La nascita del cinema
Per una convenzione storica ormai radicata, anche se oggi considerata semplicistica e superata, si fa coincidere la nascita del cinema con la prima proiezione pubblica, con spettatori paganti, del Cinematografo (Cinématographe) dei fratelli Louis e Auguste Lumière del 28 dicembre 1895 a Parigi al Grand Café in Boulevard des Capucines. Il cinématographe dei Lumière sintetizza molte innovazioni tecnologiche elaborate nel corso dell’Ottocento.
Periodizzazioni della storia del cinema
- Il cinema delle origini (1895-metà degli anni Dieci)
- Il cinema classico (dalla seconda metà degli anni Dieci a fine anni Cinquanta)
- Il cinema moderno (dalla fine degli anni Cinquanta agli anni Settanta?)
- Il cinema postmoderno (dalla seconda metà degli anni Settanta a oggi).
Periodizzazione discussa
I confini del cinema moderno e quelli del cinema postmoderno sono molto discussi. Per alcuni studiosi, un primo confine è dato da Star Wars (1977) e poi dall’avvento del digitale; per altri, siamo sempre nel cinema moderno pur con diverse scansioni al suo interno. Il cinema postmoderno è caratterizzato dal provocare sensazioni forti nello spettatore.
Verso il cinema: i precursori
- Athanasius Kircher (nel 1646 in Ars magna lucis et umbrae descrive i presupposti per costruire una lanterna magica che presenterà nel 1671, anche se ci sono testimonianze di proiezioni precedenti alla sua dal 1656).
- Joseph Plateau nel 1832 taumatropio e fenachistoscopio
- William George Horner nel 1833 zootropio (si diffonde a partire dal 1860)
- Emile Reynaud nel 1877 prassinoscopio (praxinoscopio), esperimenti di fotografia
- Joseph-Nicéphore Niépce nel 1826 prima ripresa fotografica con molte ore di esposizione su lastra di stagno
- Louis Daguerre nel 1837 presenta il primo dagherrotipo (lastra di rame con patina d’argento) più sensibile e meno ore di esposizione per essere impressionata
- Successivamente uso di supporti di carta e di vetro con materiali più sensibili
- George Eastman tra 1882-1888 introduce pellicola di celluloide trasparente e mette a punto l’apparecchio fotografico portatile Kodak per fotografie istantanee
Lo studio del movimento
- Eadweard Muybridge nel 1877 fotografa le diverse fasi del movimento di un cavallo
- Etienne-Jules Marey a partire dal 1882 studia il volo degli uccelli e inventa il fucile fotografico, poi il cronofotografo con cui realizza nel 1891 "La vague"
Edison, Dickson e il kinetoscopio
Nel 1891 inventano il kinetografo e costruiscono un piccolo teatro di posa, con un tetto apribile, nel New Jersey chiamato “Black Maria” per realizzare brevi filmati di circa 20-30 secondi. Nel 1892 realizzano il kinetoscopio (Kinematoscope) per la visione individuale dei filmati. Spesso si tratta di esibizioni di artisti che provengono dal “mondo delle attrazioni” (l’uomo più forte del mondo, una trapezista, Buffalo Bill e i suoi danzatori Sioux, ecc.).
Caratteristiche Kinetoscopio
- Pellicola 35mm in celluloide con quattro perforazioni laterali su entrambi i lati di ogni fotogramma in modo che possa scorrere all’interno della macchina da presa e del proiettore.
- Il Kinetoscopio, a differenza del successivo cinematografo dei Lumière, è per la sola la visione individuale. Grande successo a partire dal 1894 di sale per i Kinetoscopes, ma solo fino alla diffusione del Cinématographe.
Filmati Lumière
28 dicembre 1895 (presentati 10 film durata circa 1 minuto ognuno) al Grand Café di Parigi
- L’uscita dalle fabbriche Lumière (La sortie des usines)
- L’arrivo di un treno nella stazione di La Ciotat (L’arrivée d’un train en gare de...)
