Storia del diritto medioevale e moderno
Introduzione storica
Alto medioevo → caduta impero romano / fine 1000
Basso medioevo → fine 1000 / scoperta dell'America (1492)
Età moderna → 1492 / primi codici
Riscoperta del diritto romano
Tra il 1000 e il 1100 il diritto romano viene riscoperto a Bologna (Irnerio) e contagia tutta l'Europa, grazie al recupero di 4 opere della compilazione giustinianea che erano state dimenticate. Quando la popolazione romana fu soggiogata dai barbari, la conservazione delle opere romane non fu più una priorità, ma i monaci amanuensi si impegnarono a conservare la cultura romana copiando i testi.
Del diritto romano rimane la memoria delle regole = consuetudini → sotto il regno dei barbari vige la regola per cui ciascuno doveva vivere secondo il proprio diritto (principio della personalità del diritto), quindi i romani rimangono sottoposti alle loro regole → grazie al mantenimento di tali regole ci sarà una contaminazione. Le istituzioni imperiali crollano definitivamente con la seconda ondata di conquista (Longobardi – 568 - Lombardia).
Barbari e romani
Le popolazioni romana e barbariche sono molto diverse. In particolare, i barbari sono nomadi e hanno abitudini diverse: vivono di caccia e bottini di guerra, non hanno il concetto di proprietà. La struttura sociale delle popolazioni barbariche è difficile da ricostruire perché essi non conoscevano la scrittura e tramandavano le regole oralmente = consuetudini.
Gli atti di diritto pubblico e privato dovevano essere svolti di fronte a tutta la comunità e con una certa cerimonia per avere efficacia. I capo-famiglia non avevano gli stessi poteri dei pater-familias romani → avevano potere di tutela e direzione ma senza escludere la capacità d'agire dei figli.
Struttura sociale e diritto barbarico
- I liberi potevano partecipare all'esercito (la più importante istituzione sociale), gli schiavi (soprattutto conquistati) no.
- Alla carica militare era connessa la carica giurisdizionale → la risoluzione delle controversie non era affidata a una struttura istituzionale e non si svolgeva in luoghi specifici. Si usava la faida = vendetta: un soggetto/famiglia che subiva un'offesa (civile o criminale) aveva il diritto di offendere a sua volta il soggetto/famiglia che gli aveva procurato l'offesa infliggendogli lo stesso danno.
- Per alcune lesioni era possibile chiedere la composizione pecuniaria = giubrigivido (rapportato a entità del danno e condizione sociale dell'offeso) → per mantenere pace sociale e stabilità.
- Se l'offensore non è individuato si usava l'ordalia = duello giudiziario: la famiglia offesa accusava X e X negava; la prova poteva consistere in pratiche diverse (per es prove del fuoco); vincere significava avere il favore della divinità.
Influenza della cultura romana
A contatto con la popolazione romana i barbari imparano a scrivere e cominciano a mettere per iscritto le loro consuetudini usando il latino = le popolazioni si mischiano e la cultura romana vince su quella barbara per la sua superiorità. Le popolazioni barbare si convertono al cristianesimo e cambiano le loro abitudini (per esempio, maggior riguardo per i servi). Anche i principi cristiani si traducono in regole scritte.
Ora la figura del re è quella di una guida del popolo superiore (in periodo nomade non c'era superiorità), ma la sua legittimazione sta nel popolo. Può imporre regole non necessariamente consuetudinarie, quindi il diritto si sviluppa grazie alla messa per iscritto di consuetudini barbariche e romane.
Il regno carolingio
Regno carolingio → prende il nome da Carlo Magno, anche se non è il primo della sua stirpe. Egli diventerà imperatore del Sacro Romano Impero. Il Regno carolingio è la prima manifestazione concreta di 3 elementi:
- Chiesa
- Cultura romana
- Cultura barbarica
Con la battaglia di Poitiers 732, Carlo Martello ferma l'avanzata araba = senso di comunità in Europa grazie alla religione (gli arabi sono nemici perché di religione diversa).
Struttura del regno di Carlo Magno
Il territorio è molto ampio a causa delle conquiste. I collaboratori più stretti del re sono i conti che hanno il compito di governare territorialmente → per legarli a sé Carlo Magno usa l'istituto del feudo che si compone di 2 elementi:
- Elemento personale = rapporto fiduciario (fiducia + obbedienza). Il signore (Carlo Magno) investe un soggetto inferiore (conte) con il titolo di vassallo, ciò comporta:
- Benefici → per esempio governo di un territorio, rendita a tantum o nel tempo, denaro, cariche...
- Doveri → l'obbligo fondamentale è quello di fedeltà, infatti la sua violazione è il crimine più grave.
