Estratto del documento

Il Vangelo e la storia. Il cristianesimo antico (secoli I-IV)

Contesto storico e attività di Giovanni Battista e Gesù di Nazareth

Nel quindicesimo anno dell’impero di Tiberio Cesare, quando Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea, Filippo suo fratello era tetrarca di Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la voce di Dio venne a Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Il vangelo di Luca, qui riprodotto, ci permette di dare una definizione delle coordinate di spazio e tempo entro le quali si svolse l’attività di Giovanni Battista e quella di Gesù di Nazareth, che in entrambi i casi, terminò in modo sanguinario. L’arco di tempo entro cui collocarla sarebbe il periodo tra il 27 e il 30 d.C.

Divisione del regno di Erode e situazione socio-politica

Vediamo, in questo contesto, che quello che era stato il grande regno di Erode, al tempo di Augusto, ora si presenta frazionato e la Giudea, assieme a Gerusalemme, veniva ora amministrata da un procuratore romano, mentre, al contrario le regioni limitrofe sono affidate ai discendenti di Erode. Spesso situazioni di malcontento sfociano in comportamenti violenti:

  • Le classi egemoni, farisei e sadducei, sono favorevoli alla collaborazione con i romani e con la frangia contestataria degli esseni.
  • La massa contadina è sollecitata dalla povertà e dalla pressione fiscale.
  • Un’attiva minoranza di integralisti, invece, mal sopporta che il popolo di Dio debba sottostare alla pressione dei romani, che ai loro occhi appaiono empi.

Erode era riuscito a tenere a freno ogni tentativo di sommossa, ma dopo la sua morte, il disordine imperava dilagante. Delle profezie che richiamavano un imminente intervento di Dio, alimentavano le aspettative degli integralisti, aumentando lo spessore della loro contestazione. Essi erano una minoranza, sebbene consistente, e trovavano all’occorrenza l’appoggio nel malcontento diffuso nelle campagne impoverite.

Attività di Giovanni Battista

In questo preciso contesto storico si svolse l’attività di Giovanni Battista prima, di Gesù poi: essi infatti possedevano la convinzione che ormai si fosse arrivati alle soglie di mutamenti importanti, di uno sconvolgimento di quella situazione, ma l’idea che essi portavano avanti li differenziava molto da altre tipologie di predicatori, perché la loro predicazione andava oltre ogni tentativo di violenza e di sovvertimento della situazione politica e sociale.

Abbiamo alcuni particolari riguardanti Giovanni:

  • Conosciamo la sua vita austera nel deserto.
  • Sappiamo che richiamava i giudei alla penitenza per sfuggire al giudizio divino.
  • La sua predicazione si concretizzava nel battesimo, che egli metteva in atto nelle acque del fiume Giordano, confinate con la Giudea.

È probabile che in questo contesto di giudizio divino, Giovanni prospettasse l’arrivo di una sorta di ministro di tale giudizio.

Presenza e predicazione di Gesù

Le fonti cristiane segnalano anche la presenza di un altro personaggio, Gesù. Quello che di lui possiamo sapere è:

  • Venne dalla Galilea per farsi battezzare da Giovanni.
  • Per qualche tempo collaborò con lui.

Solo dopo che l’attività del Battista fu messa a tacere con la violenza, Gesù si ritirò in Galilea e iniziò una vera e propria predicazione a proprio nome. Su di essa, un’enorme testimonianza è quella dei vangeli canonici (sinottici), integrata da quelli apocrifi. Dobbiamo sicuramente aggiungere qualche particolare a proposito dei vangeli sinottici:

  • Sono stati messi per iscritto dopo la vicenda di Gesù;
  • Si fondano su tradizioni orali, che a mano a mano sono cresciute;
  • Il materiale è costituito da un complesso di detti e di racconti, in particolare miracoli, ed è stato organizzato dagli evangelisti sulla base di criteri strutturali, che non ci permettono di ricostruire in modo sistematico le vicende riguardanti la vita di Gesù.

Tutto quello che i discepoli ricordavano della vita del maestro fu rielaborato nell’ottica di morte, passione e risurrezione e questo ha sicuramente compromesso le possibilità di una corretta interpretazione. Ne consegue che non è sempre possibile comprendere le cose che Gesù ha effettivamente detto o fatto o quali possano essere stati gli ampliamenti dovuti all’attività dei discepoli.

