DALL’IPERTESTO AL WEB 2.0
Storia culturale dell’Informatica Prof.ssa Paola Castellucci
1ª Lezione
Nel 1998 il termine IPERTESTO compare nel “Grande dizionario della lingua italiana moderna” e dà due
definizioni: 1) nella critica letteraria, insieme di più testi affini considerato come un unico testo.
2)nell’informatica, insieme di informazioni suddivise in blocchi di testo, note, illustrazioni ecc. non collegati
in modo sequenziale ma secondo logiche che l’utente può variare continuamente, sul modello inglese
‘hypertext’. 2ª Lezione
MODALITÀ DI CONNESSIONE IN RETE
www.uniroma1.it è una cittadinanza a cui tutta la comunità di docenti/studenti fa riferimento.
Noi siamo ‘end-user’, ovvero ‘utente finale’ del servizio di rete. Tra quello che avviene a casa e quello che
avviene all’Università è diverso. All’Università siamo connessi ad un SERVER fisso e accediamo tramite
delle macchine che si trovano nel seminterrato del palazzo di Fisica (precisamente al Centro di Calcolo), da
casa accediamo tramite la linea telefonica.
Possibili aree di cablaggio:
LAN: Local Area Network locale, sede, edificio
area
WAN: Wide Area Network estesa 3ª Lezione
RETI INFORMATICHE
Tutte le reti telefoniche costituiscono una struttura,particolarmente capillare. Contribuire ad una
infrastruttura vuol dire acquistare un pc o un cellulare.
La RETE è un sistema che si potenzia e si rafforza quante più persone lo utilizzano e ne fanno parte.
La prima connessione in rete avviene nel 1969,l’agenzia che se ne occupa è l’ARPANET,fondata nel 1958, ha
come finalità quella di promuovere tecnologie innovative (immaginare nuove macchine utili all’uomo, alla
comunità).
ARPA= “Advance Research Projects Agency” (realtà governativa all’interno del Pentagono) che ha il compito
di promuovere e finanziare ricerche a carattere innovativo e non necessariamente destinate a uso militare.
Essa è sotto la diretta supervisione e giurisdizione del Dipartimento della Difesa.
NET= rete, network
1957: avviene un evento importante. In Ottobre l’URSS manda in orbita il satellite ‘Sputnik’; dopo qualche
giorno ne manda un altro. La notizia fa il giro del mondo e l’evento è accentuato e spettacolarizzato,tutti i
giornali ne parlano,i giornali radio interrompono le trasmissioni dando l’informazione al pubblico. Tra la fine
degli anni ’50 e i primi anni ’60 negli Stati Uniti si sviluppano nuove discipline e nuove tecnologie che
invadono lo spazio privato e quello pubblico. Si assiste a una proliferazione di oggetti di nuova generazione
come schermi televisivi e telecomandi, juke-box, dischi in vinile, registratori, macchine fotografiche con
stampa immediata, cineprese amatoriali, radio portatili, citofoni, apricancelli automatici, cellule
fotoelettriche, ma anche metropolitane, supermercati, grandi magazzini, anticoncezionali, fertilizzanti,
anticrittogamici. Tra le novità anche le nuove droghe sintetiche.
Di questi eventi ne parla anche DON DeLILLO nel romanzo “Underworld” con sottotitolo “Cose migliori per
una vita migliore grazie alla chimica. Frammenti scelti pubblici e privati degli anni Cinquanta e Sessanta”.
Siamo in piena Guerra Fredda e l’America ne approfitta per sparare sentenze contro l’Urss, come se avesse
ripreso mano sulle armi. Fu uno smacco per la grandiosa, tecnologica, nuova America. Decide così di
finanziare con milioni e milioni di dollari questo nuovo settore; è in questo contesto che nasce l’ARPA.
L’Arpa finanziava solamente progetti assolutamente innovativi che non dovevano essere necessariamente
di materia bellica (armi, missili, bombe). Si compone di Governo (che finanzia), Università (che progetta),
industria privata (che realizza e mette sul mercato).
Nel 1962 all’interno di ARPA nasce IPTO= “Information Processing Techniques Office”, sezione destinata
all’informatica. A capo di questo nuovo dipartimento di informatica troviamo uno psicologo, JOSEPH
LICKLIDER (detto ‘Lick’). A supervisione del lavoro di Licklider c’è il Segretario della Difesa e sopra a questo il
Presidente degli Stati Uniti. Nel 1968 questo Dipartimento produrrà quello che sarà poi INTERNET.
La questione che si pone IPTO è: a fronte delle numerosissime nuove tecnologie e infrastrutture (energia,
elettricità, ponti radio, telefonia, computer) come posso mettere in relazione computer remoti con queste?
