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L’Europa e le relazioni internazionali, prima e dopo il Congresso di Berlino (1878):

L’Italia e la Germania erano da poco nate e si stavano formando. Alcuni stati si erano invece

trasformati, ad esempio la Francia imperiale divenne una Repubblica, ed era appena nata anche

l’Austria-Ungheria. A fine ‘800 le politiche estere erano conflittuali, specialmente per ciò che

riguardava l’Africa. Era ancora viva la questione d’Oriente: l’Impero Ottomano era il “grande

malato” e faceva fatica a sopravvivere nella modernità europea, non era riuscito a trovare

contatti vantaggiosi con gli stati dell’occidente. Inoltre, il colonialismo aveva eroso anche la

parte africana suo impero.

L’Impero Ottomano però aveva ancora una minima influenza sull’area dei Balcani, non voleva

cedere quelle terre visto che erano il ponte d’accesso all’Europa. L’Austria-Ungheria, però, non

voleva l’influenza ottomana.

C’erano vari baricentri verso fine ‘800 in Europa: uno erano i Balcani, l’altro era il Canale di Suez.

Nel 1868 quest’ultimo fu aperto e migliorò la navigazione verso l’India; vi fu una collaborazione

tra Francia e Inghilterra per costruirlo.

In Russia lo Zar aveva mantenuto intatto il potere politico. Gli ultimi due Zar furono Alessandro

III e Nicola II, ed erano interessati ai Balcani per due motivi: il primo etnico, il secondo

geopolitico. Nella zona dei Balcani c’erano gli slavi e i serbi, inoltre la penisola balcanica era una

possibilità per accedere al Mediterraneo. In tal modo, alla Russia non sarebbero più serviti i due

stretti.

Gli scontri nei Balcani non tardarono ad arrivare e furono tra l’Austria-Ungheria, la Russia e le

etnie del luogo

L’Italia non poteva opporsi a questa situazione, il suo governo era ancora debole. Francia, Gran

Bretagna e poi Germania volevano sfruttare i Balcani per aiutare una delle due potenze che se

la contendevano, ovvero Austria o Russia.

Il Patto dei 3 Imperatori, nel 1873, avrebbe dovuto placare la situazione nella penisola balcanica.

Era stato stipulato tra Russia e Austria-Ungheria, e la Germania era garante. Il patto durò però

poco: nel 1877 la guerra russo-turca lo sciolse. Col successivo Trattato di Santo Stefano la Russia

avrebbe ottenuto troppi vantaggi: allora nel 1878 Bismarck intervenne, e promosse il Congresso

di Berlino, per rappacificare la zona ed evitare la pesante influenza russa sui Balcani.

Cinque erano i punti importanti:

1) Veniva modificato il Patto di Santo Stefano: la Russia doveva abbandonare i Balcani e

disinteressarsene. Le potenze europee non potevano accettare l’influenza russa lì, specialmente

perché la terra è lontana dalla Russia. L’abbandono riguardava anche l’area del Danubio.

2) Venivano riconosciute le nascite di 4 stati: Serbia, Montenegro, Romania e Bulgaria. Questi

stati esistevano ed erano parte dell’Impero Ottomano. Romania e Bulgaria rimasero poi sempre

indipendenti, Serbia e Montenegro ebbero una vita più complessa. Inoltre la Serbia fu accusata

dello scoppio della Grande Guerra.

3) La Bosnia-Erzegovina veniva affidata all’Austria, secondo un mandato internazionale.

4) Cipro fu affidato con un mandato alla Gran Bretagna. Era una comodità, permetteva lo stallo

delle navi dirette al Canale di Suez. Il mandato inglese risolveva momentaneamente la disputa

tra greci e turchi, ma ha originato problemi successivamente.

5) La Francia poteva portare la propria influenza in Tunisia, a discapito dell’Italia, che aveva

tentato contatti con le autorità tunisine.

Si può quindi inserire il Congresso di Berlino all’interno della questione d’Oriente e nella nuova

questione balcanica.

Di questa questione balcanica non si interessarono particolarmente la Gran Bretagna, l’Italia e

la Francia. Sebbene avessero partecipato al congresso, non vollero inserirsi nella zona.

La Gran Bretagna era interessata a Cipro, all’Egitto e al Sudan per ampliare l’impero coloniale e

terminare il progetto dal Capo al Cairo.

La Francia preferiva un ruolo nell’Africa settentrionale, e difatti s’interessò successivamente

anche al Marocco.

