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i ministri dovevano render conto del loro operato all’assemblea legislativa: sistema

monocamerale con 745 deputati, che resta in carica due anni:

emanare le leggi;

- controllare i ministri;

- controllare la politica estera e l’esercito;

- controllare le finanze.

-

Il re non poteva sciogliere l’assemblea legislativa. Il diritto di veto era solo sospensivo e valeva 4

anni.

LA FUGA DI VARENNES

All’estero la rivoluzione francese provocava:

soddisfazione: in crisi la maggior potenza militare europea;

- timore: rischio che altri popoli ne seguissero l’esempio.

- → molti aristocratici francesi erano già emigrati in Renania, Paesi Bassi e Austria

Autunno 1789

(esercito austriaco intervenisse reprimendo la rivoluzione).

il re tenta di fuggire, ma viene fermato a Varennes

20 giugno 1791 →

ASSEMBLEA COSTITUENTE: coprire il re e divulgare la notizia di un falso rapimento oppure

processo al re per tradimento. Fu accreditata la prima opportunità

spaccatura nel più importante club politico: GIACOBINI:

foglianti maggioranza più moderata

giacobini minoranza; sosteneva la repubblica.

I club politici erano nati assieme all’opinione pubblica, nel momento in cui scoppiò la rivoluzione

a Parigi, che coinvolse il popolo parigino nel dibattito politico.

CLUB POLITICI: riflettevano le posizioni del popolo all’interno dell’assemblea costituente. Il

più importante era quello dei GIACOBINI (sede: ex convento di San Giacomo)

rispecchiavano gli interessi della media borghesia.

I nuovi giacobini si orientarono verso il club dei CORDIGLIERI, cui facevano riferimento i

SANCULOTTI (popolo di Parigi). Robespierre era convinto che la rivoluzione si potesse salvare

soltanto tenendo buoni rapporti con il popolo parigino. →

Il re, reintegrato nelle sue funzioni, giurò fedeltà alla Costituzione e alla fine di settembre 1791

elezioni per l’ASSEMBLEA LEGISLATIVA:

→ club dei foglianti;

1/3 dei deputati

- → club dei giacobini;

1/5 dei deputati

- resto: posizione neutrale;

- si formò un nuovo club (Brissot): GRUPPO DEI GIRONDINI (riuscirono ad avere

- →

l’appoggio dei deputati del dipartimento della Gironda) rappresentavano gli interessi

della borghesia mercantile di Bordeaux e Nantes.

Si presenta il problema di una possibile GUERRA CONTRO L’AUSTRIA E LA PRUSSIA:

→ → →

favorevoli re e aristocratici (perdita Francia fine della rivoluzione restaurazione del

potere aristocratico) e girondini (una rivoluzione come quella francese non poteva esistere se

non veniva estesa; per le necessità di approvvigionamento, la guerra avrebbe potuto favorire

uno sviluppo economico);

sfavorevoli Giacobini (necessario portare a fondo la lotta interna contro gli

antirivoluzionari).

20 aprile 1792 il governo girondino dichiara guerra all’Austria, accusata di aver accolto

immigrati in fuga dalla Francia. →

Le prime vicende vedono la Francia sconfitta CRITICHE DEI GIACOBINI: l’esercito aveva

agito a favore dell’Austria.

→ insurrezione degli operai e degli artigiani; nuovo consiglio municipale assume

agosto 1792 il

potere l’Assemblea legislativa sospende il potere del re, accusato di essere coinvolto,

ed indice nuove elezioni a suffragio universale.

cambiano le sorti della guerra: molti volontari si uniscono all’esercito

→ vittoria della Francia a Valmy.

La nuova assemblea prende il nome di CONVENZIONE: compito di redigere una nuova

costituzione (organo legislativo e costituente).

21 settembre 1792 proclamata la REPUBBLICA.

All’interno della CONVENZIONE si delineano diverse posizioni:

il club dei foglianti si dissolve;

- → “Palude”: rappresentavano gli interessi dell’alta borghesia;

girondini

- →

giacobini “Montagnardi”: inclini ad una politica filo-popolare;

- “Pianura”: maggioranza neutrale.

