Riassunto esame di Storia del cristianesimo e delle chiese, prof. Colombi, libro consigliato “Storia del Cristianesimo”, E. Prinzivalli
STORIA DEL CRISTIANESIMO – I. L’ETÀ ANTICA (SECOLI I-VII) (EMANUELA PRINZIVALLI)
PRESENTAZIONE – CHE COS’È LA STORIA DEL CRISTIANESIMO?
Q U A LI C O N FIN I?
Polarità:
- Richiamo all’EBREO GESÙ DI NAZARET – l’irriducibile elemento comune a tutte le varianti storiche del cristianesimo
- L’insistenza sulla MULTIFORMITÀ (nel tempo e nello spazio) del fenomeno religioso ispirato a Gesù
Lo storico del cristianesimo ha di fronte un campo di ricerca molto vasto le Chiese, le vicende storiche in Occidente e in Oriente, i
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cristiani emarginati o combattuti per eresia, le pratiche di vita, il culto, le dottrine dei vari gruppi e delle diverse Chiese, le missioni
intraprese, le microstorie dei singoli.
Per una parte di seguaci di Gesù la fede in lui costituiva uno STRUMENTO SALVIFICO AL POSTO DELLA TORAH mentre per altri
rappresentava la GUIDA PRINCIPALE ALL’OSSERVANZA DELLA TORAH.
I FA TTO R I D I U N A S TO R IA P LU R A LE
CONFLITTUALITÀ INTERNA avvertita all’interno dei fedeli di Gesù fin dai primi sviluppi molto di recente vista positivamente come
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diversità di vivere in termini costruttivi di arricchimento reciproco – grazie alla nuova fase del MOVIMENTO ECUMENICO – proteso al
riconoscimento del valore complementare delle diverse confessioni.
COMPLESSITÀ CRISTIANESIMO:
- Nasce alla confluenza fra mondo giudaico e mondo greco-romano – ADATTAMENTO A DIVERSI CONTESTI CULTURALI –
predisposto all’adattamento.
- Richiamo alle origini evangeliche e alla Chiesa primitiva – assunte come mito di fondazione ispirando movimenti di riforma e
diversificazioni.
- L’ANNUNCIO DEL REGNO DI DIO di Gesù implica un giudizio negativo sull’attuale assetto mondano.
- REINTERPRETAZIONE SCRITTURA EBRAICA DUPLICE:
1. Pluralità trinitaria all’interno dell’Uno
2. Farsi uomo da parte di Dio
- DOTTRINA DELLA REINCARNAZIONE e in forza di questo la storia assume una valenza particolare intensificando la posizione del
giudaismo – storia luogo privilegiato del rapporto fra Dio e l’uomo.
IL C R IS TIA N E S IM O E LA N A S C ITA D E L P E N S IE R O C R ITIC O
Riflessione sugli effetti devastanti delle GUERRE DI RELIGIONE fra XVI e XVII secolo nasce la CRITICA TESTUALE BIBLICA.
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- TRACTATUS THEOLOGICO-POLITICUS di BARUCH SPINOZA 1670 – posto all’origine della critica biblica – essendo ebreo a causa
di ciò fu escluso dalla sua sinagoga.
- HISTOIRE CRITIQUE DU TEXTE DE NOUVEAU TESTAMENT di RICHARD SIMON 1689 – prima monografia sulla tradizione di un testo
antico – era un prete oratoriano e fu espulso dalla congregazione.
La nascita del pensiero storico critico inestricabilmente connessa allo studio scientifico della Bibbia e ciò ha una inevitabile ricaduta
ad ampio raggio sulla storiografia del cristianesimo.
Il dialogo con gli storici pone i teologi davanti a nuove sfide.
Il nostro storico deve essere consapevole che il cristianesimo ha una peculiarità tutta sua – in quanto la fede in un Dio il quale sceglie
di manifestarsi in modo ultimo nel crocifisso contiene in sé la potenzialità di superare le forme istituzionali e culturali in cui viene irrigidito
e storicamente determinato il vangelo.
P E R C H É U N A N U O V A STO R IA D E L C R ISTIA N E SIM O ?
Negli ultimi anni crescente ANALFABETISMO RELIGIOSO riguarda sia cristianesimo che religione islamica.
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INTRODUZIONE AL PRIMO VOLUME 1
C O N TEN U TO E STR U TTU R A
Per 3 secoli i cristiani vivono una situazione ambigua, precaria o di pericolo, di riconoscimento di fatto o come nella metà del III secolo
subiscono le cruente persecuzioni di DIOCLEZIANO.
