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Riassunto esame Storia della chiesa, prof. Ferrari, libro consigliato Inquisitori ed Inquisizione del Medioevo,Merlo

Riassunto dettagliato per l'esame di Storia della Chiesa, basato sullo studio autonomo del testo di G.G. Merlo intitolato "Inquisitori ed inquisizione del Medioevo, che si occupa dell'Inquisizione medievale, "base" della futura Inquisizione moderna.

Esame di Storia della Chiesa docente Prof. L. Ferrari

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Histoire de la fondation et de l'évolution des

Gratien de Paris nella

Frères mineurs au XIIIe siècle, afferma che:

«Dalla nascita l'Ordine dei frati Minori per volontà stessa del suo

fondatore fu sottomesso direttamente alla sede apostolica e alla

chiesa romana [...]. Durante tutto il Duecento e per il primo

ventennio del Trecento niente potrà scuotere questa sottomissione

al papa né ridurre la sollecitudine del papa verso l'ordine.»

La Chiesa romana dunque affiderà ai frati Minori l'ufficio

inquisitoriale. Inoltre aggiunge che «di tutte le missioni imposte frati

Minori dai sovrani Pontefici la più difficile fu quella

dell'Inquisizione». Per quale motivo?

Sicurezze e dubbi di una tradizione storiografica

Gratien de Paris: la difficoltà risiederebbe nel trovare frati

 atti a questo compito molto arduo. Per poter svolgere questo

compito, sarebbero stati necessari uomini senza alcun

desiderio di arricchimento, di potere ecc. Lo storico tuttavia,

non avanza alcun interrogativo intorno alla repressione

duecentesca e non ritiene opportuno proporre alcune questioni

circa il coinvolgimento dell'Ordine dei frati Minori nell'ufficio

inquisitoriale. Il legame con la Santa Sede e con il compito di

difesa della fede era sufficiente a motivare l’una e l’altra cosa.

Il frate cappuccino Marino d’Alatri (1920-2007): scrive

 L’Inquisizione francescana nell’Italia centrale nel secolo XIII ,

dopo aver compiuto numerose ricerche. In sostanza, non si

allontana dallo storico de Paris:

«Tolti quei pochi casi in cui si verificarono degli abusi, è doveroso

riconoscere che gli inquisitori qui ricordati furono giusti, imparziali

con ogni categoria di persone e rispettosi fino alla pedanteria della

procedura stabilita dalla legislazione antiereticale»

e ancora:

«Da molti difficilmente si comprende e meno si ammette un

francescanesimo medievale coscientemente al servizio della chiesa,

ortodosso, e, anzi, sostegno dell'ortodossia»

L'autore aggiunge inoltre che «[...]non si mancò di avvertire l'abisso

che correva tra l'umiltà e la povertà di Francesco e, dall'altra parte,

la potenza di un inquisitore dell'eretica pravità, che a quanto pare

non avvertiva alcun disagio nell'applicare il duro codice

inquisitoriale.»

il frate francescano Leonardo Pisanu (1920-2013) scrive

 Innocenzo IV e i francescani (1243-1254) : in tale opera si

esprimono consistenti dubbi circa una contabilità tra autentico

francescanesimo e attività inquisitoriale che non fosse quella

dipendente dai legami con il papato. Nell’ autentico

francescanesimo non vi sarebbe stato spazio per azioni

violente, né di legami con Inquisizione, la quale avrebbe

contribuito a un deterioramento dell'immagine dell'Ordine dei

Minori. L’elasticità del papa Innocenzo IV nell’interpretazione

della povertà “francescana” avrebbe spinto l’Ordine verso

l’assunzione dell’ufficio inquisitoriale. Pisanu ha ipotizzato

l’esistenza di resistenze dell’Ordine rispetto all’impegno

antiereticale.

I provvedimenti di Innocenzo IV e loro antecedenti

Licet ex Omnibus

Il 29 e 30 maggio 1254 con la bolla l'Ordine

 venne inserito nel sistema repressivo istituito dalla Chiesa di

Roma; inoltre, l’Italia viene divisa in due aree, sotto il controllo

degli inquisitori: la Lombardia, con Bologna e Ferrara sino a

Genova sotto la giurisdizione dei frati Predicatori, e il territorio

della Marca Trevisana, della Romagna e della Marca d’Ancona,

affidato ai frati Minori.

Molto rimane da chiarire circa i provvedimenti papali del 1254

 e circa le ripercussioni, se vi furono, all'interno e all'esterno dei

frati Minori.