-

Ciò che accomunava Girondini e Montagnardi: entrambi a favore della repubblica e del suffragio

universale GIRONDINI MONTAGNARDI

stabilizzazione: borghesia alla guida del Paese favorevoli ad un’ulteriore democratizzazione del

Paese

favorevoli al mantenimento della libertà favorevoli a prendere delle misure che ponessero

economica (nonostante l’inflazione e i costi un freno all’inflazione e che impedissero la

della guerra) speculazione

sostavano la lotta ai contro-rivoluzionari interni

alla Francia

il re doveva essere processato per alto

tradimento.

la condanna arrivò a seguito del ritrovamento di molti documenti che

provavano i contatti segreti tra Luigi XVI e i nemici della Francia il 21

gennaio 1793 il re venne ghigliottinato.

Dopo la vittoria di Valmy cambiano le sorti della guerra:

I francesi invadono il Belgio e l’Olanda presentandosi come liberatori dei popoli oppressi

dall’assolutismo e sviluppando così il PRINCIPIO DELLA FRATELLANZA FRA I

POPOLI; →

inizia la RIVENDICAZIONE DELLE FRONTIERE NATURALI vengono annessi:

Savoia e Nizza;

- Belgio;

- Renania.

-

viene dichiarata guerra alla Gran Bretagna per proteggere gli interessi dei mercanti francesi

PRIMA COALIZIONE EUROPEA CONTRO LA FRANCIA perché:

si forma la obiettivo dei francesi = espansione territoriale;

- paura di una sovversione repubblicana.

-

Ne fanno parte Austria, Prussia, Russia, Spagna, Toscana,

Regno di Napoli e di Sardegna, Stato della Chiesa.

Viene riconquistato il Belgio e la Renania.

LA CRISI ECONOMICA E POLITICA DEL 1793

⇒ →

rivolta in Valdea, dove i francesi avevano imposto una leva di massa da luogo ad una guerriglia

scatenata contro tutti coloro che erano favorevoli alla rivoluzione.

I contadini non erano a favore della rivoluzione perché:

beni nazionalizzati: erano messi in vendita lotti troppo grandi, non accessibili ai contadini

- per i prezzi elevati;

politica anti-ecclesiastica e anti-aristocratica: sobillati dai preti refrattari e dai nobili.

- →

La Francia viene sconfitta giugno 1793: nuova rivolta a Parigi

il governo girondino viene rovesciato e la costituzione non entra in vigore, anche se già pronta

(non c’era tempo per una discussione parlamentare): era ispirata ai principi di Rousseau, ma

comunque non entrò mai in vigore.

la Convenzione (al potere erano Montagnardi e Cordiglieri) nomina al suo interno un “comitato

di salute pubblica” 9 membri che rappresentavano il nuovo potere esecutivo e che assunsero

un potere di carattere dittatoriale.

viene istituito un tribunale rivoluzionario: processare i personaggi nemici della rivoluzione in

Francia, individuati dal comitato.

vennero prese delle decisioni per andare incontro alle richieste dei cittadini:

stabilito il maximum dei prezzi = calmiere per cereali e farina favoriva la popolazione

- cittadina a discapito dei contadini;

lotta agli speculatori.

-

Robespierre, per guadagnare l’appoggio dei contadini:

abolì tutti i diritti feudali e la differenza fra diritti reali e personali;;

- →

mise in vendita lotti di dimensioni più piccole si amplia il fenomeno della piccola

- →

proprietà contadina (ostacolerà il capitalismo agrario industrializzazione); abbondanza di

terre da vendere per emigrazione aristocratici (proprietari terrieri).

Robespierre mantenne tali provvedimenti economici per esigenze belliche.

Vennero rinnovati i vertici dell’esercito (esercito di massa: piccola nobiltà e popolo).

Venne intrapresa dalla sinistra più radicale (arrabbiati) una campagna di scristianizzazione con

la chiusura delle Chiese e il divieto di eseguir pubblici culti.

Venne istituito un calendario rivoluzionario (il primo giorno dell’era della libertà era il 22

settembre del 1792 = equinozio di autunno = portatore di buoni auspici). Il nuovo anno fu

diviso in dodici mesi, tutti di trenta giorni e suddivisi in tre decadi. La Convenzione fondò il

calendario sui cicli della natura:

▪ I dodici mesi ebbero i loro nomi dal succedersi delle stagioni e dai lavori agricoli e più

frequentemente dall’alternarsi dei fenomeni naturali;

▪ I nomi di decadì erano legati agli strumenti agricoli e quelli degli altri giorni

corrispondevano ai nomi di piante e animali.

Vi era la volontà di razionalizzare il tempo, collegando ciò che è universale a ciò che è

naturale (qualcosa che è uguale per tutti; tutto ciò che è storico è peculiare). Vennero fissate

feste universali, quali quella della ragione e della libertà.