All’Italia, dato che i Balcani sono adiacenti alla penisola, conveniva che esistessero stati fragili e

divisi, non compatti. L’Italia non era potente, se Russia e Austria avessero controllato i Balcani,

avrebbero potuto anche occupare una parte dell’Italia, seguendo la politica espansionistica.

Inoltre, all’Italia interessava possedere un territorio in Nord Africa, per fronteggiare la Francia.

Dopo il fallimento in Tunisia nel 1881, l’Italia si interessò prima dell’Eritrea, poi nel ‘900 della

Libia, sotto il governo Giolitti.

L’Italia considerava pericolosa la Francia, che si era rafforzata con le colonie, e urgeva un alleato

visto che un approccio ai francesi non era più possibile. L’alleanza dell’Italia con la Germania era

comprensibile, le aveva permesso l’indipendenza. Invece l’Austria si era distaccata dall’Italia;

inoltre, c’era la questione delle terre irredente come Trento e Trieste. Però un’alleanza con i

tedeschi comportava essere alleati anche dell’Austria.

A fine ‘800 comparve Giolitti: l’età giolittiana va dal 1901 al 1914. Non governò unicamente lui,

ma ebbe 4 governi differenti e separati. Giolitti volle modificare la struttura socio-economica

dell’Italia per avere più influenza a livello internazionale e far crescere il Paese. Vi fu una riforma

delle tasse: il pagamento di queste variava a seconda del reddito. Fu estesa la ferrovia e fu

nazionalizzata, nacquero industrie e se ne svilupparono delle grandi. Nel 1912 fu scelto il

suffragio universale maschile. Giolitti però non fu visto di buon occhio dalla parte più ricca

dell’Italia, inoltre il consenso si era generato anche grazie a un fenomeno di corruzione.

Nel 1895 nacque il Partito Socialista (PS); nel 1913 il Patto Gentiloni reinseriva i cattolici nella

politica e nel 1919 nacque il Partito Popolare Italiano (PPI). A Livorno nel 1921 nacque il Partito

Comunista (PC).

Per quanto riguarda la politica estera, Giolitti volle la guerra di Libia, 1911-12. Venne sfruttato

un incidente con l’Impero Ottomano e la guerra fu vinta dall’Italia. La Libia si rivelò un pessimo

affare (detto “scatolone di sabbia”), vi fu uno sterminio della popolazione, non fu cercato il

petrolio, ma almeno garantì un minimo di potenza. Alla guerra in Libia, il Partito Socialista e i

cattolici erano contrari: il dissenso fece crollare il governo giolittiano poco prima dell’inizio della

Grande Guerra. Alla vigilia della guerra, l’Italia è formata, ha una colonia e una alleanza difensiva

con gli imperi centrali, ma mancano ancora dei territori.

Si erano formati quindi due poli differenti: da una parte c’erano Francia, Gran Bretagna e Russia;

dall’altro Germania, Austria-Ungheria e Italia.

La Russia intanto si era avvicinata alla Gran Bretagna e alla Francia. Le accomunava la diffidenza

verso l’Austria, la quale non aveva interesse all’Africa, bensì solo ai Balcani. La Russia zarista

mostrava segni di cedimento: tentò un’esperienza coloniale e fallì, le società segrete

diventarono società terroristiche e lo Zar subì attentati. Lo Zar non era più una figura venerata:

non era più intoccabile e non era più accettato dal popolo. Nicola II tentò nel 1904 di avvicinarsi

a loro con un’azione militare contro il Giappone: per reimpossessarsi della Manciuria, fu

mandata la flotta a Port Arthur, ma in breve tempo il Giappone la sconfisse, e lo Zar perse

l’occasione di riacquistare la fiducia del popolo. Un’altra crisi si verificò nel gennaio del 1905:

una protesta, una richiesta d’aiuto, prese piede in Russia, ma la Guardia Imperiale sparò sulla

folla: ciò scatenò piccole insurrezioni, nuovamente bloccate con la forza. Le idee marxiste-

leniniste erano penetrate all’interno della società russa e il tracollo dello Zar era vicino.

La Triplice Alleanza e l’Entente Cordiale:

La prima alleanza militare importante risale al 1879, era la Duplice Alleanza tra Germania e

Austria-Ungheria. L’Italia si aggiunse al binomio nel 1882: divenne quindi Triplice Intesa. La

Russia ne fu esclusa perché i due imperi centrali temevano un possibile attacco da parte della

Russia, che tra l’altro stava affrontando una crisi politica che l’aveva indebolita. L’alleanza era

solo difensiva, e l’Italia sfruttò in seguito questo dettaglio per non dichiarare guerra insieme agli

imperi centrali.