Nella fase “sperimentale” i Minori ebbero un ruolo meno

 diretto rispetto ai Predicatori, ma comunque erano presenti

nell’attività di predicazione che accompagnava la campagna

antiereticale. officium

Anche se non possediamo lettere di commissione dell’

 ai francescani da parte di Gregorio IX, non significa che la loro

presenza sia casuale o marginale. Si può ipotizzare che egli

abbia seguito “strade” meno evidenti.

Gregorio IX prevede un impegno antiereticale per i frati Minori

 dall’ottobre del 1227, cioè dagli inizi del suo pontificato.

Quindi, prima del 1254 si dà la possibilità ai frati Minori di

 combattere l’eretica pravità;

Infatti, nel documento di condanna dell’eretico Alamanno di Roais

(26 maggio 1237)

condanna emanata dal frate predicatore Guglielmo Arnaud e

 dal frate MINORE Stefano da Saint-Thibery; entrambi costituiti

dal legato papale Giovanni di Bournin, arcivescovo di Vienne.

Tra l’altro, tra i testimoni ci sono due frati Minori e il

 documento è redatto dal frate Minore Raimondo Charbonnier

La piena accettazione dell'ufficio inquisitoriale

Accertato con sicurezza il passaggio all’Inquisizione in quanto

 istituzione identificata instabile tra 1252 e 1254; si pone fine

alla fase di sperimentazione e si passa all’istituzionalizzazione.

L’Ordine dei frati Minori ottiene la piena equiparazione

all'ordine dei frati Predicatori in merito alla repressione

antiereticale. Nella documentazione del XIII secolo non si trova

alcun riferimento esplicito a critiche o opposizioni per quanto

riguarda la loro presenza nell’ufficio inquisitoriale. Insomma,

c’è una piena accettazione dell’ufficio inquisitoriale nell’Ordine

e tra i frati Minori.

I provvedimenti di Innocenzo IV sono emanati durante il

 generalato di Giovanni da Parma, frate molto amato dal

pontefice. Giovanni da Parma era rispettato e venerato da papi

e cardinali, dai re di Francia e Inghilterra e dall’imperatore di

Bisanzio, ed era in ottime relazioni con il maestro generale

dell'Ordine dei predicatori.

Predilezione esplicita di Innocenzo IV nei confronti dei Frati

 Minori

Importante il manipolo di documenti contenuto in un codice

 databile all'ultimo quarto del Duecento, allocato presso la

biblioteca nazionale di Firenze. In esso sono contenute

privilegia:

ventidue lettere pontificie, raccolte sotto il nome di

queste rappresentano il fondamento di legittimità dell'azione

poliziesca e giudiziaria antiereticale degli inquisitori operanti

nella provincia di Bologna (1254-1266) -> Si nota come

l'Inquisizione minoritica di Romagna abbia avuto la sua

compiuta sistemazione istituzionale.

Capitolo quinto - Il sermone generale dell’inquisitore

come sacra rappresentazione anomala

In questo capitolo si intende suggerire una possibile lettura di

manifestazioni religiose che contengono una viva teatralità,

un'intensa drammaticità e un elevatissimo valore simbolico. Qui ci

occuperemo di un frammento dell'ordine processuale inquisitoriale.

Practica inquisitionis

Un esempio a cui si può fare riferimento è la

del Frate predicatore Bernardo Gui, compilata agli inizi del XIV

Pratica

secolo, non oltre il 1331 (anno della sua morte) -> La

inquisitionis rappresenta un modello completo dell’agire

inquisitoriale.

L'agire inquisitoriale si formalizza: il “canovaccio” deve essere

uguale per ogni titolare dell'ufficio inquisitoriale; tuttavia ogni

inquisitore lo dovrà interpretare di volta in volta secondo le diverse

situazioni e le sue personali capacità di adeguare ai tempi i modi

del proprio operare. Insomma, non c’è un copione rigido e

immutabile.

L'azione inquisitoriale ha il suo culmine nel sermone generale, una

predicazione rivolta a tutti: quest'atto si svolge secondo il modello

fissato nel tempo muovendo da quanto era stata creato dagli

inquisitori operanti nelle città e nei territori di Tolosa e di

Carcassona.

Segue il modello di Bernardo Gui.

Fase istruttoria, condotta in modo riservato: si interroga le

 persone imputate; gli interrogatori forniscono gli elementi

affinché il giudice ecclesiastico posso stabilire penitente

sentenze.

