Capitolo primo: Un’infanzia tra Sotto il Monte e Bergamo
Angelo Roncalli nasce nel Novembre del 1881 in un piccolo paese vicino Bergamo. La sua famiglia
è molto numerosa, con notevoli problemi economici e molto religiosa. Lavorano i fondi della
famiglia Morlani e ogni giorno partecipano alla messa e recitano il rosario. È proprio da essa che
Roncalli riceverà i dati di fondo del suo carattere e della sua stessa fede. Il rapporto con la famiglia
resterà forte anche dopo l’inizio della sua missione pastorale, e scriverà lettere da ogni parte del
mondo.
A 11 anni, nel 1892, viene ammesso al Seminario di Bergamo, dopo che il parroco don Francesco
Rebuzzini aveva notato la sua vocazione. Il pagamento della retta, troppo onerosa per la famiglia
di Roncalli, verrà pagata da un membro della famiglia Morlani. All’interno del seminario entrerà a
far parte di una Compagnia spirituale e questo lo si evince dal suo Giornale dell’Anima che
inizierà a scrivere nel 1895. Egli trascriveva su di esso delle “Regole di vita”, riprese dal “Manuale
del maestro de’ novizi per Bernardino Barretti chierico”. Queste regole si rivolgono agli alunni più
solidi e intelligenti, quindi ciò fa capire come Roncalli si fosse già fatto notare per queste
caratteristiche.
I suoi esercizi spirituali, riguardavano pratiche di pietà che egli si proponeva, considerazioni
personali sulla sua volontà di sfuggire all’assuefazione e alla superbia. Nel 1898 sul Giornale
appaiono delle considerazioni legate alla morte improvvisa di don Francesco Rebuzzini, per cui
egli mostra molto dolore e una fortissima devozione. Il parroco gli lascia come ricordo un libretto,
“Imitazione di Cristo”, che sarà una delle fonti più amate da Roncalli. E’ molto devoto alla figura
di Maria, e questo è dimostrato dalle riflessioni in occasione dell’Immacolata e dal suo discorso
inviato ai seminaristi di Bergamo su “Maria nel Cenacolo”, nel 1899.
Per un periodo di tempo, le note all’interno dei suoi diari cesseranno a causa del cambiamento del
direttore spirituale. Il nuovo, Quirino Spampati, non gradisce tale abitudine e, da buon
seminarista, Roncalli accetta questa decisione.
Nel suo Giornale c’è spazio anche per problemi di natura famigliare: in occasione di una lite con la
madre, egli mostra tutto il suo rammarico e dolore per quanto avvenuto, scrivendo che per lui ella
è colei a cui, “dopo le cose del cielo”, voleva il “maggior bene di cui è capace” il suo cuore.
L’espressione della sua fede, pur secondo le formule tradizionali cristiane, rivela sempre la sua
grande sincerità e bontà. 1
Capitolo secondo: “Dio è tutto”. La formazione nel Seminario Romano
Dal 1901, Roncalli è inviato a proseguire i suoi studi a Roma, usufruendo di una borsa di studio.
Sarebbe rimasto nella capitale fino al 1904, anno della sua ordinazione a sacerdote. Ma tra il
novembre 1901 e la fine del 1902, c’è l’interruzione degli studi a causa del servizio militare: anche
questa esperienza viene vissuta con estrema serenità interiore, nonostante la durezza della realtà
militare. Egli conserverà questo ricordo come un’esperienza positiva, che gli permetterà di
conoscere “l’anima giovanile dei figli d’Italia”.
Nel dicembre del 1903 riceve l’ordinazione diaconale e – l’anno successivo – diventa sacerdote,
della cui cerimonia farà una commossa annotazione nel Giornale.
Molto importante è il suo soggiorno a Roma, incontrando numerose personalità e ambienti che lo
segneranno. Nel 1902 incontrerà il direttore spirituale redentorista Francesco Pitocchi, di cui
abbraccerà la proposizione radicale del “Dio è tutto, io sono nulla”, entrando nel pieno della sua
maturità spirituale.
Paradossalmente, questa totale sottomissione a Dio, coincide anche con il suo interesse verso il
modernismo, con cui Roncalli si troverà a far fronte. È affascinato dei libri di Loisy, che
affrontavano la problematica relativa al rapporto tra fede e storia, tra formulazioni dogmatiche ed
evoluzioni culturali, tra Chiesa e progresso.
Tuttavia, Roncalli sarà fortemente subordinato alla volontà di Dio, sarà molto obbediente verso i
suoi superiori e, con l’aiuto di Padre Pitocchi, riuscirà a superare quella tendenza all’imitazione
dell’immagine dei santi a lui cari: parla di “imitare la sostanza e non gli accidenti”.
All’inizio dell’anno accademico 1904-1905, Roncalli si iscrive all’Apollinare per i corsi di diritto e
conserva il ruolo di prefetto presso il Seminario romano.
Capitolo terzo: Con G. Radini Tedeschi. La scoperta della critica storica
Dopo l’ordinazione sacerdotale, abbandona Roma per diventare segretario del nuovo vescovo di
Bergamo, Giacomo Radini Tedeschi nel 1905. Egli era una delle personalità più in vista del
movimento cattolico e Roncalli ebbe la fortuna di realizzare da subito con lui una perfetta sintonia,
nonostante la diversa estrazione culturale.
Questa esperienza darà possibilità a Roncalli di avere i primi contatti con preoccupazioni
ecumeniche e liturgiche poco comuni in Italia, e di conoscere personalità di spicco come il card.
Ferrari a Milano e il card. Mercier di Lovanio. Con Radini Tedeschi viaggerà molto, arrivando sino
in Terra Santa nel 1906 di cui invierà numerose corrispondenze al quotidiano di Bergamo.
