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Massoneria e radicalismo in Europa dall'età dei Lumi alla Grande Guerra

Il legato settecentesco

La massoneria moderna nacque ufficialmente il 24 giugno 1717 con la Gran Loggia di Londra, successivamente denominata la Gran Loggia d'Inghilterra. Quel giorno nacque la massoneria speculativa, perché quella che era esistita fino a quel tempo era stata una massoneria operativa; chiamata così perché i massoni medievali costruivano "opere" come edifici religiosi e militari, e residenze dei signori; mentre quelli speculativi si occupano di problemi teorici.

La Gran Loggia di Londra è sorta per iniziativa di Jean Desaguliers, James Anderson e George Payne. Nelle Logge liberomuratorie si respirava un clima di tolleranza religiosa e di apertura verso le nuove frontiere della scienza. La nascita della Gran Loggia di Londra rappresentò un momento di svolta, e l'istituzione londinese assunse una funzione di rappresentanza all'interno della massoneria europea, dovuta alla pubblicazione delle Constitutions del 1723 di James Anderson, che da quel momento rappresentarono il quadro normativo di riferimento.

Le Constitutions erano divise in cinque parti, che comprendevano:

  • Le origini della massoneria coincidenti con la storia del genere umano da Adamo in poi
  • I Doveri massonici che dovevano essere letti ad ogni nuovo membro
  • I regolamenti
  • Il metodo per costruire una nuova Loggia
  • L'elenco dei membri della Gran Loggia di Londra

Per diventare massoni era necessario essere uomini buoni, sinceri, liberi, di età matura, non donne ma uomini con una buona reputazione. Negli anni Venti e Trenta del '700, la massoneria si iniziò a diffondere nelle Province Unite olandesi e in Francia, nei Paesi Bassi austriaci e nel mondo germanico, poi nella penisola italiana, in quella iberica, in Russia e nei territori della monarchia asburgica. Immediata fu la risposta della Chiesa cattolica, che vide nella diffusione della massoneria una minaccia al proprio principio di autorità. Così nel 1738 si ebbe la prima condanna pontificia della massoneria con la bolla In eminenti, emanata da Papa Clemente XII. La bolla stabiliva, sotto pena di scomunica, il divieto di affiliazione alla massoneria.

All'interno delle logge europee cominciò a circolare il mito della forma repubblicana dello Stato. Le logge divennero un luogo di sociabilità più intimista e laicizzato; al loro interno si aprirono sale di lettura, da biliardo e da caffè, dove poter discutere della vita politica e delle novità del tempo. Con il periodo rivoluzionario gli incontri si intensificarono fino a diventare delle organizzazioni settarie che durante la Rivoluzione francese (1789-1799) diventarono strutture terroristiche. In questo periodo ci fu il tentativo di trasformare una società dei segreti in una società segreta con finalità cospirative. Operazione che si concretizzò in modo parziale, ma che ha alimentato la paura e il sospetto che la massoneria fosse causa della Rivoluzione francese. L'influenza della massoneria sulla Rivoluzione francese appare tuttavia indubbia.

La voie substituée

Seguì il periodo napoleonico, che vide la massoneria sostenitrice dei disegni espansionistici dell'Impero. Napoleone la utilizzò come strumento di governo, e nelle terre cadute sotto il suo dominio favorì la diffusione delle logge. La massoneria uscì da queste vicende confusa, divisa e priva di un chiaro ordinamento da prendere nell'immediato futuro. Finì col diffondersi l'opinione che esistessero una massoneria buona (quella inglese, fedele alla tradizione e capace nel 1813 di dar vita alla Gran Loggia Unita d'Inghilterra) e una cattiva (quella continentale, orientata verso il settarismo politico e verso il disegno del complotto rivoluzionario contro la Chiesa).

Nel continente subentrò un processo di crescente politicizzazione, chiamato da Jean Baylot la voie substituée, che toccò il culmine fra fine '800 e inizio '900. In vari paesi le logge presero a esercitare un'attiva influenza sulle contese elettorali, sulle vicende governative e amministrative e sulle scelte economico-sociali. In ogni paese nacque un Grande Oriente o una Gran Loggia; ciò ebbe come conseguenza la crisi di un concetto caro ai massoni del secolo dei lumi: il grande progetto della repubblica universale dei liberi muratori, così che divenne sempre più difficile conciliare l'originaria vocazione cosmopolita con gli ideali nazionalistici e con le istanze indipendentistiche dei movimenti patriottici. Inoltre nella seconda metà dell'800 ci fu il passaggio dalla setta al partito.

La chiesa laica della terza repubblica

Il caso più emblematico è quello della Francia della Terza Repubblica, che l'estrema destra francese ha sempre considerato come parte della massoneria. Il processo di repubblicanizzazione della massoneria francese prese corpo negli anni Sessanta, durante la fase liberale del Secondo Impero. Il colpo di stato del 1851, effettuato da Napoleone Bonaparte, determinò una svolta: nel 1852 alla guida del Grande Oriente di Francia era stato chiamato il principe Luciano Murat, cugino di Napoleone, che aveva imposto alle logge una gestione fortemente centralizzata e il divieto di occuparsi attivamente di politica e religione. Molti fratelli di fede abbandonarono le logge, per cui queste subirono un notevole ridimensionamento.

Nessuno però, mette in discussione che intorno al 1870 il Grande Oriente costituisse una roccaforte del repubblicanesimo. La massoneria costituì una "Repubblica in piccolo", perché seppe dimostrare come uomini con idee politiche diverse, ma uniti dagli stessi valori, potessero tentare di affrontare insieme il difficile cammino della coesistenza. Nel 1877 il Convent del Grande Oriente di Francia, decise di eliminare dai doveri massonici l'obbligo del credo in Dio. Ne conseguì la rottura delle relazioni con le obbedienze anglosassoni, che accusarono i francesi di aver violato uno dei punti di riferimento dell'identità massonica. Al massone Jules Ferry si dovettero così le leggi dei primi anni Ottanta sull'insegnamento laico, gratuito ed obbligatorio. Seguirono altre leggi che istituirono il divorzio, che autorizzavano i funerali e le sepolture civili.

La massoneria iberica fra democrazia e nazionalismo

Anche nella Spagna dell'800 la massoneria divenne una scuola di formazione delle élite democratiche e un veicolo di modernizzazione del paese. Nel corso del XIX secolo la massoneria iberica ebbe un'esistenza molto tormentata. Infatti, all'età d'oro del triennio costituzionale (1820-1823), seguirono il decennio assolutista e la messa al bando da parte di Ferdinando VII nel 1824. Nel 1838 venne fondato a Lisbona, in esilio, il Grande Oriente Nazionale di Spagna, che ebbe un carattere molto politicizzato ma anch'esso conobbe degli ostacoli fino al 1868, quando la rivoluzione di Settembre portò alla caduta dei Borboni e al varo di una costituzione liberale (1869).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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