Il calendario verrà abolito da Napoleone nel 1806.

il governo ebbe un uso indiscriminato del terrore (improntato alla virtù repubblicana). Nel

1794 venne emanata una legge dei sospetti, che destinava gli imputati alla ghigliottina. La furia

coinvolse due principali fazioni:

▪ quella estremista degli arrabbiati;

▪ quella moderata degli indulgenti (Danton).

Robespierre (contrario alla scristianizzazione e all’ateismo, aveva introdotto il culto dell’essere

supremo) prima si alleò con gli indulgenti per eliminare gli arrabbiati, poi distrusse gli

indulgenti: alla fine rimasero 4/5 persone.

Il governo di Robespierre portò però risultati positivi:

▪ lotta all’inflazione;

▪ bloccare le truppe austriache (interessate alla spartizione della Polonia) in Belgio.

la parte della Convenzione, che condivideva gli interessi della borghesia, contrari ai

provvedimenti economici e più propensi al liberismo, stanchi di tali decreti (il maximum aveva

portato solo malcontento), ordì il colpo di stato di termidoro contro il comitato di salute

pubblica il 27 luglio 1794. Robespierre fu preso e ghigliottinato senza un regolare processo.

eliminato il comitato di salute pubblica, rimase solo la Convenzione, che tentò di far rientrare la

terrore bianco, contro i

rivoluzione nell’ambito della legalità (tale periodo viene definito

Giacobini, di cui vennero chiusi i Club). La Convenzione prese tali provvedimenti:

concesse libertà religiosa ai cristiani;

- non operò controlli sull’economia, alimentando l’inflazione;

- continuò la lotta ai controrivoluzionari, ma in modo molto meno violento rispetto a quanto

- aveva fatto Robespierre durante il Terrore (molti nobili emigrati all’estero tornarono);

riprese il lusso e la vita mondana.

-

nell’aprile del 1795, l’inflazione provocò una rivolta a Parigi, contro cui la Convenzione fece

ricorso all’esercito.

venne preparata la terza costituzione detta del 1795 o termidoriana, che rimase in vigore fino

al 1799 (quando avvenne il colpo di Stato di Napoleone):

è repubblicana e liberale, più simile a quella del ’91;

- elimina il suffragio universale;

- gli elettori di primo grado sono più numerosi, mentre l’ultimo livello è più ristretto;

- torna la divisione dei poteri:

-

1. il legislativo è in mano a due camere: quella dei Cinquecento, che proponeva le leggi, e

quella degli Anziani (Senato), che le approvava o le respingeva.

Vengono presentati due punti:

1. ogni anno un terzo della camera doveva essere rieletto (ciò provoca oscillazioni e il carattere

instabile del direttorio);

2. la Convenzione si scioglie per dare spazio alle elezioni: almeno due terzi degli eletti

dovevano appartenere alla Convenzione stessa (repubblicani). Il restante terzo era

monarchico.

Le prime elezioni avvengono nell’ottobre 1795.

Nell’aprile del 1795 era avvenuta a Parigi (da sinistra) un’insurrezione contro il governo

termidoriana. Si fece ricorso all’esercito. Nell’ottobre del 175 ci fu una rivolta monarchica

(compare Napoleone, in qualità di ufficiale chiamato a sedare con le cannonate la rivolta).

Il direttorio, data la linea politica non stabile e la volontà di stabilizzare la rivoluzione secondo

gli interessi della borghesia moderata, si affidò sempre all’esercito per reprimere gli eccessi

della destra e della sinistra.

Ci fu un tentativo insurrezionale scoperto nel 1796 dal direttorio: era un tentativo di congiura di

un gruppo che ha comunque lasciato un’impronta. Il cospiratore era Babeuf, con a fianco

Filippo Buonarroti (comparso anche nei primi moti insurrezionali in Italia). Con il primo si

raggiunge una posizione di COMUNISMO (ripresa nelle pratiche anarchiche dell’Ottocento e

da Lenin), in cui si professa l’abolizione della proprietà privata per raggiungere l’uguaglianza

economica e sociale, oltre che politica (và oltre Rousseau e Robespierre che volevano solo una

limitazione della proprietà privata). Tale congiura, detta per questo motivo degli eguali e

alimentata dalla ripresa dell’inflazione e dall’annata 1795-1796 di carestia, si basava non su

un’insurrezione spontanea (come per esempio quella del popolo parigino), ma su una

cospirazione fatta da pochi esperti rivoluzionari ad hoc.