- L’innaffiatore innaffiato (L’arroseur arrosé)
Lumière
Il Cinématographe consente proiezioni delle immagini in movimento sullo schermo per un pubblico collettivo e non individuale come il Kinematoscope di Edison-Dickson. La visione collettiva è quella che ben presto s’impone.
I film dei Lumière e più in generale quelli dei primi anni erano costituiti da una sola inquadratura o meglio veduta con la macchina da presa fissa e l’azione si esauriva nel tempo di un’unica ripresa. Nelle vedute registrate dai Lumière tra 1895-1900 la cinepresa fissa è in genere in posizione frontale e lontana dal soggetto, che è ripreso alla luce del giorno e in esterni.
I filmati di circa un minuto (17 metri) sono poi proiettati alla velocità di 16 fotogrammi al secondo. Lo spettatore inizialmente è soprattutto affascinato dalla riproduzione del movimento. Far vedere più che raccontare.
Grande successo del Cinematografo dei Lumière di grande qualità fotografica (una macchina che con poche modifiche veniva utilizzata per le riprese e la proiezione) che con i loro operatori lo diffondono rapidamente in Europa e nel mondo, ma il loro successo si esaurisce nel giro di pochi anni e loro torneranno ad occuparsi di fotografia.
I filmati erano accompagnati da musica (spesso un pianista) e venivano venduti agli esercenti. Solo a partire dal 1906-8 si diffonde la pratica del noleggio.
George Méliès
Nel 1888 prende in gestione il teatro per spettacoli illusionistici Robert Houdin. Nel 1896 realizza i primi film e fonda la casa di produzione Star Film ed è tra i primi a concepire le “proiezioni animate” come messa in scena che riprendono i trucchi che faceva prima in teatro. Nel giardino della sua villa di Montreuil costruisce il primo teatro di posa moderno tutto in vetro.
Lo spazio della scena nei film di Méliès consiste in una ricostruzione allestita in un teatro di posa e chiusa in profondità da una tela dipinta. La cinepresa è fissa e posizionata frontalmente. Lo spettatore del suo cinema è come quello dello spettacolo teatrale, esterno alla vicenda rappresentata, idealmente seduto in platea.
Il cinematografo consente a Méliès di ampliare trucchi ed effetti rispetto al suo teatro popolare perché fermando la cinepresa può far scomparire persone ed oggetti, ma mantiene la stessa logica spettacolare. Per Méliès ogni storia era un pretesto per esibire i suoi trucchi, perciò le sue vedute sono la messa in serie di punti di attrazione per stupire lo spettatore e non narrazioni con articolazioni spazio-temporali. All’imbonitore esterno era demandato il compito di commentare e spiegare, insieme all’accompagnamento musicale, quanto accadeva (“Esteriorizzazione della funzione narrativa”).
Voyage dans la lune (Viaggio sulla luna, 1902 G. Méliès)
Pur nell’originalità delle soluzioni narrative, il film di Méliès che presenta una lunghezza inconsueta per il tempo è costruito su una serie di singole scene autonome. La cinepresa è fissa e il movimento è dato dagli elementi interni al quadro (la luna si avvicina alla cinepresa). L’elemento centrale in tutto il suo cinema è nel contenuto delle singole scene piuttosto che nel montaggio. Prevale sempre l’attrazione spettacolare. Dopo il 1906-1908 inizia il declino del suo cinema fino alla fine nel 1913.
Periodizzazione del cinema delle origini
Il convegno di Brighton del 1978 rappresenta un punto di svolta per i successivi studi sulla storia del cinema. Oggi gli studi tendono a generalizzare tre fasi:
- 1895-1900 film di una sola veduta (o inquadratura)
- 1900-1906-8 si ass...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Cinema delle origini e cinema classico, Storia e estetica del cinema
-
Storia del cinema
-
Audiovisivi - Storia del Cinema
-
Riassunto esame Cinema delle origini, Subini, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema, Bertetto, Alon…