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Storia contemporanea LCM – 1800 e 1900

Congresso di Vienna 1814/15

I tre principi base erano legittimità, legalità ed equilibrio. Il primo contatto tra le potenze europee avviene nell’estate del 1814. Vi era la necessità di rinnovare l’Europa per gestirla meglio e per decontaminarla dall’influenza napoleonica. Con il Congresso di Vienna avviene un “reset” della storia, ma era impossibile cancellare le idee portate dalla Rivoluzione Francese.

I due livelli del Congresso erano: il progetto dell’era post-napoleonica, mentre egli è ancora al potere, e la gestione dei rapporti europei quando sarà sconfitto. La Restaurazione era il tentativo del ripristino dello status quo precedente a Napoleone, sia di sovrani, sia di territori, sia delle forme politiche. Vennero ignorate le idee diffuse dalla Rivoluzione Francese. Legittimità e legalità riguardavano la politica interna. L’equilibrio invece la politica estera.

Il Congresso di Vienna coinvolgeva moltissimi sovrani di tutta Europa, tuttavia alcuni erano più importanti. I delegati più influenti erano: Metternich, Talleyrand, Lord Castlereagh, lo Zar Alessandro I e Hardenberg.

Il principio di legittimità prevedeva il ritorno ai vecchi sovrani, assoluti (NB: A Russia, Regno Unito, e Austria non furono cambiati i sovrani). I sovrani destituiti da Napoleone venivano rimessi al potere. La legalità corrispondeva a come giustificare il ritorno dei vecchi sovrani. La monarchia era di diritto divino, c’era quindi un ritorno alla religione per giustificare l’abolizione di alcuni diritti umani, diffusi dalla Rivoluzione Francese. L’equilibrio era importante specialmente per le grandi potenze, che volevano rimanere tali.

  • La creazione della Santa Alleanza, specialmente voluta dallo Zar, per mantenere l’equilibrio soprattutto tra le potenze maggiori. C’era quindi la garanzia di non essere invasi da altre potenze egemone, anche se il problema maggiore erano le possibili rivolte interne da parte di minoranze insoddisfatte.
  • La creazione di stati cuscinetto.

La Santa Alleanza riuniva le potenze cristiane, tranne il Regno Unito, che non voleva intervenire per reprimere i movimenti insurrezionali in ogni luogo d’Europa. I membri della Santa Alleanza infatti potevano intervenire ovunque in Europa per reprimere rivolte e minacce. Il Regno Unito entrò invece nella Quadruplice Alleanza, di carattere difensivo, per reagire a minacce esterne, non repressiva. Nel 1818 si unì a essa anche la Francia e prese il nome di Quintuplice.

Moti 1820-1821

I moti del 20/21 non ebbero successo perché il popolo non fu coinvolto, vi erano divisioni politiche e ancora fiducia nei sovrani. La Santa Alleanza riuscì a reprimere le rivolte, tutte fallimentari. (NB: La questione d’oriente non è da inserire propriamente nei moti)

Gennaio 1820 Spagna, Cadice: l’esercito, con un pronunciamento, si rifiutò di salpare per intervenire nelle colonie in Sud America. Venne richiesta, dal solo esercito, una costituzione monocamerale. Nel marzo del 1820 il sovrano accettò le richieste dell’esercito, e iniziò quello che sarà il Triennio Liberale spagnolo. La Santa Alleanza non intervenne subito poiché disinteressata, la Spagna era lontana. Nel frattempo però questo moto si mosse verso il centro dell’Europa, zona ritenuta più importante. In seguito al Congresso di Verona, il sovrano spagnolo richiese un intervento alla Santa Alleanza, per ripristinare l’assolutismo. Questa era l’occasione per la Francia di avvicinarsi alla Alleanza: mandò quindi un esercito a ripristinare la monarchia assoluta. Nell’ottobre del 1820 al Congresso di Troppau fu sancito il principio d’intervento per opporsi ai cambiamenti illegali, ovvero i moti.

Luglio 1820 Regno delle Due Sicilie: la Sicilia fu indipendente nell’era napoleonica, ma fu riannessa al regno dei Borbone dopo il Congresso di Vienna. In Sicilia si chiese non solo una costituzione, ma anche l’indipendenza da Napoli. Tra il 1° e il 2 luglio 1820 Morelli e Silvati condussero una rivolta che portò Ferdinando I delle 2 Sicilie ad accettare una costituzione il 6 luglio dello stesso anno. La rivolta non voleva rovesciare il sovrano, ma solo chiedere una costituzione. Colletta, incaricato dal re, riuscì a unire il moto separatista siciliano a quello napoletano, che domandava appunto una sola costituzione. Nell’ottobre del 1820, a Troppau, la Santa Alleanza sancì il Principio d’Intervento: con una costituzione veniva a mancare il principio di legalità e occorre reprimere le rivolte, illegali.

