Estratto del documento

Gesù e il movimento di trasformazione del giudaismo

Gesù fu il capo di un movimento di trasformazione del giudaismo. L'annuncio di un nuovo regno di Dio si inseriva in quel contesto di attese di salvezza, caratteristiche del giudaismo del I secolo. Nella sua attività di predicatore sempre in movimento, che egli svolse soprattutto in Galilea, egli aveva raccolto attorno a sé un gruppo di seguaci, con il quale condivideva uno stile di vita piuttosto precario, anche se la sopravvivenza era garantita dall'appoggio di simpatizzanti residenziali, che fornivano al movimento tutto ciò di cui aveva bisogno per portare a compimento l'impresa.

Attività di Gesù

Gesù confermava l'affidabilità del suo messaggio attraverso la sua attività:

  • Taumaturgica, guarigione dei malati
  • Esorcistica, cacciata dei demoni

Questi erano gli strumenti grazie ai quali egli poteva sostenere che le sue parole avevano un significato e che il regno da lui predicato era una realtà concreta. Si presentava, quindi, come un inviato di Dio, che era stato investito di una missione, proprio come avevano fatto i grandi profeti del passato.

Arresto e morte di Gesù

Dopo un periodo di ministero pubblico, che varia secondo le fonti considerate, Gesù viene arrestato e messo a morte dai Romani attraverso la crocifissione (30 circa). La sua missione sembrava essersi conclusa in modo piuttosto fallimentare. Il gruppo dei suoi seguaci non dovette vivere serenamente questo momento, ma i racconti dei vangeli ci forniscono scarse informazioni a proposito, che riguardano principalmente i discepoli più vicini a Gesù: esse riguardano in modo particolare il gruppo dei Dodici, che egli stesso aveva istituito per rappresentare Israele, formato da dodici tribù.

Resurrezione e riorganizzazione del movimento

Nulla sappiamo di tutta la situazione che riguarda altri rami del movimento: possiamo soltanto ipotizzare che si fosse creato un clima di tensione e di confusione anche tra i Dodici, che cominciano a darsi alla fuga. Infatti, ai piedi della croce rimangono solo le donne affiancate dal discepolo amato. L'esecuzione così dura di Gesù, gettava un'ombra su tutto il suo ministero, oltre alle modalità della morte che si presentavano come abominevoli. Tutta la sua predicazione si sarebbe dissolta se non fosse intervenuto un elemento nuovo, come la resurrezione del capo carismatico.

Questo tipo di fede trova la sua giustificazione in un duplice aspetto:

  • Le apparizioni post-pasquali, in cui Gesù si fa vedere vivo alcuni giorni dopo la sua morte
  • La scoperta del sepolcro vuoto

Essa inaugurava un nuovo momento e soprattutto rimandava ad un secondo momento, l'avvento del regno di Dio e conferiva al suo protagonista i tratti di un messia, che sarebbe intervenuto accanto a Dio per sconfiggere le forze del male. Probabilmente la resurrezione fu il momento fondamentale della spinta propulsiva del movimento a riorganizzarsi.

La riorganizzazione attraverso gli Atti degli Apostoli

La riorganizzazione del movimento si realizzò attraverso una complessa articolazione. La fonte che ci informa in proposito è costituita dai capitoli dal primo al dodicesimo degli Atti degli Apostoli, un'opera scritta probabilmente da Luca come completamento del suo Vangelo. La storia degli inizi del movimento presenta due peculiarità:

  • È centralizzatrice, ossia si preoccupa di far risalire le vicende narrate al gruppo dei soli discepoli che avevano seguito Gesù nel suo ministero pubblico e che erano stati testimoni delle apparizioni
  • È armonizzatrice, perché cerca di attenuare le tensioni e i conflitti

Entrambe le opere sono concepite da Luca, per rispondere ad un preciso obiettivo teologico, ossia che l'annuncio della salvezza:

  • Prima inizia in alcuni villaggi della Galilea
  • Si diffonde poi verso la Giudea
  • Arriva nella città santa

In essa Gesù viene messo a morte, ma risorge e appare ai discepoli per un periodo di circa 40 giorni e da Gerusalemme in seguito, i discepoli partono per annunciare il messaggio al mondo intero fino ad arrivare a Roma, centro del mondo allora conosciuto.

Apparizioni e missione

Le apparizioni sarebbero destinate solo al gruppo dei discepoli più vicini a Gesù e si concludono con un mandato missionario, che terminerebbe con la seguente formula: “andate, dunque, e fate discepole tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho ordinato”.

