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Università degli Studi di Udine Anno Accademico 2020/2021

Appunti delle lezioni di storia del diritto italiano

Lorenzo Della Savia

"Res gestae" Fatti, quello che succede nel tempo e nello spazio.
"Historia reum gestarum" Storiografia.

Obiettivo di fare storia

"Rendere intellegibile il passato dell'uomo" (Marrou) / Comprendere il processo storico ≠ progresso → Rendere intellegibile Rendere accessibile alla mente umana il passato dell'uomo (non una serie di date e di fatti ma porre tutto questo in un rapporto causa-effetto), inclusi i movimenti culturali e il pensiero dell'uomo. Tra l'invenzione della scrittura (3000 a.C.) e anni recentissimi (cronaca). Tra preistoria e cronaca.

Il ruolo dello storico

Gloch: "Lo storico è come l'orco della favola: sa che c'è lavoro per lui quando sente odore di carne umana".

La storia si occupa dell'uomo perché gli riconosce una grandezza superiore rispetto agli altri animali. Capace di stupirsi della bellezza del mondo. Uomo natura debole a cui l'intelligenza (e non solo) ha consentito di dominare il mondo. La cultura ha agito sulla natura.

Bisogno di conoscere

L'uomo ha bisogno di conoscere, in parte imprescindibile dalla sua grandezza. È curioso perché superiore, è superiore perché curioso. Ha sfidato immensi pericoli per aumentare la propria conoscenza. La storia serve a recuperare le proprie radici e a superare lo sradicamento esistenziale, nonché la schiavitù del presente. L'uomo ha pensato in maniera diversa nel tempo, ma ha prodotto pensieri che ancora oggi possono ritenersi attuali = unità dell'essere uomo, fondamentale per fare storia.

Tommaso d'Aquino, per es., si fonda su Aristotele e Agostino nonostante avessero vissuto diversi secoli prima di lui. Anche le religioni si basano su questo principio.

Antigone di Sofocle

"Antigone" di Sofocle pone la domanda sulla legge dell'uomo e sui suoi limiti. Legge divina contro legge positiva. Editto reale viene ritenuto da Antigone illegale perché confligge con le leggi degli dei. Dimostrazione di come gli uomini del passato parlino ancora a noi. Le civiltà si sono costituite un'identità riappropriandosi del passato.

Rinascite storiche

Rinascita carolingia: quando si riscrivono le opere della classicità romano-latina arrivata sino a noi.
Principio di autorità ("Ipse dixit").
Rinascita del XII sec., riscoperta del "Corpus Iuris Civilis" di Giustiniano e delle opere di Platone e Aristotele con beneficio degli studi teologici e filosofici. Poi umanesimo e rinascimento, nuova concezione dell'uomo che però nasce dall'antico e dal classico.

Storia e arte

La storia fornisce personaggi, idee e fatti all'arte. Vedi "Promessi sposi" con la monaca di Monza, Federico Borromeo, o "Il nome della rosa" di Eco.

La nascita di Gesù

Gesù nasce nel 5-4 a.C. e muore nel 28 d.C.. Lo sappiamo perché il censimento di Augusto ha luogo nel 5-4 a.C. e muore a 33 anni. Apostoli sono dodici uomini perlopiù incolti che vanno per il mondo predicando il "Vangelo" ("buona novella"). Il numero di battezzati aumenterà considerevolmente. Anche a Roma dove giungono Pietro e Paolo. Pietro è il principale degli apostoli, nonché primo papa su investitura di Gesù. Paolo non è un apostolo: nasce come persecutore dei cristiani sino alla folgorazione sulla via di Damasco che ne provoca la conversione diventando il c.d. "Apostolo delle genti". Pietro muore crocifisso a testa in giù, Paolo decapitato. Papato è sempre stato a Roma (eccetto periodi quali la cattività avignonese). È Paolo a fornire un'organizzazione alla nuova religione, essendo più colto (andava ad Atene e discuteva con i filosofi greci).

I Romani e il Cristianesimo

I romani sono tolleranti e non vogliono avere problemi con le popolazioni sottomesse ("Pax" romana) e hanno luogo fenomeni di sincretismo religioso (frequentazioni tra popoli che arricchiscono di nuove divinità il "Pantheon" delle medesime popolazioni, quasi tutti politeisti). Monoteisti: cristiani ed ebrei. Cristiani non accettano che il loro dio venga adorato insieme ad altre decine di dèi, e non accettano neanche di venerare l'imperatore. Minavano le basi del suo potere. Ecco perché vengono perseguitati per oltre 250 anni; fino al 313 con un editto di Costantino (Editto di Milano). Editto di Tessalonica del 380: cristianesimo religione di Stato (ma non tutti sono cattolici).