Licklider inizia a pensare che con il computer,oltre ai calcoli,ci si potessero fare altre cose.
Nel 1969 DOUGLAS ENGELBART (inventore del ‘mouse’ e del ‘menù a tendine’) trova il modo: far viaggiare i
dati su strutture preesistenti, quali i cavi telefonici,con il sistema di “MODULAZIONE/DEMODULAZIONE”.
Il primo collegamento che Engelbart prova è tra l’Università di Stanford [mappa Stan], nella quale lavorava,
e l’Università della California [mappa Usc-Isi]. Questo primo collegamento ancora non è una rete ma un
segmento modulare (con il telefono, con i suoi cavi). Tra le due Università si creerà la prima vera e propria
rete. Il secondo punto di connessione è l’Università di Santa Barbara [mappa Ucla] e infine in Utah [mappa
Utah]; anche queste università erano dotate di telefoni, telegrafi e computer, nello Utah addirittura si stava
sviluppando la ricerca per l’informatica grafica. Dall’Ottobre 1969 parte il lavoro di questo quadrilatero di
studiosi con una collaborazione a pieno con tutte le anime di Arpanet. A collegarsi a questa prima rete nel
1970 si aggiunge anche la BBN, [mappa BBN] una società privata di software acustici con sede a Boston.
Da qui proseguirà l’inclusione di partner privati, come fondazioni e società, e Università. I collegamenti si
estenderanno in Inghilterra e in Svezia solo dal 1972 in poi. La connessione in Italia arriva solo nel 1980 e
l’agenzia che la regolamenta è ITAPAC.
JOSEPH LICKLIDER (1915-1990)
Psicologo sperimentale, esperto di acustica, insegna al MIT dal 1951 dove lavora a importanti progetti nel
campo dei radar. La sua notorietà si diffonde in seguito ad un articolo del 1960 “Man-Computer
Symbiosis”, che tratta di computer. I contenuti sono così innovativi che finiscono per interessare non solo
la comunità scientifica ma anche l’ambiente governativo e in particolare l’Agenzia ARPA che affida a Lick
l’incarico di direttore di IPTO, la sezione dedicata agli studi informatici. Affidando la direzione di Ipto a Lick
gli investimenti saranno destinati a favorire la ‘simbiosi uomo-computer’.
“Man-Computer Symbiosis” viene pubblicato su una rivista prestigiosa e si rivolge a un pubblico di
specialisti. È presente una bibliografia ricca e aggiornata. Due sono le caratteristiche principali dello scritto,
nonché le novità: a parlare di computer è uno psicologo; il linguaggio utilizzato ricorre a molti prestiti dal
settore della biologia. Egli vuole sottolineare come la simbiosi tra regno animale e regno vegetale è sempre
avvenuta, avverrà quindi con la stessa naturalezza la simbiosi tra regno animale e regno minerale
(macchine e computer). Quella che poteva apparire un aberrazione, ossia la formazione in un settore
disciplinare all’apparenza alieno, la psicologia (mentre la maggioranza degli informatici proveniva da
ingegneria, matematica, fisica) finisce per essere la marcia in più che consente a Licklider di mettere in
evidenza elementi non rilevanti per gli altri: l’elemento umano e di conseguenza la possibilità di utilizzare la
macchina per comunicare e non solo per calcolare.
Intorno alla figura di Lick si crea la prima comunità scientifica di giovani informatici che danno del tu al
professore e non considerano il computer come uno strumento di potere ma di comunicazione diretta,
senza intermediari. Licklider accoglie i giovani allievi anche a casa, dove la sera tiene informali seminari.
In questi anni viene chiamato a dirigere l’IPTO direttamente da John Jennedy, colui che inoltre firma il
primo rapporto presidenziale dedicati ai temi delle nuove tecnologie dell’informazione
Durante il periodo trascorso alla direzione della sezione informatica di Arpa, dal 1962 al 1964, Lick lavora
anche ad uno studio di fattibilità che gli viene commissionato dal Council on Library Resources, scopo della
ricerca è definire le possibilità di sviluppo delle biblioteche alla luce delle opportunità offerte dalle nuove
tecnologie informatiche. L’esito della ricerca viene pubblicato nel 1965 col titolo “Libraries of the Future”.