Secondo Matteo e Giovanni, le apparizioni sarebbero avvenute sia nel territorio di Gerusalemme, sia in Galilea; secondo Luca, invece, soltanto nella regione di Gerusalemme. Questo tipo di racconti ci forniscono alcuni dati interessanti:

  • In primo luogo, che i discepoli più stretti, dopo gli episodi della Pasqua, si sentirono in dovere di continuare la predicazione del loro capo. Per Matteo questo aveva a che fare con l'istruire e l'insegnare; per Luca con il testimoniare; per Giovanni rimettere i peccati
  • In secondo luogo, che i discepoli ritornarono poi in Galilea, la regione che era stata il centro del ministero di Gesù

È verosimile che il gruppo abbia ripreso a predicare, nell'attesa di un ritorno imminente della loro guida. Durante il loro cammino, i discepoli:

  • Potranno fermarsi nelle case per mangiare e dormire
  • Dovranno salvaguardare la propria libertà di movimento, riducendo il loro soggiorno in un luogo
  • Dovranno ridurre al minimo il loro equipaggiamento

Espansione del movimento

Ovviamente questo tipo di predicazione sarà anche uscita dai confini della Galilea: i predicatori itineranti non solo ripresero l'insegnamento di Gesù, ma lo misero in pratica, assumendo una condizione di provvisorietà e marginalità. I predicatori si basavano su simpatizzanti residenziali, per cercare:

  • Riparo
  • Accoglienza
  • Sostentamento
  • Solidarietà

L'insegnamento di Gesù dovette però essere riadattato a seconda delle nuove esigenze, affiancando le tematiche tipiche a tematiche nuove, tra le quali anche la fine drammatica del capostipite del movimento.

La comunità di Gerusalemme

Gli Atti degli Apostoli ignorano i primi sviluppi del movimento in Galilea, ma ci forniscono descrizioni dettagliate sulla primitiva comunità di Gerusalemme. Secondo Luca, essa era retta dal gruppo dei Dodici, guidato da Pietro e ciò costituì il punto di partenza per gli sviluppi successivi del movimento di Gesù. Questa visione appare poco verosimile a livello storico. Le informazioni degli Atti, devono quindi essere integrate con quello che ci proviene da altre fonti, come Paolo, nel momento in cui ricorda i suoi passaggi nella città santa:

  • Durante il primo passaggio, egli incontra Pietro e Giacomo ma nessuno degli altri apostoli
  • Nel passaggio successivo, riferisce che la comunità di Gerusalemme sarebbe guidata da una sorta di triumvirato, costituito da Giacomo, Pietro e Giovanni

La personalità di spicco è sicuramente Giacomo, dal momento in cui godeva di un grande prestigio, visto che apparteneva al gruppo dei familiari di Gesù. Egli aveva conquistato la stima degli altri giudei, anche quelli di corrente farisaica. È verosimile pensare che a Gerusalemme esistesse una comunità di simpatizzanti, che avevano conosciuto o sentito parlare di Gesù; ad essi si dovette aggiungere il gruppo di familiari di Gesù e infine i simpatizzanti dell'ultimo minuto, che a seguito del tragico epilogo avevano dimostrato interesse per il messaggio di Gesù.

Tradizione e memoria

È in questo contesto che si continuò a trasmettere memoria degli avvenimenti riguardanti la passione e la morte di Gesù durante la sua ultima settimana trascorsa a Gerusalemme. Questo favorì il consolidamento di una solida tradizione. Il gruppo dei parenti di Gesù dovette contribuire a creare una solida tradizione e memoria delle gesta e delle parole di Gesù.

  • Frequentazione assidua del tempio
  • Osservanza rigorosa delle regole di purità, divieti alimentari, del sabato
  • Circoncisione come marcatore dell'identità ebraica rispetto al mondo pagano

Questo contribuì a plasmare la memoria di Gesù. Importanti cambiamenti furono provocati dall'aggiungersi al movimento di elementi provenienti dalla diaspora. È necessario che Gerusalemme era frequentata da:

  • Numerosi pellegrini, che provenivano anche dalle città ellenistiche del Mediterraneo
  • Molti ebrei della diaspora, che vi si recavano per affari
  • Altri vi abitavano stabilmente

Alcuni degli ebrei di cultura greca potevano aver sentito parlare di Gesù e del suo movimento proprio in occasione della Pasqua, durante la quale egli era stato crocifisso, mentre altri ancora potevano essere entrati in contatto con gruppi di seguaci stanziati nella città santa. È certo che alcuni elementi della diaspora entrarono a far parte del movimento di Gesù. Queste nuove tendenze innescarono dei conflitti, che negli Atti degli Apostoli vengono espressi attraverso la contrapposizione tra due gruppi:

  • Ebrei, che parlavano aramaico, erano diretti dai Dodici e rappresentavano la cultura tradizionale della regione palestinese, più strettamente legata alla Legge e al Tempio
  • Ellenisti, che parlavano greco, erano diretti dal gruppo dei sette e rappresentavano un giudaismo più aperto alle influenze della cultura ellenistica e più flessibile verso la Legge

