Dalla politica dell’assolutismo illuminato rimase esclusa:
⇒ Inghilterra: non aveva una monarchia assoluta e il suo sistema politico costituzionale era più
avanzato (SISTEMA MISTO: era rappresentato il principio monarchico dalla corona, il
principio oligarchico dai lord e il principio democratico dalla camera dei comuni). L’Inghilterra
aveva già conseguito quei risultati che le monarchie estere stavano cercando di imporre:
aveva unificato l’amministrazione;
aveva esautorato le corporazioni;
era ormai largamente diffuso il capitalismo e il libero scambio;
il mercantilismo vigeva solo nel rapporto con le colonie.
Francia: l’assolutismo era già avviato ed aveva raggiunto una certa coerenza. L’assolutismo è
→
stabile fino a Luigi XIV i tentativi di riforma di Luigi XV e XVI falliscono a causa delle forti
opposizioni. Fra il 1749 e il 1787 vengono avanzate le proposte di riforma più importanti:
→
1749 eliminare il DONO GRATUITO = concessione che di tanto in tanto la Chiesa faceva
di sua volontà allo stato; viene sostituito con una tassa obbligatoria, ma nel 1755 il clero, con
forti pressioni, riesce a far sì che si ritorni al dono gratuito;
→
1763 tentativo di imporre il catasto, ma la nobiltà si oppone e il ministro viene licenziato;
→
1774 muore Luigi XV e Luigi XVI nomina Turgot a controllore generale delle finanze: egli
promuove una serie di riforme per liberalizzare il commercio del grano:
→
1776 propone la soppressione delle corporazioni;
→
1776 propone la sostituzione delle corvées (usate per la costruzione di strade) con
un’imposta estesa anche alla nobiltà.
Nonostante la violenta reazione dei parlamentari di Parigi, il re tentò comunque di imporre le
riforme (procedura straordinaria: lit de justice), ma fallì e fu costretto a licenziare Turgot.
La crisi che portò la Francia alla rivoluzione riguardò:
⇒ l’ambito finanziario;
- →
l’ambito dell’assolutismo Luigi XV e Luigi XVI non riuscirono ad imporsi su clero e
- parlamento.
LA FRANCIA PRIMA DELLA RIVOLUZIONE
⇒ →
LA SOCIETÀ FRANCESE era rigorosamente divisa in tre ceti disuguaglianza giuridica. Tale
divisione era talmente radicata che per i francesi era più determinante l’appartenenza al proprio ceto
che non allo stato (non inteso come nazione di cui si è cittadini):
→ vi si apparteneva per nascita e per l’acquisto di cariche;
1. nobiltà (1,5 % della popolazione)
suddivisa in nobiltà di spada e di toga;
→ suddiviso in alto e basso clero;
2. clero (0,5% della popolazione) →
3. terzo stato (98 % della popolazione) era quello più composito e con una > mobilità
sociale: vi rientravano tutti coloro che non appartenevano ai primi due ceti: alta borghesia
(banchieri, funzionari di stato, grandi proprietari terrieri), ceto medio (avvocati, medici,
farmacisti…), artigiani, salariati, massa contadina (mezzadri, fittavoli, braccianti, piccoli
proprietari terrieri).
Al loro interno non erano ceti uniformi, ma si possono individuare particolari disposizioni
legislative che distinguevano uno stato dall’altro:
LA NOBILTÀ: rappresentava l’1,5 % della popolazione e il suo patrimonio fondiario
comprendeva il 25 % delle terre francesi:
▪ era esente dalle imposte, ma riscuoteva tasse, pedaggi, canoni d’affitto nelle loro terre;
▪ avevano l’amministrazione della bassa giustizia;
▪ avevano il diritto di essere giudicati da un tribunale di pari;
▪ erano esenti da pene corporali.
Va ricordato che ciò che potò la Francia alla crisi finanziaria fu anche l’enorme spesa delle corti.
IL CLERO: rappresentava lo 0,5 % della popolazione e controllava dal 6 al 10 % della proprietà
terriera francese:
▪ era esente dalle imposte, ma riscuoteva le decime ecclesiastiche pagate dal terzo stato e
assorbiva quindi gran parte del reddito nazionale (rendite tratte dalla proprietà diretta);
▪ → non erano sottoposti al diritto civile, ma a quello canonico;
avevano dei tribunali speciali
▪ aveva una serie di terre inalienabili, che però erano quelle peggio amministrate (rendimento
più basso);
▪ gestiva tutte le scuole elementari e i collegi.