Il progetto per un nuovo modello di biblioteca ‘elettronica’ viene denominato “Symbiont”: autocitazione
che allude al precedente lavoro del 1960, le informazioni vengono presentate tramite uno schermo e
acquisite tramite una tastiera. Il Symbiont dovrà assolvere a varie funzioni: recupero per termine, funzioni
avanzate degli operatori logici, possibilità di apporre commenti o aggiungere note o citazioni, possibilità di
successive modifiche, comparazione diretta fra testi. Il libro è suddiviso in due parti: la prima “Interazione
uomo-conoscenza registrata” richiama l’interazione uomo-macchina. E in questa parte chiarisce l’area di
indagine, ossia le biblioteche; la seconda parte “Esplorazioni circa l’uso dei computer in biblioteca e
funzioni procognitive” presenta lo studio di fattibilità e si richiama alle esperienze delle banche dati.
1958: Viene fondata la NASA
*RETE= una rete è un sistema di collegamento tra due o più computer. Se è un collegamento che avviene
all’interno di uno spazio circoscritto come una casa o un’azienda parliamo di INTRANET, se avviene con una
banca dati o un server parliamo di INTERNET.
*WIRELESS= erogazione in forma gratuita ad accesso libero della rete. È diventato un diritto,seppure
paghiamo un canone, ma il canone serve a pagare lavori e strutture che lo permettono, come la
manutenzione dei cavi di distribuzione. 4ª Lezione
PAUL BARAN
Ha inventato/scoperto la ‘RETE DISTRIBUITA’, modello seguito da Internet. Identifica tre tipi di rete:
1) CENTRALIZZATA
2) DECENTRALIZZATA
3) DISTRIBUITA
Baran nel 1964 scrive un rapporto tecnico,ovvero una relazione alla sua società, RAND. Relazione che uno
scienziato pone alla società, richiesta direttamente da quest’ultima per risolvere un problema. Questa
relazione si intitolava: “Dei Sistemi di Comunicazione Digitali affidabili usando una rete di ripetitore di nodi
inaffidabile”.
1) anche detta ‘A STELLA’. Nucleo centrale che contiene tutta la banca dati in un’unica sede,da qui in poi
arrivano i terminali. Il vantaggio è che è facilmente controllata, il tutto è contenuto in un unico server dati e
tutti attingono solo ed esclusivamente qui. Il computer centrale veniva chiamato HOST, le reti LINK, i
terminali STATION. Un rete di questo tipo veniva anche chiamata PROPRIETARIA (possidente dati e li
distribuisce). Il centro ha il controllo, i terminali hanno delle funzioni secondarie e tutti determinati dal
nucleo. È pero una rete fragile per quanto riguarda la salvaguardia dei dati: se il nucleo di rompe, tutta la
rete collassa.
2) detta anche ‘POLICENTRICA’. Istituisce una serie di BACKUP. Cioè una serie di copie di server dati.
Questo è il primo tentativo di soluzione di Baran, per supplire ad eventuali danni al nucleo.
Fare un backup costa (macchine, manutenzione, copie dati),è efficace quando esiste un danno,ma in una
condizione di normalità è solo una spesa. Ma si ripropone sempre lo stesso problema: nucleo centrale (+
nuclei) e terminale ( + terminali). I terminali poi non possono comunicare tra loro.
3) detta anche ‘CLIENT/SERVER’. Vari nuclei,non più solo emulatore di dati. Tutti sono nuclei, quindi
detentori di dati. Messa a punto da Paul Baran. Davies sviluppa quale sia la modalità di trasmissione dati su
questa rete. Paul Baran si relaziona con altre persone e luoghi,tra i quali l’Università di Stanford (non a caso
la prima ad utilizzare la rete ARPANET). In questo sistema la rete arriva anche in periferia. Allora ci si pone
la domanda: da dove proviene l’informazione? A Rispondere sarà Donald Davies.
In realtà il modello della ‘rete distribuita’ è stato inventato da Baran ma va ad interpretare delle strutture
naturali (pigna con tanti pinoli, la canna si piega mentre le quercia si spezza). Strutture che hanno la
capacità di ‘RESILIENZA’=adattamento. Giostrare la situazione a seconda delle necessità.
5 Lezione
DONALD DAVIES = inventa la ‘COMUNICAZIONE A PACCHETTO’. Quindi la diffusione di dati a pacchetto
da un nucleo all’altro senza dispersione di dati. Baran utilizzerà la sua scoperta nell’ambito dei trasporti.
Davies risponde alla domande posta sopra. Immagina che il moto propulsivo debba essere di altra natura.
Cioè la rete deve essere frammentata,divisa in micro parti che viaggiano per le strade della rete a seconda
di quelle che trovano libere. Questa è la teoria della ‘Commutazione a Pacchetto’ (‘Packet Switching’).