Il legame feudale
Il legame si stringe con un giuramento, quindi l'obbligo di fedeltà opera anche verso Dio. L'obbligo di fedeltà si compone di:
- Auxilium = aiuto militare
- Consilium = aiuto di contribuire a importanti decisioni → se il signore chiede aiuto il vassallo è obbligato a rispondere.
Inizialmente il signore ha più vassalli, mentre il vassallo ha un solo signore. Successivamente, i vassalli cominciano a legarsi a più signori ma ciò crea problemi quando i signori entrano in guerra tra loro → soluzione = il vassallo deve dichiarare a quale signore dà priorità. Il feudo non è solo una concessione privata, ma un modo per conferire incarichi pubblici.
Il diritto del vassallo
Il signore ha un obbligo di protezione nei confronti del vassallo. Alla morte del vassallo il vincolo si scioglie perché è un vincolo di fiducia. Il signore nomina un nuovo vassallo, che solitamente è l'erede del precedente → questo uso diventerà successivamente una pretesa, finché nel 1038 con Corrado II i feudi minori diventano ereditari (passano al figlio maschio primogenito), anche se con necessità di giuramento. Per i feudi maggiori, invece, questa regola non opera.
Feudo e politica sociale
Sempre in questo periodo si stabilisce che il vassallo può sottrarsi all'auxilium se dimostra che la guerra è ingiusta in base a ideali religiosi → il legame tra signore e vassallo diventa più labile. Il feudo consentiva il governo di un territorio in via legittima, ma poteva accadere che un signore rubasse il territorio di un altro e vi costruisse un castello (= strumento di difesa e manifestazione del potere della famiglia) → incastellamento. Questo tipo di conquista è illegittima e il signore è tale solo di fatto. Dato che egli deve rapportarsi con i vicini ricerca una legittimazione: dà il territorio al signore superiore e vi si lega; il signore superiore accetta la signoria e legittima il potere del signore di fatto (che diventa feudatario) dandogli anche protezione.
Il feudo diventa il centro della vita sociale, politica, giuridica... le regole del feudo erano prima consuetudinarie e poi scritte, infatti la scienza giuridica inizia a usare gli schemi romanistici per regolare gli istituti e gli atti interni al feudo. Non ci sono istituzioni statali fisse. I rapporti istituzionali erano legati a personalità e famiglia di chi ricopriva le varie cariche.
La chiesa
Fase 1: persecuzioni. L'imperatore si vede come divinità e non accetta che i sudditi diano fedeltà ad un'altra entità. Anche la chiesa non accetta che i fedeli diano fedeltà all'imperatore in quanto divinità.
Fase 2: tolleranza. Con Costantino finiscono le persecuzioni.
Fase 3: riconoscimento. Con Teodosio la chiesa non solo è riconosciuta ma è l'unica religione a ottenere dei privilegi, per esempio i vescovi cominciano ad avere poteri pubblicistici.
Per la prima volta le strutture statali si interessano alla chiesa, la quale influenzerà aree pubblicistiche come il matrimonio, la giustizia... Ma i rapporti sono anche conflittuali perché l'imperatore tenta di ingerirsi nella chiesa su questioni sia ecclesiastiche che teologiche → l'imperatore convoca i concili e tenta di influenzare i vescovi. Soprattutto nella parte orientale dell'impero dove si determina il fenomeno del cesaro-papismo.
In occidente i vescovi frenano l'innesto dell'autorità imperiale nella chiesa, per esempio Sant'Agostino arriva ad escludere l'imperatore Teodosio dalla comunione → è uno dei tanti modi per separare il potere laico da quello ecclesiastico e per far prevalere i valori cristiani rispetto al potere di comando. Alla fine sono gli stessi imperatori a riconoscere l'autonomia della Chiesa.
Chiesa e impero
Per distinguere chiesa e impero ci sono state molte teorizzazioni. La chiesa permea nello stile di vita dei barbari, per esempio negli ambiti di manomissione dei servi, famiglie dei servi e posizione della donna. La chiesa dà origine al monachesimo: nel 200 in Egitto Sant'Antonio diventa eremita e attira altri individui dando origine alla vita cenobitica = vita comunitaria di preghiera. Tale schema si ripropone anche in Europa (inizialmente in Irlanda) dove nascono i monasteri dove si riflette, si conservano opere, si conduce uno stile di vita diverso... i monasteri diventeranno anche dei rifugi durante le invasioni barbariche.