Al termine degli interrogatori, dopo aver richiesto e avuto il

 consiglio dei prelati e dei giurisperiti a proposito delle

deposizioni (confessioni), di quanti si erano presentati

spontaneamente o costruttivamente davanti al Tribunale della

fede, l’inquisitore decide il giorno del sermone generale e fa

avvisare della sua decisione tutti gli interessati.

Il giorno fissato, davanti alla popolazione, gli interessati si

 presentano, dividendosi in due schiere: da una parte gli uomini

di chiesa e rappresentanti del potere pubblico, dall’altra coloro

nei confronti dei quali l'inquisitore dovrà pronunciarsi. In

sermone generale,

quest'occasione, si svolge il preceduto da

sermone breve,

un ovvero un’iniziale allocuzione che si

auspica breve in dipendenza dalla lunghezza delle cose che si

dovranno fare.

Fatto ciò, si applica a tutti i presenti l’indulgenza: assistere alla

 lunga cerimonia procura da venti a quaranta giorni di

indulgenza, a prima prova della funzione redentrice del finale

atto inquisitoriale. In seguito l'inquisitore riceve il giuramento

degli ufficiali e magistrati civili: questi sono il braccio

secolare, coloro che nelle vesti di detentori del diritto usano in

modo legittimo la violenza coercitiva e punitiva; tuttavia le

esecuzioni cruente sono estranee al sermone generale.

lasciare al braccio secolare cura

Nondimeno, le formule o alla

secolare implicano una condanna a morte (rogo) la quale

dovrà essere pronunciata ed eseguita dal potere pubblico.

Il processo inquisitoriale: ottava opera di misericordia

Le sentenze implicanti il ricorso al braccio secolare dipendono dal

fallimento dell'opera persuasiva dell'inquisitore, che non è riuscito a

convincere l'errante del suo errore. L'eretico ostinatamente legato

la sua eresia non comprende il senso è il fine dell'iniziativa

dell'inquisitore.

Durante il sermone generale

Il primo atto dell'inquisitore è di far deporre le croci gialle a

 quelle persone Che decidono di convertirsi all'ortodossia. Le

croci gialle sono intese di norma come segni di infamia, sono il

ricordo tangibile di un errore del passato e di una redenzione in

corso, attestano la fase di passaggio penitenziale dall'eresia

all'ortodossia, implicando loro volta determinanti riti pubblici e

anche pratiche private (pellegrinaggi per esempio, presenze ai

riti liturgici domenicali e festivi e a ogni celebrazione del

sermo generalis).

Dopo questi atti, l’inquisitore legge in volgare (affinché tutti

 capiscano e apprendano), le colpe di coloro che dovranno

subire penitenze o sentenze. L'ordine è ascendente dalle colpe

minori fino a quelle gravissime, comportanti la consegna al

braccio secolare; anche i morti condividono nella parola il

destino dei vivi, quando le loro Si sarebbero dovute tradurre in

penitenze arbitrarie e incarcerazione. I morti condividono la

pena del rogo quando i loro corpi vengono esumati in

dipendenza della loro antica colpa d’eresia: le loro spoglie non

devono rimanere nel cimitero con gli altri defunti ortodossi; chi

è rimasto eretico invita rimane eretico da morto.

Tra esposizione delle colpe e emanazione delle sentenze si

 inserisce lo spazio per ricevere l'abiura dagli errori ereticali e il

giuramento di obbedienza alla chiesa.

Successivamente i penitenti si inginocchiano e tengono le

 mani sospese sopra il libro dei Vangeli.

Poi si leggono le sentenze prima in latino e poi in volgare.

 Capitolo sesto- inquisitori in azione: intenti e

tecniche

Ci dedichiamo a questo capitolo sullo sfondo del culto di Santa

Eretici ed eresie medievali,

Guglielma (vedi G.G. Merlo)

Nell'estate del 1300, i frati Guido da Cocconato e Rainero da

Pirovano dell'Ordine dei predicatori decidono di avviare un'inchiesta

nei confronti dei devoti e delle devote di Santa Guglielma. In realtà,

le prime azioni inquisitoriali alla metà degli anni Ottanta (1284) del

XIII secolo. Protagonista è frate Maifredo da Dovera, anche egli

appartenente ai Predicatori. Aveva ricevuto informazioni riguardanti

i devoti e le devote di Guglielma (morta da poco tempo).

