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Che cos'è la storia del cristianesimo?

Gli storici si trovano in difficoltà a dare una definizione di storia del cristianesimo. Ma sta di fatto che è incentrato sul richiamo all'ebreo Gesù di Nazaret, il personaggio storico che i primi seguaci recepiscono come destinatario della loro venerazione e/o fede e che di fatto costituisce l'elemento comune a tutte le varianti storiche del cristianesimo. Dall'altro c'è l'insistenza alla multiformità, nel tempo e nello spazio del fenomeno religioso ispirato da Gesù e sulle sue conseguenze ad ampio raggio.

All'interno del perimetro cristiano l'adesione di fede a Gesù e al suo vangelo resta l'autentico momento sorgivo, fondamentale centro unificante dell'amplissima raggera.

I fattori di una storia plurale

La pluralità del cristianesimo fa percepire una conflittualità interna che fin dai primi sviluppi viene avvertita sia all'interno dei fedeli di Gesù (intesa come dolorosa contraddizione rispetto agli insegnamenti di Gesù) sia fra gli osservatori esterni (la vedono come una sorta di debolezza dei cristiani). Questa pluralità si mantiene nel tempo nonostante si accresca anche un patrimonio di dottrine, riti e pratiche condivise, sfociando nel secondo millennio nella divisione delle diverse confessioni cristiane. Solo di recente essa è stata interpretata come diversità da vivere in termini costruttivi di arricchimento reciproco. Grazie alla nuova fase del movimento ecumenico proteso al riconoscimento del valore complementare delle diverse confessioni.

  • Il cristianesimo nasce alla confluenza fra mondo giudaico e mondo greco-romano, quindi da una mescolanza di culture che lo predispone all'adattamento a diversi contesti culturali.
  • Richiamo alle origini evangeliche e alla chiesa primitiva assunte in funzione di mito storico di fondazione, prevede diversificazioni nell'interpretazione.
  • Annuncio di Gesù del regno di Dio: giudizio negativo sull'attuale assetto mondano e fornisce una potenzialità dialettica che non scompare mai dall'orizzonte cristiano (ridotta a mero controllo della condotta orale dei fedeli o per meccanismi di potere.)
  • Assunzione e reinterpretazione della scrittura ebraica: spinge alla continua ricerca del senso profondo dello scritto ispirato.

Il cristianesimo e la nascita del pensiero critico

Lo studio critico del cristianesimo è stato propiziato dalla riflessione sugli effetti devastanti delle guerre di religione fra XVI e XVII secolo. Nello stesso periodo nasce la vera e propria critica testuale biblica.

"Tractatus theologico-politicus" di Spinoza 1670 (posto all'origine della critica biblica)

"Histoire critique du texte de Nouveau Testament" di Simon 1689 (prima monografia sulla tradizione di un testo antico).

Entrambi furono cacciati dalle loro congregazioni.

La nascita del pensiero storico è connessa allo studio scientifico della bibbia e come ciò abbia un'inevitabile ricaduta ad ampio raggio sulla storiografia del cristianesimo.

Nel cristianesimo va riconosciuto il fattore preponderante per la strutturazione della società e della cultura occidentale sia in senso antropologico che creativo. La storiografia deve essere una disciplina autonoma nella ricerca nei vari campi del sapere rispetto a presupposti confessionali e apologetici. La storiografia sul cristianesimo assume una funzione euristica centrale nell'ambito delle conoscenze proprie della modernità, lo storico ha l'obbligo di studiare e comprendere le diverse e storicamente determinate declinazioni della fede tenendo conto della peculiarità del fenomeno religioso. Il cristianesimo non serve solo a strutturare le società ma anche a fornire argomenti di contestazione dei meccanismi di ingiustizia e oppressione, alimentando modi di vita e di pensiero. Lo storico ha il dovere di operare la sua ricostruzione esclusivamente con gli strumenti condivisi del metodo storico.