Nel IV secolo tutto cambia il cristianesimo sostituisce i culti tradizionali dell’Impero Romano.
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Nel VII introdotta una nuova religione – l’islam – nei territori dell’Impero bizantino e persiano.
Nel IV introdotta la variante cristiana dell’arianesimo.
IL P R O B LE M A S TO R IO G R A FIC O D E LLA N A S C ITA D E L C R IS TIA N E S IM O
GESÙ DI NAZARET non concepiva in quanto ebreo la sua missione nei termini di “fondazione” di una nuova religione – quindi si deve
indagare sull’avvenuto distacco dei cristiani dagli ebrei, sui motivi che hanno portato a compiere ciò.
Bisogna stare attenti a non cadere nell’anacronismo.
LE FO N TI P E R LA S TO R IA D E L C R IS TIA N E S IM O A N TIC O
Numerose fonti per quanto riguarda Gesù segno dell’impatto della figura sui contemporanei.
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Non vi sono fonti degli storici romani della giudea sotto PONZIO PILATO dal momento che se non fosse stata trovata una frammentaria
iscrizione romana a Cesarea Marittima che ricorda quest’ultimo, non avremmo nemmeno saputo nulla di lui e disporremmo solo ed
esclusivamente di fonti giudaiche FLAVIO GIUSEPPE e FILONE.
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Con il passare del tempo i cristiani ebbero un particolare interesse per la propria storia:
- VANGELI per ricostruire tappe della vita di Gesù;
- CREDO alcuni dati dal legame di Gesù con la sua esistenza umana, funzionale alle esigenze della dottrina;
- GENERE CRONOGRAFICO - si giustifica con il possesso di una chiave ermeneutica forte – attesa della venuta di cristo come
evento decisivo in una prospettiva compiutamente universalistica che conduce a stabilire i rapporti temporali fra gli eventi.
- STORIA ECCLESIASTICA sviluppo dirompente fra IV e VI secolo interrompendo il genere cronografico - importanza e originalità
risiede nell’organizzazione degli elementi in una struttura specificamente pensata che ha il momento iniziale in Gesù e una
apertura indeterminata per quanto riguarda la fine dei tempi.
PARTE PRIMA – COME NASCE IL CRISTIANESIMO
GESÙ DI NAZARET
LE FO N TI
La morte di un inviato divino scandalizzava quindi si decise di raccontarlo in forma tale da mostrare che corrispondeva a profezie
contenute nelle Scritture – quindi secondo volontà di Dio.
Gli altri ricordi trasmessi sotto forma di brevi unità un miracolo, una controversia, un detto o una parabola. Accadeva che le parole
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di Gesù fossero talvolta inventante per servire da norma.
- 70 VANGELO DI MARCO il più antico libro, di un collaboratore di Pietro.
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Inizia con “inizio del vangelo di Gesù Cristo” dove VANGELO = l’annunzio di Gesù in senso soggettivo e oggettivo. In seguito,
veniva a significare il libro di Marco e di altri.
- 80 VANGELO DI MATTEO discepolo di Gesù, libro scritto secondo l’influenza del vangelo di MARCO.
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- 90 VANGELO DI LUCA discepolo di Paolo, libro scritto secondo l’influenza del vangelo di MARCO.
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MATTEO e LUCA cospicua materia in comune (tolta quella relativa a MARCO) detti di Gesù per lo più. Da qui si pensa che i due
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utilizzarono una seconda fonte – FONTE Q.
- 100 VANGELO DI GIOVANNI DI ZEBEDEO discepolo di Gesù che richiama la testimonianza del “discepolo che Gesù
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amava”. Discreto numero di dettagli storicamente attendibili, ignoti ai sinottici + reinterpretazione molto elaborata della
figura di Gesù.
- VANGELO DI TOMMASO raccolta di 114 detti di Gesù – ritrovata una traduzione copta nel 1945 in Egitto.
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- VANGELO SECONDO GLI EBREI restano solo frammenti riportati da autori cristiani.
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- VANGELO DI PIETRO resta una parte con un racconto leggendario della passione, morte e resurrezione.
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N A SC ITA E IN FA N ZIA
NASCITA GESÙ sappiamo solo ciò che afferma PAOLO: “nato da donna, nato sotto la Legge” (Gal 4,4) = ERA UOMO EBREO.