Nel 1904 ormai l’incidente di Fascioda era superato: dopo secoli di attrito, nacque l’Intesa

Cordiale tra Gran Bretagna e Francia. Tra l’altro, questa Intesa prevedeva degli accordi

territoriali tra le due potenze: la Francia cedeva alla Gran Bretagna l’Egitto, mentre quest’ultima

dava in cambio l’influenza sul Marocco alla Francia. (Tale accordo andava contro la Conferenza

di Madrid del 1880, e può essere considerato un elemento che portò alla crisi marocchina tra

Francia e Germania.)

Dopo la sconfitta contro il Giappone nel 1905, la Russia nel 1907 entrò nell’Entente, che diventò

quindi Triplice Intesa.

L’Europa era profondamente cambiata rispetto alla forma assunta dopo la Restaurazione, ed

era divisa politicamente in due parti: si parla infatti di epoca del triplicismo.

Lo scoppio di una guerra era previsto, così come il crollo dell’Impero Ottomano, ma non era

invece prevista la fine dello Zar e l’ampliamento della guerra a livello globale.

Le crisi marocchine e le guerre balcaniche:

Al di fuori degli stati delle alleanze, accaddero vari eventi che contribuirono ad aumentare la

tensione in Europa.

L’Impero Ottomano si stava ritirando verso l’Africa orientale. Nel 1880, alla Conferenza di

Madrid, il Marocco venne dichiarato indipendente. Però, in seguito all’Intesa con la Gran

Bretagna, la Francia si era inserita nel Marocco, e le scelte prese a Madrid furono quindi violate.

Nel 1888 era salito al trono tedesco Guglielmo II, e nel 1890 licenziò Bismarck. In Germania iniziò

un altro Nuovo Corso, e l’esercito tedesco fu ampliato: le mire espansionistiche del Kaiser erano

chiare e non voleva essere intralciato dall’influente cancelliere.

La prima crisi marocchina avvenne nel 1905, è detta Crisi di Tangeri. Il Kaiser e il sultano si

accordarono commercialmente: il sultano in effetti era ancora il sovrano legittimo del Marocco.

La Francia riteneva però proprio il Marocco, e lo scontro fu risolto diplomaticamente: la Francia

fu avvantaggiata, dato che venne riconosciuta la sua influenza, nonostante l’indipendenza

marocchina. Venivano a galla il pangermanesimo militare della Germania, e il revanchismo

francese contro la Germania: i due stati si stavano misurando per verificare la capacità di

trattare.

La seconda crisi risale al 1911, fu cercata ancora una volta dal Kaiser: fece mandare una

corrazzata, la Panther, verso il Marocco. La Francia chiese l’allontanamento e le scuse, e lo

scontro militare fu evitato ancora una volta diplomaticamente, ma la Germania ebbe la meglio:

riconoscendo l’influenza francese in Marocco, ottenne una parte del Congo.

Dal nord dell’Africa, la crisi si spostò nei Balcani.

In seguito al Congresso di Berlino del 1878, erano nati Bulgaria, Romania, Serbia e Montenegro.

L’Impero Ottomano si stava sgretolando, e Austria-Ungheria e Russia volevano influire sui

neonati stati. Dallo stesso Congresso, l’Austria aveva ottenuto il mandato sulla Bosnia-

Erzegovina.

Nel marzo del 1912 la Bulgaria propose la Lega Balcanica, per tutelare le neo-indipendenze e

per sistemare le influenze dell’Impero Ottomano. La Lega comprendeva Bulgaria, Serbia,

Montenegro, e poi si aggiunse la Grecia. L’obiettivo era aumentare gli stati della Lega, per

evitare un’influenza delle grandi potenze. Ma ce n’era un altro: Serbia, Bulgaria e Grecia

volevano espandersi a discapito della Macedonia, che era tornata all’Impero Ottomano dopo il

Congresso di Berlino.

L’Austria-Ungheria temeva la Lega, e la Serbia voleva affacciarsi sul Mediterraneo, verso e a

discapito dell’Austria. Si scontravano quindi il panslavismo-nazionalismo serbo e il nazionalismo-

imperialismo austriaco. La Serbia era però tutelata dalla Russia, (ormai in buoni rapporti con

Francia e Gran Bretagna) nemica dell’Austria.

