Inquisizione
L'inquisizione è un fenomeno che si sviluppò tra il 1179-1184 e la metà del XVI secolo. L'inquisizione si divide in due fasi: la prima, o l'inquisizione vescovile, si sviluppa tra il 1184-1231, mentre la seconda fase, detta anche inquisizione legatina o pontificia, si estende tra il 1231 e la metà del XVI secolo.
Contesto storico e religioso
Nel XI secolo, ci fu uno scoppio improvviso di predicazioni eterodosse nella Francia meridionale. Molti individui cercavano, con l'ascetismo radicale, una via di salvezza individuale alternativa a quella offerta dalla chiesa. Questi laici si erano levati contro la corruzione del clero, la ricchezza delle cattedrali e la prepotenza politica dei vescovi, peccati che portavano ad essere inefficaci i sacramenti somministrati da preti indegni. Molti movimenti evangelici non avevano elaborato nessuna dottrina diversa da quella dettata dalla chiesa. Ad esempio, in un movimento popolare nato a Milano, chiamato PATARIA, uno dei sostenitori ufficiali fu proprio Gregorio VII.
Valdo e il movimento valdese
Alla fine del XII secolo, Valdo, un ricco mercante, si spogliò dei suoi beni per predicare il Vangelo in povertà. Nel 1184 venne condannato e nel 1215 venne scomunicato. Il peccato di Valdo fu quello di predicare il Vangelo nonostante il divieto ecclesiale.
Il catarismo
In questo periodo si diffuse un altro tipo di eresia, il catarismo. I catari professavano una religione di stampo dualistico, credendo nell'esistenza di due principi eterni: il bene e il male. Nel 1167 a Saint-Felix de Caraman, assieme a vescovi francesi e lombardi, intervenne il papa Niceta, che impose un dualismo radicale. Per i catari radicali, il male e il bene erano entrambi principi eterni e increati, e il mondo terreno era opera di Satana, che aveva imprigionato nei corpi le anime degli angeli caduti. La lotta tra il bene e il male coinvolgeva tutti e la sola via di salvezza era liberarsi della materia attraverso una continua opera di purificazione o, in casi estremi, l'autodistruzione. Ad Orvieto nel 1199, si organizzò una congiura per uccidere Pietro Parenzo, il rettore inviato dal papa per combattere l'eresia.
Azioni contro l'eresia
Nel 1184 la bolla AD ABOLENDAM di Lucio III prevedeva il bando per gli eretici; successive decretali di Innocenzo III equiparavano gli eretici ai re di lesa maestà condannandoli alla pena capitale. Nel 1208 venne bandita dal pontefice una vera crociata contro i catari di Albi e della contea di Tolosa. Nel 1215, nel corso del IV concilio lateranense, si ribadì l'anatema per gli eretici e i loro fautori. Federico II di Svevia condannò l'eresia come reato capitale nelle leggi del 1220, in pieno accordo con il papa Onorio III.
Movimenti religiosi approvati
Durante il pontificato di Innocenzo III e poi di Onorio III furono accettati due movimenti, domenicano e francescano, che in questa prospettiva si dimostrarono vincenti.
Domenico di Guzmán
Domenico di Guzmán visse tra il 1175 e il 1221, era un sacerdote della cattedrale di Osma, in Castiglia. Organizzò una sorta di comunità itinerante, costituita da sacerdoti che si recavano a predicare in diverse città della Francia meridionale. Nel 1213, si stabilì a Tolosa, dove ottenne l'approvazione vescovile. I seguaci di Domenico seguivano la regola Agostiniana, a tale regola venne aggiunto l'obbligo di povertà. Nel 1221 tennero a Bologna un capitolo generale, che diede un definitivo assetto organizzativo all'ordine, suddiviso territorialmente per province. Qui Domenico morì.
Francesco d'Assisi
Francesco nasce ad Assisi nel 1182, si associò alla comunità benedettina e dopo 3 anni di eremitaggio ritornò alla vita associata dedicandosi alla completa povertà e alla predicazione. Il movimento francescano non aveva alcuna caratteristica che potesse distinguerlo dagli altri movimenti duramente osteggiati dalla chiesa. Soltanto con l'ascesa di Onorio III i francescani cominciarono a godere di simpatia. Nel 1213 venne organizzata una sezione femminile, guidata da Chiara; dal 1217 fu organizzata territorialmente per province e iniziò la sua espansione. Francesco era contrario a una istituzionalizzazione del movimento, ma il 29 novembre del 1223 Onorio III accolse la regola nota come REGULA BULLATA. Francesco morì nel 1226 e nel 1228 fu proclamato santo.
Concilio di Lione
I francescani più moderati trovarono pieno inquadramento nella chiesa cattolica dopo il concilio di Lione nel 1274, che soppresse tutti gli ordini mendicanti sorti dopo il 1215, a eccezione dei domenicani, dei francescani moderati e degli eremiti di Sant'Agostino. Domenicani e francescani furono protagonisti soprattutto della vita cittadina non solo per l'attività di predicazione: sin dai primi decenni del Duecento si stabilirono in conventi ai margini delle aree urbane, nei borghi dove si concentravano gli abitanti di più recente immigrazione, dove i contrasti tra vecchi e nuovi interessi erano più evidenti.
Sviluppo dell'inquisizione
Nasce così la "santa inquisizione", un tribunale dipendente dal papa, con poteri giurisdizionali speciali in materia di fede. Nel 1239 a Orvieto fu distrutto il convento dei domenicani. Nel 1252 l'inquisitore per la Lombardia Pietro da Verona fu ucciso. Tra il 1268 e il 1280 una grande ondata di processi portò alla distruzione fisica di importanti comunità eretiche.
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