Nel gennaio 1821 si svolse il Congresso di Lubiana: vi partecipò Ferdinando I, dopo aver chiesto al proprio parlamento il permesso, e dopo aver promesso di difendere la costituzione. Invece richiese l’intervento della Santa Alleanza e l’Austria nell’aprile del 1821 intervenne militarmente e abbatté i progressi liberali.

Nel gennaio del 1821, nel Regno di Sardegna iniziò una rivolta da parte degli universitari, a teatro. Si verificarono una repressione violenta e varie incarcerazioni. Le proteste successive furono represse e il moto finì immediatamente. C’era una figura importante però: Carlo Alberto, il figlio del re Vittorio Emanuele I, aveva un orientamento liberale. Vittorio Emanuele I ambiva alla conquista del Lombardo-Veneto e gli anti-austriaci sembravano d’accordo a una possibile unione dei territori, ma non volendo concedere la costituzione liberale, Vittorio Emanuele I abdicò per salvare la monarchia in quel periodo critico. Al suo posto sarebbe andato al trono Carlo Felice. Questi però non era a Torino e Carlo Alberto divenne reggente. Carlo Alberto accettò una costituzione, senza poterla però effettivamente attuarla poiché solo reggente: quando nell’aprile del 1821 Carlo Felice ritornò a Torino, rifiutò subito la costituzione. Non ci fu quindi nessuna esperienza liberale.

Moti decabristi in Russia

Nel dicembre del 1825 in Russia iniziò il moto decabrista, che non è proprio collegato ai moti europei. Vi erano due società segrete: Società del Nord, a San Pietroburgo, e Società del Sud, a Mosca. I rivoltosi erano alcuni generali di idee liberali: l’esercito russo era forte ed era entrato in contatto con la cultura europea. Alcuni generali aspettarono quindi un periodo debole del governo per colpire: il moto iniziò dopo la morte dello Zar Alessandro I a dicembre e durò 20 giorni. L’esercito però era per la maggior parte fedele al sovrano e chi disertava non riuscì a coinvolgerlo tutto: i capi della rivolta furono impiccati dal nuovo Zar, Nicola I, e terminò il moto.

Moti in America Latina

Anche nell’America Latina vi furono moti analoghi a quelli europei, tra il 1811 e il 1825. Tali moti erano simili perché vennero richieste delle costituzioni, ma furono diversi perché ebbero successo e molti stati riuscirono a ottenere l’indipendenza dalla madre patria. L’Europa non si interessò particolarmente a placare le richieste d’indipendenza, invece gli Stati Uniti intervenirono, sebbene non fossero ancora potenze importanti. L’Europa però non voleva che gli Stati Uniti aiutassero nei processi d’indipendenza. In risposta nel 1823, dagli USA venne elaborata la Dottrina Monroe, che escludeva l’Europa dalle faccende americane.

Questione d'Oriente

Questione d’Oriente, ovvero problemi politici relativi all’Impero Ottomano: Nel marzo 1821 si sviluppò un moto indipendentista, diverso da quelli liberali. L’Impero Ottomano era in decadenza ma non voleva abbandonare la Grecia. La Russia voleva un accesso sul Mediterraneo, l’Austria voleva occupare anche i Balcani, ed entrambi volevano indebolire l’Impero Ottomano. Le nazioni europee si approfittarono dunque del concetto di nazionalità per intervenire in paesi non di loro competenza.

Nel 1814 nacquero le Eterie in Grecia, ovvero associazioni segrete ma diffuse, con scopi indipendentistici. Una figura importante era Alessandro Ypsilanti, legato allo Zar Alessandro I. Quest’ultimo simpatizzava per le Eterie e per l’indipendenza greca, voleva intervenire ma l’Austria si oppose, poiché temeva un’influenza russa sulla Grecia.

Nel 1821 iniziarono le insurrezioni, in un momento di crisi europea. Le prime insurrezioni in Moldavia e Valacchia di Yspilanti furono represse dall’Impero Ottomano, e non vi fu intervento degli europei. Lo Zar fu bloccato da Metternich.

