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1848 Rivoluzioni e moti in tutta Europa:

­ crisi economica 1846 – 1847

­ azione consapevole svolta dai democratici

­ attesa di rivoluzione

Richieste:

­ libertà politiche

­ democrazia

­ emancipazione nazionale

forte partecipazione delle masse popolari

Francia:

Insurrezione a Parigi del 22 febbraio: chiamata guardia nazionale che fece causa con i

dimostranti, intervenne l’esercito e dopo due giorni gli insorti erano padroni della città

così il 24 febbraio fu proclamata la repubblica all’Hotel de Ville e Filippo Luigi scappò,

inoltre fu annunciata la convocazione di un’assemblea costituente da eleggere a

suffragio universale. Inizialmente ci fu molto entusiasmo, no limitazioni a libertà di

riunione, nuovi giornali e nuovi club, abolita pena di morte per reati politici.

Repubblica molto moderata: scontente le correnti più accese di sinistra. Governo: 11

ore massime di giornata lavorativa, diritto al lavoro, istituiti ateliers nationaux che

creavano però problemi alle finanze statali. 23 aprile 1848: elezioni per assemblea

costituente in cui vinsero i repubblicani moderati il 15 maggio il popolo di Parigi fece

una manifestazione che si concluse con l’invasione dell’assemblea costituente che fu

repressa dalla guardia nazionale. Dopo un mese il governo chiuse gli ateliers

nationaux e i disoccupati più giovani furono costretti ad arruolarsi: 23 giugno nuova

manifestazione e il governo diede pieni poteri al ministro della guerra Cavaignac per

procedere alla repressione. Società francese: riflusso conservatore per paura della

rivoluzione sociale. Il potere rimase ai repubblicani moderati e in novembre

l’assemblea costituente approvò costituzione democratica che prevedeva un presidente

della repubblica eletto dal popolo per quattro anni e un’assemblea legislativa eletta a

suffragio universale. 10 dicembre: elezioni presidenziali repubblicani divisi e

conservatori sotto Napoleone Luigi Bonaparte che aveva presa su destra, clero e popolo

infatti vinse.

Impero asburgico:

Vienna: 13 marzo una manifestazione di studenti e lavoratori fu repressa dall’esercito,

dopo due giorni di combattimenti il cancelliere Metternich dovette lasciare il potere.

Intanto tumulti a Budapest, Venezia e Milano.

Praga: 19 marzo i cittadini chiedono all’imperatore autonomia e libertà politiche e in

maggio l’imperatore Ferdinando I abbandonò Vienna e promise la convocazione di un

Parlamento (Reischstag) dell’impero eletto a suffragio universale.

Ungheria: i democratici radicali sotto Lajos Kossuth approfittarono della crisi per

creare un governo nazionale autonomo da Vienna, fu eletto un nuovo Parlamento a

suffragio universale.

Praga: in aprile formato governo provvisorio, i cechi non mettevano in discussione il

vincolo con la monarchia asburgica ma volevano più ampie autonomie per le

popolazioni slave. A inizio giugno a Praga si riunì un congresso di tutte le popolazione

slave ma il 12 giugno scoppiò incidente tra popolazione ed esercito così le truppe

imperiali intervennero, il congresso fu disperso e il governo ceco sciolto d’autorità.

Estate: Reichstag paralizzato da contrasti e in agosto imperatore ritornò a Vienna.

Per risolvere la questione ungherese il potere imperiale approfittò delle rivalità tra

slavi e magiari: i magiari volevano una grande Ungheria comprendente tutti i territori

slavi così gli slavi si appoggiarono alla monarchia che gli permetteva di conservare la

propria identità nazionale così in settembre un esercito slavo entrò in Ungheria per

unirsi alle truppe imperiali ma a Vienna in ottobre scoppiò una nuova insurrezione

perché il popolo si sollevò per evitare che nuove truppe partissero per l’Ungheria così i

reparti in Ungheria furono richiamati per domare le rivolte e alla fine di ottobre

Vienna era domata. Poco dopo Ferdinando I abdicò in favore del nipote Francesco

Giuseppe che nel marzo 1849 sciolse il Reichstag ed emise una costituzione che

prevedeva un parlamento eletto a suffragio ristretto con poteri limitati.

Germania:

18 marzo 1848: insurrezione a Berlino così il re Federico Guglielmo IV di Prussia

concesse libertà di stampa e convocò un parlamento prussiano ma le sommosse

continuavano e si chiese un’assemblea costituente con i rappresentanti di tutti gli stati

tedeschi: la costituente aprì a Francoforte a maggio ma non era in grado di imporre la

sua autorità e di occuparsi dell’unificazione. Intanto in Prussia riflusso conservatore e

Federico Guglielmo sciolse il Parlamento ed emise costituzione poco liberale.

