Decenni centrali del VI sec
Il mondo Mediterraneo vede da un lato una espansione verso occidente di una più vasta ondata di navigazione e di colonizzazione greca proveniente dai centri della Ionia Asiatica, dall’altro il profilarsi e l’affermarsi sempre più vigorosamente dell’egemonia di Cartagine sulle colonie fenicie occidentali, con tendenze espansive destinate ad aprire il grandioso secolare conflitto con la grecità nel quale si troverà implicato anche il mondo etrusco.
- La presenza etrusca, incontrastata tra il IX e il principio del VI sec nel Tirreno fino ai mari di Sicilia, deve essere stata progressivamente insidiata e ridotta dal consolidarsi dell’avanzare dei Greci; con la prima colonizzazione greca si erano stabiliti con gli Etruschi rapporti di complementarietà e di scambio con determinanti influenze della sfera greca sulla sfera etrusca in tutti i campi. Ma la grecità, con la fondazione di un seri di coloni tra cui Marsiglia, Nikaia, Monoikos e Alalia in Corsica, determinò una sorta di accerchiamento del mar etrusco, preludio ad un graduale inizio di contrazione economica e sostituzione dell’operatività commerciale greca a quella etrusca, di cui è chiarissimo segno il ridursi, fino a scomparire, delle esportazioni etrusche sui mercati mediterranei.
- L’ascesa politica di Cartagine tende a imporre la propria supremazia su tutti gli impianti fenici del Mediterraneo occidentale e quindi a creare le condizioni di un proprio diretto dominio su questi territori.
Il mondo etrusco si trovò dunque nel VI sec di fronte all’invadenza greca, all’affermazione di Cartagine e all’iniziato conflitto di potenza tra i due; la prima e più grave minaccia era quella della pressione greca sul Tirreno per cui le comunità etrusche cercarono l’appoggio nel principale antagonista della grecità d’occidente, cioè in Cartagine.
Metà del VI sec
- L’avanzata ionica è in pieno sviluppo portando non solo fresche energie demografiche, ma anche idee, fermenti, modelli, oggetti riflettenti la grande civiltà della Ionia nel momento del suo massimo splendore.
- Gli etruschi da una parte accolgono largamente i benefici culturali di questa irruzione, dall’altra sentono con sempre maggiore preoccupazione il peso di un attivismo concorrenziale che tende a limitare se non a soffocare la libertà dei loro traffici marittimi.
- La reazione e lo scontro si rendono inevitabili quando ai Focei installati ad Alalia in Corsica verrà da aggiungersi una nuova ondata di loro compatrioti fuggiaschi da Focea che prenderanno subito a minacciare con incursioni di rapina le zone circostanti, cioè l’Etruria e la Sardegna, ma la Sardegna era già negli interessi di Cartagine e ciò spiega perché i Cartaginesi si uniranno agli Etruschi nel tentativo di debellare le forze ostili annidate ad Alalia, con un’impresa navale grandiosa a quei tempi, culminata nella battaglia del 535 a.C. del Mare Sardo, dall’esito incerto.
- S’impose lo sgombero di Alalia da parte di quei Focei che avevano costituito la causa del conflitto; la battaglia tutelò la sicurezza dell’Etruria nei mari più vicini alle sue coste e consentì agli Etruschi di imporre un controllo sul versante orientale della Corsica, segnò però anche l’avvio di una spartizione di zone di influenza che lasciava a Cartagine mano libera sulla Sardegna.
- Dopo la battaglia si determinò, almeno nella parte centrale dell’area tirrenica, una certa situazione di equilibrio, atta a favorire ulteriori progressi socio-politici, economici e soprattutto culturali delle grandi città dell’Etruria.
Ultimi decenni del VI sec
- Vediamo diffondersi in massa l’importazione di vasi dipinti attici, riflesso della perdurante prosperità e delle esigenze di lusso di una società industre e raffinata, moltiplicarsi la costruzione di grandi templi decorati con splendide terrecotte policrome, svilupparsi di scuole di pittura, di scultura, prodotti in bronzo figurati, di avori, di oreficerie, di gemme incise di altissima qualità tecnica e stilistica.
Anni tra la fine del VI e il principio del V
- Affermazione della potenza cartaginese non solo rispetto al mondo coloniale greco, ma anche rispetto agli alleati etruschi, che si può dedurre dalle lamine d’oro di Pyrgi che si datano agli inizi del V sec.
- Agli inizi del VI sec vengono maturando le condizioni per un profondo cambiamento delle esperienze storiche dell’Etruria: una decisa e per certi aspetti definitiva preclusione della secolare attività marittima e commerciale degli etruschi verso il sud si imporrà soltanto con l’insorgere della potenza di Siracusa governata dai Dinomenidi e con le disfatte dei Cartaginesi a Imera (480) e degli Etruschi nelle acque di Cuma (474) dalle quali si inizia un nuovo ciclo di storia nel Tirreno.
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