Gesù e l'Impero

Gesù a Ponzio Pilato: "Reium meum non est de hoc mundo" (= "il mio regno non proviene da questo mondo"). Gesù non dice "non è qui" ma dice "non è da qui". Errato leggere in queste parole un'opposizione aprioristica e radicale al potere costituito (Gesù dice anche: "Date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio"). I cristiani hanno una legge superiore a quella positiva, cui obbediscono anche in contrasto con le leggi degli uomini. Quindi non possono neanche essere leali all'imperatore a prescindere. Adorano un uomo condannato a morte per l'amministrazione romana, predicano l'uguaglianza tra uomo e donna, padrone e servo, romano e barbaro, poco affidabili per la loro legge religiosa.

Persecuzioni e sacramenti

Non tutti i cristiani sono d'accordo con i sacramenti, coloro che non sono cattolici vengono ancora fatti oggetto di persecuzioni. Vengono quindi perseguitati gli eterodossi, indicati dai cattolici come eretici, a partire da Costantino. Nel 321 Costantino istituisce la festività della "Dies Solis" (equivalente della domenica, giorno del Signore). Nel 350 fonda Costantinopoli, che viene consacrata come città pagana. Nel 325 partecipa al concilio ecumenico a Nicea ma forse più per posa. Questo concilio pone il dubbio sulla questione cristologica, che contrappone ariani (seguaci di Ario) e cattolici. Ario sostiene che il figlio non è della stessa sostanza del padre. Per i cattolici Gesù Cristo è vero dio e vero uomo. In un successivo concilio a Costantinopoli (381) prende forma il concetto della trinità e del monoteismo politeista. Colui che ama, colui che è amato, e l'amore che lega i due.

Conversione dei barbari

Quando i barbari si convertono dal paganesimo al cristianesimo, si convertono all'arianesimo (a eccezione dei Franchi) perché il dio cristiano è un dio incomprensibile. Più facile passare dal politeismo al monoteismo ariano. In realtà però mantengono anche le altre divinità.

Cesaropapismo

Cesaropapismo Parola che riunisce autorità spirituale e temporale. L'autorità temporale si immette nell'ambito spirituale. L'imperatore vuole stabilire determinati dogmi e determinate realtà di fede. Il titolare del potere temporale è anche titolare del potere spirituale. Giustiniano è cesaropapista. Sequestra papa Vigilio a Costantinopoli e gli impone di condannare la dottrina dei tre capitoli (secondo lui troppo vicina al monofisismo, cioè il pensiero che Gesù sia un vero dio). Tuttavia era già stata accettata, questa visione, al concilio di Calcedonia. Ma nel 558, a Costantinopoli, questa visione viene condannata.

Concilio di Calcedonia

Fine IV sec. Ambrogio, legato al mito dell'Anticristo e del Giudizio universale, sostiene che l'imperatore non sia al di sopra della Chiesa ma che sia dentro la Chiesa. Richiesta di sottomissione all'imperatore da non confondere con una pretesa ierocratica (cioè che sostiene il primato della spiritualità). Dice però che l'imperatore, in quanto cristiano, è sottomesso alla Chiesa come tutti gli altri fedeli. Afferma la superiorità dell'imperatore "in temporalibus".

Ottato e la legge dell'Impero

Ottato sostiene che la Chiesa, in quanto organizzazione pubblica, deve uniformare le sue condotte alla legge dell'Impero. L'imperatore legifera anche per la Chiesa.

Dualismo gelasiano

494 Gelasio I scrive all'imperatore di Costantinopoli Anastasio dove chiarisce il quadro dei rapporti tra potere politico e religioso. Che vengono ribaditi anche nei secoli successivi. Propone il dualismo (passato alla storia come dualismo gelasiano). Nel dualismo gelasiano il Papa è più in alto dell'imperatore. Gelasio I è per il monofisismo e spiega come in meno di 200 anni le cose siano radicalmente cambiate per i cattolici (da perseguitati a superiori all'imperatore). Anche dell'anima dell'imperatore Dio chiederà conto al Papa. "Auctoritas sacrata pontificium" (potere del Papa) e "potestas" (potere del principe). Viene trascritto nel XII sec. nel "Decretum" di Graziano, un canonista che divide il diritto canonico dalla teologia. Concetto richiamato da Dante nella "Monarchia" anche se pone l'Impero sullo stesso piano della Chiesa, come due soli.