Nell’assemblea di Francoforte si discuteva sulla contrapposizione tra grandi tedeschi

che volevano che volevano riunire gli stati germanici intorno all’Austria e piccoli

tedeschi che volevano riunire gli stati tedeschi intorno alla Prussia: prevalsero i

secondi e nell’aprile 1849 una delegazione si recò a Berlino per offrire al re di Prussia

la corona imperiale ma egli rifiutò perché veniva da un’assemblea popolare fine

della costituente.

Italia e Prima Guerra di Indipendenza

12 gennaio 1848: Palermo insurrezione che indusse Ferdinando II di Borbone a

emettere il 29 gennaio una costituzione delle due Sicilie lo stesso dovettero fare

Carlo Alberto di Savoia (8 febbraio: prevedeva Camera dei deputati, un senato di

nomina regia e una dipendenza del governo dal sovrano legge fondamentale del

regno d’Italia), Leopoldo II di Toscana e Pio IX.

Venezia: insurrezione il 17 marzo che chiedeva al governatore austriaco la liberazione

dei detenuti politici fra cui il capo dei democratici Daniele Manin e il 23 un governo

provvisorio presieduto da Manin proclamò la repubblica veneta.

Milano: 18 marzo assalto al palazzo del governo in cui per cinque giorni popolo e

borghesia combatterono contro gli austriaci di Radetzky. 22 marzo: creato governo

provvisorio e Radetzky si ritirò.

Piemonte: il 23 marzo dichiara guerra all’Austria (pressione di democratici, desiderio

di allargarsi ad est, timore che lombardo­veneto diventasse un centro repubblicano) a

cui si unirono Ferdinando II di Napoli, Leopoldo II di Toscana e Pio IX guerra di

indipendenza. Ma Carlo Alberto pensò solo ad annettere lombardo­veneto al piemonte;

Pio IX il 29 aprile si ritirò perché era in guerra contro una potenza cattolica, poi si

ritirarono anche Ferdinando di Borbone e Leopoldo II; rimasero solo volontari e

patrioti ma presto gli austriaci il 23 – 25 luglio a Custoza sconfissero le truppe di

Carlo Alberto che il 9 agosto firmò l’armistizio.

Autunno 1848:

­ Sicilia sotto i separatisti con proprio governo e propria costituzione

democratica.

­ Venezia Manin aveva proclamato la repubblica.

­ Toscana Leopoldo II dovette formare un ministero democratico

­ Ex Stato pontificio gennaio 1849 elezioni a suffragio universale per assemblea

costituente. 9 febbraio: Repubblica romana, democrazia. Leopoldo II fuggì dalla

Toscana dove i poteri passarono a un triunvirato.

­ Piemonte 20 marzo 1849 Carlo Alberto attaccò le truppe di Radetzky che però

sconfisse l’esercito piemontese il 22 – 23 marzo presso Novara così Carlo Alberto

abdicò a favore del figlio Vittorio Emanuele II che firmò un armistizio con gli

austriaci.

Così gli austriaci a marzo schiacciarono un’insurrezione a Brescia, in aprile

attaccarono Venezia che resistette fino ad agosto e in maggio attaccarono Roma dove

erano state fatte molte riforme dai democratici: opera di laicizzazione, aboliti tribunali

ecclesiastici, decretata confisca dei beni del clero, progetto di riforma agraria che

prevedeva la concessione di fondi confiscati a famiglie povere. Pio IX intanto da Gaeta

chiese aiuto a Austria, Spagna, Regno di Napoli e Francia per essere reinsediato a

Roma a inizio giugno truppe francesi attaccarono Roma che resistette un mese e il 4

luglio prima di annunciare la resa.

Ungheria per domare la rivolta l’Austria chiese aiuto allo Zar di Russia e l’esercito

magiaro attaccato sui due fronti fu sconfitto l’11 agosto 1849 nella battaglia di Vilagos.

fallimento di correnti rivoluzionarie dovuto a fratture che dividevano correnti

democratico – radicali e liberal – moderati che spaventati dalla rivoluzione sociale si

riaccostarono a vecchie classi dirigenti; allo stesso tempo c’era stata una spinta verso

più ampia partecipazione a potere politico e affermazione di ideali nazionali.

Francia della seconda repubblica e secondo impero

Luigi Napoleone Bonaparte governo dell’ordine.

Elezioni per nuova assemblea legislativa maggioranza clerico conservatrice alla

camera che volle intervenire contro la repubblica romana (protesta dei democratici).