Proprio per la maggiore libertà questi ultimi si disperdono e il movimento si diffonde in varie zone. Proprio ad Antiochia questo movimento assumerà la definizione di cristiano, assegnatagli dalle autorità romane. In questi ambienti la rielaborazione della memoria di Gesù fu condizionata dalle idee religiose e dalla cultura dei membri del movimento. Il loro apporto più originale è riscontrabile nella riflessione sul significato salvifico del momento centrale della vita di Gesù: morte e resurrezione. Infatti:

  • Atteggiamento critico verso il Tempio
  • Interpretazione più aperta della Legge

Suggeriva vie alternative per il raggiungimento della salvezza. L'identità di questo gruppo si definì sulla base di ciò che Gesù aveva detto e fatto. I discepoli avevano necessità di trovare un punto forte di identità e lo riscontrarono in Gesù e nella causa per cui si era battuto e sacrificato. Il richiamarsi a lui diventa quasi una legittimazione del loro progetto di vita: il tema del ricordare diventa quindi un elemento fondante per la costruzione dell'identità.

La memoria di Gesù

I vari protagonisti della vicenda hanno in proposito idee diverse:

  • Paolo si congratula con i Corinzi perché si ricordano delle tradizioni e le mettono in pratica come egli le aveva trasmesse
  • Secondo Luca, nel momento della scoperta del sepolcro vuoto, due uomini raccomandano alle donne di ricordarsi le parole di Gesù durante il suo ministero in Galilea
  • Secondo Giovanni, Gesù promette ai discepoli che il Padre manderà a loro lo Spirito Santo, che farà ricordare a loro le sue parole
  • La Seconda Lettera di Pietro, esorta i destinatari a ricordare le parole dei profeti e ciò che Gesù aveva trasmesso loro

Era quindi necessario mantenere vivo il ricordo di ciò che era successo attraverso la sua continua riproposizione, ripetizione e messa in scena perché esso fosse trasmesso alle generazioni future, costruendo così una sorta di tradizione. È opinione comune, che la trasmissione sia avvenuta per via orale. Gli studi in proposito sono molti.

Trasmissione delle tradizioni e riorganizzazione

L'elaborazione di una memoria si realizzò in maniere differenti e si basava sulla testimonianza di quanti avevano conosciuto Gesù, erano stati discepoli e testimoni del suo ministero. La credenza diffusasi era che la fine del mondo si sarebbe realizzata nel corso di una seconda generazione. Intorno al 60, intanto, la prima generazione dei protagonisti diretti delle vicende ormai non c'è più:

  • Giacomo viene fatto uccidere a Gerusalemme
  • Pietro e Paolo muoiono a Roma, massacrati a Roma dall'imperatore Nerone
  • Giacomo di Zebedeo era stato ucciso da Erode Agrippa nel 43
  • Degli altri membri non abbiamo molte informazioni

La loro progressiva scomparsa provocò in molti una crisi profonda e nello stesso periodo, la parallela crisi all'interno del giudaismo, acuì il senso di disorientamento, interpellando i seguaci di Gesù sul loro rapporto con l'istituzione fondamentale del mondo a cui essi erano appartenuti. Le comunità cominciarono ad avvertire una svolta, che richiedeva una riorganizzazione del movimento. Si allentò la tensione escatologica, in quanto la seconda venuta di Gesù tardava a realizzarsi e sembrava sempre più lontana.

Questa nuova organizzazione si realizzò attraverso la creazione di strutture di governo stabili:

  • Ministeri
  • Collegio dei presbiteri e dei diaconi
  • Episcopato monarchico

Non è corretto andare a contrapporre in maniera troppo severa tradizione orale e scritta; è, infatti, verosimile che le due forme di trasmissione si siano sviluppate parallelamente e siano convissute per un certo periodo. Secondo Eusebio di Cesarea, Papia confessava di preferire la tradizione orale al prodotto scritto, che era sussidiario.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 20
Riassunto esame Storia del cristianesimo, prof. Colombi, libro consigliato I Vangeli apocrifi, Gianotto Pag. 1 Riassunto esame Storia del cristianesimo, prof. Colombi, libro consigliato I Vangeli apocrifi, Gianotto Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del cristianesimo, prof. Colombi, libro consigliato I Vangeli apocrifi, Gianotto Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del cristianesimo, prof. Colombi, libro consigliato I Vangeli apocrifi, Gianotto Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del cristianesimo, prof. Colombi, libro consigliato I Vangeli apocrifi, Gianotto Pag. 16
1 su 20
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/07 Storia del cristianesimo e delle chiese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cristianesimo antico e medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Colombi Emanuela.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community