Predicazione di Gesù e impatto sociale

Da questo possiamo dedurre alcuni elementi importanti: “si è compiuto il tempo e si è avvicinato il regno di Dio. Convertitevi e credete nel Vangelo.” Questo annuncio ci permette di collocare la predicazione di Gesù escatologico e apocalittico, inoltre ci dice molto del contenuto della sua predicazione, che verte su tipici valori tradizionali. Nonostante questo legame ai valori tradizionali, sicuramente il contenuto di questa predicazione si inserisce anche in un’ottica nuova, ossia afferma che il regno di Dio si realizza in ognuno di noi e crea uno sconvolgimento dei valori che comunemente sono recepiti dagli uomini, facendo sì che il messaggio si rivolga ai poveri nella Palestina di quel tempo, che costituivano lo strato più basso della società.

Questo messaggio rifiuta quello che era da sempre stato accettato ed esaltato:

  • Ricchezza;
  • Potere;
  • Violenza;
  • Ipocrisia.

Quindi chi vuole stare con Gesù deve rinunciare a tutto e non affannarsi ad essere tra i primi, oltre che dover imparare a sostituire la violenza con la mitezza e la mansuetudine.

Osservanza della legge mosaica e conflitti

Questo tipo di atteggiamento ebbe delle ricadute sull’osservanza della legge di tradizione mosaica, che:

  • Era poco osservata dalla povera gente;
  • Aveva un numero molto esiguo di rappresentanti, i Farisei, nome che indicava il loro atteggiamento di separazione da tutti coloro che, proprio per la non osservanza, erano considerati impuri.

Anche la casta dei Sadducei, che tendenzialmente era meno legata all’osservanza della legge, aveva dovuto fare larghe concessioni e scendere a patti con loro. La predicazione di Gesù s’inserì allora in questo contesto di attaccamento alla legge e, sebbene ci sia stata qualche apertura verso i pagani, essa si rivolse ai giudei, ma con una certa libertà riguardo la legge. Fu quindi inevitabile che questo tipo di predicazione si scontrasse con i farisei.

Come ogni giudeo che si rispetti, Gesù:

  • Considerava il tempio di Gerusalemme la sede del culto di Dio;
  • Ma si sentiva autorizzato a operare contro usanze ormai superate.

Chiaramente, il suo intromettersi nelle faccende del tempio, gli procurò anche l’ostilità dei sadducei. Quello che ci si deve chiedere è quale potesse essere l’atteggiamento dei romani, nei suoi confronti: quello che possiamo ricavare da ciò che abbiamo a disposizione è che se Gesù, nella sua predicazione itinerante, non innescò una persecuzione da parte dei romani, probabilmente questo significa che essi avevano percepito il carattere poco rivoluzionario del suo messaggio.

Autorità e miracoli di Gesù

“Insegnava come se avesse autorità.” Questo assunto ci fa comprendere in modo chiaro quale fosse il tratto maggiormente distintivo dell’attività di Gesù. I miracoli gli conferivano autorità ed egli la ricavava dalla sua sicurezza nel rapporto con il dio della tradizione giudaica, di cui esaltava:

  • La bontà infinita;
  • Rivolta a tutti indistintamente.

Agli occhi della gente, egli si presentava come un profeta, anche se il profetismo si era da tempo concluso, nonostante il Battista avesse contribuito a dargli nuovo vigore. Sappiamo che la prima generazione cristiana associava la figura di Gesù al Cristo, ossia il Messia venuto a restaurare il regno davidico. In realtà, gli studiosi moderni, tendono a sfatare questo tipo di assunto e ad interpretarlo come piuttosto una qualificata assegnatagli dalla comunità primitiva.

Rapporto di Gesù con il Figlio dell'uomo

Più complicato è invece spiegare il rapporto esistente tra Gesù e la figura del Figlio dell’uomo:

  • A volte, la tradizione lo presenta come una entità soprannaturale, destinata a realizzare il sogno escatologico di Dio;
  • In molti passi del Vangelo, Gesù si identifica con il Figlio dell’uomo, ma in altri passi, egli sembra essere una persona completamente diversa.

La critica su questo aspetto risulta ancora divisa:

  • Esiste chi accetta Gesù come figlio dell’uomo;
  • Chi lo nega;
  • Chi lo accetta solo nella visione di giudice escatologico.

È molto più importante, però, capire cosa abbia pensato di Gesù la Chiesa. Nei Vangeli il racconto dei detti e dei fatti di Gesù è strutturato in un modo che non può essere considerato cronologico, né tantomeno affidabile. Ne consegue che non sia possibile, in ogni caso, ricostruire il susseguirsi degli eventi che riguardano la predicazione itinerante di Gesù in Galilea:

  • Destò interesse;
  • Ebbe anche degli insuccessi.