L'inquisitore pertanto cita in giudizio le persone coinvolte in tale

culto: Maifreda da Pirovano e Andrea Saramita, ed altre donne

dedite alla “santa” Guglielma. Il primo intervento inquisitoriale si

chiude con l'abiura di tutti coloro che erano stati convocati, seguita

dall’assoluzione.

Quindi, l'Inquisizione agisce in questo modo:

avuta notizia di una devianza di tipo ereticale, l'inquisitore cita

 coloro che egli ritiene coinvolti in tale devianza. quando si

presentano davanti a lui, gli fa giurare, ossia sollecita e ottiene

la “disponibilità” a rivelare ogni cosa riguardasse loro stessi e

chiunque altro ricordassero implicato in fatti eterodossi.

Ne segue talvolta la assoluzione, il cui carattere non sempre

 risulta chiaro e distinto. Da un lato c'è una assoluzione che

chiameremo canonistico giudiziaria; dall'altro una assoluzione

che chiameremo sacramentale.

L'inquisizione si trova a muoversi su un duplice piano che è una

delle proiezioni della pretesa del vertice della cattolicità di

possedere la pienezza dei poteri sulle anime sui corpi, sulle società

è solo individuo. l'eretico non ha diritto di partecipare la vita così

religioso sacramentale, come socio-politica.

Per quanto ci concerne, da metà luglio a fine dicembre del 1300 il

gruppo delle devote e dei devoti di santa Guglielma subisce una

serie dei sistematici colpi che ne minano la coesione e ne

accelerano l'estinzione. Gli inquisitori Guido da Cocconato e Raniero

da Pirovano eliminano materialmente i resti mortali di Guglielma (e

dunque il riferimento sepolcrale), e dall'altro convertono

all’ortodossia o affidano al braccio secolare Maifreda e Andrea, oltre

che tutti coloro che avevano partecipato più o meno direttamente a

quel culto.

La comparsa davanti agli inquisitori degli accusati attesta che i frati

hanno accumulato sufficienti informazioni sul gruppo dei figli e delle

figlie dello Spirito Santo. Soprattutto, i ripetuti interrogatori a

Maifreda e Andrea indicano che la loro posizione, centrale nel

gruppo, è nota e su di loro occorre insistere.

I notai Maifredo Da Cera e Beltramo Salvagno scrivono a proposito

dei processi riguardanti i figli dello Spirito Santo. Comunque,

mancano i testi delle sentenze emanate dei frati Guido e Rainerio.

Non sappiamo nulla di quale fine abbia fatto Maifreda, mentre per

Andrea Saramita si intravede una fine cruenta: egli è morto nel

corso dei processi (ma non conosciamo la causa della sua morte).

Inoltre sappiamo che all'inizio del 1300 gli inquisitori hanno

eliminato il corpo di Guglielma nel sepolcro di Chiaravalle.

Quaderno del notaio Beltramo Salvagno

Possiamo ricavare una parziale tipologia del documento

inquisitoriale

Su 110 atti, più della metà, ben 66, sono registrazione di

 detto).

interrogatori (ogni atto è chiamato

Gli interrogatori avvengono di giorno, in varie sedi, con

 assoluta prevalenza dell'area edilizia del convento di

Sant’Eustorgio di Milano, alla presenza di un notaio di pochi

testimoni in larghissima prevalenza membri dell'Ordine dei

Frati predicatori. La registrazione delle risposte è affidata a un

notaio.

L'inquisitore è al tempo stesso un ufficiale di polizia e un

 magistrato del tribunale che convoglia in sé funzioni

accusatorie e giudicanti.

In ordine di grandezza, le attestazioni notarili relative a quanto

 richiesto preliminarmente a chi, citato, si presentava davanti

giuramento,

gli acquisitori sono intitolati in vario modo, come

giuramento e obbligazione, abiura e obbligazioni, abiura …->

l'imputato doveva dichiarare sotto giuramento la propria

disponibilità a rispondere, secondo verità, a quanto

l'inquisitore gli avrebbe domandato richiesto.

L'atto che certifica la convocazione di colui che deve essere

 Citazione Relazione.

sottoposto a inchiesta è detto o

Al termine del processo l'inquisitore emana la sua sentenza

 che può essere di assoluzione o condanna dell'imputato.

Capitolo settimo-la memoria documentaria

dell'ufficio inquisitoriale.