Nel 1912 la Lega Balcanica avviò la prima guerra contro l’Impero Ottomano per sottrargli

territori. Il conflitto fu chiuso in breve dalle potenze maggiori: gli accordi, decisi nel maggio 1913

a Londra, però lasciarono tutti gli stati balcanici insoddisfatti:

- la Macedonia andava alla Serbia, però veniva creata e resa indipendente l’Albania. Così, le

potenze tolsero lo sbocco sul mare alla Serbia.

- Silistra andò alla Romania, stato che non faceva parte della Lega e che nemmeno combatté.

La seconda guerra fu combattuta un mese dopo gli accordi: la Bulgaria attaccò la Serbia, ma

Montenegro, Romania e Grecia intervennero a favore della Serbia. La Bulgaria fu sconfitta in un

mese, l’intervento diplomatico di Russia e Austria resero breve il conflitto. La situazione di crisi

nei Balcani venne congelata: la Russia non intervenne militarmente a favore della Serbia per

evitare un ampliamento del conflitto.

La tensione in Europa era alta, le alleanze erano chiare e i paesi più influenti erano schierati in

alleanze militari.

Nel 1914, l’Africa era del tutto conquistata e la situazione nei Balcani era satura: il conflitto era

stato congelato ed era rimasto irrisolto. La Belle Époque giungeva al termine e iniziarono le crisi

anche dal punto di vista economico.

Le situazioni dei maggiori paesi europei all’alba della Prima Guerra Mondiale sono queste:

- In Italia il risorgimento non era ancora concluso, l’alleata Austria aveva le terre irredente.

- In Francia c’era il sentimento di revanchismo contro la Germania: l’Alsazia e la Lorena erano

tornate al Reich dopo la guerra franco-prussiana.

- Guglielmo II era agguerrito, molto più di Bismarck. Vi fu un grande investimento militare e

l’industria bellica avanzava. La Germania si stava preparando a combattere una guerra, per

vincerla e stabilire l’egemonia (pangermanesimo e imperialismo)

- La Gran Bretagna, dalla guerra di Crimea in poi, era intervenuta sempre di più in Europa: si

parla infatti di de-isolamento. Stava inoltre faticando a mantenere il primato in Europa.

- La Russia stava crollando, lo Zar era in crisi e il Paese era arretrato. Inoltre, la Russia si era

allontanata dalle potenze centrali, e aveva legato un’alleanza con Francia e Gran Bretagna.

Dovette quindi mutare completamente la politica estera.

La Prima Guerra Mondiale:

A Sarajevo, il 28 giugno 1914 c’era in visita l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este,

erede al trono austro-ungarico. Venne ucciso in un attentato da Gavrilo Princip, ma questo

evento è solo il casus belli, non può considerarsi la causa diretta della Prima Guerra Mondiale.

Ecco una breve lista delle cause che contribuirono ad inacidire il clima europeo:

- l’aggressivo colonialismo dei paesi europei avevano saturato l’Africa.

- l’imperialismo tedesco e il revanchismo francese si erano scontrati, causando le crisi

marocchine.

- i nazionalismi portati all’estremo.

- la decadenza dell’Impero Ottomano generò il conseguente scontro tra Austria-Ungheria e

Russia per il predominio nei Balcani.

- l’imperialismo austriaco contro l’irredentismo serbo portarono squilibri nei Balcani.

- i problemi etnici e le due guerre balcaniche non furono risolti: la situazione venne congelata

dalle potenze.

- il protezionismo e i problemi economici successivi, e la corsa agli armamenti.

- la guerra in Libia condotta dall’Italia aveva portato armi e tensione anche nel Dodecaneso.

L’Austria-Ungheria approfittò dell’attentato e lanciò un ultimatum alla Serbia, incolpandola

dell’assassinio. Per evitare un contrattacco, vennero richiesti il pagamento di un riscatto, la fine

delle richieste di ampliamento dello Stato serbo e la chiusura della questione irredentistica.

L’ultimatum era di un mese e iniziò la mobilitazione degli eserciti europei.

La Serbia, però, sperava proprio in un attacco da parte dell’Austria: in questo modo la Russia

sarebbe potuta intervenire a favore dei serbi. L’ultimatum fu rigettato, e il 28 luglio del 1914

l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia.

La Germania entrò subito nel conflitto e volle l’apertura di un doppio fronte, verso la Russia e

verso la Francia.

L’ottica era quella della guerra lampo, ovvero la Blitzkrieg. Le prime battaglie furono complicate

e cruente, dato il declino della Russia, si pensava che tu

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher steeeegtfo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Piccardo Lara.
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