Ierocrazia

Ierocrazia Significa potere del sacro. Papi ierocratici nel Basso Medioevo, tra l'XI e il XIV sec. (Innocenzo III, Innocenzo IV, Gregorio VII, Bonifacio VIII). Si riconosce al pontefice la titolarità del potere spirituale e temporale (delega il potere temporale a un sovrano, ma il titolare è comunque il Papa). Nel corso dei secoli la Chiesa prende coscienza di sé attraverso i concili ecumenici attraverso i quali la Chiesa definisce dei dogmi attraverso la lettura dei testi sacri (decide, per es., quali testi siano sacri e quali no). Decide anche i rapporti tra i vescovi e il Papa. Vescovo di Roma è il Papa, tutti gli altri sono subordinati a lui come gli altri undici apostoli rispetto a Pietro. Vengono definite norme giuridiche per definire il funzionamento della Chiesa.

Fonti canoniche e conciliari

Due tipi di fonti: canonico conciliari (dei concili ecumenici, che venivano organizzati per rimediare a questioni cristologiche ritenute erronee e stabiliscono poche norme) e norme del Papa, cui si riconosce una potestà normativa sulla Chiesa solo a Occidente, mentre a Oriente è contestato (vedi Costantinopoli).

Scisma tra Chiesa cattolica e Chiesa di Costantinopoli

1054 Scisma tra Chiesa cattolica e Chiesa di Costantinopoli (ortodossa). Anche se la differenza verte sul "filioque" (cioè se lo spirito santo derivi dal padre e dal figlio o solo dal padre), quindi la messa di una Chiesa vale per entrambi. Troncone orientale e tradizione occidentale.

Epistulae e decretali

"Epistulae" o "Decretali" controfigura canonica dei rescritti imperiali. Sono risposte del pontefice in riferimento a casi concreti che gli vengono posti. Concernono casi particolari e le risposte riguardano quei casi ma viene affermato quel principio giuridico per tutti i casi simili, che quindi assume valore universale (es.: Come fare se due sordomuti vogliono sposarsi, dal momento che non possono dare il consenso, come chiesto da un vescovo di Brescia a Innocenzo III. La risposta è sì perché basta che facciano dei segni inequivocabili e non necessariamente verbali). Negli anni di Gelasio si producono le prime raccolte di decretali pontificie. La "Dionigiana", opera di Dionigi il Piccolo (con riferimento all'umiltà). Collezione canonista più importante. Nasce dai canoni orientali da cui estrapola una migliore traduzione più 38 decretali pontificie. Diventa il codice ufficioso della Chiesa di Roma.

Codici e collezioni

Nel 774 Carlo Magno sconfigge i Longobardi e riceve dal Papa questa collezione. Il Papa chiede di farla rispettare nei suoi territori anche se non è del tutto corrispondente alla collezione di Dionigi (viene continuamente modificata). "Collezione Dionisio-Hadriana". Altra collezione è la "Hispana" o "Isidoriana", fatta in Spagna e attribuita a Isidoro di Siviglia (autore di "Etimologie", uno dei pochi intellettuali dell'Alto Medioevo). Redatta prima in ordine cronologico e poi in ordine sistematico. Si aggiungono note di concili gallici e iberici (dunque territoriali e non ecumenici).

Crisi dell'Impero romano d'Occidente

Dalla metà del V sec. l'Impero romano d'Occidente è in crisi irreversibile. Con la deposizione di Romolo Augustolo le popolazioni barbariche trovano terra fertile alle porte di Roma. Alla fine del V sec., l'ex territorio dei Cesari è diviso in diversi regni romano-barbarici. Così definiti per due ragioni: 1) I re barbari si riconobbero all'interno della cornice imperiale e vollero il riconoscimento dell'imperatore di Costantinopoli (l'unico rimasto sulla scena), per legittimarsi agli occhi della popolazione sottomessa; 2) Perché sentono fortissimo il fascino della storia di Roma. Nell'apparato amministrativo fu cooptata l'aristocrazia romana. Ma vi furono frizioni tra l'elemento germanico e quello latino.

Confronto tra germani e latini

  • Differenza di fede religiosa. Latini cattolici, germani ariani.
  • Concezione della giustizia. I barbari la considerano un fatto privato (vendetta, faide), i latini la considerano espressione di precise norme giuridiche.
  • Diversa struttura della società. Barbari hanno struttura tribale, latini sono evoluti ed economicamente differenziati.