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Anche MATTEO e LUCA parlano della nascita e infanzia di Gesù (Mt 1-2; Lc 1-2) con qualche elemento comune ma con anche forti
discrepanze. 2
- NASCITA A BETLEMME giustificata dai due in modi totalmente diversi – quindi probabilmente frutto dell’invenzione creata in
quanto patria del RE DAVIDE.
- NOMI DEI GENITORI confermati da MARCO per la madre (Mc 6,3) e GIOVANNI per il padre (Gv 1,45).
- FRATELLI e SORELLE in MARCO appaiono 4 fratelli di Gesù: GIACOMO (trascrizione di Giacobbe), JOSES (forma abbreviata
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di Giuseppe), GIUDA e SIMONE; e 2 sorelle. GESÙ nome del successore di MOSÈ (forma abbreviata di Giosuè – famiglia fedele
all’identità nazionale e religiosa d’Israele.
Si assumono come figli di primo letto di GIUSEPPE per giustificare la verginità di MARIA ma non reggono all’analisi filologica-
comparativa.
DISCENDENZA DI GESÙ DA DAVIDE raccontata nel 56 nella Lettera ai Romani (1,3) di PAOLO e le notizie leggendarie di EGESIPPO 170
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– verosimile.
Per MARCO Gesù come tekton (Mc 6,3) – realizza lavori di pietra e legno. Questo passo viene modificato da MATTEO che lo definisce
“figlio di tekton” (Mt 13,55) – per non attribuirgli un modesto mestiere manuale – così nasce l’immagine del falegname Giuseppe.
G E SÙ IL G A LILE O
NAZARET mai nominata né nella Bibbia ebraica, né nelle fonti giudaiche non cristiane prima del III secolo. Si presuppone avesse sui
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400 abitanti. Dopo il distacco di Gesù dalla famiglia, la tradizione sinottica registra una sola visita a Nazaret (Mc 6,1-6 e paralleli) e in
questa occasione gli abitanti tengono nei suoi confronti un atteggiamento critico.
- MARCO “da Nazaret di Galilea” Gesù andò a farsi battezzare da GIOVANNI (1,9) nel Giordano – designandolo come
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NAZARENOS (Mc 1,24; 10,47; 14,67). Presuppone che Gesù sia nato a Nazaret (Mc 6,1).
- MATTEO lo qualifica di NAZORAIOS (2,23; 26,71).
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- LUCA usa sia Nazarenos (Lc 4,43; 24,19) che Nazoraios (Lc 18,37 e negli Atti).
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- GIOVANNI usa Nazoraios. Presuppone che Gesù sia nato a Nazaret (Gv 1,45).
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- FONTE Q non contiene né il nome di Nazaret né l’appellativo in alcuna forma.
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MATTEO e LUCA connettono il termine con NAZARET = luogo dal quale Gesù ha cominciato (Mt 21,11).
Attività di Gesù si svolse largamente nei villaggi della Galilea.
- MARCO, MATTEO e LUCA distinguono due periodi:
1. Attività in Galilea
2. Pochi giorni a Gerusalemme in occasione della Pasqua dove fu arrestato e condannato a morte.
- GIOVANNI fa agire Gesù in Galilea MA include almeno 3 Pasque a Gerusalemme.
Il fatto che Gesù svolse attività in Galilea attestato dunque da MARCO (1,21; 2,1; 6,45; 8,10.22; 15,40.47; 16,1), dalla FONTE Q (Q/Lc
10,13-15), LUCA (Nain, 7,11-16) e GIOVANNI (Cana, 2,11).
Fra le località visitate da Gesù intorno al lago di Genesaret: Cafarnao (Mc, Q/Lc, Mt).
L’identità che i Galilei si attribuivano era giudaica e rispettosa delle norme di purità. Gesù non è cresciuto in un clima di opposizione a
Gerusalemme e al Tempio.
Il periodo dell’attività di Gesù non sembra però aver visto particolari agitazioni sociali, nemmeno in Galilea.
LA C R O N O LO G IA D I G E S Ù
LUCA insieme a MATTEO concorda nel far nascere Gesù sotto ERODE IL GRANDE MA per Luca ci fu un censimento indetto dal legato
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SIRIA QUIRINIO (che avvenne 10 anni dopo la morte del re – 4 a.C.) – perché parla del CENSIMENTO? Per far trasferire i genitori di Gesù
da Nazaret a Betlemme MA INCONGRUENZA.
ATTIVITÀ PUBBLICA INCERTA l’inizio dell’attività per LUCA (Lc 3,1) intorno al 26 fino al 30 e per GIOVANNI (Gv 2,20) intorno al 27-28.
