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Governi di Giolitti

Primo governo (1892-1893)

Inizia con la crisi del governo Crispi. Giolitti viene nominato primo ministro dopo Di Rudinì. In questo periodo iniziarono molti moti rivoluzionari per contestare il malcontento (es. contro l’aumento del pane vennero fatti gli assalti ai forni e queste rivolte furono soffocate da Beccaris con la violenza sparando a caso sulla folla; anche il generale seguente Pelloux continuò con le repressioni violente fino alle sue dimissioni; il re Umberto I fu ucciso da un anarchico che voleva vendicarsi delle vittime della repressione). Giolitti si oppose all’uso della violenza per la loro repressione. L’anno dopo Giolitti si dimise dopo che venne accusato di aver coperto gli scandali della Banca di Roma e dopo aver perso i voti di fiducia della borghesia.

Secondo governo (1903-1905)

Torna al governo dopo Zanardelli cercando di conciliare i bisogni della borghesia con quelli del proletariato. Propose una carica ministeriale a Filippo Turati, un socialista, che rifiutò per pressioni politiche. Qui Giolitti emanò regole a tutela del lavoro femminile e infantile e introdusse in ambito lavorativo i termini infortunio, vecchiaia, invalidità. Fu più tollerante con gli scioperi e aumentò il salario dei lavoratori migliorando le loro condizioni di vita, poiché secondo lui il basso salario avrebbe paralizzato il mercato.

Terzo governo (1906-1909)

Si parla di decollo industriale italiano grazie alla stabilità monetaria dell’Italia e alla buona produzione di prodotti agricoli e industriali. Ci fu l’ampliamento delle reti ferroviarie, nuove innovazioni tecnologiche (II rivoluzione industriale), lo sviluppo dell’industria pesante e la diminuzione dei tassi di interesse per lo stato. Così lo stato risparmiò e favorì l’industria. L’Italia divenne autosufficiente ma come conseguenza vide comparire il fenomeno della migrazione verso gli USA a causa della discesa dei prezzi.

Quarto governo (1911-1914)

Si introdusse il suffragio universale per gli uomini che avessero compiuto 30 anni d’età, anche analfabeti, ma le donne rimanevano ancora escluse. Vennero introdotte leggi a tutela dei lavoratori, un giorno di riposo obbligatorio settimanale, il divieto di lavoro notturno per le donne. Giolitti fu accusato di avere una “doppia faccia” per la sua intenzione di conciliare le richieste borghesi con quelle del popolo. È il periodo della Belle Époque, in cui si facevano vacanze per diletto e si sviluppa l’industria cinematografica. Giolitti inoltre iniziò la guerra coloniale in Libia, D’Annunzio appoggiava questa iniziativa ma molti italiani erano contrari poiché vedevano il conflitto come uno spreco inutile di vite e armi.

Quinto governo (1920-1921)

Ultimo governo durante il biennio rosso. Le agitazioni socialiste fecero appoggiare Giolitti al governo fascista credendo di poter assorbire questo movimento nel sistema liberale. Ciò non accade poiché il fascismo si instaurò come un governo dittatoriale indipendente.

Prima guerra mondiale

Cause

Germania: vive un periodo di grande sviluppo ma il Kaiser Guglielmo II attua una politica estera aggressiva e una politica interna tesa a trasformare la Germania in nazione caserma. Francia: vuole riottenere l’Alsazia e la Lorena il cui sfruttamento era sotto la Germania. Austria: dopo la decadenza dell’impero turco cerca di espandere il proprio dominio sui Balcani. Russia: cerca di riavere uno sbocco sul Mediterraneo. Italia: voleva completare il Risorgimento con l’annessione di Trento e Trieste che erano sotto il dominio austriaco. Nascita del sentimento anti-tedesco in Francia e spirito di germanizzazione in Germania.

Scoppio

Nel 1914 tra la Triplice Alleanza (Germania, Impero Austro-Ungarico, Italia che entrò nel 1915) e la Triplice Intesa (Russia, Inghilterra, Francia). La scintilla si ebbe con l’attentato di Sarajevo dove un serbo assassinò l’erede al trono Francesco Ferdinando. L’Austria mandò un ultimatum alla Serbia di smettere con la propaganda antiaustriaca, ma ricevendo un rifiuto dalla Serbia, l’Austria gli dichiarò guerra causando una reazione a catena. Fu una guerra di trincea molto difficile in cui i soldati vivevano in pessime condizioni. L’Italia entrò l’anno dopo nel 1915, quando passò dal neutralismo all’interventismo grazie al Patto di Londra con il quale l’Italia s’impegnava a scendere in guerra in cambio di concessioni territoriali. Per gli italiani fu un’esperienza di massa. Per la prima volta dopo l’Unità d’Italia, il popolo era unito per combattere contro un nemico al di fuori della loro stessa nazione. 1915 e 1916 furono 2 anni di logoramento nelle trincee e nel 1915 i tedeschi furono sconfitti a Verdun dai francesi. Fu una guerra di propaganda, psicologica, totale, di trincea, industriale per gli armamenti usati. Le donne portarono avanti l’economia nel paese sostituendo in tutto e per tutto l’uomo in ogni lavoro, anche in fabbrica.

1917

In Russia rivoluzione d’ottobre, scioperi per le difficili condizioni di vita. Gli USA erano i nuovi protagonisti. Vendevano armi per la guerra a tutta Europa aumentando il loro guadagno e prestigio economico. Gli USA parteciparono al conflitto come associato e non come alleato. Il loro sistema di sicurezza consisteva nei 14 punti di Wilson. Per gli italiani c’era la disfatta di Caporetto da parte degli austriaci. Quando però Diaz sostituì il comandante Cadorna le condizioni dei soldati migliorarono e gli italiani ebbero una rivincita sugli austriaci.

Fine

Fini nel 1918 con vari armistizi e trattati di pace. Gli USA erano gli unici a non essere usciti indeboliti, tutti gli altri stati partecipanti persero uomini e risorse economiche. Con il Trattato di Versailles i tedeschi dovettero restituire alla Francia l’Alsazia e la Lorena e all’Italia vennero restituite il Trentino, Trieste, Alto Adige e l’Istria. Gli USA fondarono la Società Delle Nazioni per mantenere la pace in Europa mediante sanzioni economiche.

Rivoluzione russa

Grande evento del ‘900. Scoppiò nel 1917 anticipata dalla rivoluzione del 1905 in cui 250.000 lavoratori scioperarono e venne sparato sulla folla per reprimere la rivolta davanti al palazzo dello zar. Questo evento causò molto sdegno nel paese per ciò nacquero i consigli dei lavoratori (soviet) che volevano porre fine al regime zarista. Nel ’17 vennero presi d’assalto i negozi e furono fatti scioperi. Lo zar fu arrestato e fu proclamato un governo provvisorio con a capo Lenin che chiedeva “tutto il potere ai soviet” in vista del degrado politico. Ci fu in quest’anno la rivoluzione d’ottobre del 24 e 25 in cui i soviet assunsero il potere del governo. Tra i loro primi decreti ci furono il decreto sulla pace (tutti i governi dovevano esser in pace tra loro senza concessioni territoriali o pagamenti di debiti) e il decreto sulla terra (venivano aboliti i privilegi dei proprietari terrieri e le terre vennero redistribuite).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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