Venne ripresa la politica girondina delle frontiere naturali o delle annessioni e delle

repubbliche sorelle (stati non annessi ma dove viene applicata la legislazione francese, tassati

per finanziamenti e spese militari).

Nel 1795 venne stipulata la pace con la Prussia e la Russia, ma la Francia rimase in guerra

- con Austria e Inghilterra.

Fin dal 1789, si erano formati dei partiti giacobini che vedevano nella Francia un modello da

- imitare e uno stato liberatore.

Nel 1795 venne annesso il Belgio (potere accentrato di Parigi) e vennero occupate

- militarmente le città della Renania, che diventarono una repubblica sorella (Repubblica

Batara). Qui i Francesi operarono le riforme non fatte dagli Asburgo. Vennero poi

conquistate le Province Unite che assunsero il nome di Repubblica Olandese.

Nella Repubblica Batara e in quella Olandese, le forze giacobine che avevano sperato

- nell’intervento francese, si videro accantonate e sfruttate.

L’Austria però non accettava tale situazione: il direttorio ebbe così l’idea di conquistare la

- Lombardia e usarla come merce di scambio per ottenere il riconoscimento dei territori

conquistati (Belgio e Renania). Decisero di tenere impegnato l’esercito austriaco su due

fronti: Napoleone fu mandato in Italia.

Napoleone era nato in Corsica, territorio venduto dalla Repubblica di Genova alla

Francia, e apparteneva alla piccola nobiltà. Intrapresa la carriera militare dal 1793, riuscì

a bruciarne le tappe dato il rinnovamento dell’esercito. A 27 anni era già generale e

aveva arringato i propri soldati con ricchezze, onori e gloria.

Napoleone, senza seguire gli ordini del direttorio, intraprese una politica personale.

- In Italia vi erano giacobini che appoggiavano il terrore e Napoleone liberatore e giacobini

- più moderati.

Tra il 13 aprile e il 15 maggio, superate Nizza e la Savoia, conquistò la Lombardia,

- sostenuto a Milano dai giacobini, e si diresse verso il Veneto. Nel frattempo, nel 1796, era

la nata in Emilia la Repubblica Cispadana (potere rovesciato in Emilia Romagna).

A Milano (dove sventola per la prima quelli a favore della Francia e di Napoleone

volta il tricolore come bandiera) vi erano quelli più rivoluzionari

sostanzialmente tre gruppi politici: i filoaustriaci.

Nel 1796 nacque, dall’unione della Repubblica Cispadana (al di qua del Po) e della

- Repubblica Transpadana (sopra il Po / = Lombardia), la Repubblica Cisalpina (al di qua

delle Alpi). Conquistò quindi il Veneto, ponendo fine alla secolare indipendenza di Venezia:

Trattato di Campoformio (1797) venne scambiato con l’Austria in cambio del

ma col

riconoscimento del Belgio, della Renania, della Repubblica Cisalpina e della Repubblica

Ligure. Nel 1798 alcuni giacobini laziali avversi al pontefice diedero vita alla Repubblica

Laziale (Lazio, Umbria, Marche): l’esercito borbonico, però, tentò di riportare il papa a

Roma, ma venne sconfitto da Napoleone, che nel 1799 andò a istituire la Repubblica

Partenopea (erano ancora escluse la Toscana, la Sicilia e il Veneto).

In tutta quest’area sarà applicata la legislazione francese:

-

▪ Vennero imposte tasse, vennero operati saccheggi, soprattutto di opere d’arte.

▪ Venne abolito il feudalesimo (maggiorascato, decime, corporazioni, monopoli, servitù),

portando ad un generale svecchiamento.

▪ Venne favorita la borghesia commerciale.

▪ Vennero istituiti governi locali elettivi (sotto pressione francese): le elezioni erano

condizionate dalla Francia (sceglieva i candidati) e a governare furono gli elementi più

moderati.

▪ Del 1804 è il codice civile.

Le riforme portarono sia l’appoggio della borghesia terriera-commerciale moderata sia lo

- scontento dei contadini (soprattutto partenopei) che avevano paura di perdere gli usi civici e

di una razionalizzazione della terra (diventare braccianti).