Introduzione al primo volume

I secoli del cristianesimo si aprono con la formazione all'interno del giudaismo di un movimento, quello di Gesù che i cristiani considerano il loro fondatore ed è un uomo condannato dall'autorità imperiale. Per tre secoli i cristiani vivono in una situazione ambigua, precaria e di pericolo a volte di riconoscimento. Seconda metà del III secolo vennero perseguitati da Diocleziano. Solo alla fine del IV secolo arriva a sostituire i culti tradizionali su cui l'impero romano fino ad allora si era fondato. Nel VII secolo si ha l'invasione araba e l'ingresso di una nuova religione: l'islam.

Capitolo 1 – Gesù di Nazaret

Conosciamo Gesù di Nazaret perché un certo numero di persone che lo frequentarono furono convinti che attraverso di lui il Dio di Israele fosse intervenuto in maniera unica e decisiva. Trasmisero perciò ricordi relativi a lui. Poiché la morte di un inviato divino scandalizzava, la si raccontò in forma tale da mostrare che corrispondeva a profezie contenute nelle scritture e dunque alla volontà di Dio. Gli altri furono trasmessi sotto forma di brevi unità (un miracolo, una controversia…). Ne troviamo già nei più antichi documenti cristiani. Le lettere dell'apostolo Paolo nella prima metà degli anni 50. Si formarono piccoli raggruppamenti di queste unità e progressivamente furono messi per iscritto. Le sue parole vennero attualizzate e di volta in volta inventate. Si cominciò a scrivere anche narrazioni della sua attività: i "VANGELI" che significano "l'annunzio di Gesù" in senso soggettivo e oggettivo. Marco scrisse il suo vangelo intorno al 70. Matteo nel 80. Luca nel 90. Questi tre vangeli sono "sinottici", cioè che si possono disporre in modo da vederli insieme perché presentano la stessa struttura e numerosi contatti. Una volta sottratto il materiale proveniente da Marco rimane una cospicua materia comune a Matteo e a Luca costituita esclusivamente da detti di Gesù. Si suppone che entrambi abbiano utilizzato una seconda fonte scritta. Matteo e Luca dispongono inoltre di materiale particolare. La parabola del figlio prodigo è solo in Luca.

Molti altri vangeli esistono:

  • Zebedeo: il suo vangelo è diverso dai sinottici
  • Giovanni: discreto numero di dettagli storicamente attendibili e reinterpretazione molto elaborata della figura di Gesù
  • Tommaso
  • Vangelo secondo gli ebrei: ma poco usato per la ricostruzione del Gesù storico
  • Vangelo di Pietro

Nascita e infanzia

La nascita a Betlemme che Matteo e Luca giustificano in modi totalmente diversi fu presumibilmente inventata sulla base della convinzione che in quel villaggio patria del re Davide dovesse nascere il messia. Aveva quattro fratelli e probabilmente almeno due sorelle. Marco ci dice che era un "tekton" cioè carpentiere, costruttore. Per Matteo è "figlio di tekton". Non sappiamo quanto fosse alfabetizzato ma sicuramente aveva appreso rudimenti di lettura e scrittura.

Gesù il Galileo

Marco afferma che da Nazaret di Galilea Gesù andò a farsi battezzare nel Giordano e lo designa spesso come "nazarenos". Nazaret non è menzionata né nella bibbia ebraica, né nelle fonti giudaiche non cristiane prima del III secolo. Gli archeologi pensano non avesse più di 400 abitanti, Erode l’avrebbe fortificata tra il 4 e il 19 d.C., facendone la prima città della Galilea. È possibile che il padre di Gesù abbia partecipato ai lavori di costruzione. L’attività di Gesù si svolse largamente nei villaggi della Galilea e Marco di…

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/07 Storia del cristianesimo e delle chiese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marty.pops di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cristianesimo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Canetti Luigi.
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