Papa Gregorio Magno sosterrà la regola benedettina (= ora et labora). Inoltre teneva un registro di lettere che inviava in risposta a richieste di vescovi circa il modo di comportarsi in certe situazioni → nasce il metodo delle risposte = trovare la regola da applicare al caso estraendola dal testo biblico e citando il diritto romano (ciò che poi faranno i giuristi dal 1100 in poi).
I penitenziali
Esistono anche i penitenziali = testi destinati al clero che servono per individuare la giusta penitenza per i peccati. Hanno una struttura tariffaria (=corrispondenza tra peccato e conseguenza) → i più antichi risalgono al 300. Essi rafforzarono le regole civili perché lo stesso fatto (reato/peccato) era punito due volte. A volte i penitenziali sanzionavano fatti che nella cultura laica non erano ancora considerati reati. La pena nella concezione religiosa è modulata in base a intenzione e volontarietà = prima teorizzazione dell'elemento soggettivo del reato.
Ruolo della chiesa
Durante le invasioni barbariche la chiesa è l'unico punto di riferimento non barbarico per la popolazione. La figura del vescovo assume importanza: è capo spirituale delle diocesi, aveva il privilegio del foro (diritto di essere giudicato da pari e non da autorità laiche), ha competenza giurisdizionale sui fedeli = episcopalis audientia = i fedeli si rivolgono ai vescovi per chiedere giustizia in controversie sia spirituali che civili, e ciò che loro decidono viene rispettato.
Inoltre la chiesa è l'unica a prestare assistenza a poveri e malati. Le autorità laiche cominciano ad interessarsi alla cattedra vescovile data la sua forza civile. I vescovi cominciano ad essere imposti dalle famiglie più importanti del luogo e diventano signori territoriali con funzioni pubbliche non religiose. La scelta dei vescovi interessa:
- La chiesa, che cerca di mantenere il controllo della carica
- L’autorità pubblica, che cerca di controllare la carica
Riforma della chiesa e rapporto con l'impero
Nell'anno 1000 inizia una riforma a partire dai monasteri, per riconquistare la libertà della chiesa, far venir meno l'influenza dell'autorità sulle cariche religiose e svincolare il Papa dal potere delle famiglie romane. Papa Leone IX impose che la scelta del Papa fosse compiuta da una riunione di cardinali. Da questo momento si afferma la superiorità del Papa sugli altri vescovi.
Il massimo contrasto tra Chiesa e Impero sorge nel 1075 quando Gregorio VII emana il Dictatus Papae: il Papa è descritto come una figura superiore rispetto agli altri vescovi e nessuna autorità può essergli superiore, nemmeno quelle esterne alla chiesa. Egli si staglia come guida della chiesa = può deporre/trasferire chierici, sacerdoti e vescovi; può modificare le diocesi; può avocare a sé le cause; può prendere decisioni generali valide per tutti i fedeli; può promulgare norme giuridiche.
Diritto canonico (1100)
Nella Chiesa sono sempre esistiti due diritti:
- Divino = si manifesta direttamente da Dio o dall'ordine del creato
- Rivelazione → Bibbia
- Tradizione → diritto divino positivo (scritto)
- Divina = insegnamenti di Gesù agli apostoli
- Umana = insegnamenti degli apostoli
- Umano
- Diritto ecclesiastico = regole elaborate dalla chiesa
- Consuetudinario
- Legislativo (decretales papales)
- Diritto secolare = regole elaborate fuori dalla chiesa
- Diritto ecclesiastico = regole elaborate dalla chiesa
Il diritto della chiesa è percepito come diritto che riguarda tutti i fedeli e non solo la chiesa in sé. Il diritto secolare non può contrastare con quello divino.
Concetto di potere nella chiesa
La chiesa comincia a riflettere sul concetto di potere = forza preordinata a un fine, anche svincolata dalla persona o dal potere economico-patrimoniale → connotazione giuridica del potere. La Chiesa sarà il modello degli Stati moderni sotto il profilo istituzionale.
Memoria del diritto romano
Per tutto l'Alto Medioevo si perde la produzione romana di norme, e non ci sono attestazioni di scuole giuridiche fino all'anno 1000. La memoria del diritto romano rimane nelle consuetudini, nei monasteri con le opere di conservazione e nei richiami nei testi canonistici. In questo periodo il diritto non è una scienza autonoma, ma costituiva parte dell'etica e di altre materie.
Studio giuridico nel medioevo
Lo studio giuridico inizia nell'anno 1000 a Pavia, capitale del Regno Longobardo, dove per studiare i testi barbari si utilizza il diritto romano. Processo Placito di Marcuri: un monastero si rivolge al giudice perché gli erano stati sottratti dei beni da un signore che li aveva dati in beneficio a un vassallo. Dalla vicenda erano passati decenni e il titolare dei beni sosteneva di averli ottenuti in via legittima. Il giudice dà ragione al monastero per diniego di giustizia (per precedenti ricorsi non accolti) → restitutio ad integrum = istituto romano.