L’informazione non passa in blocco,i pacchetti vengono composti e smistati. I pacchetti hanno un indirizzo
di provenienza e di arrivo ‘ROUTER’?
Nel 1974 la rete a pacchetto viene stabilita da un PROTOCOLLO (qualcosa al quale bisogna necessariamente
attenersi). Prende il nome di ‘PROTOCOLLO A STRATI’ o ‘PROTOCOLO A LAYERS’. Il protocollo viene
identificato con la sigla ‘TCP/IP’, messo a punto da due scienziati ancora in vita, Beaton Cern e Paul Khan.
TCP/IP= “Transmission Control Protocol”. Protocollo che va a regolamentare la trasmissione di
informazione. All’inizio questo protocollo è un rapporto tecnico. Sperimentato all’interno di Arpanet e dà
effettivamente buoni frutti. Entra ad essere uno standard de facto, funziona, va bene, gli utenti lo utilizzano
senza problemi. Non è stato imposto dall’alto, ma messo a disposizione degli utenti e consigliato. Il TCP
diviene protocollo standard dal 1990 per Internet.
5ª e 6ª Lezione
I primi computer risalgono al 1945-50 ma provenienti dal Laboratorio di Los Alamos,il primo per
l’elaborazione bellica ed elettronica per la costruzione delle bombe di Hiroshima e Nagasaki.
1953: IBM inizia a costruire macchina ‘a più scoppi’, quindi non sono finalizzati all’industria bellica.
1958: ENRICO CONVERSI costruisce il primo computer italiano (nato a Pisa ma formatosi alla Sapienza
dove tornerà ad insegnare).
1960: THEODORE NELSON (inventore di “Hypermedia” e “Hypertext”) segue un corso di laurea superiore in
sociologia (già laureato in filosofia a Swarthmore) ad Harvard (Università puritana fondata nel
1636,giudicata ogni anno l’Università più prestigiosa del mondo. In questi anni Harvard cerca di informarsi
sui nuovi sapere e sulle nuove discipline che circolano. La condizione di questa Università è privilegiata, è
ricca date le rette da capogiro e già possiede un computer messo a disposizione degli studenti e non solo
del corpo docente). Qui Ted Nelson si presenta come anticulturale, perseguendo obiettivi socio-psicologici
che contrastano con la tradizione dell’Università stessa. Segue un corso di ‘Computer Science e di
Linguistica computazionale’, per imparare tutto ciò che serve ad un computer per elaborare scritti e non
calcoli. Esso prevedeva inoltre delle esercitazioni pensate per una classe di studenti di formazione
umanistica. Il corso era tenuto dal docente ARTHUR COUCH, persona accomodante e informata; una delle
cose che disse agli studenti era che i circuiti integrati avrebbero permesso molto presto di costruire
computer piccoli e poco costosi, anche se in quel momento l’unico computer a Harvard era il ‘7090’
dell’Osservatorio Smithsoniano, una macchina enorme. Il docente riesce a far immaginare agli studenti le
prospettive future: proliferazione delle macchine, dimensioni e costi sempre più ridotti, rapporto persona
con il computer.
Il corso di computer seguito da Nelson è un caso emblematico di questa fase embrionale della disciplina:
pur incentrato sull’architettura del computer, poteva essere ritenuto di natura teorica visto che il computer
era presente all’interno dell’ateneo ma non in classe. Dal momento che gli allievi, essendo di formazione
umanistica, non erano interessati al calcolo remoto, le esercitazioni erano dedicate all’analisi di stringhe di
parole e alla redazione di ‘liste di frequenza’. Il computer incominciava ad assumere, agli occhi degli
studenti, una connotazione non esclusivamente legata al concetto di ‘calcolo’ ma piuttosto a quello di
‘elaborazione delle informazioni’. La scelta di Nelson di seguire il corso di computer può essere considerata
da vari punti di vista: vivendo nell’America del dopo Sputnik, l’America investe molto nelle nuove
tecnologie, ed essendo uno studente di Harvard può avere accesso ai nuovi saperi. In Italia uno studente di
sociologia non solo non avrebbe avuto modo di seguire alcun corso di informatica ma a malapena avrebbe
potuto vedere un computer (primo computer 1958 a Pisa e destinato solo a ricerche di fisici come Enrico
Conversi).
Alla fine del secondo anno Nelson presenterà una tesina che riportava il progetto di un sistema di
memorizzazione di testi in formato elettronico; l’idea era un sistema di scrittura per il ‘7090’ e
l’immagazzinamento di manoscritti nel computer, per poi editarli e stamparli. Proprio qui troviamo il nucleo
embrionale dell’ipertestualità. L’accento è posto sulla possibilità e necessit
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