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MORTE combinando le possibili date di inizio attività con la diversa durata si ottiene una forbice che va dal 27 al 34 (PILATO
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incaricato dal 26 al 36).
- SINOTTICI morte venerdì 15 Nisan (giorno successivo alla cena pasquale).
- GIOVANNI morte venerdì 14 Nisan (prima della cena pasquale di quel giorno). PREFERIBILE.
G IO V A N N I IL B A TTISTA
Molte fonti indipendenti connettono l’inizio dell’attività di Gesù con GIOVANNI IL BATTISTA:
- Informazione cristiana: FONTE Q (Q/Lc 3,7-9.16-17), MARCO (Mc 1,4-8), GIOVANNI (Gv 1,6-8.19-34), IL VANGELO SECONDO GLI
EBREI.
- Informazione non cristiana di FLAVIO GIUSEPPE che non lo collega con Gesù. 3
Le fonti concordano sul RITO DEL BATTESIMO secondo la FONTE Q – Giovanni ha annunziato la venuta imminente del giudizio di Dio
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su Israele che non disponeva nessun privilegio sui non ebrei e che a tutti Dio offriva un’ultima possibilità di sottrarsi alla condanna.
Convergenza della FONTE Q, MARCO e GIOVANNI riguardo l’annunzio di uno “più forte” che doveva manifestarsi dopo il Battista
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con un ruolo decisivo nel giudizio - era Gesù? Non si può sapere.
Certamente storico è un nesso personale tra Giovanni e Gesù. PROBLEMA perché i seguaci di Gesù convinti della sua assenza di
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peccati avrebbero dovuto inventare un rito di espiazione? Quindi il suo battesimo è un dato autentico.
- MATTEO (Mt 3,14-15) Giovanni e Gesù condividono il punto di partenza.
- GIOVANNI (Gv 3,22-23) presuppone che Gesù si sia mosso per un tempo nella cerchia del Battista e che abbia impartito
anche lui il battesimo prima dell’imprigionamento del Battista.
- MARCO e la FONTE Q hanno connesso l’inizio dell’attività autonoma di Gesù con la fine di quella di Giovanni.
Secondo la forma più antica disponibile (Mc 1,9-11) in occasione del suo battesimo Gesù ha avuto una rivelazione visiva e uditiva
relativa alla sua “vera” condizione – diverse versioni di queste visioni.
G E SÙ , C A R ISM A TIC O ITIN E R A N TE
Gesù è un CARISMATICO rivendica un’autorità non fondata su competenze controllate dal gruppo sociale, quali quelle di un
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esperto della Legge o di un sacerdote. Quando questa autorità appare si pone il problema del suo rapporto con le altre riconosciute
nel medesimo gruppo, in particolare con quelle non carismatiche.
Gesù non sembra aver contestato nel principio le istanze di autorità del giudaismo in terra d’Israele. Vi sono state delle discussioni con i
farisei solo per l’interpretazione della Legge riguardo ai problemi di purità – ma non portavano odio nei confronti dell’interlocutore o
voglia di eliminarlo fisicamente implausibile è l’affermazione che i farisei (Mc 3,6) progettassero di uccidere Gesù.
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Gesù è un ITINERANTE si è separato dalla famiglia, nucleo fondamentale della società e luogo in cui l’onore veniva capitalizzato e
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difeso. Stile di vita senza una dimora fissa entrando in contatto con persone impure. Comportamento emarginato dalla società –
AUTOSTIGMATIZZAZIONE VOLONTARIA.
Il distacco dalla famiglia e dai beni significa rinunziare a un sistema di difese che comporta un rapporto di dominio e che può
implicare l’esercizio della violenza – la difesa o affermazione di sé comporta una sopraffazione che Gesù ripudia: non uccidere e non
adirarsi o insultare l’altro.
Per Gesù l’iniziativa di Dio era di cominciare a stabilire in questo mondo il suo regno senza aspettare che gli uomini si convertano, e
ancora in mezzo all’azione delle forze del male. Come risposta ai mali vede la FIDUCIA TOTALE NELL’AMORE DI DIO rinunziando a
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tutti gli strumenti di autodifesa dalla certezza che Dio ama sempre e comunque le sue creature e non le abbandona – PROBLEMA – i
mezzi a cui rinuncia sono quelli che strutturano e tengono insieme una società.
Gesù non permette che i legami familiari prevalgano sull’urgenza della chiamata.
I D IS C E P O LI D I G E S Ù
Ges&ugr
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