Pochissimi sono gli studi specificatamente rivolti alla produzione

documentaria connessa con l'attività degli inquisitori operante in

Italia del secondo e tardo medioevo.

Il motivo è che l'Inquisizione medievale e i relativi documenti e fonti

continuano a non attirare l'interesse dei medievisti italiani.

Rarità tra le rarità e quanto si ricava da un breve saggio di Mariano

Archivio, uffici e titolari dell'Inquisizione Toscana verso la

D'Alatri

fine del Duecento. In questo saggio, l'autore utilizza come fonte un

inventario dell'archivio fiorentino dell'Inquisizione fatto compilare

nel 1334 da l'inquisitore Mino da San Quirico al proprio notaio

Giovanni Bongie (quest'ultimo incaricato dalla camera apostolica di

condurre un'inchiesta sul non limpidissimo operato finanziario del

Frate minore titolare dell'ufficio inquisitoriale di Firenze).

In questa inventario sono contenuti:

14 libri di diritto canonico e civile lasciati da frate Pietro da

 Prato (inquisitore) costituzioni papali imperiali e

Un libello contenente copia delle

 messe contro gli eretici

privilegi lettere papali con bolle plumbee

Sei originali di

 pendenti e altre sparse lettere pontificie deposizioni ricevute

12 libri contenevano la registrazione delle

 contro gli eretici e l'inquisizione di Firenze dai sette inquisitori

che avevano preceduto frate Mino; questi testi avevano

all'esterno sono

ricevuto una sistemazione archivistica, perché

scritte 12 lettere grosse in ordine alfabetico e per ognuno era

il tempo in cui era stato fatto e compilato

stato annotato

libri delle sentenze

7 raccoglievano in ordine cronologico le

 sentenze emanate da frate Mino da San Quirico ed erano

ordinati in ordine alfabetico

libri cartacei

Quattro che riportavano le deposizioni ricevute da

 frate Giacomo da Lucca, contrassegnati ognuno con una

lettera dell'alfabeto

In sostanza il frate aveva ricevuto gli strumenti giuridici e i diplomi

atti a giustificare e guidare la propria attività.

Da notare un’organizzazione archivistico-documentaria dell'ufficio

dell’Inquisizione di Firenze. Tale organizzazione sembra presentarsi

anche in altri uffici inquisitoriali, come quelli di Ferrara e di Pavia:

eppure della grande produzione documentaria se n'è conservata

una parte ridottissima.

Per quanto riguarda la storia degli archivi degli ordini mendicanti,

mancano contributi specifici intorno alla documentazione

inquisitoriale che doveva essere conservata presso i conventi nei

quali agivano di inquisitori.

Insomma, gli archivi degli uffici inquisitoriali gestiti in Italia dai

Predicatori e frati Minori non esistono e a noi non ne sono pervenuti

frammenti o singoli pezzi.

Pare sia probabile che parte degli atti inquisitoriali del Medioevo sia

trasmessa attraverso gli archivi dell'Inquisizione moderna,

condividendone il destino di conservazione o di dispersione o di

distruzione.

Tuttavia altri sono i canali attraverso cui si sono conservati e ci sono

pervenuti i documenti degli inquisitori della eretica pravità.

Libro delle sentenze di Orvieto: del Duecento; contiene

 sessantasette sentenze emanate nel biennio 1268 1269 da

due frati minori inquisitori della città di Orvieto nella provincia

romana. Nella maggior parte dei casi i condannati vennero

privati di tutti gli onori temporali e gli uffici pubblici e ogni atto

legittimo con estensione ai figli e nipoti fino alla seconda

generazione. I loro mobili e immobili furono sottoposti a

confisca e passati alla chiesa romana e al comune di Orvieto

per essere messi all'asta.

Codice Padovano: raccoglie atti patrimoniali compresi tra gli

 anni 1263 e 1302 e coinvolgenti frati minori di Padova e

Vicenza; documenti notarili per denunciare comportamenti di

frati minori, inquisitori e non, ritenuti illeciti (tangenti, pressioni

o minacce, operazioni truccate, interessi privati).

Documentazione prodotta a seguito della collaborazione tra

 inquisitori e ordinari diocesani, agli inizi del Trecento, resa

Moltorum querela

obbligatoria e regolata con la costituzione

del Concilio di Vienne, poi raccolta delle cosiddette

Clementine.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Studi storici dal medioevo all'età contemporanea
SSD:
Università: Trieste - Units
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Littlegirl22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Chiesa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Ferrari Liliana.

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