I giudici usano il diritto romano non per imposizione ma per conoscenza, data l'esigenza di cercare regole più adatte ad una società più complessa. Leggenda narra che fu Matilde di Canossa a chiedere a Irnerio di studiare il diritto romano, ed egli fonderà la Scuola di Bologna.
Edictum Rothari (643)
Glossatori. I glossatori ricercano l'armonia tra i passi contrastanti del Digesto approcciandosi al testo partendo dal presupposto che esso contiene una giustizia divina da sviscerare. Grazie al loro lavoro il diritto diviene insegnamento perché elaborando i testi romani essi sono messi a disposizione di altri. Lo strumento usato è la glossa = annotazione:
- Interpretativa o grammaticale
- Interlineare (breve, di solito consistente in una traduzione) o marginale (commento più ampio)
Metodi di studio e insegnamento
Le glosse aumentano nel tempo con la progressiva conoscenza del testo, tanto che non ci stanno più sulle pagine dei testi. Ma comprare pergamene è costoso quindi si cancellano vecchie glosse e se ne inseriscono di nuove. A fianco della glossa di poneva una sigla per riconoscere chi ne fosse l'autore. Inizialmente le glosse sono disordinate quindi i magistri iniziano a riordinarle riscrivendole in ordine per avere un ragionamento consequenziale = apparatus (opera collettiva, di più persone).
Apparatus e Magna Glossa
Procedere con commenti accanto al testo giustineaneo è un metodo già usato nell'Alto Medioevo in ambito religioso. Il culmine di tale metodo è raggiunto nel 1200 con la Magna Glossa di Accursio = opera finale in cui sono ricomprese 5 generazioni di giuristi. La compilazione giustineanea viene letta solo attraverso opere commentate, quindi per l'insegnamento il testo di riferimento è la glossa accursiana. I magistri scrivono anche proprie opere per dare agli studenti una qualità di insegnamento migliore.
Il role delle glosse e gli sforzi giuridici
Distinguo → I glossatori cominciano anche a distinguere le glosse a seconda del loro scopo per precisare meglio i concetti. Usano lo schema dell'albero per esplicitare un ordine che corrisponde a quello della natura e di Dio.
- Brocarda = principi insiti nella compilazione e ricavati dai giuristi a partire dal testo.
- Solutio contraviorum = armonizzare i passi contrastanti → in realtà il contrasto è solo apparente e si può risolvere con delle argomentazioni (ci possono essere anche scuole di pensiero diverse che danno letture differenti di passaggi importanti della compilazione giustineanea, quindi si discute per trovare la soluzione corretta).
Nasce anche una riflessione sul metodo perché i giuristi cercano modi logici per individuare/creare categorie generali. Lo sforzo del giurista nel ricercare regole nuove deriva dall'esigenza di un diritto più adatto ad una società complessa.
Glossa Casus e questio
Una glossa particolare è la cosiddetta casus = esempio di fattispecie per spiegare la regola. Tale glossa si sviluppa nel tempo divenendo sempre più ampia.
Summa = scritto del giurista che fa riferimento alla compilazione senza riportarla. È un'opera unitaria e personale che tratta in modo sistematico istituti specifici. Grazie alla summa si capisce quanto la glossa sia limitata.
Questio = il magister formula un'ipotesi che non è contenuta nella compilazione, ma a cui si deve dare una risposta usando i testi romani; in questo modo non si ricerca più una verità divina e assoluta ma si ricerca una regola nuova che si adatti ai nuovi tempi → il giurista è più libero perché c'è la possibilità di soluzioni diverse, tra le quali si sceglie la più opportuna e meglio formulata. Per gli studenti è uno strumento stimolante che li abitua al dibattito e alla ricerca di soluzioni.
Influenza del diritto romano
Inizialmente la questio è inventata dal magister ma poi inizia a prendere in considerazione casi della prassi, quindi si crea un ponte tra teoria e prassi = dal testo giuridico a situazioni contingenti. Nel frattempo nascono testi giuridici che si occupano di statuti comunali, processi e altri ambiti del diritto che non si trovano nella compilazione giustineanea. Fino al 1150 non si parla di diritto feudale nelle scuole di diritto, ma dalla Relazione Obertina (= 2 lettere di Oberto Dall'Orto al figlio) traspare che nel mondo...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia del diritto medievale e moderno
-
Storia del diritto medievale e moderno
-
Storia del diritto medievale e moderno
-
Storia del diritto medievale e moderno