Vincenzo Cuoco è l’autore del Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799:

introdusse il concetto di rivoluzione passiva. Anche se i francesi hanno istituito leggi

più moderne, tale rivoluzione non è nata dall’interno ed è portatrice di ideali estranei

alla cultura napoletana.

Nel 1797, in guerra con Napoleone era rimasta solo l’Inghilterra: per danneggiarla, Napoleone

cercò di ottenere il controllo sul Mediterraneo con la campagna d’Egitto, appartenente

all’Impero Ottomano, contro il quale entrò in guerra. Andò a buon fine la battaglia delle

piramidi del 1798, contro la casta militare dei mammalucchi, che governavano il paese in nome

del sultano ottomano. Ma, in seguito, la flotta inglese decimò quella francese, che assicurava

approvvigionamenti e collegamenti con la Francia. Per circa un anno Napoleone si trovò ad

essere nello stesso tempo padrone e prigioniero dell’Egitto.

Di questa situazione ne approfittarono i paesi europei che si organizzarono in una seconda

coalizione (Austria, Russia, Inghilterra, Impero Ottomano, Borbone), riuscendo a

sconfiggere le truppe francesi in Europa. Nel 1799, l’Italia tornò sotto il controllo austriaco e

vennero restaurati i precedenti governi. Venne intrapresa una vera e propria caccia al

repubblicano, una persecuzione contro tutti i sostenitori di Napoleone (soprattutto nell’ex-

repubblica partenopea: i contadini organizzai dal cardinale Fabrizio Ruffo nel cosiddetto

esercito della Santa Fede marciarono su Angoli compiendo massacri e violenze di ogni genere;

la repubblica partenopea cadde in giugno e molte furono le vittime delle bande “sanfediste”,

mentre un centinaio di repubblicani venivano condannati a morte per impiccagione o

decapitazione dalla restaurata monarchia dei Borbone).

Il Direttorio, nel frattempo, era nuovamente in crisi: screditato dalle sconfitte militari e

indebolito dai colpi di stato, dissipava le ricchezze ottenute con le conquiste napoleoniche. Nel

1798, vi fu un nuovo colpo di stato contro la maggioranza giacobina. La borghesia, però, voleva

un ritorno all’ordine per la prosperità dell’economia.

È in questo clima che Sieyès e Napoleone portano avanti l’idea del colpo di stato: il 10

novembre 1799 (19 brumaio dell’anno VIII repubblicano) Napoleone sciolse i consigli

legislativi e il direttorio e impose un governo di emergenza, il consolato (potere esecutivo),

costituito da Napoleone (Primo console con iniziativa legislativa), Sieyès e Ducos.

Prepararono la nuova costituzione (a cui ne seguirono altre tre/quattro):

Il potere legislativo è affidato a tre assemblee, in parte elette in parte scelte da Napoleone

- (meccanismi complessi: vanificare la possibilità di autoderminarsi), che dovevano

formulare, discutere e approvare le leggi;

Fu ripristinato il suffragio universale, ma svuotato solo formale (non c’era la sovranità

- popolare);

Essa fu approvata con un plebiscito (appello al popolo: votare a favore o contro; è tipico della

dittatura, in cui si cerca un rapporto diretto capo-popolo: DITTATURA POPULISTA: ricerca il

consenso delle masse è poco democratico) e a determinarne la vittoria fu il sì dell’esercito.

Dopo la sconfitta degli Austriaci a Marengo del giugno 1800, l’Italia centro-settentrionale

tornava sotto il controllo francese :

▪ La repubblica cisalpina prendeva il nome di repubblica italiana;

▪ Veniva annesso il Piemonte;

▪ Era esercitato un controllo diretto su Liguria, Ducato di Parma e Granducato di Toscana.

Napoleone cercò di costruire un potere personale, riconoscendo le conquiste giuridiche della

rivoluzione francese, operando tali provvedimenti:

▪ Riconobbe tutti i passaggi di proprietà, anche quelli ai contadini;

▪ Uguaglianza giuridica;

▪ Eliminò la libertà di stampa;

▪ Diede più potere alla polizia;


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia contemporanea con analisi dei seguenti argomenti: la Francia prima della rivoluzione, nobiltà, clero e Terzo Stato, il problema fiscale, la convocazione degli Stati generali, la Rivoluzione francese, la formazione dell'Impero napoleonico, la celebre campagna napoleonica in Egitto, l'autoproclamazione imperiale di Napoleone, l'abdicazione dell'imperatore francese e il suo esilio presso l'isola d'Elba.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Capuzzo Paolo.

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