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INQUISITORI E INQUISIZIONE DEL

MEDIOEVO

G.G. Merlo

Capitolo primo - Alle origini di inquisitori e

inquisizione

L'autore si limita ad alcune riflessioni generali e problematiche, di

carattere introduttivo riguardante l'Inquisizione, senza ripercorrere

le varie decisioni prese da Gregorio IX, a partire dai primi anni

inquisitori della eretica pravità.

Trenta del XIII secolo, circa gli Il

centro dell'interesse appare generalmente sbilanciato verso

l'inquisizione moderna, piuttosto che quella medievale.

Tra storici dell’Inquisizione medievale e moderna vi sono stati

 pochi contatti e un confronto scientifico non si è mai realizzato.

È legittimo parlare di Inquisizione medievale? Quali elementi la

 contraddistinguono dalla successiva Inquisizione dell'età

moderna? Tale istituzione repressiva nei suoi fondamenti

ideologici e giuridici, quali si fisseranno nel XVI secolo,

costituisce la base sulla quale sarà costruita l'inquisizione di

età moderna.

Secondo il padre Ilarino da Milano, l'inquisizione «è stimolata e

condizionata dall'ambiente storico nel quale sorse, si sviluppò, agì,

si modificò» e si impongono quindi le grandi divisioni cronologiche

che separano e contraddistinguono l'Inquisizione medievale che si

esercitò contro le eresie e le superstizioni ereticali dei secoli XIII e

XIV»

Il contesto repressivo

Nei primi anni Trenta del Duecento cominciarono ad agire inquisitori

delegati dalla sede apostolica, con il compito preciso di combattere

l'eretica pravità. Tuttavia non agisce un'istituzione di nome

Inquisizione, nata da un preciso disegno e da meditati

provvedimenti di natura giuridica ed ecclesiologica.

Prima dell'Inquisizione esistono inquisitori delegati dal papato alla

repressione giudiziaria dell'eretica pravità, il cui operare via via sarà

definito sul piano giuridico, organizzativo e burocratico.

Secondo l'autore, la questione storica riguarda le conseguenze della

presunzione cattolico-romana di possedere la verità della fede e gli

strumenti coercitivi perciò messi in campo nella lotta antiereticale:

all'interno di un grande disegno ierocratico di dominio della

cristianità, ovvero del mondo. Non c'è spazio in un mondo tanto

unitario per posizioni alternative, è quindi inevitabile l’intolleranza

religiosa.

Gli inquisitori della eretica pravità sono giudici delegati alla lotta

antieterodossa. Il loro scopo è abolire, purgare, estirpare, terminare:

si scrive così nelle lettere pontificie. Queste azioni violente, tuttavia,

dovettero essere armonizzate con una tradizione che riteneva

estraneo al ministero sacerdotale l'esercizio diretto della violenza

cruenta, per quanto legittima. Ciò è ricordato durante il terzo

concilio lateranense del 1179:

«Come dice il beato Leone, benché al giudizio sacerdotale spetti la

disciplina ecclesiastica, non deve produrre decisioni cruente.»

Infatti, quando risulta inevitabile ricorre al braccio secolare per

l'esecuzione di una pena capitale, il vertice ecclesiastico si ritrova a

imporre (al braccio secolare) poteri repressivi e cruenti in un campo

che lo stesso vertice stabilisce. Le autorità civili mettono a morte

coloro che sono stati condannati alla pena estrema dalle autorità

Vergentis in senium

ecclesiastiche. Importanti sono le decretali

Ad abolendam

(1119) e la decretale (1184).

La difesa del sistema dell'ortodossia

La creazione degli inquisitori delegati dalla sede apostolica si

connette strettamente con esigenze di difesa della assoluta

prevalenza del papato è nella e sulla cristianità. La difesa

dell'ortodossia è uno degli strumenti di legittimazione più forti del

potere ecclesiastico.

L'ortodossia comporta l'obbedienza al vertice della cristianità, in

quanto garante dell'ortodossia: questo principio si esplicita con

Gregorio VII quando dice «non sia considerato cattolico chi non

concorda con la Chiesa romana.» La coercizione all’ortodossia

affidata ad agenti papali è l’esito alla tendenza monarchica e

unitaria della Santa sede.

Il vertice pretende di essere difensore del sistema della società

cristiana, sia dal punto di vista ecclesiastico, sia civile. Insomma,

difendendo l'ordinamento ecclesiastico si difende l'ordinamento

civile e viceversa. La dimensione politica è intrinseca al grande

impegno a verificare degli inizi del XIII secolo.

La difesa dell'ortodossia coincide con la difesa dell'istituzione

ecclesiastica: così la repressione degli eretici viene a coincidere con

la persecuzione di chi attenta alla libertà ecclesiastica, di chi

disobbedisce ai comandi della Chiesa. Eretico è chi viola le regole

del sistema, di cui la chiesa romana pretende di essere la massima

istituzione regolatrice e quindi, la difesa di tale sistema è il fine per

il quale ogni mezzo si giustifica.

Un altro strumento che utilizza la chiesa e l’Inquisizione è di tipo

culturale: lo stereotipo della demonicità degli eretici. Fissando lo

stereotipo dell'esistenza di relazioni dirette tra eretici e demoni, si

deforma e si sovradimensione il pericolo eterodosso, giustificando il

ricorso alla violenza. Quindi abbiamo immagini paurose degli eretici,

tanto da alimentare il consenso intorno ai mezzi repressivi.

Salvezza delle anime e punizione dei corpi

Gli inquisitori deputati dalla sede apostolica alla repressione della

eretica pravità nascono in coincidenza con una grave crisi delle

chiese e dei gruppi eterodossi.