Nel 1822 si verificarono un’insurrezione popolare in Grecia e la dichiarazione d’indipendenza al Congresso di Epidauro, e la conseguente repressione violenta dell’Impero Ottomano. Ciò portò l’attenzione internazionale verso la Grecia. Si parla di guerra d’indipendenza greca dal 1821 al 1830: l’Egitto si schierò a favore dell’Impero Ottomano e nel 1827 riuscirono a controllare di nuovo la penisola ellenica. Ma Russia, Francia e Regno Unito erano a favore dell’indipendenza greca e aiutarono militarmente il popolo greco. Sconfitti i turchi, le potenze europee si domandarono al Protocollo di Londra, nel 1830, quali territori siano dovuti alla Grecia e si tentò di non concedere troppe libertà alla Russia. Il Trattato di Costantinopoli (1832) concedeva le garanzie del sultano. Come sovrano venne scelto Ottone I, pessimo re che rifiutò costume, lingua, usanze e costituzione. Nel 1870 finalmente la Grecia avrà un sovrano migliore, Giorgio I.

Piccola o Grande Germania

Nel 1828 iniziò il progetto dello Zollverein e nel 1834 fu ampliato a tutti gli stati tedeschi. L’unione doganale-economica favorì la successiva unione politica tra gli stati e si cominciò quindi a pensare a una ipotetica unificazione. I due progetti erano “Grande Germania” e “Piccola Germania”. La Grande Germania sarebbe stata unificata con e dall’Austria, la Piccola sarebbe stata unificata dalla Prussia escludendo l’Austria, determinando una perdita di egemonia notevole.

Moti del 1830-1831

I moti del 1830-31 coinvolsero tutti i paesi europei, tranne la Russia. Si portò a compimento la fase del liberalismo, anche nel Regno Unito vi furono riforme. Era comparsa la grande borghesia: vi fu un cambiamento socio-economico dovuto alla diffusione della classe operaia e dello sviluppo industriale. Russia, Prussia e Austria rimasero però assolutismi. Da Parigi, il moto si espande in tutta Europa, mentre la Santa Alleanza vacilla.

In Francia c’è un esito positivo. Luigi XVIII nel 1818 fu costretto ad accettare una costituzione. Alla sua morte, il fratello Carlo X salì al trono, ma non avrebbe voluto mantenere i caratteri liberali del governo. Voleva abolire la carta costituzionale del 1818, che limitava il potere del sovrano, e aumentare la censura.

Alle elezioni del 1830 la maggioranza fu dei liberali, il governo era di conseguenza liberale. Carlo X sostituì Polignac a Martignac, considerato anch’egli di stampo troppo liberale, e sciolse il parlamento, indicendo nuove elezioni. Le nuove elezioni però riportarono la maggioranza liberale. Carlo X ripropose lo scioglimento del governo, e i liberali insorsero. Carlo X voleva cambiare anche la legge elettorale per far votare solo i nobili, escludendo la borghesia dalla politica e diminuendo quindi i liberali: il 26 luglio del 1830 Carlo X elaborò le Ordinanze di Saint-Claude e il giorno dopo, alla loro pubblicazione, iniziò una enorme rivolta. I tre giorni successivi, 27-28-29 luglio, sono detti “Le Tre Gloriose”. Luigi Filippo d’Orleans salì al trono dopo la fuga di Carlo X e ricominciò la numerazione per dimostrare la volontà di distaccarsi dalla vecchia classe politica, e prese il nome di Filippo I. Filippo I fu un monarca costituzionale, abolì il principio di legalità sancito dalla Santa Alleanza e si proclamò re per “volontà della nazione”. Eseguì riforme liberali, ampliò la base elettorale, fu laico, aumentò la libertà di stampa. Inaugurò una nuova epoca politica e quindi portò al successo il moto liberale, che può dirsi terminato già ad agosto. La situazione francese era preoccupante per la Santa Alleanza, poiché la Francia aveva dichiarato il principio di NON intervento alle ribellioni in paesi oppressi: la Francia, secondo un patto stipulato poi con i membri della Santa Alleanza, non avrebbe però nemmeno aiutato altri popoli ad emanciparsi, come aveva fatto lei stessa.

Le conseguenze del moto francese furono anche nei Paesi Bassi, che erano stati creati come stato cuscinetto dal Congresso di Vienna: il moto belga richiedeva una costituzione e l’indipendenza, Guglielmo d’Orange non riuscì a reprimere e nel 1830 il Belgio ottenne l’indipendenza. Siccome le potenze più liberali avevano aiutato la Grecia, dovevano anche aiutare il Belgio, e il re fu Leopoldo I. Il moto ha quindi anche in Belgio un esito positivo.

Nella Confederazione Tedesca si pensa ancora alla Piccola o alla Grande Germania, e venne concessa una costituzione. L’insurrezione in Polonia durò dal novembre del 1830 al settembre 1831: venne richiesta una costituzione e l’indipendenza, ma il moto fu duramente represso dalla Russia. La Polonia non aiutata da Francia e Regno Unito per non rendersi nemica la Russia.