Varata legge su istruzione che reintroduceva clero in scuole e università, aumentate

tasse su imprese giornalistiche, nuova legge elettorale che limitava il diritto di voto

tensioni tra presidente e maggioranza moderata che raggiunsero il culmine quando nel

1851 la Camera respinse la proposta di modificare la legge che impediva la rielezione

di un presidente: il 2 dicembre 1851 la Camera fu occupata dalle truppe per volere di

Bonaparte e sciolta d’autorità, oppositori deportati e rivolte represse; 21 dicembre: un

plebiscito attribuì a Bonaparte il compito di redigere una nuova costituzione che

promulgò nel gennaio 1852 che stabiliva di 10 anni il mandato presidenziale,

ripristinava il suffragio universale ma toglieva alla camera l’iniziativa legislativa.

Infine nel dicembre 1852 un nuovo plebiscito approvò la restaurazione dell’impero e

Luigi Napoleone prese il nome di Napoleone III.

SOCIETÀ BORGHESE E MOVIMENTO OPERAIO

Dopo 1848 ascesa di borghesia con i suoi valori e il suo stile: austerità, moderazione,

rispettabilità, risparmio, autorità di capofamiglia e subordinazione di donna, povertà e

immoralità viste come peccato.

Sviluppo di positivismo indirizzo filosofico che considera la conoscenza scientifica

come la sola valida e applicava i metodi delle scienze naturali allo studio di tutti i

campi dell’attività umana. Il più grande rappresentante fu Darwin che formulò teoria

dell’evoluzione e della selezione naturale.

Boom economico anni ’50 – ‘60 rimozione di vincoli giuridici che ostacolavano

attività economiche, libero scambio, disponibilità di materie prime, diminuzione di

tassi d’interesse, nascita di banche di investimento, sviluppo di mezzi di trasporto e

comunicazione.

Figura di operaio di fabbrica con dure condizioni di vita coscienza di classe.

Marx teorie socialiste con carattere scientifico.

1864 – Londra prima internazionale ma scontri tra Marx e Baukin che pensava che

abbattuto il potere statale si sarebbe automaticamente instaurato il comunismo senza

passare per la fare di dittatura del proletariato che Marx invece riteneva necessaria;

inoltre Baukin considerava le masse diseredate (e non i proletari come pensava Marx i

protagonisti della rivoluzione)

Chiesa di Pio IX critica nei confronti della società moderna:

­ 1864: Pio IX proclamò l’enciclica Quanta Cura in cui condannava liberalismo,

democrazia, socialismo; inoltre fece pubblicare il Sillabo in cui erano elencati

tutti gli errori del secolo tensione tra Papa e stati tra cui Francia di

Napoleone III dove il Sillabo fu censurato

­ 1870: nel Concilio Vaticano I Pio IX fece proclamare il dogma dell’infallibilità del

papa e quindi rafforzava la sua autorità nuove tensioni con altri stati!

Intanto si sviluppavano movimenti cristiano sociali in Francia, Belgio e Germania

grazie all’arcivescovo di Magonza Ketteler che invocava la pietà delle classi più elevate

e l’intervento dello Stato inoltre auspicava cooperazione e mutuo soccorso tra i

lavoratori.

Città e campagna

‘800 crebbe il numero delle grandi città. In Gran Bretagna si formarono grandi città

intorno ai più importanti centri industriali, negli stati uniti si espansero i sobborghi

periferici e si costruirono grattacieli. Le periferie si ingrandirono per ospitare i ceti

popolari mentre i borghesi vivevano in zone migliori, si sviluppano centri di

riferimento come la Borsa, i centri commerciali, il tribunale; i poteri pubblici

favoriscono lo sviluppo dei trasporti e cercano di risolvere problemi igienici.

­ Parigi Haussman sventrò i vicoli medievali e aprì i boulevards, costruì

stazioni, ponti, giardini.

­ Londra si sviluppò grazie all’iniziativa privata

­ Vienna fu creato il Ring che divenne centro di incontro e cultura

­ Chicago a fine ‘800 fu distrutta da un incendio e ricostruita così in fretta da

diventare un simbolo del dinamismo americano

‘800 maggioranza del popolo era contadino, quando fu abolita la servitù della gleba

in certe regioni si sviluppò la piccola proprietà privata altrove invece si

avvantaggiarono i latifondisti. Molti contadini tra 1840 e 1870 migrarono in America.

UNITÀ D’ITALIA

Dopo 1848 no evoluzione politica o economica

­ Lombardo­Veneto occupazione militare austriaca, pressione fiscale, no

sviluppo, risentimento di italiani verso impero asburgico.