IL TERZO STATO: rappresentava il 98 % della popolazione e pagavano:
▪ decime ecclesiastiche;
▪ tasse feudali alla nobiltà (le corvèes erano effettuate solo nella Francia orientale);
▪ imposte allo stato;
▪ tassa annuale in natura al proprietario terriero
↓
venivano tassati per una quota che corrispondeva ad una quantità che andava dal 40 al 60 % del
raccolto.
I contadini erano ancora sottoposti ad una giurisdizione feudale: non per quanto riguarda i diritti
che gravavano sulla persona, ma solo per quelli inerenti alla terra e al raccolto (tasse, pedaggi,
dogane).
I contadini affittuari o i piccoli proprietari terrieri avevano la possibilità di comprare e vendere le
proprietà terriere (anticamente erano appartenute ad un proprietario feudale) con dei limiti, espressi
con la distinzione fra: → spettava al contadino;
proprietà utile →
proprietà eminente riconosciuta all’antico feudatario, al quale spettava una tassa per
ogni passaggio di proprietà.
Anche i borghesi potevano acquistare le terre nobiliari, ma dovevano pagare una quota all’antico
proprietario: feudo franco. →
IL PROBLEMA FISCALE riguarda:
imposte dirette: nasceva soprattutto dal fatto che clero e nobiltà, pur riscuotendo delle
tasse, erano esenti dal pagamento delle imposte allo stato;
imposte indirette: le altre monarchie europee per risolvere il problema avevano cercato di
eliminare il sistema degli appalti, ma in Francia i tentativi prima di Turgot e poi di Calon si
scontrarono con la situazione in cui si trovava la Francia (combattendo guerre).
→ tenta l’aumento del debito pubblico, ma lo stato si
1777/1781, ministro delle finanze Necker
trovò ad impegnare gran parte del bilancio per pagarlo.
Aveva presentato un bilancio delle finanze dello stato non del tutto veritiero: era più roseo perché
ometteva determinate spese, ma era sincero per quanto riguardava le enormi spese per la corte di
Versailles (uno dei motivi per cui la nobiltà si ribellò).
Tentò anche lui di tassare la nobiltà.
RIVOLUZIONE DEI NOBILI: la nobiltà di spada e il parlamento di Parigi
chiedono la convocazione degli Stati generali.
GLI STATI GENERALI = assemblea rappresentativa dei ceti, che non veniva più convocata
⇒ dal 1615 e che, fra i suoi compiti, aveva anche quello dell’imposizione fiscale.
i tre stati avevano lo stesso numero di rappresentanti: il terzo stato (98% popolazione) chiede di
poterlo aumentare
il re concede il raddoppio, ma ciò era ininfluente perché per il voto ognuno dei tre ordini si riuniva
→ alla fine clero e nobiltà vincevano sempre (erano sempre
separatamente e dava un proprio voto
due contro uno).
prima della convocazione ogni ceto doveva eleggere i suoi rappresentanti.
Per quanto riguarda le elezioni del terzo stato, esse si svolgevano in tre momenti:
1. tutti gli appartenenti al terzo stato eleggevano delle assemblee primarie;
2. le assemblee primarie eleggevano delle assemblee ristrette di grandi elettori;
3. i grandi elettori eleggevano i deputati.
anche le questioni che i deputati dovevano portare in discussione agli Stati generali erano
→
dibattute su diversi livelli (le richieste dei contadini non erano le stesse dei borghesi)
venivano stesi diversi “cahiers de doléance” (in tutto 60.000).
Le richieste popolari più diffuse erano:
4. abolizione delle decime;
5. abolizione del diritto esclusivo di caccia a favore della nobiltà;
6. venivano denunciati i privilegi signorili e il carico fiscale troppo alto.