Radini Tedeschi si impegnò in un profondo rinnovamento della chiesa di Bergamo, spinto anche
dal clima dinamico di questo periodo, il cui apice saranno le azioni attraverso l’Opera dei
Congressi, che faranno uscire la chiesa dal suo immobilismo. 2
Tra il 1903 e il 1907 il mondo cattolico è scosso dal problema relativo al rapporto tra fede e storia, il
modernismo. Roncalli aderisce alla dottrina tradizionale della chiesa ma, nello stesso tempo,
considera irrinunciabile il metodo critico. In occasione della celebrazione del centenario della
morte del card. Cesare Baronio, egli vorrà esaltarlo utilizzando i documenti e i criteri scientifici.
Continua ad elaborare la distinzione tra la sostanza e gli accidenti, per distinguere ciò che la fede
vuole accettare senza riserve da ciò che la ragione può analizzare, perché prodotto dell’evoluzione
storica.
L’impegno in questi dieci anni di segretariato è caratterizzato anche dalla forte fedeltà di Roncalli
verso il Papa. È anche vero che tra il 1908 e il 1911 la Diocesi di Bergamo fu meta di molte visite
apostoliche, che non scalfiscono il prestigio di Radini Tedeschi. Roncalli collabora inoltre con il
quotidiano cattolico L’Eco di Bergamo e sul mensile La Vita Diocesana. Su quest’ultima, pubblica
il resoconto dello sciopero di Ranica del 1909, contribuendo alla cassa di solidarietà degli
scioperanti. Tra i suoi compiti vi è anche quello di insegnante nel Seminario diocesano, in cui terrà
diverse cattedre negli anni.
Nel 1912, Roncalli entra nella congregazione diocesana dei Preti del Sacro Cuore, di cui scriverà
sul Giornale; i suoi diari, a causa degli impegni molto serrati, rimarranno vuoti tra il 1904 e il 1907.
In seguito alla pubblicazione del giuramento antimodernista, egli scriverà nei suoi diari il suo
appoggio alla scelta della Santa Sede anche se, in occasione di un rapporto chiesto da Radini
Tedeschi su una serie di lezioni tenute dal padre gesuita Matiussi, egli dissentirà dalle forme più
accese e personali di polemica.
Nel 1914, nei suoi diari trova spazio la questione dello scoppio della Prima Guerra Mondiale e
della malattia di Radini Tedeschi, che l’avrebbe portato alla morte di lì a pochi giorni. Sempre in
questo periodo, Roncalli sarà oggetto di accuse moderniste da parte di un confratello presso le
congregazioni romane. Sarà ricevuto dal card. De Lai che, senza accennare a queste voci, gli
chiederà di fare attenzione all’insegnamento della Sacra Scrittura. Roncalli, in realtà, si occupava di
Apologetica e, quindi, non si occupava di tale insegnamento. A tali accuse, egli risponderà al
cardinale tranquillizzandolo sulla sua obbedienza al ministero ecclesiastico e che mai era stato
ripreso dai suoi superiori in 8 anni.
Con la morte di Radini Tedeschi nel 1914, la posizione centrale di Roncalli all’interno del seminario
termina.
Capitolo quarto: “Rispetto della libertà”. Il servizio militare e l’impegno pastorale a Bergamo per
la gioventù
La figura di Radini Tedeschi sarà un esempio per Roncalli, ma alla sua morte rimarrà con il
difficile compito dell’insegnamento in seminario. È il periodo della Prima guerra mondiale, a cui
egli parteciperà prima nel servizio sanitario e poi come cappellano militare. Di questo periodo non
abbiamo grandi fonti perché Roncalli non si sofferma sulla denuncia della guerra. Si dimostra
3
anch’egli legato al concetto di patria, che trova spazio sul Giornale, e sul suo ottimismo, di cui si
preoccupa perché ha paura che possa essere un atteggiamento giudicato negativamente. Dimostra
di avere un atteggiamento di comprensione e di accoglienza verso tutti, totalmente spontaneo.
L’inserimento in seminario di Roncalli sotto il nuovo vescovo Marelli, non è agevole. Gli verrà
affidata la direzione di una Casa dello Studente, che sarà il suo impegno principale e più caro, e
verrà nominato anche direttore spirituale del seminario.
Spesso non condivide alcune decisioni del rettore Rossi, in relazione all’ordine di non far avere
alcun contatto con l’esterno ai “suoi pensionati cogli studenti esterni”, e al sistema di preparazione
dei ragazzi che gli sembra troppo esagerato, con un tono di battaglia.
Nel 1919, Roncalli andrà in udienza presso Benedetto XV e l’anno successivo verrà chiamato a
Roma per assumere la direzione della Commissione italiana per la propagazione delle fede,
organo destinato al coordinamento delle missioni e della raccolta fondi. È un dramma particolare
per lui, perché si vede costretto ad abbandonare Bergamo, il seminario, l’insegnamento e i suoi
studi. Decise di obbedire, anche a causa del cattivo rapporto col vescovo.
Capitolo quinto: L’universo missionario. Il servizio a Roma per la propagazione della fede
Nonostante le iniziali reticente, Roncalli assume immediatamente la responsabilità del suo incarico
e, in una lettera al prefetto della Congregazione, affronta alcuni problemi concreti e richiede una
sede “decorosa e capace di grande ampliamento”.
Prenderà residenza a Roma, accompagnato dalle sue sorelle e ospitando il vecchio rettore del
Seminario romano, Bugarini. Nella seconda metà del 1921, viene incaricato di dirigersi a Francia e
in Germania per
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