritto romano e i primi centri di studio

 La costituzione Habita di Federico I (1155-58)

Con tale privilegio, rilasciato una prima volta nel 1155 e quindi

integrato e promulgato solennemente nel 1158, Federico I Barbarossa

istituisce alcune concessioni in favore di studenti e maestri con

immediato riferimento a quelli bolognesi che vengono a costituire i

diritti fondamentali riconosciuti dall’autorità imperiale a tali categorie di

soggetti. I principi così sanciti riguardano i seguenti punti:

1. a studenti e maestri è riconosciuto il diritto di muoversi in

completa libertà e sicurezza per raggiungere i centri di studio che

desiderano liberamente frequentare

2. studenti e maestri sono posti sotto la diretta protezione

imperiale contro ogni molestia e danno

3. la giurisdizione sugli studenti è sottratta ai magistrati cittadini

per essere affidata ai rispettivi maestri e, per quelli di condizione

ecclesiastica, al vescovo locale 71

XV. Il diritto romano e i primi centri di studio

 modelli di università

 spontanee

 comunali

 imperiali

 signorili 72

XVI

Il diritto canonico 73

XVI. Il diritto canonico

 Graziano

 Concordia discordantium canonum / Decretum (1140?)

 dicta e paleae

 Paucapalea e Rolando

 Alessandro III e Innocenzo III

 Quinque compilationes antiquae

I) Compilatio I: redatta da un canonista operante nella curia di Roma,

Bernardo da Pavia, verso il 1190 preparando una raccolta di circa 900

pezzi. Attinge direttamente agli archivi papali riunendo Decretali

prodotte dalla metà del secolo XII agli atti dei grandi concili tenuti nel

corso dello stesso secolo XII (detta perciò Breviarium

extravagantium). Di questa raccolta viene predisposta anche una

seconda redazione rivista nel 1192-98. 74

XVI. Il diritto canonico

Le consolidazioni canonistiche, a partire dalla Compilatio I di

Bernardo da Pavia, sono suddivise in 5 libri secondo alcuni grandi

argomenti che organizzano sistematicamente le fonti:

all’organizzazione

iudex (relativo alle autorità giudiziarie e dei

tribunali)

iudicium (relativo al processo, alle sentenze e alla procedura)

clerus (relativo agli ecclesiastici, sui loro diritti e privilegi)

connubium (relativo al matrimonio, e quindi sul diritto di famiglia e

delle persone)

crimen (relativo alla procedura e al diritto penale) 75

XVI. Il diritto canonico

II-III) Compilatio III: si tratta di una raccolta di 482 Decretali di

Innocenzo III preparata al più tardi nel 1209 da Pietro Collevaccino da

Benevento e inviata nel 1210 a docenti e studenti dello Studium di

Bologna, ove venne anche glossata (per cui acquista carattere ufficiale).

Ad essa fece seguito la Compilatio II (1210-12), con una serie di

Decretali omesse nella raccolta precedente e raccolte a cura di Giovanni

di Galles.

IV) Compilatio IV: si tratta di una raccolta operata da Giovanni Teutonico

di 71 canoni del IV Concilio Lateranense del 1215, cui vengono

aggiunti altri 104 testi di Innocenzo III; rimane ancora una raccolta a

carattere privato. 76

XVI. Il diritto canonico

V) Compilatio V: redatta dal canonista Tancredi (arcidiacono di Bologna)

nel 1224, su ordine di papa Onorio III, raccogliendo le sue decretali

degli anni 1216-26 e unendovi anche la costituzione emanata da

Federico II nel 1220 al momento dell’incoronazione imperiale (la

Constitutio in Basilica Petri), che privilegiava la Chiesa. Tale raccolta

ottiene il riconoscimento ufficiale nel 1226 tramite il suo invio a

studenti e maestri dello Studium di Bologna e di Padova.

 il papa ora dispone anche che i testi debbano essere citati nei tribunali,

oltre ad essere utilizzati nelle scuole, così come figurano nella raccolta

di Tancredi.

