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Lo scenario mondiale alla fine del XX secolo.

Gli equilibri mondiali: sistema unipolare

La Seconda guerra mondiale rade al suolo di fatto ed economicamente l’Europa, mentre il Giappone vede

conclusa la fulminea ascesa a potenza mondiale. Dunque restano l’ Unione Sovietica e gli Stati Uniti a contendersi

l’egemonia mondiale in una contrapposizione di natura ideologica che è nota come Guerra Fredda. Il crollo del sistema

comunista, incapace di competere con i ritmi produttivi dell’avversario e non più forte della spinta ideologica iniziale, tra il

1989 e il 1991 segna la fine del duopolio e l’ingresso in una stagione nuovamente unipolare, sotto la stella del capitalismo

statunitense.

Tuttavia non è del tutto chiaro il peso che potrebbe presto rivestire un’entità forte delle sue dimensioni

demografiche come la Cina, ultima interprete del sistema comunista, modernizzata anche dal punto di vista militare.

Anche l’Europa mostra di non sopportare sempre il soffocante abbraccio statunitense, pur rincorrendolo, mentre gli

stessi Stati Uniti, tradizionalmente inclini all’isolazionismo, valutano con costante senso pratico il bilancio dei benefici

della loro funzione di gendarme mondiale con i pesanti oneri che in qualche modo ne zavorrano la crescita.

Sistemi politico-istituzionali: la repubblica

L’evoluzione verso un sistema repubblicano non sembra più incontrare ostacoli, giacché l’Europa conserva in

alcuni casi (Inghilterra, Spagna, Belgio, Olanda, Svezia, Norvegia, Finlandia) la forma monarchico-costituzionale per puro

ornamento, ma ha adottato largamente tre tipi di repubblica (presidenziale, semi-presidenziale, parlamentare), mentre la

repubblica di tipo popolare o socialista è stata adottata da parte dell’Asia e dell’Africa, ma gran parte di quest’ultimo

continente ha adottato la repubblica parlamentare.

L’area nella quale più si concentra un’eccezione è il Medioriente, che conserva ancora oggi una struttura legata al

modello monarchico, soprattutto all’interno del sistema islamico, dove possiamo parlare di “teocrazia”, poiché la

dimensione divina ha un peso molto elevato rispetto ad altri sistemi politici. Nei Paesi di religione islamica il peso del

divino condiziona il vissuto ed i sistemi politici, e può portare addirittura ad un esercizio personale del potere da parte di

sacerdoti.

Questa importanza della religione è venuta attenuandosi nel passaggio da monarchia a repubblica, mentre prima

della secolarizzazione dei sistemi politici, assistevamo ad una religione cristiana molto forte nella mentalità collettiva, al

punto che il sovrano esercitava un mandato divino, espresso esplicitamente nelle formule “per grazia di Dio” annesse al

titolo di re.

Realtà economico-produttive: espansione dei mercati

Pur nella contraddizione di realtà su piani distantissimi tra le diverse aree geografiche, la tendenza, con

l’introduzione dell’informatica e della robotica, è verso una terza fase di industrializzazione che tende a far sparire la

figura dell’operaio, sostituita dal tecnico, preposto al controllo della macchina.

La enorme capacità produttiva, consentita dalle nuove tecnologie, spinge alla ricerca di nuovi mercati, capaci di

assorbire beni di consumo e al tempo stesso di offrire manodopera a basso costo, sicché l’isolamento e l’arretratezza che

permangono in alcune aree, sembrano destinate a stemperarsi di fronte all’incontenibile globalizzazione di un pianeta

avvicinato nelle distanze dalla tecnologia.

La partecipazione politica: le masse

La realtà di massa è un fenomeno consolidato con cui si misura la politica (suffragio universale), ma che supera le

realtà nazionali, investendo il settore dei beni di consumo, in un sistema mondiale dove il potere abbandona

progressivamente la sfera politica e si muove sugli orizzonti più vasti dell’economia globale.

Sussistono marcate disparità, ma non più tanto all’interno dello stesso sistema sociale, quanto secondo nuove

coordinate geografiche che dividono un emisfero settentrionale da quello meridionale, dove è maggiormente concentrata

la povertà.

Il pensiero: la civiltà della tecnica

Il processo di separazione della scienza moderna dalla filosofia, avviatosi nel XVII secolo, oggi investe ormai tutti i

settori tradizionalmente riservati al pensiero filosofico (sociologia, psicologia, logica). Oggi si presentano come discipline

scientifiche non solo la riflessione sulla politica, sul diritto, sul linguaggio, ma anche l’etica, l’estetica, la teoria della

conoscenza, la teologia.


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niobe

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher niobe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Malfitano Alberto.

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