1229: si è conclusa la crociata contro i dualisti nel Mezzogiorno

 di Francia

1233: repressione degli eretici nell'Italia centro settentrionale

 a seguito del Movimento dell’Alleluia

La vittoria cattolico-romana si era realizzata e si sarebbe mantenuta

grazie l'assoluta prevalenza della cultura chiericale rispetto ai

Movimenti evangelici e teologici degli eretici.

Con gli anni Trenta del Duecento, per gli eretici gli spazi pubblici si

erano chiusi drasticamente: costretti alla clandestinità, alla

marginalità e all’estraneità. Gli inquisitori perdurano in quanto

ufficiali di un apparato coercitivo destinato la salvezza delle anime e

perciò costretto alla punizione dei corpi.

TERMINI IMPORTANTI E DEFINIZIONI (DA TRECCANI E

WIKIPEDIA) in senium:

DECRETALE Vergentis emanata da Innocenzo III,

rimen lesae

l’eretico era considerato un criminale; l’eresia è un c

maiestatis (crimine di lesa maestà); ciò comportava non solo

l'espulsione dell'eretico dalla convivenza civile, ma anche

l'emarginazione di coloro che favorivano con i loro comportamenti

l'eterodossia: costoro erano bollati d'infamia ed esclusi dagli uffici

pubblici. Ad abolendam

DECRETALE : emanata in occasione di un suo

incontro con Federico Barbarossa a Verona nel 1184, Lucio III aveva

vigor ecclesiasticus imperialis

individuato nel connubio tra e

fortitudinis potentia la condizione perché la tutela dell'ortodossia

potesse essere assicurata: affinché gli effetti di quella convergenza

avessero modo di prolungarsi nel tempo, Lucio III aveva stabilito

che i titolari di poteri civili ‒ "conti, baroni, rettori e consoli delle

città" ‒ esprimessero con un giuramento, su richiesta dei loro

presuli, la disponibilità ad aiutare la Chiesa e ad applicare

ecclesiastica simul et imperialia statuta , pena la perdita della carica

pubblica; oltre a questo, si dichiaravano eretici Catari, Patarini,

Poveri di Lione, i Passagini, i Giosefini , gli Arnaldisti.

(haeretica pravitas),

ERETICA PRAVITÀ’: espressione con cui fu

indicato nel medioevo il delitto di eresia, per il quale fu creato il

tribunale dell’inquisizione e la figura dell’inquisitore.

IEROCRAZIA Termine derivante dalla parola greca composta dal

prefisso iero («sacro») e da kratos («potere»). Ordinamento o

sistema politico basato sul potere della classe sacerdotale.

MOVIMENTO DELL’ALLELUIA: noto anche come "la grande

devozione", fu una manifestazione a carattere religioso sviluppatasi

nel 1233 nell'Italia centro-settentrionale. Sorto nella primavera di

quell'anno come uno spontaneo moto di fervore religioso popolare,

con il contributo degli ordini mendicanti francescani e domenicani,

si trasformò ben presto sia in un'azione moralizzatrice e

pacificatrice all'interno di varie realtà cittadine comunali, sia in una

vera e propria azione antiereticale.

Capitolo secondo - i frati predicatori in quanto

inquisitori

Nell’opinione storica il binomio Frati Predicatori/Inquisitori è un

 binomio inscindibile. In questo capitolo si intende affrontare il

problema che riguarda questo binomio: esso riguarda le

relazioni tra annuncio evangelico e impegno antiereticale

propri dei decenni genetici dell’Ordine dei frati Predicatori. Il

legame con il messaggio evangelico non avrebbe dovuto

essere dimenticato soprattutto quando l’impegno ereticale si

concretizzava in compito giudiziario-repressivi: impegno e

compiti per l'ortodossia e per la Chiesa Cattolica Romana che

comunque pretendevano di avere la loro ispirazione e il loro

fondamento nell'annuncio evangelico.

«L'inquisizione ha giocato un ruolo centrale nella costruzione

 dell’immagine che i Predicatori nel tempo hanno dato di loro

stessi» e «la valutazione esatta del loro ruolo in questo ambito

rimane un problema aperto» (Jean-Luois Biget)

Tuttavia, bisogna contestualizzare e storicizzare: in tal modo la

 logica inquisitoriale verrebbe collocata in una corretta

prospettiva pastorale e spirituale la quale avrebbe avuto come

scopo il soccorso e la salvezza delle anime attraverso il

ristabilimento dell'unità di fede della fede Cristiana minacciata

o, addirittura, frantumata dagli eretici.

Il binomio frati Predicatori/inquisitori

Decisivo è il momento in cui Gregorio IX senza di affidare, sia pure

in modo prevalente ma non esclusivo, a frati Predicatori il compito

di inquisitori della eretica pravità in nome della sede apostolica, in

soccorso all'autorità vescovile diocesana.

La formazione religiosa dei frati Predicatori è la più congruente e

aderente ai disegni pastorali espressi nelle decisioni del IV concilio

Lateranense del 1215 quali si erano manifestate soprattutto nel

Inter caetera

canone in merito all'esercizio della predicazione e

della confessione, in funzione ausiliare al fianco degli ordini

diocesani.

Perché Gregorio IX scelse l'Ordine dei Predicatori?

Secondo gli storici, il motivo è questo:

-> i frati Predicatori, non condizionati istituzionalmente da

poteri laici ed ecclesiastici, appartenevano a una “milizia”,

dipendente in modo diretto dalla sede Apostolica e fortemente

strutturata sul piano dell'organizzazione e della formazione

culturale pastorale dei propri membri.

Tuttavia la decisione del papa si indirizza verso singoli membri

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/06 Storia delle religioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Littlegirl22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Chiesa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Ferrari Liliana.
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