­ Centro nord ritorno ad antico regime, moderati che avrebbero però voluto

un’evoluzione democratica costretti all’esilio.

­ Stato pontificio ripristinato secondo modello teocratico­assolutistico,

democratici perseguitati e potere a prelati.

­ Regno delle due Sicilie assolutismo, dura repressione, conservatorismo, alti

dazi doganali che ostacolavano agricoltura d’esportazione, limitazione di spesa

statale per cui furono sacrificati i settori dell’istruzione e delle opere pubbliche

(unici lavori pubblici a Napoli: squilibrio).

Cavour

Vittorio Emanuele II scontro tra corona e Camera elettiva composta da democratici.

Agosto ’49: pace di Milano con gli austriaci non approvata dalla Camera così re e

governo presieduto da D’Azeglio sciolsero la Camera e indissero nuove consultazioni

mentre il re invitava gli elettori a scegliere rappresentanti moderati o lo Stato sarebbe

stato in pericolo. La nuova camera approvò la pace di Milano. Il governo D’Azeglio

modernizzò lo stato:

­ febbraio 1850 approvata legge Siccardi che poneva fine ai privilegi del clero

nel regno sabaudo e adeguava la legislazione ecclesiastica del Piemonte a quella

degli altri stati europei.

Cavour nato nel 1810 da una famiglia nobile; molto intraprendente e cosmopolita. Il

suo ideale era un liberismo moderato, pensava che l’allargamento delle basi dello stato

dovesse essere graduale e incanalato in un sistema monarchico costituzionale fondato

sulla libertà individuale e sulla proprietà privata.

1850 Cavour nel gabinetto D’Azeglio come ministero dell’agricoltura e del

commercio.

Novembre 1852 D’Azeglio si dimise e Cavour presidente del consiglio. Prima di ciò

Cavour aveva creato un connubio tra l’ala più progressista della maggioranza

moderata e la parte più moderata della sinistra democratica: nacque maggioranza di

centro che relegò all’opposizione clericali conservatori e democratici intransigenti

Cavour allargò la base parlamentare del suo governo spostandolo verso sinistra.

Cavour:

­ liberoscambista no barriere doganali che avvantaggiarono il settore agricolo

­ nuove strade e canali, ampliato il porto di Genova, sviluppate le ferrovie (bene

per commercio, azienda siderurgica e meccanica)

Allo stesso tempo però le condizioni delle classi più povere non migliorarono, alto

tasso di analfabetismo. Comunque Piemonte: agricoltura in fase di espansione,

industria all’avanguardia, sistema creditizio organizzato, buona rete di trasporti.

Moltissimi esuli politici si stabilirono in Piemonte grazie alle libertà che vi

vigevano

Il fallimento dell’alternativa repubblicana

Mazzini: pensava che l’unità d’Italia sarebbe scaturita solo da un moto insurrezionale.

1851 ­ 1852 molti arresti e condanne a mazziniani ma Mazzini non si arrese così il 6

febbraio 1853 a Milano operai e artigiani assalirono i posti di guardia austriaci: molti

arresti e condanne.

1853: a Genova Mazzini fondò il Partito d’azione e tenne i contatti con operai e

artigiani del nord.

1851 usciti La federazione repubblicana di Giuseppe Ferrari e La guerra combattuta

negli anni 1848 – 1849 di Carlo Pisacane che introdussero il tema del socialismo

entrambi sostenevano che la lotta per l’indipendenza avrebbe avuto successo solo se

avesse saputo legare a sé le classi popolari.

Giugno 1857 Pisacane con altri uomini si impadronì a Genova di un piroscafo di

linea e si diresse verso Ponza dove c’era una prigione borbonica i cui detenuti furono

liberati e presero parte alla spedizione che si diresse verso Sapri dove Pisacane

sperava di essere appoggiato dai contadini che gli furono però ostili e la missione fu

annientata dalle truppe borboniche e Pisacane si uccise.

1855: Manin aveva proposto il superamento delle divisioni relative alla futura forma di

governo da tenere in Italia e aveva proposto di unire tutte le correnti intorno a Vittorio

Emanuele II. Nel 1857 questo movimento prese il nome di Società nazionale.

La diplomazia di Cavour e la seconda guerra di indipendenza

Cavour: voleva allargare i territori del Piemonte! Inizialmente si avvicinò agli stati più

sviluppati tanto da accogliere l’invito di Francia e Inghilterra nel 1855 di associarsi a

loro nella guerra contro la Russia inviando un corpo di spedizione in Crimea. Così il

Piemonte partecipò nel 1856 alla conferenza di Par

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ilaria Ghiselli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Del Zanna Giorgio.
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