Dispersione dei discepoli e nascita del movimento cristiano

Si è spesso pensato ad una prima fase molto positiva, sappiamo che inizialmente si reco a Gerusalemme, non sappiamo lo scopo, né l’intenzione di questo viaggio. Possiamo presupporre che egli abbia prospettato ai suoi discepoli la sua possibile morte. Quello che risulta più interessante ai fini del nostro discorso è chiaramente come i discepoli, che normalmente seguivano Gesù, si siano dispersi nel momento del suo arresto e come quando poi fu crocifisso accanto a lui rimasero solo le donne. In questo momento la sua missione si concluse definitivamente, a quel che sembra in modo fallimentare. In questo momento ci troviamo attorno al 30 d.C.

Si sarebbe rivelata un’impresa fallimentare, se non fosse che dopo la morte di Gesù, alcuni dei suoi discepoli, si riuniscono in suo nome e danno vita al movimento dei cristiani, riuniti grazie alla ferma convinzione che Cristo fosse risorto. La convinzione si sviluppo per due motivi:

  • Il ritrovamento della tomba vuota;
  • Numerose apparizioni post mortem di Gesù ai suoi discepoli, a volte in modo isolato a volte pubblico.

Fondazione della Chiesa e prime comunità cristiane

Quello che più ci colpisce è sostanzialmente l’atteggiamento dei discepoli verso l’annuncio di questo evento, che lasciò alcuni assolutamente scettici, altri con la convinzione che la salma fosse stata trafugata dal sepolcro dagli stessi discepoli. È evidente che in alcuni la speranza/convinzione di una imminente risurrezione sia rimasta al punto da spingerli a interpretare tutta la vita di Gesù come conseguenza di questo evento eccezionale. Sappiamo molto poco dell’iniziale attività di questi discepoli, derivata sostanzialmente dalla descrizione che ne viene fatta dalla prima parte degli Atti degli Apostoli. Quello che si può affermare con certezza è che da questo nucleo iniziale si sarebbe costituita di lì a qualche anni la Chiesa, la cui fondazione avrebbe avuto inizio 50 giorni dopo la resurrezione.

Essa si inserì nel contesto variegato della società giudaica di Gerusalemme, come base di un gruppo di giudei osservanti, accomunati dalla convinzione che Gesù fosse stato messo a morte dalle autorità giudaiche e romane, proprio lui che era il Messia, atteso come liberatore di Israele. Possiamo delinearne alcune caratteristiche:

  • Riconoscevano l’autorità dei Dodici sostituendo Giuda con Mattia;
  • Frequentavano le pratiche cultuali del tempio;
  • La fede in Gesù non li qualificava in modo positivo agli occhi dei giudei, perché la visione di un Messia sofferente non era una delle prerogative delle loro credenze.

Espansione e contrasti delle prime comunità cristiane

Era un gruppo animato da un intenso intento missionario, da cui possiamo derivare delle immediate conseguenze:

  • Da un lato, l’attività del gruppo creava proseliti e allargava il nucleo iniziale del gruppo;
  • Dall’altra, la sua attività risvegliava l’opposizione di coloro che avevano già in precedenza contrastato Gesù.

Questa attività sembra aver avuto successo inizialmente tra gli ellenisti, ossia quei giudei di lingua greca, che erano abitualmente residenti al di fuori della Palestina. Colse proprio loro, perché essendo meno legati alla concezione tradizionale del culto, si dimostrarono sicuramente più aperti a cogliere il messaggio di questa nuova predicazione. Proprio a causa di questo sorsero i primi contrasti, che spinsero l’originario gruppo dei Dodici, che dirigeva la comunità, a farsi affiancare del gruppo dei Sette, per cercare di occuparsi della questione. Pensiamo che la distinzione tra i due gruppi, dovesse essere piuttosto marcata, in quanto le autorità giudaiche indirizzarono la loro attività in un primo tempo solo a svantaggio degli ellenisti: alla lapidazione di uno dei Sette, seguì la dispersione del gruppo.

La dispersione fu naturale, in quanto gli ellenisti già risiedevano al di fuori della Giudea; molti di loro erano giunti a Gerusalemme solo in occasione dei festeggiamenti Pasquali; al ritorno nei loro territori, alcuni cominciarono a predicare il Vangelo, favorendo la formazione di comunità di fedeli al di fuori di Giudea e Galilea. Particolare importanza assunse la comunità di Antiochia, cui i cristiani rivolsero per la prima volta la loro predicazione ai pagani. Questo fu un episodio senza precedenti e i missionari non si aspettavano assolutamente le conseguenze, che si sarebbero evolute poi a seguito della loro predicazione. Anche i giudei facevano opera di conversione presso i pagani e, nel caso in cui un pagano volesse accettare ogni aspetto delle prescrizioni legali, poteva diventare un giudeo a tutti gli effetti.

