Natalie Zemon Davis
Natalie Zemon Davis: Storica (n. Detroit 1928). Professoressa di storia moderna all'Università di Princeton (1978-96, poi emerita), dal 1996 svolge le sue ricerche presso l'Università di Toronto. Nel 1987 è stata presidente dell'American Historical Association. Si è occupata della cultura popolare e dei rapporti di classe nell'Europa moderna e soprattutto in Francia, e nelle sue ricerche ha particolarmente messo in luce la condizione e il ruolo delle donne.
Opere principali
Tra le sue opere: Le culture del popolo. Sapere, rituali e resistenza nella Francia del Cinquecento, 1980. L'opera è scritta dalla Davis nel 1983, tradotta in italiano nel 1984. La Davis, dopo aver letto il resoconto del mirabile fatto scritto dal giudice cinquecentesco Da Coras, pensò subito che la vicenda fosse materia da film, a causa della mirabile narratività dell'accaduto. Infatti, si unì a dei registi francesi che stavano pensando di creare una pellicola sul caso e così contribuì alla nascita del film "Le retourn di Martin Guerre".
Fonti di studio
Per studiare epoche come il 1500 sono indispensabili agli storici fonti come: registri dell'inquisizione, atti giudiziari (molte le dispute giudiziarie tra contadini e proprietari terrieri, tra contadini e monaci...) basti pensare all'opera di Ginzburg sul mugnaio Menocchio. Fonte principale della Davis: "Arrest memorable" di Jean de Coras (1561) dove il giudice riassunse tutte le prove, le argomentazioni formali e i pareri espressi nel corso della causa, corredandoli dalle proprie annotazioni. Altra fondamentale fonte da cui prende avvio: "Historia" di Le Sueur altro giudice che ci offre un testo dove compaiono elementi diversi da quelli citati da Da Coras.
La storia di Martin Guerre
Nel 1527, il contadino Sanxi Daguerre lascia con la famiglia la sua proprietà nel paese basco (Hendaye). Non emigrano né verso l'oceano né verso la Spagna, ma si addentrano nei Pirenei (scelta inconsueta). Forse il motivo di partenza: continua minaccia di guerra perché il paese basco si trova proprio al confine tra Spagna e Francia. Giungono ad Artigat, uno degli ultimi contrafforti dei Pirenei. A differenza del luogo di partenza, ad Artigat le terre si dividevano tra tutti i figli maschi e a tutte le figlie spettava una dote. Spesso gli eredi vivono fianco a fianco.
L'amministrazione della giustizia del villaggio spettava alla comunità oppure al re, rappresentato in prima istanza da suo giudice a Rieux (cittadina distante diverse ore da Artigat) e in appello dal parlamento di Tolosa. A livelli più bassi c'erano tre nobili locali autorizzati dal giudice di Rieux a sbrigare questioni di carattere agricolo ecc. Come a Hendaye, i Daguerre impiantarono una fornace. Per farsi accettare, intrapresero alcune usanze tipiche della Linguadoca: Divennero i Guerre e pian piano dovettero imparare la lingua della Linguadoca (lingua d'oc).
Nel 1538, un contratto mostra il matrimonio tra il figlio di Sanxi, Martin, con Bertrande de Rols, figlia di famiglia benestante. Entrambi più giovani del normale, tra i 14 e i 10 anni. Si fece matrimonio per accedere a una serie di scambi di servizi. Ai Guerre interessava il figlio dei Rols visto che avevano molte figlie. Essendo così giovani, i due non consumarono in matrimonio per ben 8 anni. Iniziò un vero e proprio charivari nel villaggio. Prese in giro per il seme debole di Martin e delusione dell'attesa di un erede. Impotenza a causa di una maledizione di una strega. Dopo 8 anni, apparve una vecchia che indicò loro come liberarsi dal sortilegio. Immediatamente Bertrande concepì un figlio. Gli diedero il nome di Sanxi.
Però Martin vagheggiava una vita al di là dei campi, la proprietà, il matrimonio e l'aver già viaggiato un poco lo invogliava a continuare. Nel 1548, Martin aveva 23 anni e il figlio un mese. Martin rubò al padre una piccola quantità di grano. Poiché abitavano sotto lo stesso tetto, questo furto rispecchiava forse una lotta di potere tra i due eredi. Il furto era comunque imperdonabile per il codice basco, specialmente se consumato in famiglia. Per paura della severità del padre, Martin se ne andò. Sappiamo che arrivò in Spagna e divenne servitore della dimora di Francisco de Mendoza. Poi passò sotto il fratello Francisco Pedro che forse aveva notato la sua prestanza fisica (era alto e magro) ed entrò al suo seguito nell'esercito spagnolo. Poi venne condotto nelle Fiandre dove si trovò nel novero di quelle milizie che Filippo II avrebbe inviato contro i francesi. Ricevette un colpo dai francesi e gli dovettero amputare la gamba.
Il ruolo della donna secondo Davis
Circa Bertrande, ci dice che una volta restata sola: mostrò un ostinato spirito di indipendenza, un accorto realismo sui margini di manovra consentiti al suo sesso. Il suo rifiuto ad annullare il matrimonio (anche perché era difficile visto che nessun prete l'avrebbe fatto in assenza di documenti ufficiali di morte del marito) le consentiva di vivere in pace l'adolescenza con le sorelle minori di Martin e in più si poteva fare meriti di virtù. Il ruolo centrale della donna nella vita contadina: zappava come cucinava o filava. Una volta restata vedova ad Artigat, si stabiliva che i beni del marito andassero alla vedova.
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