Si verificò un fallimento anche nella penisola italica: a Modena, Francesco IV, non liberale, aveva ambizioni espansionistiche. Fu contattato dal carbonaro Ciro Menotti e in seguito ad un accordo segreto, Francesco IV non avrebbe visto né represso alcun moto di Menotti e collaboratori, sperando quindi di diventare sovrano di un territorio maggiore in seguito a quella rivolta. Appena prima della insurrezione però, Francesco IV cambiò idea e fece arrestare Menotti e fece intervenire la Santa Alleanza per reprimere la congiura, forse temendo una perdita di potere in seguito al moto. Questo evento innescò la rivoluzione negli altri stati: venne creata un’unione delle provincie del centro, distaccate dallo stato papale, poi repressa dalla Santa Alleanza. L’ambizione iniziale dei moti era quella di creare tre federazioni, al nord, al centro e al sud.

Moti del 1848

Questo moto è caratterizzato dallo scontro tra le fasce basse del popolo contro la borghesia, è detto primavera dei popoli. Nella penisola italica si presentarono nuove generazioni di rivoluzionari, furono coinvolte le fasce basse della popolazione contro la borghesia. C’era il sogno di riunificare ciò che fu distrutto dai barbari, si voleva l’emancipazione da uno stato superiore e opprimente. Mazzini e Garibaldi sono le figure più importanti del moto: Mazzini pensava a una nuova forma di stato, ovvero la repubblica, e Garibaldi era concorde. La Carboneria, secondo Mazzini, era troppo oscura, elitaria e segreta per funzionare. Mazzini propose giornali clandestini e riuscì a far circolare le idee di unificazione, creò associazioni di mutuo soccorso per tutelare i più deboli e riuscì a penetrare in tutti gli strati sociali.

Dal giugno del 1846 vi fu un nuovo papa, meno opprimente, Pio IX. Nel 1847 fu creata la Lega Doganale tra Regno di Sardegna, Stato Pontificio e Ducato di Toscana di Leopoldo II. Questo asse politico fece intendere alla Santa Alleanza la volontà di unificare la penisola anche politicamente, sebbene il Regno delle Due Sicilie non ne facesse parte. Il moto del 1848 partì dal Regno delle Due Sicilie: da qui iniziarono i moti che si espandono in tutta Europa, tranne che Regno Unito e Russia. (NB: in Regno Unito non vi era necessità di riforme liberali, in Russia non c’era stata industrializzazione = no grande borghesia = no proletariato = arretramento socio-economico che non poteva dar luogo a rivolte simili a quelle del resto dell’Europa).

La Polonia era sotto due domini diversi, ovvero Prussia e Russia. Le mire indipendentistiche furono represse dallo Zar. L’Ungheria era sotto il dominio dell’Austria, in seguito alle rivolte ottenne più autonomia. La Germania era ancora da unificare, e la questione tra Piccola e Grande Germania era ancora dibattuta. Venne richiesta una costituzione alla dieta e fu proposto Federico Guglielmo IV come monarca di una nuova federazione. Era prussiano, ciò significava che l’Austria sarebbe stata esclusa dalla federazione e sarebbe stata creata una Piccola Germania. Federico Guglielmo rifiutò poiché voleva mantenere la carica di monarca assoluto, e non voleva perdere potere entrando a far parte di un governo liberale. Il progetto rimase una bozza, e la costituzione anche.

Nel gennaio 1848 iniziò l’insurrezione in Sicilia: fu richiesta l’indipendenza e la creazione di uno stato autonomo. In questi 17 mesi di rivoluzione, la Sicilia fu indipendente, ma i Borbone reagirono poi violentemente ripristinando l’ordine. (NB: Il moto collegò vari patrioti per la causa dell’unificazione italiana, perciò Garibaldi trovò aiuti appena sbarcato in Sicilia.) Pio IX impedì all’Austria di attraversare lo stato pontificio con l’esercito per andare ad aiutare il Regno delle Due Sicilie.

Nel Regno di Sardegna, alla morte di Carlo Felice, salì al trono Carlo Alberto, cosa che intimorì un po’ la famiglia, dato il suo orientamento liberale. Nel marzo 1848 Carlo Alberto adottò lo Statuto Albertino in seguito all’ondata di costituzioni nella penisola. Tale documento rimase valido fino al 1948. Dopo l’adozione dello Statuto, il Lombardo Veneto aspirava a unirsi al Regno di Sardegna più di prima. Sempre nel marzo Carlo Alberto iniziò la guerra contro l’Austria, con minimi aiuti iniziali di Leopoldo II e Pio IX.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher steeeegtfo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Piccardo Lara.
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