Regni visigoti

Visigoti Regno impiantato prima a Tolosa e poi a Toledo. Due raccolte di leggi: "Lex Visigothorum" e "Lex Romana Visigothorum" (o "Breviarium Alaricianum"). "Lex Visigothorum" ha un primo nucleo che nasce nel V sec. ma è opera soprattutto del re Alarico II (VI sec.). Raccolta di prassi volgari romane. "Lex Romana Visigothorum" è certamente opera di re Alarico II (506) ed è divisa in due sezioni: "Leges" e "Iura". Prima sezione troviamo una parte del Codice teodosiano e alcune costituzioni imperiali di Teodosio II, Valentiniano III e altri imperatori del V sec.. Seconda sezione c'è una raccolta di pareri degli antichi giureconsulti (in particolare "Pauli Sententiae" e "Liber Gai", rispettivamente III e II sec., rivedute e corrette). Rescritti del Codice gregoriano ed ermogeniano più codici non ufficiali di epoca diocleziana. Fonti normative riprodotte in originale (genuino diritto romano).

Perché due legislazioni? Forse una si applicava ai Visigoti e l'altra ai Romani (ecco perché i due nomi). Principio della personalità del diritto considerato normale dai barbari che erano nomadi e non conoscevano quello della territorialità. La legge che uno doveva seguire era sempre la medesima. Spiegazione però non soddisfacente, perché la "Lex Visigothorum" non è una raccolta di consuetudini barbare ma romane. Ha norme su commercio, commercianti, ebrei, ecclesiastici e non poteva essere riservato ai Visigoti. (Prassi romane volgari derivano da compendi semplificati rispetto alle norme originarie a causa del declino del diritto dopo le invasioni barbariche; oppure da consuetudini romane tramandate oralmente; oppure istituti diffusi nella prassi in determinati territori di determinate province, che possono contrastare le norme romane ed essere cioè "contra legem"). La "Lex Visigothorum" fu probabilmente lo strumento utilizzato dai re visigoti per introdurre gli antichi nomadi nella società civile, per farne dei cittadini oltre che soldati. Regolare rapporti giuridici tra Visigoti e autoctoni. Più comprensibile per gli incolti barbari e così i Romani vi si adattavano subito. "Breviarium Alaricianum" fu invece pensato per i latini e solo di riflesso per i Visigoti. Era un deposito di regole per l'interpretazione del diritto (anche della "Lex Visigothorum"). I Romani potevano ricorrervi per colmare le lacune della "Lex Visigothorum" (funzione sussidiaria).

Regno dei Burgundi

Burgundi V-VI sec. occupano le terre della Borgogna. Sovrano più importante: Gundovado (473-516). Devoto all'Impero e all'imperatore, così come i successori. Ordinamento con due raccolte (entrambe opere di Gundovado): "Lex Burgundionum" più modesta e grossolana della "Lex Visigothorum". Raccolta di prassi romane volgari e risente dell'influenza della "Lex Visigothorum". Troviamo elementi germanici, con la propensione per le pene pecuniarie. Pene corporali molto rare. Finalità: risolvere controversie tra Burgundi e latini (non personali). "Lex Romana Burgundionum" di datazione incerta, non è influenzata dal "Breviarium Alaricianum" ma qualcuno dice sia posteriore. Stesse fonti del "Breviarium Alaricianum" ma sono parafrasate (non in originale). Molto peggiore del "Breviarium Alaricianum". Forse i Burgundi integrano la "Lex Romana Burgundionum" col "Breviarium Alaricianum".

Regno degli Ostrogoti

Ostrogoti Dal 476, in Italia, il potere è nelle mani di Odoacre. Regna sino al 493. Quell'anno Teodorico (re degli Ostrogoti) uccide Odoacre attirandolo in un tranello. Forse per mano di Zenone. "Edictum" di Teodorico. Norme romane volgarizzate, si parafrasano norme teodosiane e le "Pauli Sententiae". Molto diritto penale ma non è trascurabile nemmeno il diritto privato. Regolazione rapporti con i Romani. Talvolta le norme di Teodorico sono solo richiami a quelle di Teodosio. Quindi duplice raccolta anche in questo caso, anche se "sui generis". Vi è sempre un codice di diritto romano semplificato. Pensato per fare dei barbari dei civili e inserirli nella società, regolare i rapporti giuridici tra barbari e Romani. Seconda raccolta è non semplificata (o meno semplificata) e serve a latini e barbari come deposito di regole per l'interpretazione e per colmare le lacune dei codici semplificati.

Giustiniano

Giustiniano (482-565) una delle figure più importanti del diritto degli ultimi 1500 anni. Nasce in Illiria (Macedonia, vicino a Skopje). Si forma in latino e nella tradizione occidentale e vivrà in lingua greca. Studia teologia e diventa imperatore nel 527. Tre linee: 1) Impegno per una codificazione moderna e...

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LorenzoDellaSavia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto italiano I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Mazzanti Giuseppe.
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