 per la prima volta il papato assume consapevolmente il ruolo di

legislatore per la Cristianità intera per mezzo del Diritto 77

XVI. Il diritto canonico

 Corpus Iuris Canonici

 Decretum

 Liber extra (1234 - Raimondo de Peñafort, Gregorio IX - rex pacificus)

 Liber sextus (1298 - Bonifacio VIII)

 Clementinae (1316 - Clemente V, Giovanni XXII)

 Extravagantes (Giovanni XXII sqq.)

 decretisti e decretalisti

 glosse, glosse ordinarie (Giovanni Teutonico, Bartolomeo da Brescia,

d’Andrea),

Giovanni summae

 gli esordi decretistici: Uguccione da Pisa

 i decretalisti: Goffredo da Trani; Sinibaldo Fieschi; il cardinale Ostiense

(Enrico da Susa) 78

XVI. Il diritto canonico

 utrumque ius e ratio peccati (Innocenzo III)

 da Vicarius Petri a Vicarius Christi (bolla Unam sanctam - Bonifacio

VIII)

 potestas indirecta / potestas directa in temporalibus

 papa ratione peccati se intromittit de omnibus; lupi rapaces (Odofredo);

nullus bonus iurista nisi sit decretista

 specificità canonistica

 società sacra; salus animarum, ratio peccati vitandi, ratio scandali vitandi

– –

(rigor / moderatio temperatio / relaxatio / dissimulatio temperantia)

 aequitas canonica; semplicità canonistica (contratti)

 concetto di persona giuridica (corpus mysticum)

 processo romano-canonico 79

XVII

I metodi di studio

e di insegnamento 80

XVII. I metodi di studio e di insegnamento

 caratteri dei postaccursiani

 Francesco d’Accursio, Alberto da Gandino, Guglielmo Durante, Dino del

Mugello

 Rolandino de’ Passaggieri e la scuola di notariato (Salatiele)

 La summa artis notariae rimane il formulario notarile seguito dai

professionisti sino a tutto il Settecento

 la letteratura della scuola dei Glossatori

1. legere, repetere 2. disputare

glosse interlineari e marginali quaestiones (mercuriales, sabbatinae)

autentiche quaestio iuris / quaestio facti

apparati di glosse quaestio legitima

distinctiones quaestio de facto emergens

lecturae, repetitiones tractatus quaestionum

dissensiones dominorum

summulae, summae 81

XVIII

Il sistema del diritto comune 82

XVIII. Il sistema del diritto comune

 Dalla seconda metà del Duecento l’Europa occidentale è accomunata

dall’appartenenza al sistema di diritto comune

 Per diritto comune si intende il complesso delle normative romano-

giustinianee (corpus iuris civilis) e canoniche (corpus iuris canonici)

vigenti ratione imperii nei territori appartenuti al Sacro Romano

Impero e, per la loro autorevolezza, imperio rationis nei territori

(come la Francia) che dall’Impero si erano sganciati 83

XVIII. Il sistema del diritto comune

 il sistema di diritto comune, che ha caratterizzato gli ordinamenti

giuridici europei fino a tutto il XVIII secolo, opera

contemporaneamente su due diversi livelli:

1. il livello delle fonti del diritto: dai comuni alle signorie ai regna, la

gerarchia delle fonti utilizzava il diritto comune come elemento di

integrazione rispetto alle fonti del diritto positivo locale (statuti,

consuetudini, legislazioni signorili e regie, giurisprudenza). Col tempo

aumenta il grado di sussidiarietà del diritto comune e si assiste a una

sua progressiva emarginazione

il livello dell’interpretazione dottrinale:

2. i concetti, le figure, gli

istituti del diritto comune costituivano l’unico ed unitario sistema

dogmatico di riferimento per gli interpreti ed i legislatori europei

 questa sostanziale uniformità di matrice romanistica ha consentito a

un’Europa del diritto comune

Manlio Bellomo di parlare di 84

XIX

Le origini della scuola

dei Commentatori 85

XIX. Le origini della scuola dei Commentatori

 l’emersione razionalistica e il clima di Orleans

 lo studio della logica

 magistri artium

 il re di Francia e il diritto romano (1235)

 l’arrivo di maestri italiani della linea alternativa

 Jacques de Revigny

 disputa del 1260; vescovo di Verdun; muore nel 1296

 lecturae, repetitiones, quaestiones, alphabetum, pseudo-summa feudorum

 Pierre de Belleperche

 al servizio del re di Francia Filippo il Bello; vescovo di Auxerre;

cancelliere di Francia; muore nel 1308

 lecturae, repetitiones

 quaestiones come distinctiones 86

XIX. Le origini della scuola dei Commentatori

 specificità della scuola francese del Commento

 rapporti con le arti e la teologia

 atteggiamento teoretico

 (Giovanni d’Andrea)

maximi ruminatores

 doctores ultramontani inhaerent fantasiis eorum magis quam rationi

(Bartolo)

 caratteri del metodo dei Commentatori

 ripresa della logica nova di Aristotele, accentuazione della dialettica

 interpretazione passiva / attiva, recettiva / creativa

 creazione del sistema:

 ubi est eadem ratio, ibi est idem ius (diritto come miniera di rationes);

 argumentum a simili;

 argumentum ab auctoritate;

 sillogismo dialettico e sillogismo apodittico;

 diritto come scientia e come prudentia 87

XIX. Le origini della scuola dei Commentatori

 letteratura

 esegetica

 sentenziale

 monografica

 miscellanee / repertori 88

XX

La scuola del Commento

in Italia 89

XX. La scuola del Commento in Italia

 Cino da Pistoia

 studi in Francia? Nobile, poeta, bandito, seguace dell’imperatore Arrigo

VII; da Siena a Perugia (1326); da ghibellino a guelfo

 repetitio bolognese di Pierre de Belleperche

 l’opera di Martino Sillimani e Dino del Mugello

 glossae contrariae di Accursio; commentari al codex, quaestiones,

casus, additiones

 Bartolo da Sassoferrato (1314-1357)

 allievo a Perugia di Cino da Pistoia (1328), a Bologna di Iacopo Bottrigari

 baccelliere (1333), dottore (1334); ambasciatore e consigliere di Carlo IV

 amplissima produzione / falsificazioni

 enorme successo / cattedre su Bartolo / auctoritas normativa

 propensione ‘giuspubblicistica’ (statuto reale / statuto personale);

rappresaglie; teoria della iurisdictio; signoria come tirannide

(contrapposizione tiranno / iudex) 90

XX. La scuola del Commento in Italia

 Baldo degli Ubaldi (1327-1400)

 casata nobile, fratelli giuristi; Perugia, Firenze, Pisa, Padova, Pavia;

ambascerie e rapporti con Gregorio XI e Urbano VI (grande scisma)

 commentari, feudi, pace di Costanza, diritto canonico, margarita su

Innocenzo IV, rosarium

 consilia

 il consilium pro veritate erede del consilium sapientis iudiciale

 collocazione tecnico-processuale: testis iuris

 le raccolte di consilia 91

XX. La scuola del Commento in Italia

 i Commentatori come consiliatori

 dai glossatori a Baldo

 Paolo di Castro, i Saliceto, Giovanni Nicoletti

 I trattati De maleficiis: da Angelo Gambiglioni a Ippolito Marsili

 Francesco Accolti e Alessandro Tartagni (Giason del Maino, Filippo

Decio, Bartolomeo Socini, Carlo Ruini)

 consiliatores e communis opinio

 l’exemplum)

la prammatizzazione (auctoritates,

 communis opinio e certezza endogiurisprudenziale

 communis opinio: maior pars / sanior pars

 lecturae o consilia; Andrea Alciato, Tiberio Deciani

 dalla giurisprudenza consulente alla giurisprudenza dei grandi

tribunali 92


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Diritto Medievale e Moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Sarti Nicoletta.

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