La richieste dei ceti più elevati erano soprattutto:
7. uguaglianza giuridica;
8. richiesta di un assemblea costituente e di una costituzione scritta.
gli Stati generali vennero convocati per i primi giorni di maggio del 1789: il corteo era aperto
dal 604 rappresentanti del terzo stato (vestiti tutti di nero), seguiti dai rappresentanti della
nobiltà e quindi da quelli del clero (suddiviso in alto e basso clero).
la prima richiesta del terzo stato riguardava la procedura di voto: chiede che i deputati si
riuniscano in un’unica assemblea il re non lo concede
→
10 giugno il terzo stato convoca la propria assemblea e invita i rappresentanti degli altri due
stati a prendervi parte. Risposero solo alcuni delegati del basso clero
→
17 giugno si autoproclamano ASSEMBLEA NAZIONALE = unica vera assemblea
→
rappresentativa legittima della nazione (presuppone il passaggio logica degli ordini logica
→
della nazione: fine di una società divisa in ceti). Passaggio già anticipato da Sieyès “il terzo
stato costituiva la nuova totalità ed era la vera nazione; “se si eliminasse l’ordine privilegiato la
nazione non sarebbe qualcosa di meno, ma qualcosa di più”.
il re ordina all’assemblea nazionale di sciogliersi, ma essa rifiuta e quindi il re invita gli altri due
ordini ad unirsi al terzo stato
→
9 luglio ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE elegge un comitato con l’obiettivo
→
di redigere la costituzione FINE DELL’ASSOLUTISMO (ma il re porta aventi una politica
contraria: dopo aver riassunto Necker lo licenzia nuovamente perché aveva suggerito la
mediazione e porta delle truppe attorno a Versailles e a Parigi).
GLI EVENTI DELL’ESTATE DEL 1789: la rivoluzione francese è da considerarsi come la
⇒ convergenza di tre diverse rivoluzioni (avevano cause indipendenti).
1. INSURREZIONE DEL POPOLO PARIGINO
→ → →
1788: carestia aumento del prezzo del pane diminuzione dei salari reali diminuzione della
→ →
domanda di beni manifatturieri crisi nel settore manifatturiero licenziamenti.
Si era diffusa la voce di una congiura degli aristocratici: tenevano da parte beni di prima necessità
per rivenderli al mercato nero 20 luglio: il popolo parigino insorge:
- assalta i caselli per non pagare i dazi sui prodotti provenienti dalle campagne;
- assalta i magazzini alla ricerca di farina.
2. la borghesia (ruolo principale nell’elezione dei deputati di Parigi) vuole prendere sotto controllo
la situazione e sfruttarla per accorciare i tempi agli Stati generali e per tenere impegnate le
truppe del re
istituisce una GUARDIA NAZIONALE: cercare di controllare la popolazione parigina.
Il marchese La Fayette prende il controllo del governo municipale borghese.
14 luglio: ASSALTO ALLA BASTIGLIA (popolani e borghesia):
- deposito di armi;
- simbolo dell’assolutismo: chi vi era imprigionato era accusato dei più gravi delitti politici.
La Fayette introduce la bandiera tricolore.
Necker viene richiamato dal re.
3. INSURREZIONE NELLE CAMPAGNE per motivi di carattere sociale ed economico.
I contadini rifiutano di pagare le decime ecclesiastiche e i canoni e le tasse dovute alla nobiltà;
assalgono i castelli per cercare le carte in cui erano documentati i diritti feudali cui erano sottoposti
→ la borghesia teme che la situazione diventi incontrollabile tanto da mettere in discussione il
diritto di proprietà
4 agosto: l’assemblea nazionale costituente vota per la distruzione dell’Ancien régime, ovvero
dei diritti feudale che gravavano sui contadini:
i diritti che gravavano sulla persona vennero del tutto aboliti (decime, corvèes, diritti di bassa
giustizia e venalità delle cariche), ma i DIRITTI REALI, che riguardavano la terra, vennero
dichiarati riscattabili perché non venisse leso il principio della proprietà privata (espresso con la
suddivisione fra proprietà utile e eminente).
LA “DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO”: proclamata
⇒ dall’assemblea il 26 agosto; in sostanza riassumeva le rivendicazioni del terzo stato. È costituita
da 17 articoli, che rappresentano il presupposto su cui doveva venir stesa la successiva
costituzione (diritti che precedono la legge). I principi su cui si basava sono:
separazione dei poteri;
diritti naturali e uguaglianza giuridica;
sovranità nazionale.
→
-
Storia contemporanea
-
Storia contemporanea 1789-1870, Storia contemporanea
-
Storia contemporanea
-
Storia contemporanea - Storia dell'Europa
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
Per termini, condizioni e privacy, visita la relativa pagina.