Anche in Palestina, la prima comunità cristiana cominciava a svilupparsi, non proprio sotto le migliori prospettive, giacché i rapporti con le autorità giudaiche, tendevano a diventare molto tesi, come ci viene spiegato anche dagli Atti. A livello interno al movimento ci furono alcuni cambiamenti:

  • Il collegio dei Dodici smise di essere una struttura unitaria;
  • Si sviluppò un gruppo costituito da tre membri: Pietro e Giovanni; Giacomo, fratello di Gesù.

Attività di Paolo e sviluppo del cristianesimo

Nel 45, a Gerusalemme, il re Agrippa fa uccidere Giacomo e imprigionare Pietro, che riesce ad evitare la morte scappando dalla città. Mentre fuori dalla Palestina aprire il messaggio evangelico ai pagani aveva determinato un atteggiamento critico nei confronti dell’osservanza; a Gerusalemme, invece, la comunità dei fedeli riesce a sopravvivere grazie alla pratica dell’osservanza rigida della tradizione, in cui il principio fondante era quello di Gesù visto come il Messia.

In questo contesto, tra conflittualità e tensione tra comunità, si colloca l’attività di Paolo:

  • Giudeo della diaspora;
  • Nativo di Tarso;
  • Di buona condizione;
  • Gode della cittadinanza romana;
  • Si stabilisce a Gerusalemme, dove fu allievo del rabbino Gamaliele.

Egli era di principi farisei e in un primo momento si era reso ostile verso coloro che avevano accolto con fervore il messaggio di Gesù e lo consideravano un Messia e Signore e aveva contribuito affinché fossero messe in atto misure coercitive contro di loro. Un episodio gli diede modo di ravvedersi: mentre era in viaggio verso Damasco ebbe un incontro con Cristo, che gli cambio la visione di tutta la situazione. Si susseguirono allora una serie di episodi:

  • Cecità momentanea;
  • Incontro a Damasco con il cristiano Anania;
  • Guarigione;
  • Adesione alla fede in Gesù.

Il racconto viene riportato dagli Atti e la fonte da cui sarebbe stato tratto, è individuata in Paolo stesso, che interpreta questo avvenimento come una manifestazione inattesa del Gesù risorto. Questa conversione suscitò reazioni differenti nelle varie comunità:

  • Creò dapprima sconcerto e sospetto;
  • In seguito Paolo fu accettato senza problemi e poté dedicarsi alla diffusione del suo messaggio con risultati sorprendenti.

Predicazione di Paolo e riflessioni sulla fede

Infatti egli:

  • Non si limitò a dare una sua visione sulla libertà degli etnocristiani di non rispettare le norme dell’osservanza e orientare la sua missione in questo senso;
  • Ebbe modo di riflettere su questo aspetto e provare a trarne dei risultati.

Le linee del messaggio di conversione e rinnovamento spirituale si erano già complicate alla luce dell’avvenimento pasquale, perché, in quell’occasione i discepoli avevano identificato Gesù come Messia e avevano cominciato ad approfondire la riflessione su Cristo: in questo modo la predicazione non era rivolta solo al messaggio di Gesù, ma anche alla sua persona. La certezza è che, dopo la sua conversione, Paolo si convinse che la giustificazione poteva essere soltanto quella di un dono gratuito di Dio, e questa grazia poteva essere raggiunta dal peccatore, non praticando una rigida osservanza della legge, ma aderendo e anelandosi con la fede in Cristo: la legge dà la coscienza della trasgressione del peccato, ma non quella grazia che libera dal peccato e che può essere raggiunta solo con il credere in Cristo.

Riguardo a Pietro, invece, le fonti gli attribuiscono il merito di aver aperto il messaggio cristiano anche ai pagani.

Anteprima
Vedrai una selezione di 16 pagine su 74
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 1 Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 2
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 6
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 11
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 16
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 21
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 26
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 31
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 36
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 41
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 46
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 51
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 56
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 61
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 66
Anteprima di 16 pagg. su 74.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del Cristianesimo Antico e Medievale, prof. Colombi, libro consigliato Il Vangelo e la Storia, Simonetti Pag. 71
1 su 74
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/07 Storia del cristianesimo e delle chiese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cristianesimo antico e medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Colombi Emanuela.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community